lunedì 27 aprile 2020

S'ASSAPORANO NEL CESTO CHE PROFUMA DI RANCORI











S'assaporano nel cesto che profuma di rancori, i marasmi intrufolati di braccia energiche, e miopi speranze sedute sui gradini di grotte immaginate.
Conoscono appena le dimore solitarie dove s'inchinano, come sudditi ammaliati, i raggi luccicanti che stampano orme di foglie su deserti di dune accantonate.
Quando s'allontano, poi, sistemano con gli occhi verdi il colore del vento richiamandolo nel bosco, dipingono il mare sulla cima del monte piú elevato, si pongono una mano sul petto e piangono abbracci nascosti, dimenticando come illumina parole la sorgente creativa del desiderio inscatolato.
Travolge il vuoto dei limiti infiniti, l'illusione che abitua alla lontananza, e stanca la pazza determinazione di giorni raccontati in mezzo ai massi, raccogliendo mattoni e frutta senza chiederne il prezzo, soltanto per sbirciare il movimento di chi ha fretta.



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