mercoledì 25 novembre 2020

OCCHIATE NERVOSE E SDRUCCIOLEVOLI









Seducenti girotondi d'occhiate nervose e sdrucciolevoli, rincorrono richiami arzigogolati di coraggiose alchimie che scompigliano i ciuffi di emotivitá inespresse.
Sbriciolano verbi arroganti, suppliscono docili strumenti di laboriosa intraprendenza, si soffermano, indugiando, tra le escrescenze ovattate di strutture propense a disintegrarsi sotto influssi inquisitori di squilibri esistenziali.
Allontanano pensieri confusi intrigandone i toni e le linee ansimanti.
Sfumano suoni invadenti, disarmano ogni gioco che presenti sapori stemperati di turbolenza.
Neutralizzano brandelli ostici d'irriverenti soddisfazioni, mormorate con l'aritmìa di spiragli sinuosi.
Dall'uscio di sospiri leggiadri, traslocano urgenti mancanze, miscelano flutti di veritá, scaturite dall'alito scarlatto di frivoli passatempi, con invisibili fantasie, sfumate come presagi.
Ne immergono gli spicchi in antidoti illogici e fragorosi. 


 

sabato 21 novembre 2020

IN UNA MANCIATA DI MALUMORE








Aderiscono inebetiti mormorii ai presupposti d'uggiose rifrazioni, e, per non produrre vuoto in dissolvenze ammaestrate, ondeggiano come piume discinte dal soffio dei desideri.
Contaminano sequenze di fremiti incalzanti, appassendoli sotto estensioni cocenti, agguantano desolazione, voli di sguardi indecifrabili, intrecci di segmenti proiettati su ombre ondulate.
Ricercano e raggiungono traguardi immaginosi, rendendo statici i contorni di turbamenti ispezionati con innata fobia.
Celano in meandri avvizziti le consegne astatte di evasioni antiche, confezionano dinamiche stantie in cartocci di dileguata armonia.
Circumnavigano estromissioni anarchiche, sconfinando in smerigliati battiti d'odorose effervescenze. 
Retrocedono sempre al calar del sole, per alloggiarsi in una manciata di malumore. 



 

giovedì 19 novembre 2020

LE SENTINELLE INVIATE DAL TRAMONTO






Pattugliano sfumature di piombo emancipato e logiche impastate di squallore, le sentinelle inviate dal tramonto delle attrazioni eccentriche.
Ricalcano mimiche addomesticate, discostano manti emotivi per rivelare contesti affannosi, e restituire forza a schiere di paladini ammutoliti.
Negli arabeschi di tremuli sospiri, sottilineano curve fibrillanti, impronte di carezze convulse, inquietudini in bilico sull'orizzonte delle disarmonie.
Mordono linee annegate, mentre assaporano torsioni di sapori disseminati dal rimestì,o di destini premeditati.
Stuzzicano la fragilitá di disagi pervasivi, per ricongiungersi al fremito che s'origina in attese evanescenti. Svelano olezzi d'impulsi emozionali, negoziano solchi tracciati dallo scorrere di trasporti sporadici, esaltano il ritmo di carezze celate in cromosomi, estenuati come nettare, che trascenda da effervescenti varchi d'incontenibili frivolitá.





 

lunedì 16 novembre 2020

ONDATE DI VIOLATE REGRESSIONI








In ondate scomposte di violate regressioni, i detriti di sfumature avvolgenti prosperano nella luce cruda di malinconici sorrisi.
Sommuovono la densitá viscosa di alitari incontrollati, spogliano appigli di penombra, coagulando fervori ansimanti che aleggino nell'etere aromatico.
Fremono d'incontenibili sussurri, appagano esaltati assiomi e sfibranti singulti.
Si logorano sciabolando intercapedini ed instigando vertigini, innalzano assensi per trasformali in scomode movenze, ignorano frastuoni, che, flutti inconsueti, estraggono da splendori assopiti. 
Prediligono tinteggi adulatori, versi boccheggianti, immaginose palpebre, pronte a capitolare al cospetto di tepori raddolciti e presagi di ritualitá inconsistenti, si arginano a stento, com'è il caso di fantasie impalpabili che si trastullino in tane di tulle rarefatto ed iridescente. 




domenica 15 novembre 2020

SIBILANTI DISARMONIE.








Sibilanti disarmonie spesso celano piaghe madide di vaporose voluttá.
Lí rincuorano sopiti plagi di essenze degradate, energizzano torpori scompensati accostandoli a tenaci sopravventi, ridestano spirali per neutralizzare disagi, ebbrezze ed ingannevoli movenze. 
Attenuano cadute d'afflati che ostentano l'oblío dei sensi, trafiggono ruvidi sbandamenti di sagome opache nel chiarore di crepuscoli sguaiati.
All'eccedenza di nuvolositá onuste e smorfie screzianti di gestualitá trafelate, rispondono con leggiadre lusinghe sussurrandole a grumi d'esuberanze che s'insinuino tra richiami di passioni sconcertate.
Inarcano la distanza di silenzi pietrificati, avvicinano rimestii di caduchi rammendi ai bersagli sonori d'istanti debilitati, ammaestrano la presenza denudata di flebili sospiri ed intransigente aviditá.  



 

giovedì 12 novembre 2020

SUPPOSIZIONI DI DIMESTICHEZZA









Prima d'accostarsi in sconfinate supposizioni di prorompente dimestichezza, conviene esercitarsi in pulsanti ingaggi di primordiali trastorni, convogliare ostentato carisma verso quel logorio che sminuisce ed acquieta trasparenti pregiudizi.
L'impasto che addensa magnetismi frinisce di libecci stralunati, accentua fatalitá nel rigoglìo di sfumature languide e tramagli ticchettanti di malinconia.
Sul suolo labile deposita estasi abbozzate, malintesi, risentimenti inarcati dall'ascolto di echi trangugiati a stento.
Trattiene segreti, privandoli di parodie, mimetizza rassegne nell'aroma di passioni allarmanti.
Scandisce avanguardie, disperdendo sotterfugi sulla scena incorporea di persuasioni ansimanti ed abbagli d'arsure ostiche, che precludono le tenui pennellate di simbiosi insanabili.




venerdì 6 novembre 2020

SIGILLANO AFFIEVOLITI CONTRATTEMPI









Sigillano affievoliti contrattempi, sospesi nel susseguirsi di precipitazioni silenziose, i guazzi esfogliati di venature che conducono a lusinghe immerse in mimetismi elaborati e decotti dolciastri.
Desiderano cadenze effervescenti, sinfonie aromatiche ed espressioni trafelate di farse inarrestabili.
S'avvinghiano a fotogrammi chiassosi ed abbaglianti, immergendone gli orli sfrangiati nel pozzo di sensazioni translucide, frammentate dal graffiante movimento che simula agguati d'intensitá emotiva.
Disperdono sottigliezze, utilizzando il degrado cocente di spasmodici cardini emblematici.
Intuiscono riflessi insensati, quando si cimentano in volteggi arrampicandosi dal precipizio di percezioni congelate.
Incoraggiando sofferenze estremamente diluite, sfiorano fatalitá stridule ed ondulate.
Assecondano sonoritá stridule, mentre si dedicano ad insinuarsi in languidezze incostanti e spigolose, enfatizzando retrogusti di sfumature affusolate. 







martedì 3 novembre 2020

LA SONORITÁ PASSIONALE SI TRASMETTE ALL'UNISONO











Sgargiante, inebriata, la sonoritá passionale si trasmette all'unisono in tutte le direzioni, raggiunge il nettare di bocche spalancate, ma anche arterie e membrane compatte, luoghi comuni, protundenti eritemi, e setose soglie, dove alberga la follia indesiderata dei sogni in attesa di riconoscimento.
Per scansarsi dalla saggezza empatica, abbraccia nessi cementati, spigoli segreti e tatuaggi acquarellati di salive e malumori.
Collide per dischiudere scenari di bagliore, morde, ansiosa, l'aria che fugge da polmoni assillati da odori scomposti, annusandoli con stupore affannato.
Innesca l'impazienza di labbra propense al processo rude che sigilla lo strascico estenuante.
Non s'acquieta con suadenti riccioli di scomposta verbalitá, neppure fragili incantesimi e dialoghi fruscianti ne spengono il battito incantato.
Alludendo a sentimenti contrastati, lampi incontenibili nel crescendo accalorato di banchetti impudenti ed emotivi, invadono l'infinitá.
Cosí, sfumano lo sfrigolìo di menti minuscole, trasgredendo nel loro percorso trappole inarquate che voci melliflue tracciano e ritagliano, annodando veli nella penombra melanconica di animi ovattati.





venerdì 30 ottobre 2020

LE SENTINELLE DEI TRIPUDI ODOROSI









Le sentinelle dei tripudi odorosi solleticano sfumature variegate, allarmano l'avanzata sinuosa ed imprevidente di clandestine sensazioni, inquinate di svogliature pruriginose.
Provocano e tormentano i cantici che, accompagnando squilli di tensione, manifestano trafelati nel giardino delle sconcertanti assenze.
Avvolgono d'amnesia le penombre inconsuete che sospingono evasioni tracotanti, sospiri trapiantati da sguardi segregati e sculture indisponenti. 
Scivolano rigagnoli tra dita avvolgenti, spregiudicando gestualitá che circuisca disegni ebbri di cilestrine attrazioni, ricalcano sensualitá tra quinte di scenari desertici e segreti.
Quando, di soppiatto, abbandonano il recinto dei fragori insani, s'inerpicano in circostanze ammainate, coagulano, in effimere sequenze, la foga di alienati dissapori, l'esaltazione di passi incandescenti ed i superlativi esaltati di leggende vissute come malesseri superstiti di cataclismi simulati in controluce. 





lunedì 26 ottobre 2020

SCONFINANO INCHIOSTRI TRAFELANTI











Inchiostri trafelanti sconfinano plasticitá selvatica, plasmando abbagli passionali, che traiettorie monotone soffermano sull'orizzonte dell'impossibile. 
Decadono ogni bellezza che sfiori il languire di brividi sincopati e sfumature impresse a forza.
Librano irriverenze cosmiche, implicano scabrose percosse in girovaghe raffinatezze ed untuosi segreti.
Fertilizzano fessure banali, che germoglino da smisurate barriere di pulviscolo cerebrale.
In preludi contestati, sospingono, ammorbidendoli, spessori originati da proponimenti disordinati ed agrodolci.
Camuffano concentrici olezzi in tripudi allarmanti, come quando indecise carezze precludono amplessi sagomati.
Nel ritmo tremulo dei tocchi odorosi di luci schermate, miscelano sotterfugi clandestini con curviformi piume dal gioco elaborate.



   

mercoledì 14 ottobre 2020

QUANDO LE INEZIE D'INTENTI...












Quando le inerzie d'intenti interferiscono, circostanziandolo, sull'aspetto barcollante di commozioni e pregiudizi appena risvegliatisi da lungo letargo, é giunto il momento di sciogliere densitá corpose nel mosto di sfumature esuberanti
In perentori vocalizi si possono stemperare labili sussurri, ma, inevitabilmente, si finisce per rincorrere lievi affettivitá utilizzando trasporti indecorosi.
Conviene, quindi, intraprendere effrazioni svigorite, erigere cataste di sedimenti sommessi, per arginare incanti che minaccino il dualismo di sagome che allestiscono congiure, tanto dense quanto instabili.
Altrimenti, ci si ritroverá dove effluvi impiumati capovolgono l'iride turgido dei rintocchi pastosi, che riti compiacenti alimentano di foschie emotive ed assoli snaturati.
In attesa che antagonisti arcigni afferrino le redini di quelle scorribande che soggiogano anche i battiti dell'oblio, ci si dedichi a schermarsi.
Si chiuda ermeticamente la soglia a lamenti e richiami che, come gocce translucide, scivolano sul filo di arcobaleni smerlati di sentimento ingarbugliato e screzi devastanti.      





martedì 6 ottobre 2020

SIAMO VOCI ASSOPITE.









Sandali luridi di bugie strisciano descrivendo fumi sottili, apparsi come sogni in ritardo, che s'abbeverano all'orizzonte nudo delle emozioni, mentre la musica dell'infinito ammassa attimi in scatoloni a strisce blu, ed, al centro del malincuore, si perdono sguardi che avvicinano la Luna.
Sarebbe preferibile perdersi in chiazze di rabbia che si stemperano nel mare, invece d'affondare nel miele di storie oblique da decifrare, assestando colpi alla serenitá di pensieri ciechi ed ingenuamente dignitosi, impallidendo nel riflesso di momenti distratti dal candore delle stelle.
Ma, il tedio, incrocia nuvole basse che farneticano come sbadigli nella bocca di chi biasima il suo tempo, quando dita rovesciano piatti sporchi, e le regole del gioco s'applicano anche alla carta sottratta dalle gabbie del circo inanimato.
Prima o poi, impareremo tutti a risvegliarci il destino, proiettando al buio desideri parlanti, nascondendoci dietro l'insistente presunzione di ostacoli congelati, allineandoci come coltelli affilati nel mulinello d'emozioni che combattono ad occhi chiusi e pugni serrati.
Siamo voci assopite da trasparenza sfrenata e rimpianti senza senso, pronte a vestire la sabbia quando nessuno ci guarda, mura scrostate d'una fortezza di carte scolorite, sospiri di vapore dileguato, tremiti d'una pioggia emozionata che scivola tra frasi emancipate, tormenti affrettati come il suono della salvia nel cielo smussato, che colonne di seta innalzano all'infinito.



mercoledì 30 settembre 2020

L'ECO DI SCORCI CROMATI







L'eco di scorci cromati che squillano attimi di presupponenza, in sinuosa movenza scandaglia la soglia incorporea d'intorpiditi rigurgiti di tristezza, prima d'adagiarsi soffice sul letto di prammatiche insinuazioni, levigando, dietro l'ombra di brividi assillati, la sequela di nitidi peduncoli nel crogiolo dei sogni nascenti.
Si schiera tra premiti e sospiri, emessi dal covo che, rilievi di luminosa anchilosaggine, decorano di sfumature gorgoglianti.
Tesse percezioni intrepite, alla ricerca di confini estranei al percorso prediletto dai suoni della lusinga.
Soppesa inconsistenti segmenti di virtú, per addestrarli al motto delle stelle.
Disperde, tra appendici di migrazioni trasparenti, gli approcci flebili, attraverso i quali, illogici ardori lusingano avvolgenti convogli di enfasi imprendibili.


  

lunedì 28 settembre 2020

DENSI LEGAMENTI DI COMPLICITÀ












Densi legamenti di complicitá esaltano intrecci spudorati d'avvenenza passionale.
Schioccano espansioni e spasmi sospesi, stemperando emozioni bollenti nei chiaroscuri incostanti, che, ritmiche stagioni della mente, catapultano su soffici vapori, condensati in religioso silenzio.
Si fondono in connubi languidi ed evanescenti, rovistando sussurri in soliloqui riproposti, affilando istanti di buio disarmato dall'offuscante idioma dei sensi.
Sconcertano semicerchi annodati, increspando la superficie di supposizioni stremate.
Imprimono, sottovoce, patine distillate dal respiro incostante, che dissolve sottigliezze, ed acute manciate d'energia scaturita dal frastuono di consuetudini specchiate.
In affreschi ansimanti d'elusive rinascite, trattengono filigrane, consunte quanto il languido percorso d'assiomi approdati su muri nascosti, prolungano artifici eclettici e vertigini menzognere.
Alimentano richiami di sgarbi primordiali, contornano pensose impudenze, per raggiugere traguardi scanditi in vortici slanciati, emigrano collisioni elastiche verso fugaci presupposti fallacemente impregnati di sfuriate attonite ed incisive.






martedì 22 settembre 2020

VAGANO MIRAGGI STRAVAGANTI.








Tra le brume d'inappagati accenti di languidezza, vagano miraggi stravaganti, svicolano lubriche motivazioni che non saprebbero governarsi altrove.
Un timido effluvio ne sparpaglia i sospiri cadenzati, esala volontá compresse, intingendole in rugiade allegoriche e stantie.
Abboccate sfuggenze di sommesse estemporaneitá, spesso frequentano le memorie furtive, che rinascono con guizzo istintivo, ed aggiornano il nesso di spregiudicate matrici predilette da appigli verdeggianti.
In sospeso, tra congestionati incanti d'irrealtá, ed astute proiezioni di fatali prodigi, avvenenze speziate scivolano trascinandosi dietro venature iridescenti.
Accentueranno il rimbombo d'un talismano, quando striscianti ombre di passionalitá profonda, invaghendosi d'eclissi apatiche, rincorreranno sapori masticati durante intrecci di messaggi penzolanti da arcobaleni capovolti.




lunedì 21 settembre 2020

SOMMOSSE INTRAPRENDENTI









Sommosse intraprendenti, modellano le zolle incolte dell'ironia discinta, che dissemina indulti restii a calcare il soppalco, dove tonfi, smacchi ed immagini riflesse mormorano come rimproveri severi.
Sciolgono ipotesi minute, dispiegano morbidezza bacchettata, incantano pertugi alteri e parabole roboanti.
La loro fluidità magnetica addolcisce crudeli mozioni esistenziali, frastorna la gramigna che il vento si rifiuta d'accarezzare, interpreta il tintinnio di voluttá iridescenti, che, premeditate circostanze, imprimono sulla superficie di parole lievi e disagiate. 
In un congiungersi di rimestii vaporosamente periferici, tramutano lusinghe in comandamenti improponibili, scandiscono percussioni folli esasperando cronache partorite, in modo astratto, tra diametri distorti, stormi di sotterfugi congestionati e fili d'erba raccolti per dispetto.






giovedì 17 settembre 2020

AFFANNI SIGILLATI IN GUAZZI D'ECO IMPERTINENTE.









Affanni sigillati in guazzi d'eco impertinente, affievoliscono ogni lamento sospeso nel vuoto, zittiscono il fragore di dissolvenze angosciate ed inebetite.
Contaminano scenografie ridondanti, scontrosi quanto insulse passioni riflesse in biechi crepitii di sincopati passi sul greto che si trasforma in pastura ondeggiante e fantomatica. 
Avanzano verso miraggi informi, che scambiano per traguardi rassicuranti.
Ispezionano il cilindro di vortici che riassemblano il circumnavigare del tempo, calandosi in dinamiche scagliate come dardi incandescenti, corteggiano anatomie smerigliate, e ricerche intraprese al ritmo d'elucubrazioni dondolanti.
Osteggiano nubi assopite, nel tentativo di contornare tregue scabrose, e rincorrere plasticitá alitanti contro vento.
Nell'adulazione viandante, trasportano irriverenti segreti, implicano smisurate percosse, scolpiscono aritmie e movenze di portata cosmica. 



mercoledì 16 settembre 2020

IL SOSPIRO INAPPAGATO.







Decaduto dal piedestallo, che effluvi d'acuminato cinismo irrorano di lubrica rugiada, il sospiro inappagato svicola, disperdendo languidezza su melliflui miraggi e stravaganti interiezioni.
S'alimenta di brividi scalpitanti che sottolineano sfuggenze inquiete, mentre infioccano sommosse reticenti, coinvolgendo arcane predilizioni.
Associa pastositá densa a messaggi disarmanti, incide scalpori sulla superficie ombrosa di cesellate consuetudini.
Nel suono lusinghiero di molecole temerarie, avvolge illogici ardori, convoglia l'eco flebile di aliti effervescenti ed assaggi setosi.
Accorcia distanze da ondositá mozzafiato che martirizzano giochi abbozzati al ritmo dei lamenti, e ne disperdono le angolose sembianze.
Nel diventare sconfinato d'insistenti perdite di senno, annunciano catture d'oltrepassati impulsi di sublimato ardore.





martedì 15 settembre 2020

ORME DI MOVIMENTI ASSOPITI DA FATALITÁ CARISMATICHE.













Quando si celano nei rimasugli accartocciati d'inermi cantici e briciole d'indolente languore, attingono fenomenali approdi, le orme di movimenti assopiti da fatalitá carismatiche.
Pulsano di sfumature riflesse nell'apice tenebroso della cuspide che acquieta vagiti insolenti, ostentando riflessi translucidi e presuntuosi.
S'immedesimano in pieghe vaporose, osando tranciare legami sanciti da fruscii d'afflati incontrollabili,
Avvolgono aromatiche sferzate di dilemmi raggomitolati nell'arruffato letergo di mimiche lontananze.
Marcano il precipizio di proiezioni distratte dal luccichìo di vetrose sillabe affrante.
Dietro moine arrotondate, scandite senza tregua, plasmano levitá ermetiche, sbordandone i limiti ipotetici ed arrampicandosi nelle sonoritá di astri ridimensionati in tasselli di cielo incandescente.
Vagabondando capricciosamente, estendono fomenti di pulsioni accalorate, incrementano collisioni irriverenti, s'impigliano in passi levigati ed anomalie irriverenti.
Venerano la smania che contrasta i rimbalzi taglienti, innescati, silenziosamente, da ventagli di pigmenti intinti in commozione fascinosa.





venerdì 11 settembre 2020

LA VISUALE SMUSSATA CHE ACCAREZZA IL MAGNETISMO










Altalenanti traiettorie, goffe attrazioni, marcano la visuale smussata, che accarezza il magnetismo di preguidizi accentuati dal frinire di pensieri infranti.
Oltre quei versi bollenti, che adornano la ruvida sensibilitá di pastose adulazioni e folate assiemate, s'agglomerano misfatti eccedenti.
Lí, azzerano brame, propongono rintocchi di distillata impertinenza, mentre sviscerano le grida di carezze e sguardi incartapecoriti.
Attreverso spiragli porcellanati, insufflano sonoritá inconsuete, assaporano preziosi assensi vellutati, ed epiloghi sfornati con impudica gestualitá.
Focalizzano, in allegorie irriverenti, brividi farneticanti, che inebriano coagoli appoggiati al bordo dell'inesistenza.
Conciliano moti impulsivi e corpositá candide, trascinando sfumature sconosciute nel languore inconsistente di passionali frenesie, che turbano sornioni flutti ed assoli struggenti.





mercoledì 9 settembre 2020

IN UN LEMMA DI PRAMMATICO DILETTO









È in un lemma di prammatico diletto, che tristezze intorpidite incorporano peduncoli di discostata solitudine.
Riaffiorano, cosí, prodighi contrasti, sobillati dall'evanescenza di variopinte schegge e pretenziose saghe emotive.
Il loro spessore incorporeo, ne rabbuia la sbornia prematura, confezionando primordiali allusioni in cangianti movenze di mistero.
Tinteggiano cadenze dilatate, depravandole nella penombra adulatrice, che ergono da boccheggianti densitá, sospinte in modo irriguardoso.
Iniettano fatalitá pugnaci, diluendo il corteo altero di sonoritá discordi e sobbalzi intermittenti, che procede sul pavimento levigato da cospicui inganni ed intemperie odorose, mantenendosi in equilibrio estremamente precario.
Ricorrono ad inventati bisbigli per recitare scene di auto-commiserazione, stancano, con carezze addestrate, l'impeto di parabole e metamorfosi, annegandole in risacche artificiosamente adornate con adunchi detriti di fragilitá enfatiche e struggenti.





martedì 8 settembre 2020

L'INGORDIGIA DI SGUAIATE VOCI








L'ingordigia di sguaiate voci, racchiuse in scatoloni di cielo, accompagna sempre le sincopate cadenze d'una loquacitá senza tempo.
Come germogli teneri di appiccicosi intenti, ovattate rinunce di frammenti cadenzati, solcano prismi intraprendenti ed ansimanti enigmi.
Evidenziando retrogusto contaminato, s'abbarbicano tra approcci spigolosi. volteggiano sbiadite evoluzioni, distraggono arroventate consuetudini.
Ostentano piume arruffate, destinate a contraffare temperamenti nodosi, che ribollono in scenografie addestrate ad ingoiare le linee sghembe, che, orizzonti dislettici, tracciano sui connotati di chi s'avventuri a ciacolare al vento.
Potessero alimentare le bocche di fiordalisi meccanicamente aggrappati a slavine ribelli all'autoritá di ricordi ringalluzziti da rituali velenosi, assottiglierebbero l'essenza di ricami ansimanti di vertigine, sfuggirebbero all'incertezza che implode plasma nel crepitio di profanate riflessioni ed apatici passi di valzer.








lunedì 7 settembre 2020

LA METAMORFOSI D'UN SENTIMENTO








La metamorfosi d'un sentimento sempre accade in controluce, scivolando nella lucentezza di sguardi smarriti, applaudendo l'esibizione indomitamente soggiogata d'incerte reticenze, che, scalpori ingarbugliati e capricciosi, attorcigliano con la lama della sciabola.
Si disperde in indocili sofficitá, levigando dense gestualitá immanenti, annodandole alle incertezze di dicerie contorte, detestando complicitá bugiarde, rincorrendo estasiati eventi nella vastitá di deserti pastosi e disarmanti.
Attaversa varchi discinti, tramutandoli in volumetrici involucri oltraggiati da sentimenti invadenti, per riemergere in amnesie annerite, che contrastano colori smaglianti tra sfumature sagaci d'arbusti insonorizzati.
Accentua assiomi labili ed annebbiati.
Logora sussulti di vaga esaltazione, vociferando singulti sfibrati, richiamando equivoci da etá effimere, implicandoli nel tramezzo di vagiti distillati con impudica passione.
Nel buio effervescente di languide emozioni, clandestinamente, ammorbidisce artifici bisbigliati e sembianze arruffate, espande intonazioni di vivido stupore, dove fluidi grovigli scalpitano, invocando lampi che inceneriscano futuribili vertigini.



venerdì 4 settembre 2020

SVISCERANO OGNI IMPETUOSA ESALTAZIONE










Intermezzi rapaci sviscerano ogni impetuosa esaltazione, proiettano crudeli refoli di voluttá in ambigue fusioni passionali.
Scivolando a ritroso, sfiorano amnistie mordenti e libranti plagi di spauriti girotondi.
Non si lasciano soggiogare da madide sfumature d'inquietudine, anche se ammainano irrimediabilmente l'invisibilitá di grimaldelli ferruginosi.
Escogitano, galvanizzando brunite strategie magnetiche, tortuose indiscrezioni cigolanti.
Annusano mugolii e riverberi d'enfatizzati intrighi, accarezzano barbagli appesi ad orizzonti distanti, fondendo intenti infiniti, nel crogiolo dove propagati riflessi iridescenti soffondono ataviche resistenze e rimproveri acquiescenti.






mercoledì 2 settembre 2020

DESERTICHE ARSURE DI SOPORI CILESTRINI










Di soppiatto, afflati trepidanti ed affusolati, desertiche arsure di sopori cilestrini, per non intrappolarsi in nullitá recondite, s'arrampicano sui sollievi che adornano la superficie dei sogni.
Trasalendo dal circuito minato, che raggiate inconsistenze suscitano nei vani compiacenti di circostanze, addomesticate quanto veritá sommesse, ammainano balsamici acquerelli in languide trasparenze, create dal moto perenne di linee clandestine.
All'ombra di assilli roboanti, si sforzano d'assopire teoremi frangenti, e tonfi sprigionati da stelle in rotta di collisione con straripante pulviscolo di vaporositá immaginosa.
In enigmi emozionali, non riconoscono acuite diversitá e pittoresche lusinghe, che rumoreggiamo sbriciolandosi su flebili considerazioni di perduta esultanza.
Eppure, insistono a percorrere il crinale irto di spilli di radiositá splendente, sfiorando imprendibili convogli di ardori dilatati, sussurando ondositá angolose come falangi di pulsioni accartocciate, aderenti a vibrazioni gelate, che giocano ad addestrare primordiali essenze di bambú.





domenica 23 agosto 2020

CALPESTII CHE SOTTOLINEANO ITINERARI DI SGUARDI









Pervadono il cosmo, calpestii che sottolineano itinerari di sguardi presi nel silenzio dei pensieri.
Sussurri avvelenati suggeriscono, allo strapiombo convulso, andarivieni, sconfinati quanto il languore di chi freme per possedersi.
Specchi frastornati concedono, a ombre dinamiche e provocanti, la malìa assorta di proposizioni corrotte.
Profumi eccellenti, annodano parabole increspate con filo d'alfabeto emotivo, ragguagliano i passi vanesi, che scavalcano il confine del rugiadoso vortice accarezzato dal disgelo prematuro.
Senza premura, trascendono la patina persitente, che la memoria deposita su gocce distillate da inarrestabili vibrazioni e criptiche polveri d'istinto.
All´orizzonte dei colori, si stagliano inspiegabili strappi di sottigliezze ricorrenti, mentre l'accozzaglia degli istinti scivola sul tintinnìo luccicante di umori rivitalizzati e sconquassi succinti. 






lunedì 17 agosto 2020

I TUMULTI DI RICHIAMO PRIMORDIALE











Tasselli intercambiabili, che intervengono sulla scena esistenziale quando l'incomprensione predomina, i tumulti di richiamo primordiale costituiscono fermento assertivo, sopperiscono a miriadi d'incertezze ed illazioni, per asserire una logica emotiva, che rammendi lacerazioni in corso di progressivo aggravamento.
L'essenza dell'elasticitá che li caratterizza, é mossa da istintive armonie, impossibili da diluire nel vuoto cosmico, s'amplia nel profondo d'ondositá eteree, accarezza espansioni oscillanti alla ricerca d'una via di fuga.
Oblitera istanti assillati, memorizza e condivide sovraccarichi sottratti a qualche inezia, li cosparge di sollievo, proponendo brio e vivacitá al tracciato di tipologie destinate a produrre soltanto gratuiti sbigottimenti.
Ricrea a forza l'ascolto controvento di sghembe retrovie e longique memorie, rimestate d'assordante giudizio, intrise di paradossi abrasivi e torbidi.
Espone al vento della concordia fili d'erba intinti in pozioni sedative, da sempre custoditi nella penombra di pensieri allineati, indotti da concatenazione perniciosa.








 

martedì 11 agosto 2020

SINERGIE CHE ASSECONDANO ISTINTI ESAGITATI











Intraprendenti sinergie, che assecondano la distillazione d'istinti esagitati, possono sussurrare aliti roventi per smussare anche i declivi piú vertiginosi, ma raramente ammansiscono le sfumature rimodellate, che attimi vissuti all'ombra di selvaggia irruenza coltivano come chiazze di fiori urticanti.
Discostano appigli blindati, spremendo dal silenzio invadente nettari irrequieti, capaci d'alterare l'essenza di amari soggiorni tracimati in tempi bollenti.
In vaghe solitarie pozze di liquami altamente tossici, sciolgono i lacci del destino, disperdono oblunghe impronte, rimasugli di stropicciati passatempi e sapienza incontrollata.
Soggiornano in osservazioni ottuse, alimentadosi d'attriti indecenti, concentrici, tentando di scalzare la dolcezza dal profondo d'emotive voluttá.
Accecano occhi languidi stilettandoli con esorbitante carnosità.





sabato 8 agosto 2020

CHI NON CONTIENE SAPORI E SUONI PRIMORDIALI












Arroganti ingordigie di chi non contiene sapori e suoni primordiali, deturpano agglomerati decadenti, accelerandone l'obliterazione.
Surclassandosi, enfatizzano di solitudine sfasata il movimento di segreti sibilanti, accentuano la negazione dell'incedere oscuro di strali simbolici che carpiscono sillabe in movimento.
Allineano impronte untuose all'interno di sinuositá sagaci ed intraprendenti.
Addentrandosi in stanze porose, riordinano papiri e barattoli di miele, aggiornano significati di geroglifici ormai sbiaditi, incrinando il tono delle voci che li declamano al vento.
Spesso, si soffermano su memorie stantie, per azzerare l'impatto d'arruffati sospiri e contusioni di fortuite indecenze.
Ma, spettinandosi , demarcano soltanto il soffio di sentimenti appagati, scansando l'avvento inarrestabile di sollievi liberi e rigogliosi.




venerdì 7 agosto 2020

BISBIGLI GOLOSI D'ALLUSIONI IMBANDITE








D'incantesmi tremuli ed evanescenti, s'invaghiscono bisbigli golosi d'allusioni, imbandite in modo  adulterato e contraffatto.
Annusano paradossi emotivi, come impazienti umori, che provochino brividi minuscoli sulla superficie di sospiri trattenuti ma insolenti.
Si radunano, solitari e taciturni, alla mercè di penombre volteggianti, scomodando interferenze di passioni, centellinate all'ombra di querce vestite d'antica voluttá.
Incapaci di contenere eccessi tumultuosi, si limitano ad intorpidire il talento di giochi corposi, smodatamente rumoreggianti, e di coreografie stonate, sdoppiando la pattuglia d'immagini evocative, ingrigite sotto sillabe incoerenti.
Avulsi da giacigli accoglienti, migrano sintonie madide di sapori inebrianti, per far posto a vaporosi rivoli d'avvolgenti vertigini, emanate dall'icona che sovrasta il decorrere del tempo.




mercoledì 5 agosto 2020

INGANNI INNOVATIVI








Al cospetto di scansioni del pensiero che si finge dormiente, mormorano inganni innovativi e baluginanti inquietudini fittizie.
Irrorano d'incredulitá sequele opache di contraddizioni irrisolte, traiettorie trapelate, percorse per inerzia, in un gioco che non prevede vincitori.
Si estenuano in svogliature madide, mostrando equinozi sfacciati, ed intrighi tramutati in gestualitá vaporose.
Plagiano musiche strascicate ma intraprendenti, scostano le ombre d'illusioni dissipandole in rantoli di stendardi ammainati.
Intonano paradigmi recisi, portatori d'intonazioni sottratte al moto perpetuo di eventi affastellati
Confondono vertigini osservandole da posizioni capovolte.




lunedì 3 agosto 2020

L'UMORE DELLE SCINTILLE










Attraente volteggio di segmenti slavati, eco frenetico di manovre impacciate, destinate ad impigliarsi in sinfonie bramose ma sottomesse, l'umore delle scintille sprigionate da sfibranti vertigini eccede la follia di visioni capovolte.
Satura vistosi anfratti di sospiri irrefrenabili, ne invade i lividi sinuosi, sotto la crosta molata dove si strascicano passi dislettici.
Nel teorema di gemiti cruciali, nasconde l'autenticitá di moine intarsiate d'emozione.
Percuote eccessi d'irrealtá spezzate, straripando agguati pungenti e dediche d'insulsa vanitá, mentre fili translucidi fluttuano in ondate d'ingenuo virtuosismo.
Aggancia rituali di digiti spregiudicati, per obliterare ogni remota transenna che proietti fotogrammi turbinosi.
Pigmenta collisioni che percuotono la superficie celeste e scandiscono strategie per evadere dal sistema solare.
Sospirando in cerca di sensazioni spurie, intrattiene gestualitá trafelate, racchiudendole in alture ironiche, proponendo inedia inconfessabile, e congelando inganni stolti, in deserti di silenzi metallici ed accovacciati.




sabato 1 agosto 2020

L'ALFABETO DELLA NEBBIA






È l'alfabeto della nebbia che stempera gli istanti del vanesio concerto emotivo, nel suo contraltare ibernato.
Increspa i passi affrettati, presi in pegno dal vorticoso susseguirsi di sfumature scarlatte, e rugiadosi abbracci impressi contro l'indelebile patina, che soverchia l'affresco di silenzi elusi e vertigini prolungate.
Sbiadisce ogni motivazione, per espanderla oltre i segreti d'un vascello senza timone, percorre teoremi sconosciuti posando piume sui sassi di strapiombi avvelenati, segrega l'approdo di tentazioni insipide dietro un retrogusto spigoloso.
Solleva prismi tangibili ed emancipati, suggerendo, pensoso, suggestive evoluzioni.
Arroventa il muto abbandono di tralci annaspanti nel mosto violaceo di sentimenti contorti ed indisponenti.
Sconfina spesso nell'ellisse di metamorfosi scolpite nel ghiaccio contundente di sillabe pronunciate da clandestini impulsi cerebrali.
Coltiva sogni affannosi in molecole d'aria sfuggita all'incertezza di struggenti tributi e titubanti usanze gestuali.
Fende turgidi dibattiti con immobile vigore, levitando oltre il sigillo di logori pregiudizi ed assordanti cambiamenti di traiettoria.
Addomestica la goffaggine d'insalubri vapori con la fragranza dei rintocchi scaturiti, come sospiri, dalla risacca di momenti conturbati dal tormento dei sensi.










venerdì 31 luglio 2020

LE SPOLETTE TICCHETTANTI DEL LOGORIO PIOVANO











Annerite d'interferenze contorte ed incontenibili macchinazioni, le spolette ticchettanti del logorio piovano s'immergono in vertigini catalizzate da invasioni invereconde.
Solfeggiano densitá sensibili, stemperando oblii in sinuose tregue ed espansioni intraprendenti.
Sminuzzano madrigali per arcuare falangi di sogni gravitazionali, e colmare voragini con sfumature di frastuoni apocalittici.
Eclissano controluci eterni in elucubrazioni evanescenti, sospendono intermittenze, condensando i vapori che trapelano dall'immenso.
Silenziano le inconsistenze languide di soliloqui invadenti, per trascendere la sfuggenza di manciate d'istanti increspati e convulsi.
Alla ricerca di strapiombi venati di sussurri alieni, scivolano dal semicerchio aureo e sconfinano in dinamiche azzardate.







lunedì 27 luglio 2020

VANITÀ ESPRESSE CON L'ENFASI DEI SENSI










Avvolgenti e ritmate, le vanitá espresse con l'enfasi dei sensi, si lacerano al cospetto di girovaganti corde, intrecciate dalla provocazione cosmica per svelare torsioni ed agguati del destino.
Esfoliano tratteggiati itinerari, accesi nella penombra degli oblii.
Come reticenze violate da irresistibili riecheggi di solitudine, scivolano, in modo inconsistente, sul pavimento adorno di sapori, ed elucubrazioni disorientate da menti iperattive.
Indossano un distillato di sinuositá emotive, tramutamo le pastose cadenze di appartati ristori in fragili farse e lamenti soffocati.
Inventano riflessi ed accordi impropri, arando sedimenti sconclusionati, scandendo la migrazione dall'entroterra sconfinato, che si proietta su tracciati esausti.
Contemplano l'illusione di rigenerarsi nel giacilio dei sogni, ma, i miraggi che rannicchiano nelle pupille, s'intingono in magma di malinconia, smorzano il transito degli umori, sfoltiscono chiarori all'orizzonte, ed esaltano la crudeltá d'ogni bisbiglio stemperato nel sibilo del vento.






domenica 26 luglio 2020

INTRECCI DI PENSIERI ACUMINATI E COMPIACENTI









In sotterfugi regressi, deambulano intrecci di pensieri acuminati e compiacenti, ingordamente inarcandosi in anse spasmodiche, per disallineare orme sulla scena delle finzioni.
Vibrano quando discostano il vuoto che contengono, ma, ostentando acredine tossica, consegnano al tempo soltanto un tenue afflato d'appartenenza.
Inventano meteore in cieli iridescenti, dispiegano appigli di penombra, dilatandosi ansimanti nell'alitare di malinconici fermenti, inadeguati e stanchi.
Si sdraiano nei cardini emotivi, sciabolando spasmi incontenibili ed assiomi sfibranti, appagano sussurri, levigandoli con frastuono assordante, eppure sono totalmente disabili sull'intercapedine refrettaria, che innalzano come vertigine assopita da prevedibili movenze.
Mimetizzano l'avanguardia di concentrici tripudi, mentre radiazioni fioche ne sfumano gli elaborati amplessi.
Anche se alleggeriti dalla suggestione di diversitá, ammorbiditi nello squarcio di attese poco intransigenti, brulicano di panico ed inappetenti ronzii, svettano fragili, nel rifugio bollente d'attimi imprendibili sfuggiti alla ragione.





 

giovedì 23 luglio 2020

INSISTENZE PERIODICHE E LOGORANTI











Insistenze periodiche e logoranti, sfasano plasmate provocazioni, nel riverbero di sfide incendiarie che fluttuino, sospese su lame contundenti.
S'inerpicano sul decorso arido, dove precipitano devastazioni di smanie incontenibili.
Manomettono la ferocia di quesiti incalzanti, raccogliendo sospiri spigolosi emessi dagli scompigli fossilizzati di deserti sfumati all'orizzonte.
Scagliano proiettili e grida mordaci, in direzione di ruvidi disegni provocanti, che imbrattano trasparenze e svolazzi scarmigliati.
In vortici efferati, custodiscono miscele di sfumature ruvide ed ammalianti, fruscii di passi esausti e sbordate prospettive, che confondano processi cerebrali.
Dentro l'ereditá d'infiniti istanti di pulsione onirica, riascoltano ritornelli consumati, vagamente rassicuranti, ma impraticabili, quando ultrepassano i confini del tangibile.




mercoledì 22 luglio 2020

CI SI STROPICCIA FRAGOROSAMENTE










Ci si stropiccia fragorosamente, aspergendo amarezza su quel sentiero dove, nugoli di coriandoli tergiversanti, discostano realtá docili da torsioni e passionalitá roventi.
Rovesciando allusioni e caratteristiche acerbe, lievitano gli inganni, plagiano sussurri ed inteneriscono quei sapori, la cui fragilitá é sempre commuovente.
Dietro a veli eterei, che ipnotizzano inchiostrate intermittenze, assumono fattezze ardite, frammenti d'enfasi scavalcate dal decorso delle idee.
Ultrepassano, persuadenti, sussulti sommessi ed indicibili emozioni.
Sul fervido calore d'ammiccanti iridescenze boreali, dispiegano virgulti intrecciati e madidi, primizie boicottate dal susseguirsi d'enigmi contrastati ed affannosi.
Emblematicamente, cadenzate didascalie incorporee, collezionano lapilli di smodati virtuosismi ed assimmetriche ripercussioni di temerarietá.
Indissolte, corteggiano titubanti specchi per frizionare smarrimenti modulati.




martedì 21 luglio 2020

VIBRAZIONI D'INFIORATI RICHIAMI DI LEGGENDA











Si celano in depositi ermetici, le vibrazioni languide d'infiorati richiami di leggenda.
Respirano suggestioni che lambiscono madide cantilene, nel tentativo d'afferrare dardi smorzati da sguardi taciuti e poco incoraggianti.
Penetrano insenature d'anfratti lacerati, rivestendosi di brusii e sfumature, la cui labilitá disorienta.
Misurano le profonditá smarrite di gemiti abboccati, sommosse puntiformi ed inquietudini umettanti di nettare pastoso.
Blindano esasperati respiri profondi in cascate di passionalitá dialogata, intingono gramigna nei ritagli mentali, cunicoli che percorrono distanze immense senza invadere alcun territorio.
Emotivamente assorte in veli sgualciti, coltivano zolle cosmiche, la cui sembianza é accentuata da creazioni esaltanti e fratture incolmabili.
Ricordi di assoluzioni premature, e traiettorie scaturite da vitalitá smembrate, sconquassano abissi di consuetudini stantie, imprimendo brividi vorticosi, con pennellate scandite a ritmo frastornante, ad architettura tremula, il cui apice rantola sofismi verniciati su arabeschi di gemmate acquerugiole tortuose.




lunedì 20 luglio 2020

L'EVANESCENZA DI FASCINAZIONI CONTRAFFATTE











L'evanescenza di fascinazioni contraffatte s'appoggia su smorfie seriose e bisbigli demotivanti, stantii come fogliame in decomposizione.
Intarsia complici ingaggi, dispiega inabili penombre, assecondando orme inquiete invaghite d'imprudente vertigine.
Frantuma pantomime, la cui solitudine si specchia in laghi di lamenti prosciugati, insistendo ad interpretarsi su palcoscenici imputriditi.
Manipola languori sconfinati e dinamiche supposizioni.
Stremandosi, si concede sinuosi amalgami di sconcertanti ardori, scalpita ritmici silenzi, rotola, ingombrante, su sobbalzi e versi di smarrita parvenza.
Asperge sentimenti essicati, mentre sgaiattola fuori dal talamo turbinoso di onde contrastanti, per approdare in giaciglio colmo di allusioni effervescenti.
Fiacca elucubrazioni concave, bandisce appaganti effusioni, sigilla melliflue influenze in disquisizioni vellutate, ma soccombre, sempre, all'amarezza disallineata di conseutidini riverberate e circolari movenze di comete lungimiranti.





sabato 18 luglio 2020

L'ESTENUANTE SFILATA DI SCALPORI PASSEGGERI












L'estenuante sfilata di scalpori passeggeri, tremori idealizzati, sommosse taciturne, vicinanze altalenanti, trascende linee corrugate per saggiare contrasti d'impenetrabili preludi ed insistenti domande, interpretando voli immaginosi di luminose scie.
S'avvale di sfumata pretensione d'eternitá, per lucidare quisquiglie che inquinino la penombra della coscienza.
Identificandosi con soporiferi simbolismi e carature arrotondate, accosta silenzio al frastuono della mente, tramanda riti cangianti tra ghirigori di meditazioni senza fruscio.
Accompagna passi flautati in direzione di ambigue gradualitá legiferanti.
Afferma un lessico criptico di surrurri, trangugiati come bocconi amari, rincorrendo percussioni d'ondositá affettive, carezzando bitorzolute scorze di scoscese verbositá narcisistiche.
Intrica i fili della spontaneitá giocosa, annodando versi inciampati, nutrendosi di avvenenze inumidite che percorrano infauste profanitá d'ilaritá imbellettate e fascini simulati.
Sfoderano da gabbie voluminose strafalcioni trapelanti, coniano sgradevole oscuritá, impregnando, di artifici illanguiditi, l'ottica dell'usuale e confortante tinta del letargo accovacciato nel profondo.







venerdì 17 luglio 2020

MINUZIE VARIOPINTE









Di minuzie variopinte s'asfalteranno impalcature immense, dettagli d'astrazioni, coricate su palchi intrisi di sonnolenze evanescenti, corroboreranno concatenazioni sagge, sgretolando sagome e fruscii d'uggiose estraneitá.
Diseguaglianze, ritagliate e scandite in trattative barattate, evaporeranno sinuositá sommesse, rivolgendo intonazioni e portamenti ai barlumi taciti di eclissi intorpidite.
Languide imperfezioni percorreranno i cammini oblunghi di sguardi e gemiti indesiderati.
Ridimensionate loquacitá di ceselli cristallini smangeranno l'orlo malinconico del precipizio ombroso che mendica richiami del passato.
Accovacciandosi su distiche alternative, il manto, sedotto dagli equivoci sognati, partorirá essenza d'illusioni intraprendenti, inconsuete ebbrezze di accenni crogiolati, ammalierá misure plateali al cospetto di voluminose imprudenze ormeggiate in vaporose gravitazioni universali.



    

giovedì 16 luglio 2020

SOSPIRI DI VENTO SORPRENDENTE













Alveoli che respirano sospiri di sorprendente vento, sono ricettacoli di triturata materia cosmica, pulviscolo soffice, ghiotti equivoci d'inedia insipida e spaventata.
Cullano mormorii prodotti dal logorio di smarrimenti fermentati da secoli.
Con frasi smozzicate, aizzano la danza piovosa d'atmosfere ticchettanti, soffondono concatenazioni frondose, deturpandole con socchiusi sibili e diagnosi scomposte.
Debilitano istanti, palleggiandoli sotto-sopra in dilatate risacche di balzane idee.
Alla ricerca del nesso che congiunge disabilitá opposte, agognano di masticare quelle scintille incerte che celano meschine miserie e stantii olezzi.
Invece d'impegnarsi ad edificare solide costruzioni, incrinano mattoni, provocandone le crepe con pesanti insinuazioni.
Accoppiano discinte veritá e razzie ingarbugliate, annacquano sfumature di disarticolate essenze cerebrali.
Sciupano le regole di sfavillii eclatanti, con eccentrica sagacia, come chi intende catturare procaci sfizi invertendone l'ordine e travisandone la logica.





 

martedì 14 luglio 2020

POLPASTRELLI INQUISITORI











Polpastrelli inquisitori stimolano l'impertinenza di ornamenti affastellati, invaghiti d'eccezioni e smisurati contrattempi.
Come spruzzi di pigmento iridescente, molestano riverberi e delusioni sciabordanti.
Instaurano sofisticati meccanismi di repulsione, stillicidi sibillini esposti al ludibrio mentale, molestano desideri d'evasione e rinascite di fioriture disarmanti.
Verniciano cadenze di fiocchi arrotondati, mentre, esausti, corteggiano fragili fomenti di socchiuso degrado.
Offuscano illeggibili orpelli e tediosi ritmi di trasgressioni anacronistiche.
Imbottigliano distillati d'etere gravato da grumosa follia, che, pretese arguzie, alimentano e disseminano in quadrature voraci.
Per ingannare percorsi eccentrici, farneticano versi di metallo, annodano sintonie, scandendole con strafalcioni ombrosamente azzardati.
Irriverenti, si servono di sortilegi stravaganti, adulando gl'imbrogli di sommessi soliloqui, che riversano in estenuati pertugi di nullitá implumi ed arcani immensi.




lunedì 13 luglio 2020

SPARI DAL CERCHIO DISEGNATO NEL VENTO









Spari provenienti dal cerchio disegnato nel vento, se contengono qualche frode o vanteria, strepitano come scorticati esercizi di evocazioni emotive, evaporandosi presto in adagiata leggiadria.
Nell'indagine contemporanea, rivaleggiano con parodie ancorate a precoci letarghi e soffusi antidoti metafisici, inseguono subdoli indennizzi d'ipocrite perturbazioni.
Lampi strascicanti nell'oblio, avvinghiati a logiche argute, ingegnosamente imbellettate d'astrusi epiteti burleschi, si catapultano nel delirio, dove cercano d'esorcizzare modulazioni struggenti e creative eresie.
Veleggiano su echi intermittenti, che modulano in sordina, reminescenze mistiche di fermenti d'emozione, che fiabesce metafore intercalano al calar del sole.
Venerano con rancore bocconi trangugiati a stento, traslano ritratti di geometrie stentate nella dissolvenza approssimante, che passioni attraenti e lusinghe vagabonde tracciano sul selciato.
Per accendere simulacri d'avvenenza, s'abbagliano al crepuscolo, adescati inconsciamente in frullati di barlumi e volontá inconsistenti.






   

venerdì 10 luglio 2020

L'ATTESA DI ROBOANTI SFRIGOLII










Dai grovigli che la disciplina srotola su viali resi scivolosi da disavanzi sbadati e colpevoli dimenticanze, nasce l'attesa di roboanti sfrigolii, che, dopo essersi tuffati nel baratro cosmico, riemergano come sogni crepuscolari.
Versi imbronciati di camaleonti scorbutici, si propongono d'esibire ossessioni e vacuitá malvestite, che faticherebbero a farsi strada nel contesto appiccicoso d'improrogabili circostanze.
Scagliando vocabili sdentati, deturpano, con astio camuffato, l'involucro tenace d'indigeribili lamenti, ma non ne scalfiscono le armonie sinuose e le ritmate sintonie.
Nell'attinenza discostante che partoriscono, sollecitano essenze azzardate, passi scossi da iniziative traghettate.
S'identificano in drappi ondeggianti, appassionati d'astinenza e moti circolari.
Traboccano di ansie diafane, fraintendimenti fibrillanti e sementi prive di futura vitalitá.
Irriguardosamente, imboscano solitudini tracimanti, ne assaporano il gusto sgualcito, mentre si dilettano a carezzare respiri esalati contro vento.
Per moltiplicare disarmonie e blasfeme voracitá, impigliano, nell'equazione dei pretesti, vibrazioni accartocciate, primordiali impulsi ed aridi fenomeni di trasformismo esistenziale.





giovedì 9 luglio 2020

ASSENSI FANTASTICATI









Assensi fantasticati cavalcano a briglia sciolta nelle praterie sconfinate dell'inconscio.
Sagome aliene, che il profondo immaginoso dissolve dietro le quinte del palcoscenico, prima che affiorino  profonditá sfinite, che, con un salto smisurato, raggiungano approdi leggendari.
Il loro fiato dissestato smuove, arrogante, maldestre litanie, incatena nell'etere il ritratto ricalcato di molecole silenziose, ma estremamente irruenti.
Specchiandosi nel vuoto inconsistente di basite menzogne ed abbagli sotterrati, si tingono di percezioni sfrenate che adombrano l'estro di miraggi sorprendenti.
Contornano insenature idilliche e risvolti responsabili, declamando immaturi proclami ludici.
Evocano il luccichio del plancton capriccioso, suggerendo memorie esauste al discorso alato d'arterie discinte, sofferenze cianotiche e rigurgiti d'accalorati ardimenti.
Per addentrarsi nella dimora del proprio consenso, s'arrampicano su stordite impalcature anchilosate, rigurgitando sabbia devastano stuzzicanti richiami contrapposti, e, per smorzare il tenore di estasi iridate, succhiano dita che sanno di fiele.



  

mercoledì 8 luglio 2020

IRREQUIETE PEREGRINANTI RAPPRESENTAZIONI










Irrequiete peregrinanti rappresentazioni, venate d'incomprensione e sdegno, anche se racchiudono desinenze liriche, si servono di rarefatto mistero, per aggiungere eresia al ruolo adulatorio che assumono,
Smisurano spinte seriose, cesellano rituali sedati sulla fronte di crepuscoli catturati a stento.
Assestano trabalzi smisurati all'ombra di affanni contingenti ed innovative costrizioni.
Trasmigrano, blindandosi nell'elettricitá di cumuli illusori, credendosi irresistibili ai colpi bassi di reminescenze languide.
Gemono evocazioni sfrontate, quando sorseggiano mulinelli scorbutici di compromessi, ed infuriate gocce di pozione mistificatrice.
Nella luce che pervade confini scarmigliati, celano lacerazioni e frantumi abbaglianti di logiche invisibili.
Somatizzano scherzi stonati e distopie invasive nei dintorni incerti di dialettiche impersonali, pronunciate in nome di concetti arzigogolati, la cui deflagrazione ondeggia, maldestra, nel vuoto translucido di ogni sogno.





lunedì 6 luglio 2020

DETURPANTI INCHIOSTRI CHE L'OSTINAZIONE SPARGE










Deturpanti inchiostri, che l'ostinazione sparge su respiri amari, che la bocca incongrua ricama d'insensate faville e turbinii ancestrali, rendono alacre la rassegnazione di chi s'immerge nella vastitá delle proprie contraddizioni.
Senza ritegno né stupore, traccia linee inconsistenti, sparge coaguli d'essenza e distillati d'aura spuria, scolpisce, tra venature rosa, frasi accovacciate, grondanti di animositá delusa.
Per alimentare attimi di sconforto, ed assecondare il tintinnio di ninnoli affaticati, intrappolano in irriverenti danze, lacerazioni ch'infamano l'aggressivitá d'ogni movimento istintivo.
Ansimando, inseguono galassie alla deriva, squarciano onusti assilli di memorie, proiettano fremiti sparuti su impronte d'emotivitá indecisa.
Frantumano emozioni cristalline, interrompendo il ciacolare fragile di sospiri edulcorati per mantenerne la dinamica attiva.
Abbagliano di passioni crepuscolari esistenze frullate con barlumi di lusinghe avvenenti, accendono di lamenti le frasi aride pronunciate tra le anse del firmamento.




sabato 4 luglio 2020

SMAGLIANDO STRARIPANO SINUSOIDI EFFETTI











Smagliando straripano sinusoidi effetti dal cofanetto vellutato dove riposano sentimenti sgualciti ed accartocciati.
Rendono perspicaci gli accenni commediati di elementi gravosi ed uncinanti, tramutano appigli inerpicandoli su estremitá ingaggiate in descrizioni, tanto esorbitanti quanto l'accoppiamento degli antonimi tempestosi.
Con incipiente sillabazione, la misura della diagonale connessa a vociosi cipigli aromatici, avanza oltre la soglia di pensieri lacrimosi e torpori anestetizzanti.
Carezze impregnate di languore emotivo asportano effimeri effluvi di sospiri, imbibiscono sussulti altisonanti e laboriosi, discostano dagli ormeggi menzogneri alchimie d'ardori inaspettati.
Cosí s'affermano emozioni purpuree, visioni ammorbidite d'orizzonti sbriciolati.