giovedì 26 marzo 2020

NELLA CASUPOLA DEI MILLE RICORDI









All'interno della casupola scalcinata che delimita il confine degli schemi abituali, si presentano incontri antichi, corrosivi del rimorso che li fotografa per rivelarne colori e componenti.
Costituiscono fardelli di cui ci si deve sbarazzare al piú presto, ma, prima di farlo, si deve innanzitutto evitare il contagio di raggi rifrangenti su muri silenziosi.
Si cammina cosí, a testa bassa, come quando si cerca di mantenersi al di fuori dello sguardo celeste che, anche quando intermittente, s'insinua appuntito nelle viscide foglie dei boschi, in tempeste di voci, emesse dal poeta che sottrae biscotti al figlio infante.
Sgradevole ed opprimente, si rivela allora il compito di chi offre sollievo e ristoro ai ricordi che minacciano d'incrostargli i sentimenti, ma, se, tenace cavalcatore, s'ostina a guadarne il corso, emanerá splendore in presenza del magma, e frantumerá di perspicacia la precisione dei contorni.




lunedì 23 marzo 2020

LE REDENZIONI MENTONO ALLA NOSTALGIA









Le redenzioni, anche quando s'innamorano perdutamente delle lacrime d'alberi di gomma, rimangono in ascolto di passi frenetici e convulsi, mentre svaniscono stropicciandosi contro malinconie solitarie che rabbrividiscono prima d'addormentarsi per sempre.
Non dimenticano mai di perlustrare il nascondiglio delle risposte, che occhi fasulli depositano su schermi bianchi e duttili, dove monotone atmosfere perdono il loro giudizio.
Ultrepassano il gelo dei ricordi guardando lo specchio delle variabili d'un campo di fragole invaso da tempestosi papaveri, arrivati lí per soverchiare il volo di farfalle vestite d'aurora e silenzio.
Sanno sognare errori, gemiti atroci e baci senza fiato, senza scomporsi, incorniciando lentamente i quadri della vita e le opportunitá che rappresentano, assumendo virtú per conformare il cuore a verbi e colori di coraggiose trasparenze, illuminate di quei profumi sinceri che tutti riconoscono a distanza.
È setacciando la polvere del cielo, che scrivono misteri distorti, rinunciando ad esagerarli, ma ripromettendosi di mentire alla nostalgia, per smascherarne l'inutilitá.







venerdì 20 marzo 2020

SPRAZZI DI BELLEZZA MOLTO ISTINTIVA









Sprazzi di bellezza istintiva attraversano incostanti i vuoti della mente, dove la luce di cuori fulminati da infarti, brulicanti d'ossido pigro ed imbronciato, s'aggira in tondo, rifiutando d'assumere toni fantasmagorici.
Mefitica e mordace, effimera quiete s'afferma tra pastiglie di cataplasma cocente dimenticate su divani esistenziali, dove, chi fruga senza rispetto, non s'inginoccha, ma danza all'ombra dei ricordi, celandosi per mezzo d'insetti contenuti tra parentesi.



lunedì 16 marzo 2020

GLI OCCHI DI CHI PARLA IN SILENZIO








Specchiandoci negli occhi di chi parla in silenzio, possiamo dimenticare il valore della distanza per camminare sulla scia di comete erranti, fermare il treno dei ricordi prima che la dinamica degli errori confonda attenzione e raziocinio, ascoltare i motivi della nebbia che risorge nella foresta quando si sente abbandonata dai profumi della notte.
Cosí, stringendo i pugni per carpire un'onda dal fondo del mare e disperdere sorrisi che sgorghino nel cuore delle montagne, i giorni trascorrono contromano, senza che nulla li possa alterare.
Disegnano ció che vogliono dimenticare, accarezzano il bisogno di sapere con dita estatiche ed imprevedibili quando scrivono il destino di chi, per non ascoltare, trattiene il fiato, raccontando frottole alle paure che lo stanno a guardare.



venerdì 13 marzo 2020

TRASFORMARE IL CIELO IN ALBERO










Per cambiare un cielo cupo, trasformandolo in albero frondoso che, nell'attesa d'un sorriso che si morda le labbra, nasconde l'orgoglio dietro il sudore annaffiato di mille peripezie, bisogna imparare a barattare sogni ed a decifrare le tentazioni della fantasia.
Non ci si sorprenda, quindi, nel silenzio di desideri amari, né si perda allegria per preservare vestiti appena nati ed ignominie fredde di parole addormentate.
Si privilegino, invece, gli sguardi amici dei rumori che scorrono, la compagnia delle emozioni che stanche margherite sbiadite illustrano su segreti sabbiosi, poco propense ad avvolgere le stelle di ombre d'altri mondi.
Chiedendo, umilmente, alle improvvise idee di cercare l'assolo della festa senza uscita, ci si lasci cadere nel pentimento di muri malandati ed impossibili da rammendare, nascondendo lí, sotto i capelli, incantevoli sapori di sembianze rarefatte ed aliti musicali.







mercoledì 11 marzo 2020

SI SCIOLGONO RUMORI, AMULETI ED ERRORI...








È in un silenzio trasparente che fremono i sussurri e s'agitano i contorni dell'immaginazione irrefrenabile.
Si sciolgono rumori, amuleti ed errori commessi in momenti disperati, e ne nascono desideri allarmati che rovistano in colline di pioggia, sbiadendo i colori di cantici ammaestrati sulla schiena dei secoli.
Navigano in punta di piedi su coltelli incrostati di nebbia e presunzione, quei ricordi cupi che confondiamo con i giochi del destino, i colpi riflessi ed amplificati che trasportano affanni come fanno le luci dell'alba su chi si riveste di lacrime notturne.
Non costituisce ostacolo ai sogni la musica indelebile che aderisce sincera a fantasie sgargianti ed accarezza l'innocenza di chi accompagna festoso corde che vibrano, sovrastando le illazioni della mente.



martedì 10 marzo 2020

DANZARE AL RITMO DEL DOLORE.









Chi si concentra esclusivamente sulla meta finale dell'itinerario, riduce l'esistenza ad una noiosa sequela di passi danzanti che, pur accompagnando il ritmo frenetico della musica piú in voga, non aiutano a valicare alcuna frontiera, ma trotterellano all'interno del perimetro disegnato sull'unica mattonella che offra qualche appoggio, per precario che possa essere.
Eppure, non é catalogando migliaia di istanti respirati a fondo per non asfissiare, che s'impedisce alle menzogne spudorate d'incatenarsi all'arca del tempo, o agli abbracci dei sospiri di spolverare le stelle che accarezzano al tramonto.
E, neppure enumerando sforzi ed incanti, ci si riconosce nei luoghi che fanno rumore o inquietano come bestemmie dai contorni chiari
Desideri e parole ch'accompagnano la vita, sono immagini riflesse su terreno melmoso, apportano briciole di consapevolezza, soltanto quando il cuore di chi raccoglie l'energia di corrersi incontro. si spalanca alla cura del silenzio, componendo note la cui sonoritá rimbomba sotto terra e lascia traccia dove nessuno andrá mai a rovistare.
Le parole di chi crede davvero sono scritte nel mare, per leggerle non basta cercarle, l'importante é saper sognare.




venerdì 6 marzo 2020

UN SOL PETALO...









Un sol petalo ribelle separa l'attesa vitale dai colossi di sabbia, che impertinenti dolori trafiggono ed accativanti sorrisi seducono in silenzio.
Tutte le emozioni terrene piovono nell'abbraccio d'un mare nascosto dalle urla del tempo.
Insegnano ad oscurarsi, le carte che il vento aggroviglia tra i rovi, i singhiozzi di chi ascolta i profumi che gli scorrono tra le dita, le medaglie che s'indossano per nascondere l'estro di giorni arroventati.
Motivano a specchiarsi in arcobalenanti raggi d'allegria, mentre fumo s'addensa su campi incolti ed idee sperdute come fiori nella neve.
Penetra dentro il colore della rugiada, ma sono di gomma le labbra che baciano l'anima.



martedì 3 marzo 2020

DA FANTASMI CI SI TRASFORMA IN PRINCIPI VITALI









Dopo un'estenuante cavalcata su terreni incolti e scivolosi, rabbrividendo all'ombra di macigni tondi ed addormentati, per poi attraversare piattaforme incrostate di chiocciole marine e fogliame sparso dal lamento degli innocenti, s'arriva a provare desiderio di giungere al precipizio estremo.
Da lí, si scorgono all'orizzonte ombre che fabbricano intrecci impossibili da districare, e sentimenti troppo feroci per essere domati, pretesti atroci, pronti a degenerare come litigi che insanguino anche strumenti musicali.
Per non farsi risucchiare dal vuoto vanesio e spudoratamente allusivo, si cerchi d'aggrapparsi alla convinzione che esistono palazzi, dentro i quali, scalinate immense permettono di viaggiare nel tempo, senza nemmeno accorgersene.
Lá si esiste singolarmente, nessuno si saluta; gli sguardi, se s'incrociano, rimangono pietrificati ed assenti.
Tutti deambulano senza farsi notare, incontri non ne avvengono, oppure si consumano senza senso, invisibili come seduzioni ed amplessi disegnati in cielo, articoli collezionati sotto il tendone ammuffito d'un bazar abbandonato prima ancora d'accogliere avventori.
Non ci si scambiano parole, né ci si sente mai sfiorare da dita allucinate.
Eppure, vibrazioni potenti s'incrociano costantemente, conducendo ad azioni coordinate in storie d'inseguimenti e sorprese dirompenti.
Materializzando i propri sogni, da fantasmi ci si trasforma in principi vitali, e, quando si scende dalla giostra per sedersi sul muretto della piazza, si possono ammirare tutte le combinazioni possibili, quadrati, piramidi e tanti ricordi pirografati, ormai smunti come il passato che li ha originati.




martedì 25 febbraio 2020

QUANDO LA TENEBRA S'INFITTISCE COME VIRUS...








Trascolorando la portata del sentimento, assumendo le sembianze profonde dell'oscuritá, anche se si é capaci di scrutare la trama, la si trasforma immancabilmente in un esercizio silenzioso e senza senso.
Ci s'addentra in espressioni strazianti e coerenti, portando all'eccesso la negazione di sé stessi.
Dagli scritti di chi venera il limine del buio e si sospende tra due mondi, come un sasso lanciato verso il tramonto, traspare desiderio, frustrato e sterile, di minute scintille stellari, confortate da inafferrabili fusioni di piacere.
Ma, il fallimento della notte nuziale, si tinge sempre dell'ombra inseguita dalla condizione umana.
Il dramma cosmico, disperatamente occulto, che l'uomo non smette mai di cercare, riassorbe la sua luce affievolita prima di rinchiudersi in suprema riconciliazione.
Invece di nascondere la vita dietro lapidi anonime di pietra grigia, o nell'erba coriacea e cespugliosa, ci si adoperi a commuoversi, inebriando immagini di pupille luccicanti, accennando sorrisi dissimulati d'emozione, inchinandosi all'eco sommessa ed indefinibile di poesie fiorite.
Si ricordi che, chi arde d'amore, non si scioglie come deperibile candela, ma dirada i limiti della mortalitá proprio quando la tenebra piú s'infittisce, nella risonante vibrazione dell'esistere.

giovedì 20 febbraio 2020

IL LINGUAGGIO DELLE NUVOLE








Osservando il rincorrersi di nuvole, che, prima di perdersi in un bacio intimo ed appassionato, disegnano geroglifici nel silenzio d'una faccia sbattuta che il mare vorrebbe insabbiare di follia, il sorriso soffoca su labbra restie ai colori tenui del cuscino vellutato, che la notte scaraventa contro raggi incandescenti.
La selvaggia sensazione d'esistere s'estende allora tra lenzuola di lino, ma tornerá presto a vestirsi del sapore d'onde dilatate, che sterminino il gusto delle cose ed i confini della mente.
Sulle frasi che rigano il cielo, si leggono le guerre dei popoli, le morti assordanti dei petali che respirano impazienza, il sonno di mondi smarriti tra stelle cadenti che avverino miracoli, é li che si proietta il destino di tutti noi.



martedì 11 febbraio 2020

INCOLLANDO FRAMMENTI DI NUVOLE...










Incollando frammenti di nuvole é possibile costruirsi un sorriso folgorante, ma, per distillare dalla pioggia tutti i colori dell'arcobaleno, non basta credere che le cicogne alberghino nell'isola persa dove s'ascolta la musica del vento e si prega il mare di leccarsi i baffi.
Se il blu arriva a tingere l'abito della gloria, nessun grido puó sovrapporsi al silenzio delle tristezze che maturano come grano immaginario in un prato costellato di stelle.
Ed allora, il profumo volgare del delirio, che scorre sugli odiosi binari che si vantano di poter sbiadire il tempo, confonde ogni sapore, nasconde ragioni e segreti di tante mani ormai stanche.
Troppo trasparente per confezionare abbracci in buste di carta, lo scultore ipersensibile incentiva di nervosa sofferenza la solitudine di aquiloni inebriati come fiori in contemplazione dell'aurora.
Ma, se gli arriva sulle labbra l'ebrezza d'un volo addormentato, immagazzinando fumo mentre altri seminano peccati, si traveste in un camice bianco che non s'insozzi nel polverone di idee ballerine e di favole plastificate.
Allo stesso modo, la memoria appaga l'umiditá della cella, e di tempeste scaltre che si proietta nella mente, non condonando la fuga dall'allegria, dalla voglia di schivare treni foreiri di dolore.
Eppure lascia soltanto il retrogusto acre di quei sogni dove si scherza per non cantare, si mangia farina per pregare, si fa sesso per non amare, e si corre tra ombre di tante emozioni, senza indossare alcun vestigio di saggezza, o appoggiarsi al bastone pungente della felicitá eterna.





mercoledì 5 febbraio 2020

RICORDI DI CARTA COLORATA










Ricordi di carta colorata, che un alito di vento disperde tra nuvole inconsistenti come baluardi di zucchero filato, emozioni infarinate e dipinte da mani insanguinate, preannunciano il gioco di chi, inebriato da parole intricate ed inquietanti, saltella ed allontana il talento della propria fantasia.
Partono per confini che delimitano i verdetti di sogni zelanti, recitano l'inerzia che accompagna l'allegria stantia di matite spuntate e sogni naufragati nei gorghi della malinconia, non aggiungono nulla al movimento d'una goccia di brina che aspetta il sole del mattino per lasciarsi evaporare.
I rumori della vita derivano dall'ipocrisia distratta di polveri sottili immagazzinate in gomitoli di cotone, destano sospetti soltanto in chi ripone ingegni nello sguardo incapace di sorridere a giocattoli amorfi, seduti pigramente sul davanzale delle margherite.




giovedì 30 gennaio 2020

LA FACCIA DELLA FAVOLA INSODDISFATTA









Si ripiega la faccia della favola insoddisfatta che riflette la noia dei muri di cemento.
Conserva zolle di temporale inaridito, stracci barattati alla dignitá degli occhi di chi cerca ricordi dove il silenzio si batte per accarezzare l'argento dei binari ch'é proibito attraversare.
Camicia emozionata, si lamenta al suono di dolcezze allineate sul comodino barcollante tra nero e bianco.
Diffida dei campi di grano e delle cicogne che li frequentano, si aliena preghiere imbottigliate per affittarsi la cecitá del nulla, e nascondere i sorrisi della pazzia tra le pieghe di movenze dettate da umori contagiosi.
Per viaggiare, utilizza parole oziose, dimenticate da voci amare rivestite di polvere invisibile, soffice come l'atmosfera sospesa d'un miraggio che, invaghendosi alla luce fioca del tramonto, insinui la sua canzone tra fiori secchi e deserti di foglie bianche.
 




lunedì 27 gennaio 2020

ROSA DI MUSCHIO









Abita in un mazzo di carte truccate la rosa che manifesta sapore di muschio, incapace di giocare la parte di farfalle che s'abbeverano di rugiada, rivaleggia con chi ostenta sorrisi al nascondiglio dei regali della luna.
Elegante e seduttrice, sfugge, senza capirne il motivo, alle pagine scritte sotto la cenere di carezze stanche degli occhi che ipnotizzano il movimento ondoso di mari noiosamente insolenti.
Srotola i petali contro tramonti impetuosi, nel ballo variopinto di fantasie in cerca d'identitá, per, poi, al finir del giorno, immergersi in una pozza scura, come gabbiano che svesta l'autunno di tutti i batticuori naufragati da vascelli innamorati.
Finisce su sentieri, dove, nebbie struggenti, rispondono in silenzio al pianto di chi raccoglie mazzi fioriti di aquiloni che, esaurito il coraggio di volare, si lasciano cadere come sassi di velluto tra macerie di pensieri insopportabili.




venerdì 24 gennaio 2020

I CONFINI DELLA REALTÁ








Incollare la mente al confine della realtá é come gestire un passatempo rovesciando gli occhi sulle emozioni provocate dalla mania di volare.
Produce vibrazione forte, allunga i giorni annaffiandoli di giustizia tempestosa, mentre si raccoglie  rosmarino selvatico e s'attende d'inditreggiare difronte alla fame che logora il silenzio.
Corazza di chiodi saccenti l'avvenire delle idee antiche che conviene dimenticare.
Dirada la nebbia delle contraddizioni, sfigura sospri che, pettegoli, frammentano, sfigurandole, nuvole gelide, incamminate da preghiere perdenti.
Toglie ritmo al conteggio delle ore, soffoca la sequela di bugie che la malinconia contrabbanda in una goccia in mezzo al mare.
Incoraggia spalle nude a scivolare tra le mani, quando la profanazione installa sorrisi in un cielo impermeabile alle lacrime, e, senza parlare, si barattano cantilene semplici e salutari come i disegni d'una bambina.
Ostiniamoci ad azzannare le mille volgaritá che girano senza coprirsi di decenza, illuminiamo l'ombra in fondo al viale del coraggio, accettiamo il compito di nascondere i confini della realtá.



mercoledì 22 gennaio 2020

ALI DI LEGNO CHE LA POLVERE NON TOCCANO







Ingelosisce sognare valigie di cartone, tramonti visti da finestrini in movimento o sapori di grano maturato fuori stagione.
Si diventa rancidi affidandosi a fiumi di memorie senza storia, incoraggiando le incertezze intriganti di chi assaggia amarezze per dimostrarsi indulgente e saggio.
Nel terremoto della mente che s'appoggia a ombre sbiadite nel silenzio d'un bicchiere, sogni di solitudine aperta all'indisciplina dei venti, e minestre insipide, si stemperano per evitare labirinti soffocati d'abbracci, trappole della fatica di vivere.
Per cancellare la vergogna d'opporsi al coraggio, si finisce per valorizzare l'astuzia d'un paio di stivali irrequieti.
Ma, assieme al chiarore che nuvole sudate emanano fingendo che sia invenzione d'un giorno di festa, il sacrificio costruito per invitare a preghiere minate d'emozione e d'inerte oblio, s'appende a fili fragili e sottili.
Come campane che accolgano l'arrivo della notte, s'ammalano le ali di legno che la polvere non toccano.



venerdì 10 gennaio 2020

OGNI FIUME







Ogni fiume, prima di raggiungere il mare, si racconta favole arruffate, storie rivestite della follia pronunciata da amanti durante viaggi di studio, bugie piú cupe della cappa nebbiosa che ammalia opposti e corpi contundenti.
Finge che i giorni si stringano attorno ad accenti che la brina deposita sul fuoco, si curva sotto il peso di rimpianti, che zampillano prematuramente dai pensieri inventati per sognare.
Il silenzio dei profumi lo dipinge, trascinando tronchi e catene al ritmo altalenante dell'improvvisazione.
Come attratto dall'abito da sposa, chiude la porta dove si camuffa il prezzo dello zucchero, finge che passino gli anni, andando contromano alla ricerca degli umori stanchi, che ignoranti arrugginiscono nei buchi abbandonati nel muro dello sconforto.
Lascia che i misteri li scoprino i martiri nel cielo.
Si preoccupa soltanto di rispecchiare fedelmente l'allegria di finestre che si spalancano al suo passaggio.




domenica 5 gennaio 2020

MANI DUTTILI CHE ACCAREZZANO ARCOBALENI














S'agghinda di silenzio, vagliando con dita scaltre ogni attimo che non sia consenziente, sorride ad opportunitá foriere di disagio ed angustie, sfoggia forme virtuose che obliterino il brontolio dei tuoni, chi sa trasformare la piú cocente sconfitta in trionfo inquestionabile e permanente.
Non cerca d'entusiasmare il coraggio che non gli appartiene, lascia ai sogni il piacere d'illudere mentendo.
Aspetta paziente che dal tramonto rinasca il giorno, non muta il volto alle stagioni, né aggiunge sapore salato alle nuvole nei pressi della luna, osserva, con occhi spenti, menzogne che girano come astri caduti in un bicchiere di velluto.
Nessuna perfidia puó rubare colore alla sua fermentazione intima, al diritto d'uno sguardo che, sottile, s'illumina di niente e si ripiega senza lasciare segno.
Il passo convinto di chi cammina sorvolando la polvere del tempo, utilizza il profumo d'un pianforte stonato per navigare emozioni intrappolate in lamenti, prima di destinarli al riciclaggio eterno.
Ostenta il petto nudo contro la logica di speranze che non decollano, semina ciclamini rassegnati in attesa del diluvio che li alimenti.
È nei segmenti di chi danza sulle ali del dolore, che il frastuono si dilata per trascrivere promesse piumate, trasformando respiri affannosi in mani duttili che accarezzano arcobaleni.



mercoledì 25 dicembre 2019

FESTIVITÁ






Fruttificando, l'albero s'impone di rinascere da sé stesso, crea le premesse per la propagazione eterna.
Allo stesso modo, l'uomo deve approfittare dei meccanismi che generano l'espansione universale, per collocarsi convenientemente in posizione evolutiva.
Ogn'istante dell'esistenza va dedicato a questo proposito.
Ma esistono occasioni specifiche , che richiedono sforzi di maggiore intensitá.
Il periodo ch'accompagna le celebrazioni del cosiddetto Natale, é, probabilmente, l'opportunitá piú sostanziosa per applicare un impegno eccezionale, che permetta d'attingere elevati livelli di consapevolezza ed altruismo.
In tal senso, si puó affermare che, la commemorazione d'una nascita illustre, rappresenta motivo valido per confermarsi sul cammino morale di rigenerazione dello spirito.
S'intenda, quindi, che soltanto la nostra rinascita spirituale puó costituire elemento sufficientemente importante da giustificare tanta celebrazione e gaudio.
Senza il suo apporto, le imminenti festivitá si riducono ad uno show variopinto, che produce lucro materiale, ma non consente alcun guadagno di natura superiore.



venerdì 20 dicembre 2019

QUANDO GLI EFFETTI SOVERCHIANO LE CAUSE.








Quando, nell'ambiente, gli effetti soverchiano le cause, l'identitá cigolante di chi si trovi lí a rappresentarsi, spesso si manifesta con frasi fatte, ripetute ad oltranza, ricavate da ricordi importati d'altri mondi.
E, cosí, ci si nasconde dietro giganteschi paraventi, eretti da energumeni, muti come gorilla pietrificati dall'aviditá dei propri desideri.
Il davanzale ombroso, che s'insinua tra ciliegi curvati da venti innovatori, ed acquedotti dove scorre ancora zucchero filante, accoglie sfere abnormi, che, altrove, apparirebbero come facce contrite, che s'affidano alla clemenza del cielo che le sovrasta.
Ci s'illude di galleggiare come boe, intuendo le ombre spigolose dei pesci che camminano sul fondo, ma, prima o poi, ci si deve arrendere alle correnti imperiose, che spingono verso le cascate dell'orgoglio, dove la vaghezza mentale agisce in modo inesauribile.




martedì 17 dicembre 2019

UNGUENTO BALSAMICO










Durante una qualsiasi esistenza terrena, succede a tutti, prima o poi, d'imbattersi in scalinate bianche di tedio e rimpianti mal tollerati, illuminate da raggi cosmici estremamente obliqui, e di sovrapporvi la propria immagine, accarezzata e respinta, replicando la postura dislettica di chi, per attraversare un fiume in piena, si assoggetta ad alimentare ricordi spaventosi.
Sorge, allora, la tentazione irresistibile di contorcersi la mente, per combaciare la ricerca d'un aroma inconsueto con la confusione provocata dalla vista di scacchiere a cui manchino colori alternati.
Con approssimazione suggestiva ma incoerente, si decide d'accovacciarsi al sommo della piramide, e, tentando di contenere riflessi intravisti specchiandosi in qualcun'altro, ci s'affanna a colpire realtá dense e compatte, che costituiscono memorie aeree, equiparabili a variegati pomeriggi d'autunno.
All'interno di contorni depurati, lacunosi soltanto quando testimoniano mancanza d'autenticitá e tenerezza, il marasma si coagula in tubi d'argento, che trasportano risorse d'energia vitale, provenienti dalla sorgente inesauribile alimentata da sogni e visioni rigogliose.
Ed, anche se riesce difficile crederlo, si delineano i confini del proprio essere, mentre il cielo s'abbassa per sigillarli ed appropriarsene, trasformandoli in una canzone penetrante, unguento balsamico, da applicare a ferite mascherate ed inafferrabili, sussurri ossessionanti emessi degli altoparlanti del tempo.




sabato 14 dicembre 2019

LA FABBRICA DI SALE








Qualsiasi popolo polverizzato in nuguli d'individualitá senza reciproca connessione, implode nella ricerca dell'aggregazione svanita.
Quindi, se viene a scarseggiare l'acqua che profuma di gelsomino e stuzzica l'appetito, dalle lusinghe di baci dimessi e sguardi impertinenti, non conviene rifugiarsi in grotta oscura, affidando alla solitudine la propria incolumitá.
Lá dentro, senza il conforto offerto da mani affrescate di curiosa invadenza, e l'ausilio di tastiere di fragola assaggiata all'ombra della luna, non si forgia nemmeno un briciolo di pensiero agghindato come ciocca di capelli soffici, vestiti d'un rosso piú sgargiante della stanchezza all'imbrunire.
Senza la compagnia di chi persegue la stessa meta, correre é esercizio instabile, che allontana nuvole grigie per accarezzare sogni di cioccolata.
Si respira con affanno, desiderando la lontananza di chi c'é accanto, ma, per cambiare rotta, non basta rivolgersi alle stelle che rigano l'alba, o lamentarsi del colore di parole sussurrate a stento.
È impossibile piacersi se si naufraga il cielo sull'asfalto, dedicandosi all'ascolto di suoni usciti dai programmi della gola in fiamme, ma incompatibili con la musica emessa da chi irriga campi con l'umore delle proprie lacrime.
Appendendosi a sé stessi, come foto sistemata su parete di cristallo o biancheria stinta in attesa d'un soffio che l'asciughi, non s'impara neppure a lucidare la follia, rassegnandosi, invece, a viaggiare su binari che puntano l'infinito, ma non sorpassano il silenzio e la tristezza della fabbrica di sale, dove acqua ed olio non si misceleranno mai.





mercoledì 11 dicembre 2019

PRIMA DELL'ESTINZIONE...









Come avviene per qualsiasi altra che s'affacci alle porte dell'Universo, la presenza umana, per quanto tenacemente ostinata ed invadente, smetterá un giorno d'aggrapparsi alla superficie della Terra.
Ed allora scomparirá, non lasciando alcuna traccia, e neppure tanto clamore.
È il destino di ogni esistenza che non sia eterna, quello di srotolarsi nell'intervallo che decorre tra il suo insorgere ed il definitivo tramonto.
Cosí avviene, da sempre e dappertutto, senza eccezioni.
L'esperienza decorre in tempi ben determinati, la sua validitá deriva proprio dalla sua transitorietá.
Tutto finisce, prima o poi.
È superfluo ricorrere a documentazioni scientifiche, per avvalorare quanto il nostro intuito afferma in modo perentorio.
Prima dell'inevitabile estinzione -peró- possiamo, come specie, compiere quel salto evolutivo che affranchi completamente dalla condizione oscura che c'ha originato, abbandonando per sempre la caverna dei nostri progenitori.
Altrimenti, all'interno dei meccanismi cosmici, l'utilitá di questo genere umano non sará stata superiore a quella di molte altre rudimentali forme biologiche, proliferate in modo grottesco nel tentativo di diversificarsi e sopravvivere.
Molte sono le generazioni trascorse da quando ci originarono alcune scimmie paranoiche, ma, dopo molte migliaia d'anni vissuti in modo violento e predatorio, ci comportiamo ancor peggio che agli albori.
Ci moltiplichiamo consumando smodatamente aria cibo ed atmosfera, minacciando gli elementi, per viverci dentro in maniera ogni giorno piú scomoda ed insoddisfacente, mentre ruminiamo improperi e lamentele nei confronti della crescente ostilitá ambientale.
Ed, al momento di tramandare quel minimo di buon-senso raggranellato in qualche anno d'esistenza, lasciamo dietro un'interminabile sequenza d'intricati nodi che creditori offesi, debitori ignari, e pochi amanti stupefatti, dovranno cercare d'affrontare in nostra memoria.
Durante tutta la vita, aborrendo l'oblio in cui cadremo un giorno, facciamo di tutto per incoraggiarlo e rendendecelo inevitabile.
Utilizziamo la tecnica di chi, osservando il tempo passare, alza le spalle e decide di essere eterno!






sabato 7 dicembre 2019

ANELA AD UN'ESISTENZA TRANQUILLA...










Chi anela ad un'esistenza tranquilla, senza soprassalti, bandisce manie esulceranti che impediscono ogni approdo, corre a rifugiarsi in soffice ovattante biancore, depurandosi le viscere di frenesie ed effusioni, trasformandole in tubi sterili ed inanimati.
Il risultato che ottiene é -peró- controproducente.
Emarginandosi da stimoli indotti, di fatto ci s'ingabbia in contesti deteriori, ben piú perniciosi della sofferenza, che ci s'illude di schivare.
Ci si crea un simulacro di fallimenti e svarioni, che gravano pesantemente sull'individualitá degl'intenti, neutralizzando totalmente l'effetto didattico caratteristico di esperienze e tentativi illuminanti.
Di conseguenza, si annichila ogni residuo fertile, faticosamente raggranellato in varie incursioni d'intenso ed attento deambulare.




lunedì 2 dicembre 2019

IL NOSTRO MIGLIORE ALLEATO!








Il destino di chi coltiva la propria indipendenza in un contesto molto affollato, dipende dalla capacitá di trasformare ogni abitudine sociale in fattore di crescita personale.
Ed é ricorrendo a detriti estratti da miniere d'orgoglio e superbia, che si colmano i fossi dell'incomprensione.
Non ci si lasci -quindi- distrarre dal compito di elaborare una via d'uscita dalla prigione di sé stessi.
Nel progetto di vita che ne consegue, si ammetta che, spesso, attivitá molto monotone e frustranti, forniscono le premesse di gratificazioni superiori a quelle offerte da svariati piaceri istantanei.
Per dipendere in maniera edificante dall'estrensicarsi delle proprie manifestazioni, si accetti che é soltanto attraverso la sofferenza che si raggiungono mete elevate, dato che i successi facili si rivelano sempre di breve durata.
Ci si guadagna un punto di vista preferenziale, imboccando il sentiero che s'inerpica tra i rovi,  rinunciando all'abitudine malsana di cercare una scorciatoia agevole.




venerdì 29 novembre 2019

CLIMATE CHANGE.









Molti saranno gl'indizi del progressivo squilibrio ambientale che porterá alla catastrofe.
Verrano tutti sottovalutati dalla stragrande maggioranza delle persone, portate a convincersi che, il  susseguirsi di cambiamenti, é sempre naturale e benefico, e che, quindi, un'inversione di tendenza che accompagni l'alternanza degli elementi climatici, non dev'essere considerata preoccupante, dato che sará di breve durata.
Di conseguenza, si deciderá di non stupirsi minimamente quando interi branchi di sardine migranti cercheranno cibo tra i giunchi d'un paio di laghi salati apparsi tra le dune del deserto.
O se, all'ombra dei girasoli, si vedranno proliferare crostacei e molluschi obbligati ad allontanasi dal lungomare ormai inospitale.
Nuguli di detriti polverosi e maleodoranti, ristagneranno a lungo dove, per millenni, corsi d'acqua ne convogliavano lo smaltimento.
E, lí, l'attesa d'un provvidenziale acquazzone, si rivelerá sempre piú elusiva ed impertinente, a meno che non si scateni una bufera impietosamente devastante.
Invece di inebriarsi di fresca rugiada mattutina, da scomodi nidi assemblati in fretta, stormi di volatili ansiosi ed indeboliti, rifuggeranno in cerca d'un nutrimento ormai scarseggiante, sfiancandosi in una frustrante ricerca, che finirá per scoraggiare qualsiasi iniziativa procreatoria.
Cosí, anche se alcuni individui a stento si manterranno in vita, il futuro della loro specie verrá irrimediabilmente compromesso.
Allora, dalle tasche d'una giacca a riquadri bianchi e blu, appoggiata sul davanzale d'un casolare dove, per tradizione, si nascondevano bietole triturate, riso ed anguille affumicate, tra rottami di trattori semisvestiti ed infangati, traboccherá il tedio rugoso delle campane di marmo.
Giorni calcarei ed infuocati provocheranno apprensione tra rami di cardi e scarse margherite di campo, dove nessun passerotto si soffermerá piú a cantare.
Al profumo del vento di marzo, non contribuiranno né cespugli d'ortiche, né esili piante di malva, e miriadi di moscerini annegheranno nel nulla, sperando di potere un giorno risuscitare tra favi di miele ceroso, prima che il becco d'un tordo goloso li venga a cercare.




martedì 26 novembre 2019

INCATENARSI AI SOSIA DI SE STESSI








Nelle fiabe alloggiano personaggi di spettacoli che appagano ed emozionano, bagliori di bontá sovrastano debordanti cascate di sublime armonia, mentre l'esatto momento irreversibile che costituisce l'epilogo da contemplare, s'accompagna all'amore che vince tutto e ch'é sempre corrisposto.
Abbiamo bisogno di crederci per salvaguardar sopravvivenza di sogni rassicuranti e seducenti, eppure ci dovrebbe essere chiaro che la vita, solitamente, obbliga ad affidarsi, implorando, a sentimenti contrastati e contundenti.
Non ci spaventi allora, e neppure scoraggi, osservare che il flusso d'energie edificanti s'espande, incontrastato, soltanto quando rifugge dai confini d'analogie fondamentali, e si presenta in situazioni intricate e controverse.
È nella diversitá che s'annidano gli stimoli al cambiamento salutare ed i connotati dell'eternitá appagante.
Incatenarsi ad esseri, le cui caratteristiche peculari non differiscono minimamente dalle nostre, significa provare affezione e simpatie irresitibili nei confronti di deserti narcisistici dove non cresce neppure gramigna, é come appagarsi vedendo la propria ombra immersa nella pozza di escrementi depositati da tempo.
Per progredire, invece d'ammirarsi i difetti riflessi dallo specchio delle ideosincrasie, conviene scatenare tensioni, sprigionandole da poli opposti, e rintuzzare dardi provenienti da occhi che s'emozionano a distruggere ogni forma di collaborazione, e guardano soltanto per avvalorare pretesti bellici.




venerdì 22 novembre 2019

DIETRO LA VISIERA DELLA CORAZZA








Indubbiamente, la stanza dove si costruisce l'abitudine al sonno rappresenta spazio intimo e molto particolare, spesso carico d'emozioni profonde.
Lí, cultura ed un po' di storia personale, si rivelano in modo pungente.
È lo specchio che riflette guerre , occasionalmente placandosi nella pace di sogni in miniatura, costituisce il risultato fotografico di tutte quelle piogge dolorose che catapultano il cuore al di fuori di sé stesso, logorandolo insieme alle curiositá ed alle esigenti domande della vita.
È proprio in una specie di limbo dai contorni sfumati ed incerti, che i sensi si obnubilano, permettendo di scivolare in una benefica perdida d'identitá e conoscenza.
Ma, alcuni momenti notturni, srotolati in luogo franco ed inaccessibile, producono soltanto l'effetto di deporre temporaneamente qualche ingombrante armamentario per sospendersi nella soffice indeterminatezza dell'inconscio.
Mai ci s'affranca dalle imposizioni esterne, che la convivenza sociale impone durante le ore diurne, se non si raggiunge il rifugio interno, puro ed incomprimibile, dove si custodiscono sentimenti integri ed autonomi, che libertá e fantasia alimentano, dietro la ferrea visiera d'uno sguardo caldo ed incorruttibile.




martedì 19 novembre 2019

LIQUIDO AMNIOTICO








L'immersione nel liquido amniotico illude che l'assenza di gravitá possa sgarbugliare grovigli di follie e sofferenze, incoraggiare sogni a spiccare il volo, bloccare la proiezione onirica di immagini perturbatrici, logorare il concatenarsi del pensiero, al punto di neutralizzarne l'impatto pernicioso.
Ma poi, depositati sul palcoscenico della guerra insana che ci dichiariamo ogni giorno, sballottati dai réfoli dell'esistenza terrena, contorcendoci al cospetto d'indicibili sofferenze, intenti a costruire una storia che sembri plausibile, ci scordiamo di galleggiare come piume, assecondando ogni soffio di brezza lieve per veleggiare al di lá dei crateri della luna.
Annidiamo nei focolai della minaccia la scelta d'un estremo bisogno, per proteggere le forze encefaliche evitiamo d'apportare contributi a sostegno dei rapporti con chi ci sta accanto, decidendo di svalorizzare compiti ingrati ed usuranti.
E, per non cadere in calma attonita o pacata svogliatezza, erodiamo, ogni giorno di piú, volontá e pazienza, trasformandoci in mezzi di trasporto telecomandati.
Per favore, sollecitiamoci a ritornare nel grembo materno!




domenica 17 novembre 2019

SAGGIA IGNORANZA








I residui amaragnoli ed appiccicosi, che si depositano in fondo al barile, con apparenza disgustosa a vista, palato ed olfatto, in realtá attestano il successo di processi metabolici essenziali all'elaborazione di nutrienti molto saporiti e gradevoli.
È proprio nell'esaltazione di contrasti inestricabili, che si srotola la dinamica della vita terrena.
Chi ricerca un sistema di riscatto, clausole che permettano di afferrare i limiti della mortalitá per immaginarsi all'interno di esuberanti concretezze, non puó esimersi dall'assumere connotati sacramentali accentuati dalla risonanza di vibrazioni universali.
Di conseguenza, illuminando le tenebre, svela appieno la propria cecitá interiore.
Dicotonicamente, bellezza e sofferenza si sovrappongono a vicenda, essendo entrambe ingredienti indispensabili al raggiungimento dell'equilibrio esistenziale.
Quindi, accogliendo il peso evanescente del tramonto e delle sue pulsazioni malinconiche, ci si ritrova ad apprezzare il valore della passivitá nel contesto metaforico dell'esistenza umana.
Ed allora, gravida d'insolente completezza, l'ignoranza che misconosce misteri, e solo esiste creandosi di ricettivitá immensa, diviene la forma piú sublime di saggezza.





mercoledì 13 novembre 2019

AGGRAPPATI A SE STESSI...







Personaggi umidi che vagano senza tregua alla ricerca di quanto hanno perso sul selciato, animano la scena a cui assisto ogni sera, poco prima del tramonto.
L'idea che trovano é quella capace di farli sentire speciali, illudendoli a credere che le sofferenze che stanno affrontando sono fuori del comune, spingendoli a rifiutare con latente spregio la condizione imprescindibile che li mantiene vivi.
In una vanagloriosa affermazione d'eccentricitá, ricorrono morbosamente ad ogni ausilio cannibale o narcisistico, imitando naufraghi appigliati ad un qualsiasi legno galleggiante, in realtá mascherandosi di paranoica diffidenza nei confronti di coloro che schivano i rifiuti tossici, che si vedono lanciare contro.
Eccoli, castellani della fortezza senza mura, arcigna tomba di ghiaccio che credono impenetrabile scudo protettivo, ma che, in pratica, solo li mantiene lontani dal cammino della luce, ingaggiandoli in relazioni fittizie e pretenziose, ed obnubilandone la mente.
Si prosciugano cosí, evidenziando catastrofi solipsiche per mancanza d'autentici stimoli affettivi e di alimentazione spirituale.
Contribuiscono massicciamente alla devianza ontologica che affligge e lacera l'essenza dell'umanitá contemporanea.
Sono tanti i paladini dell'impero delle tenebre.




sabato 9 novembre 2019

VINCERE L'ESTRANEITÁ DI LINEE SCURE








Elaborando chimere, fino a renderle simili a favole plausibili come storie tramontate sopra sabbie rancorose, frugando nell'immaginazione per rivivere sogni impossibili, e sfacciati incanti di pensieri assillati ed ottusi, si scopre dove posar la fronte, e sparger lacrime d'ondoso movimento.
Ma, chi rivolge all'orizzonte ciocche madide ed aggrotta il viso in espressione estaticamente malinconica, anche se cerca d'aggrapparsi alle stelle, coincide sempre con i sorrisi infantili dell'arata terra, su cui cammina a piedi scalzi.
Si muove a tentoni in mezzo a melodie sfumate, appena schivando alberi addobbati di briciole argentate e, per non abbagliarsi al sole, s'invita a speranzose evocazioni di gioie festeggiate nel cuore della notte.
Per non maltrattarsi come bambola di pezza, arrufandosi come batuffolo di polline inafferrabile, scelga di vincere l'estraneitá delle linee scure che circolano stagliandosi come ossa in controluce, e non aspiri piú odori cupi e suoni gutturali emessi durante maremoti e lagnosi momenti inoculati di struggimento.
Eviti accuratamente d'amalgamarsi a remoti residui di tormenti ed aneliti nostalgici. visioni d'un orizzonte angusto e gravido quanto la sofferenza che nasconde.




martedì 5 novembre 2019

LA SENSIBILITÁ ECCESSIVA.








La sensibilitá eccessiva non é caratteristica molto diffusa, si constata come prerogativa appartenente a chi soffre spesso e con grande intensitá.
Ma, per quanto scomoda e fastidiosa, é qualitá sublime, da considerare quanto una benedizione.
Non costituisce -infatti- mero metodo di consolazione, sottoprodotto effusivo di mistici frammenti universali, e nemmeno dimostra carenza d'equilibro, o assenza di difese consapevoli e concrete.
È -invece- prova inconfutabile d'empatia ricettiva e di sommo amore, ricchezza d'animo nei confronti del consesso umano con cui interagisce.
La capacitá intensa d'emozionarsi, e di patire le passioni che affliggono l'umanitá, presuppone sensibilitá cosmica capace d'immedesimarsi con realtá elevate e spaziose, anche se solitamente molto faticose e, spesso. frustranti.
Solo l'animo che prova desiderio d'immedesimarsi con gli aspetti deteriori dei contesti in cui s'avventura, entra facilmente in connessione con la natura delle costellazioni siderali, assorbendo tutti i suoni della notte, presenta interminabili luoghi ed energie, ma anche sovrumani silenzi e colori fantasmagorici.
S'avvale di orecchie enormi, occhi lungimiranti e impetuosi, al servizio d'una mente desta, e d'un cuore dalla capacitá illimitata, dove il peso di tutto si ridimensiona e trasforma in sentimento costruttivo ed avvolgente.

sabato 2 novembre 2019

IL SOLE SPLENDE OGNI NOTTE NEL CUORE







Congiunzioni astrali portano un emisfero a raffreddarsi, riducendo la presenza quotidiana dell'illuminazione solare .
Si tratta soltanto d'un fenomeno stagionale, destinato ad esaurirsi in pochi mesi, per dar spazio al risveglio biologico che avviene tutti gli anni .
È - peró - un periodo difficile per ogni creatura che lo venga ad affrontare .
A molti esseri umani provoca sintomi depressivi e scontentamento .
Si sa che diamo eccessiva importanza alle sensazioni fisiche, al punto di divenirne dipendenti .
Eppure risulta difficile astrarsene totalmente .
La soluzione risiede nello spirito, per il quale non esistono stagioni piú o meno sgradevoli .
Dobbiamo incentivare una crescita interiore, che produca resistenza a tutte le imperfezioni del mondo esterno, in cui ci capita di vivere .
Ricordiamoci che il nostro spirito é in grado di stare ottimamente in qualsiasi dimensione, é refrattario al peso delle condizionii atmosferiche, non si perturba sotto un gelido acquazzone .
Diamogli il timone, ed anche la traversata d'un mare tempestoso avverrá tranquillamente, il freddo smetterá d'incomodarci ed il sole brillerá ogni notte nel nostro cuore .




giovedì 31 ottobre 2019

EROISMO MODERNO.








L'eroismo si puó manifestare in molteplici maniere ed occasioni, ma, fondamentalmente, consiste in cercare e trovare la direzione che porta all'illimitatezza, sfidando ogni improbabilitá.
Quindi -per affermarsi- deve quotidianamente considerare il profilarsi del reale, sullo sfondo del possibile, chiedendosi se, conformarsi ed ubbidire, costituisca un dovere, o un'aberrazione della propria funzione.
Ne consegue che, tracciare confini da infrangere eroicamente, é compito riservato a chi s'assume l'onere dell'incertezza creata dalla virtualitá.
Al contrario di quanto sia stato fatto credere per secoli, l'eroe é un calcolatore, che considera ogni sua mossa secondo criteri plausibili, attrezzandosi in modo da evitare di esporsi all'improbabile , minimizzando l'apporto di qualsiasi approssimazione.
Sa che nessuna previsione é infallibile, eppure imposta il comportamento prendendo in esame le condizioni in cui si deve estrinsecare, ed introducendo nell'equazione numerose variabili, ipotesi controfattuali, relative ad eventuali mutamenti delle componenti esistenziali.
Tale tipo d'approccio é estremamente raro nella societá a cui apparteniamo.
Non é infatti semplicemente acquisendo valenze conoscitive o astrattamente intellettuali, che s'assume caratura etica e morale d'estrema coerenza e profonditá.
Ecco, allora, che il disadattamento costituisce l'habitat dell'eroismo moderno, in assenza di altre componenti di richiamo e guida.





lunedì 28 ottobre 2019

REALTÁ IMMAGINATA







Pur se immersi in cupa tristezza, distilliamo ragguardevoli quantitá di gioia, proiettandoci davanti agli occhi immagini gradevoli, concependo strumenti artificiali, adatti a svellere le preoccupazioni che gravano l'esistenza terrena.
Cosí, frasi che udiamo, acquistano capacitá di penetrare la scorza coriacea della diffidenza infelice, sbuffi ed insulti, corrono come fiocchi di neve cullati dalle correnti d'aria, e bagliori d'amore, s'imprimono alla pelle como marchi indelebili.
Per effetto di consapevolezza indotta, la realtá immaginata si raggruma in noi, é dolce peso che frulla nel petto, trasformandoci in fascio d'energia luminosa, che s'irradia anche attraverso gli indumenti che indossiamo.
Germoglia apparentemente a nostra insaputa, poi continua a crescerci dentro per lunghi anni, dilatandosi a dismisura come pianta lussureggiante che usurpi spazio a dubbi e paure.
S'afferma ampliandosi, ma non dilania o squarcia.
Al contrario, riempie delicatamente tutto il luogo dove ansia e sofferenza si credevano sistemate, rendendo inutile qualsiasi pensiero, parola o atto.
Ci dissuade dal cercare altro nel cuore, o negli occhi di chi ci sta accanto, non c'é piú alcun vuoto da colmare con surrogati esistenziali.
La sua pretensione ci rende immensi ed invulnerabili.



sabato 26 ottobre 2019

IL SILENZIO BRULICA DI VITA...







La voce del silenzio é sempre stentorea e potente!
Mai sottomessa o timida, é gravida, completa, densa di mille significati, tutti emblematici ed edificanti.
Non funge da sterile sipario, come la cortina fumogena che s'erige per nascondersi da sé stessi.
Brulicando di vita, invia il suo ronzio in mille direzioni,  invadendo ogni anfratto dell'Universo.
Anche per chi ricorre alla competenza d'affinare scritti e comunicazioni verbali, sfrondandoli d'orpelli formali e stucchevoli modi di dire, risulta spesso problematico raggiungere l'essenzialitá, se s'affida all'usurante flusso delle pulsioni esistenziali.
Consideri, allora, come dentro le tubature del male le libertá piú profonde s'affermino, la serenitá consapevole si sistemi e proliferi, defluendo fino all'origine dei problemi. che disinnesca, agendo in religioso silenzio.
È proprio nella zona franca dove l'accesso di manierati cascami vociosi é categoricamnte proibito, lontano dal rumore caotico di chi irretisce atterrendo, che ci si puó ricomporre ed armonizzare, alimentando coscienza e sicurezza.
Opposte necessitá finiscono sempre per ricongiungersi sui fondali melmosi dove i suoni del giorno sono impercettibili, e regnano interludi di pace ovattata e taciturna.




domenica 20 ottobre 2019

INUMARE FRECCE...







La diretta corresponsione, che s'instaura tra l'ospite e l'ambiente che l'accoglie, costituisce base operativa di qualsiasi soddisfazione reciproca.
Non stupisca -quindi- constatare come le abitazioni ricambino l'affetto che ricevono, fornendo sensazioni gradevoli ed incontaminate ai propri occupanti, preservandone il benessere e l'affinitá d'intenti.
Il neonato, per sopravvivere, dipende dagli alimenti forniti da chi assuma la responsabilitá di nutrirlo.
Per gli alberi, é l'immanenza materna che combatte la sventura, presiedendo cicli fertili di danze e pantomine inscenate per onorare la foresta.
Chi accoglie l'invocazione delle fronde, sussurra energia amorosa in tutte le direzioni.
E, invece di sottrarre preziosi elementi, cosparge il terreno di doni ed attenzioni, in attesa d'inumare le frecce provenienti dagl'incroci della vita.



sabato 19 ottobre 2019

L'OMBRELLO.








Qualsiasi realtá terrena per costruirsi un'identitá si serve d'oggetti materiali, personificandoli fino a fornir loro connotati specifici, che s'imprimano nella mente.di chi ne venga in contatto.
Inestimabile é il ruolo dell'ombrello, catartico, in grado di mondarci l'ambiente da elementi nocivi e contaminazioni eteree.
Spesso, quando ci muoviamo affannosamente per vie fradice ed inclementi, c'attingono pensieri e sentimenti della pioggia, anche se siamo protetti dall'impatto diretto dei suoi goccioloni.
Timori, tristezze, delusioni inframezzate da rare speranze e distrazioni pervasive, originate dove le nuvole che le riflettono si riforniscono di munizioni, turbinano attorno, prima d'impigliarsi tra le pieghe del nostro essere.
Peró, la precaria luminositá del mondo circostante, assume colore, filtrandosi attraverso la tela che ostentiamo sopra la testa.
Appaiono, cosí, barlumi di tranquillitá, disagio e dolore si stemperano nel vento, ansie ed angosce si raccolgono al suolo, e, come le strade e le persone che le percorrono, diventano occasioni di pacata riflessione, frammenti sparsi, appena usciti dalla scatola dei sogni.



mercoledì 16 ottobre 2019

LA LINGUA BUSSA DOVE PUÒ...







È quando ci s'arrampica su se stessi senza lasciar traccia, avvitandosi in cerchi concentrici per nascondersi ai raggi indiscreti, che ci s'imbatte nel suono delle cicale stanche di molestarsi per non soccombere al ritmo degli eventi.
Conviene, allora, schivare gli stracci che sbatacchiano al vento, impigliandosi, uno con l'altro, con l'ardore di chi si sente imprigionato dietro lo steccato di sogni rimuginati, ma non spenti.
La lingua si stiracchia impertinente per uscire dal palato inospitale, va a bussare contro pneumatici consunti, ed assume il profilo impercettibilmente felino d'un veleno cieco e taciturno, mentre l'eco d'una foglia pallida ed avvizzita morde alle spalle, sbriciola risate in mille frammenti, s'immischia come fede incrollabile che inviti a volare oltre la vita.
È da questa presunzione deriva che, le mele, per non lasciarsi divorare dalla vergogna, si facciano
medicare dalle stelle della notte.






domenica 13 ottobre 2019

SCONCI PASSI DI DANZA







Uscendo improvvisamente da torpore suffragato d'inutili rituali, inventiamoci sconci passi di danza, auspicando all'aria di trasformarsi in macchina che corre, e rincorrendo, da bocca a bocca, la voce del destino.
La malavoglia si smobilita scartando involucri d'accidia imbronciata, e macinando chilometri di tragitto, in compagnia di soffici sfumature di tempo incommensurabile.
Lasciamoci precipitare nel vuoto, fiduciosi che i piedi rimbalzeranno su edifici e notizie prive d'alcuna consistenza.
Pur essendo soltanto componente di rilevante discontinuitá, un palpabile sollievo s'afferma dove il dominio vessatorio consente guizzi di speranza, e scie d'insofferenza si stemperano al cospetto d'insalutati ospiti.
Invece di disperarci constatando che impegno e travaglio non bastano per scavalcarlo, appoggiamoci teneramente al masso che sbarra il cammino.
Non spezziamoci la schiena per tentare di spostarlo.
Per emanare effetti e cicatrici di provata incorruttibilitá, diamo coraggio ad immagini di presagi sgargianti, canticchiamo manciate di languori irresistibili, e, nell'avvicendarsi degli accidenti, proteggiamoci dal flusso usurante dell'esistenza con ornamenti lucidi di fascino e spensierata freschezza.
Se si rimpicciolisce oltre misura, l'onda s'insinua negli anfratti della roccia, minandone, poco a poco, l'eccellenza.



martedì 8 ottobre 2019

IN GABBIE METALLICHE...







Per il coniglietto d'allevamento, chiuso in gabbia notte e giorno, una carotina non rappresenta certamente strumento di salvezza, offre soltanto qualche momento d'illusoria sazietá.
Allo stesso modo, formali strette-di-mano tra colleghi, il foglio stropicciato su cui appaiono delibere della riunione a cui nessuno ha presenziato, ed il protocollo del giorno ammaestrato dalla burocrazia, sono orpelli che nascondono progetti che non funzionano, cosmetici per la facciata d'edifici di fumo.
Si osservi come, in ogni campo di battaglia, proliferino sgargianti fiori artificiali, tra i quali pascolano branchi d'ippopotami imbalsamati, ingrassati dalla presunzione ed assetati d'ipocrisia.
Non conoscono il significato della spontaneitá, s'impongono di giostrare perennemente, come lancette impazzite d'orologi senza quadrante, distribuiscono a tutti documenti falsi, credendo, cosí, di sbarazzarsi dell'inganno, ed ottenere i privilegi che si destinano a saltimbanchi analfabeti.
Accorrono trafelati, ogni volta che c'é da vincere un gettone di presenza, se lo contendono con unghie e denti, emettendo un fracasso deforme, che strilla abusi al cervello di futuri discendenti ed all'udito di chi risponde ancora ad annunci trasmessi telefonicamente.




giovedì 3 ottobre 2019

CAROVANE DI DOLORE.








Il deserto é percorso da fiumi prosciugati, immense passatoie stese tra sassi roventi, ricoperte di residui di foglie carbonizzate e dove la sabbia é piú scura della notte.
Mancano d'acqua, ma, su di loro, scorre implacabile il flusso di disperati in cerca d'un mare amico, che li porti a sognare.
Interminabili carovane di dolore e alienazione, fame, monosillabi emessi in modo trafugato e stanco, pugni serrati, inutili rimpianti e perenne sonnolenza rannicchiata nei polmoni.
Vestiti lerci presi in prestito, litigando con chi si batte perché se ne credeva il proprietario.
Mani, annichilite quando scoperchiano lo sguardo, prima di depositarlo in un lenzuolo stropicciato e liso.
Carriole, stracolme d'un benessere che non appartiene mai a chi le spinge.
Soffi e sospiri rivolti al suolo, sembrano i rami secchi che l'albero non sopporta piú.
Si crede d'incanalarsi verso la speranza, ma, al primo posto di blocco, si sente un irresistibile peso al petto, si devono portare le dita alle labbra per emettere un tremulo singhiozzo, si prova il desiderio di liberarsi dalle proprie gambe e braccia.
Ed, invece d'urlare o piangere a dirotto, conviene convincersi a percorrere, a ritroso, il cammino della privazione.





martedì 1 ottobre 2019

SI CHIEDA AIUTO AL VENTO!










Sul lato opposto al giardino delle scorribande, é imperativo fermarsi e valutare la gerarchia invisibile dei sentieri impervi della vita.
Lí, in quella estesa landa accartocciata, ogni sussurro diverge per sfuggire dall'orbita del battito delle catastrofi naturali.
Ma, come bassorilievo disadorno e senza fascino, o viatico improvvisato, la ferocia latente s'abbatte sempre su chiunque le vada vicino.
Un'ondata dirompente accompagna allora, in rapida sequenza, le pupille che guizzano fino a portarsi fuori dal sistema solare.
Neppure dopo aver salvato un'intera scolaresca dall'autobus in fiamme, é concesso scavalcare la rete che separa dalla porticina angusta dell'armadio, dentro al quale si sogna d'aver pensato d'essere invincibili.
Si osserva -invece- come le minuscole gocce di rugiada si ostinino a ricoprire anche i petali piú incomprensibili e smunti, sfiorino le labbra aride di chi, abbandonato dal branco, gira in tondo, prima che la nebbia sommerga anche i bordi del campo adolescente.
Lo spazio cresce dove i solchi dell'acredine granitica diventano voragini ed inghiottono anche i meno docili sentimenti vegetali.
Ed il crepitio delle pagine consultate di fretta esplode in scenate, la cui trama non termina mai.
Quando diventa difficile distinguere dove finisca un sentiero, e ne inizi un altro, é meglio arrestarsi e chiedere aiuto al vento.



sabato 28 settembre 2019

IL VOCABOLARIO DELLA SCONTENTEZZA






Per saper leggere con dedita attenzione, impadronendosi di teorie, sillogismi ed analogie, ragionando su vuoti sofismi per elaborare deduzioni tendenziose e contorti metodi educativi, si ricorra al vocabolario che descrive la scontentezza informe d'una vita appena menzionata.
È fondamentale saper distinguere tra la retorica asettica di chi non sa amare, e la struggente paralisi di chi troppo si vorrebbe coinvolgere, analizzare la bellezza del mondo e renderla necessaria come acqua che disseta, ma anche riconoscere quei momenti di tenerezza capaci di contrastare l'affermarsi di radicate abitudini al cinismo, o d'ogni forma che conduca a sporadiche sospensioni del sospiro.
Si possieda una sintassi attiva, che resista coraggiosa al riflusso di massicce ondate di disappunto, che s'armonizzi al ritmo ed alla cadenza del prologo da affrontare, con pazienza, prima d'incamminarsi rapidamente in direzione d'un epilogo intessuto di logica variegata, di lacrime intense e splendide, come quelle dell'altra dimensione.
Una narrativa, per mantenersi lussureggiante e florida, dipende da inquietudini e tormenti, si srotola in esili strisce di pulviscolo luminoso, provocando effetti d'alteritá mistica, cattura ed accoglie nella sua cattedrale, avvolgendo d'emozione le chiome benevoli di chi si rivolge al cielo, per non sentirsi infimo ed indifeso.

giovedì 26 settembre 2019

RESPIRANDO.






Il piú spesso possibile, permettiamoci d'ascoltare, in devoto silenzio, il suono emesso respirando, consapevoli che non si tratta d'un mero meccanismo bio-chimico.
La mente, infatti, quando si lascia risucchiare e penetra nei polmoni. raggiunge l'alloggio dell'intero universo, che l'assorbe ed utilizza come tramite trascendente.
Convogliando aria in ritmico flusso verso il centro del corpo, affermiamo incontrastata l'esistenza della sorgente cosmica, che sostenta ogni necessitá e conferma l'identitá della nostra essenza.
Per liberarsi d'ogni schiavitú e limitazione, s'abolisca il culto dei ricordi, l'ansia dell'inadeguatezza, e non ci si avventuri ad elaborare alcuna aspirazione soggetta ad aleatorietá futura.


martedì 24 settembre 2019

LA LISTA.









Una volta arrivati qui, sulla Terra, dobbiamo tutti esercitare una funzione imprescindibile, quotidianamente ci si richiede di partecipare alla collettivitá in modo analitico e selettivo.
Quindi, in tutti i rapporti che ne derivano, costituiamo baluardo e confine, siamo linea di demarcazione, criterio attraverso il quale gli estremi riescono a coesistere.
Anche se ci rifugiassimo nella caverna dell'indifferenza, o, timidamente accartocciati al centro d'un palcoscenico decrepito, rifiutassimo d'interpretare un ruolo qualsiasi, dagli strali del destino non verremmo risparmiati, essendo sempre loro bersaglio favorito.
Non possiamo mancare all'appello, o sopravvivere esimendoci dall'essere parte della coscienza generale, punto fermo dove si coagola il giorno prima di far posto alla notte.
In tale contesto primordiale, la creazione del proprio personaggio é di estrema importanza, per nulla facilitata dalle circostanze.
Dobbiamo prepararci a subire affronti di grande portata, torti conclamati e sofferenze spesso gratuite, utilizzando bonomia o rassegnazione, principalmente per contribuire al censimento anagrafico di tutti coloro che c'invadono l'orbita d'azione, collidendo con gl'interessi sui quali concentriamo attenzione e proposito.
Soltanto cosí s'assolve l'incarico di redigere la lista accurata di buoni e cattivi, strumento che ci verrá richiesto dall'amministratore supremo.













sabato 21 settembre 2019

STATUE VIVENTI.








Se si fissa con lo sguardo un oggetto appena percettibile all'orizzonte, mantenendone vivida  l'immagine e non lasciandosi distrarre da nient'altro, la corazza dentro la quale ci si rifugia permette di rintuzzare con successo anche il piú atroce degli attacchi.
L'immobilitá che ne risulta, forma d'arte come la statua che s'impersona, é antidoto efficacissimo anche in situazioni estremamente drammatiche.
Le nuvole nel cielo scorrono tranquille, compiono il loro giro lasciandosi instradare dai venti, senza mai protestare, sono indipendenti da quello che succede quaggiú.
Osserviamole con attenzione, soprattutto quando oscure figure umane, ricoperte di stracci maleodoranti e di passamontagna da cui s'intravedono appena occhi malvagi, arrivano per invaderci anima e corpo.
Mentre mani ruvide cercano dappertutto e ci rimuovono gli stivali, ubbidiamo meccanicamente agli ordini , permettiamo pure che s'agitino le acque del ruscello in fondo al giardino.
Ricordiamoci che, chi cerca d'asservire l'ombra bianca d'una bandiera irriconoscibile tra mille altre, non é minimamente in grado d'alterare il corso delle stelle, o d'oscurare le proiezioni della mente.