martedì 14 luglio 2020

POLPASTRELLI INQUISITORI











Polpastrelli inquisitori stimolano l'impertinenza di ornamenti affastellati, invaghiti d'eccezioni e smisurati contrattempi.
Come spruzzi di pigmento iridescente, molestano riverberi e delusioni sciabordanti.
Instaurano sofisticati meccanismi di repulsione, stillicidi sibillini esposti al ludibrio mentale, molestano desideri d'evasione e rinascite di fioriture disarmanti.
Verniciano cadenze di fiocchi arrotondati, mentre, esausti, corteggiano fragili fomenti di socchiuso degrado.
Offuscano illeggibili orpelli e tediosi ritmi di trasgressioni anacronistiche.
Imbottigliano distillati d'etere gravato da grumosa follia, che, pretese arguzie, alimentano e disseminano in quadrature voraci.
Per ingannare percorsi eccentrici, farneticano versi di metallo, annodano sintonie, scandendole con strafalcioni ombrosamente azzardati.
Irriverenti, si servono di sortilegi stravaganti, adulando gl'imbrogli di sommessi soliloqui, che riversano in estenuati pertugi di nullitá implumi ed arcani immensi.




lunedì 13 luglio 2020

SPARI DAL CERCHIO DISEGNATO NEL VENTO









Spari provenienti dal cerchio disegnato nel vento, se contengono qualche frode o vanteria, strepitano come scorticati esercizi di evocazioni emotive, evaporandosi presto in adagiata leggiadria.
Nell'indagine contemporanea, rivaleggiano con parodie ancorate a precoci letarghi e soffusi antidoti metafisici, inseguono subdoli indennizzi d'ipocrite perturbazioni.
Lampi strascicanti nell'oblio, avvinghiati a logiche argute, ingegnosamente imbellettate d'astrusi epiteti burleschi, si catapultano nel delirio, dove cercano d'esorcizzare modulazioni struggenti e creative eresie.
Veleggiano su echi intermittenti, che modulano in sordina, reminescenze mistiche di fermenti d'emozione, che fiabesce metafore intercalano al calar del sole.
Venerano con rancore bocconi trangugiati a stento, traslano ritratti di geometrie stentate nella dissolvenza approssimante, che passioni attraenti e lusinghe vagabonde tracciano sul selciato.
Per accendere simulacri d'avvenenza, s'abbagliano al crepuscolo, adescati inconsciamente in frullati di barlumi e volontá inconsistenti.






   

venerdì 10 luglio 2020

L'ATTESA DI ROBOANTI SFRIGOLII










Dai grovigli che la disciplina srotola su viali resi scivolosi da disavanzi sbadati e colpevoli dimenticanze, nasce l'attesa di roboanti sfrigolii, che, dopo essersi tuffati nel baratro cosmico, riemergano come sogni crepuscolari.
Versi imbronciati di camaleonti scorbutici, si propongono d'esibire ossessioni e vacuitá malvestite, che faticherebbero a farsi strada nel contesto appiccicoso d'improrogabili circostanze.
Scagliando vocabili sdentati, deturpano, con astio camuffato, l'involucro tenace d'indigeribili lamenti, ma non ne scalfiscono le armonie sinuose e le ritmate sintonie.
Nell'attinenza discostante che partoriscono, sollecitano essenze azzardate, passi scossi da iniziative traghettate.
S'identificano in drappi ondeggianti, appassionati d'astinenza e moti circolari.
Traboccano di ansie diafane, fraintendimenti fibrillanti e sementi prive di futura vitalitá.
Irriguardosamente, imboscano solitudini tracimanti, ne assaporano il gusto sgualcito, mentre si dilettano a carezzare respiri esalati contro vento.
Per moltiplicare disarmonie e blasfeme voracitá, impigliano, nell'equazione dei pretesti, vibrazioni accartocciate, primordiali impulsi ed aridi fenomeni di trasformismo esistenziale.





giovedì 9 luglio 2020

ASSENSI FANTASTICATI









Assensi fantasticati cavalcano a briglia sciolta nelle praterie sconfinate dell'inconscio.
Sagome aliene, che il profondo immaginoso dissolve dietro le quinte del palcoscenico, prima che affiorino  profonditá sfinite, che, con un salto smisurato, raggiungano approdi leggendari.
Il loro fiato dissestato smuove, arrogante, maldestre litanie, incatena nell'etere il ritratto ricalcato di molecole silenziose, ma estremamente irruenti.
Specchiandosi nel vuoto inconsistente di basite menzogne ed abbagli sotterrati, si tingono di percezioni sfrenate che adombrano l'estro di miraggi sorprendenti.
Contornano insenature idilliche e risvolti responsabili, declamando immaturi proclami ludici.
Evocano il luccichio del plancton capriccioso, suggerendo memorie esauste al discorso alato d'arterie discinte, sofferenze cianotiche e rigurgiti d'accalorati ardimenti.
Per addentrarsi nella dimora del proprio consenso, s'arrampicano su stordite impalcature anchilosate, rigurgitando sabbia devastano stuzzicanti richiami contrapposti, e, per smorzare il tenore di estasi iridate, succhiano dita che sanno di fiele.



  

mercoledì 8 luglio 2020

IRREQUIETE PEREGRINANTI RAPPRESENTAZIONI










Irrequiete peregrinanti rappresentazioni, venate d'incomprensione e sdegno, anche se racchiudono desinenze liriche, si servono di rarefatto mistero, per aggiungere eresia al ruolo adulatorio che assumono,
Smisurano spinte seriose, cesellano rituali sedati sulla fronte di crepuscoli catturati a stento.
Assestano trabalzi smisurati all'ombra di affanni contingenti ed innovative costrizioni.
Trasmigrano, blindandosi nell'elettricitá di cumuli illusori, credendosi irresistibili ai colpi bassi di reminescenze languide.
Gemono evocazioni sfrontate, quando sorseggiano mulinelli scorbutici di compromessi, ed infuriate gocce di pozione mistificatrice.
Nella luce che pervade confini scarmigliati, celano lacerazioni e frantumi abbaglianti di logiche invisibili.
Somatizzano scherzi stonati e distopie invasive nei dintorni incerti di dialettiche impersonali, pronunciate in nome di concetti arzigogolati, la cui deflagrazione ondeggia, maldestra, nel vuoto translucido di ogni sogno.





lunedì 6 luglio 2020

DETURPANTI INCHIOSTRI CHE L'OSTINAZIONE SPARGE










Deturpanti inchiostri, che l'ostinazione sparge su respiri amari, che la bocca incongrua ricama d'insensate faville e turbinii ancestrali, rendono alacre la rassegnazione di chi s'immerge nella vastitá delle proprie contraddizioni.
Senza ritegno né stupore, traccia linee inconsistenti, sparge coaguli d'essenza e distillati d'aura spuria, scolpisce, tra venature rosa, frasi accovacciate, grondanti di animositá delusa.
Per alimentare attimi di sconforto, ed assecondare il tintinnio di ninnoli affaticati, intrappolano in irriverenti danze, lacerazioni ch'infamano l'aggressivitá d'ogni movimento istintivo.
Ansimando, inseguono galassie alla deriva, squarciano onusti assilli di memorie, proiettano fremiti sparuti su impronte d'emotivitá indecisa.
Frantumano emozioni cristalline, interrompendo il ciacolare fragile di sospiri edulcorati per mantenerne la dinamica attiva.
Abbagliano di passioni crepuscolari esistenze frullate con barlumi di lusinghe avvenenti, accendono di lamenti le frasi aride pronunciate tra le anse del firmamento.




sabato 4 luglio 2020

SMAGLIANDO STRARIPANO SINUSOIDI EFFETTI











Smagliando straripano sinusoidi effetti dal cofanetto vellutato dove riposano sentimenti sgualciti ed accartocciati.
Rendono perspicaci gli accenni commediati di elementi gravosi ed uncinanti, tramutano appigli inerpicandoli su estremitá ingaggiate in descrizioni, tanto esorbitanti quanto l'accoppiamento degli antonimi tempestosi.
Con incipiente sillabazione, la misura della diagonale connessa a vociosi cipigli aromatici, avanza oltre la soglia di pensieri lacrimosi e torpori anestetizzanti.
Carezze impregnate di languore emotivo asportano effimeri effluvi di sospiri, imbibiscono sussulti altisonanti e laboriosi, discostano dagli ormeggi menzogneri alchimie d'ardori inaspettati.
Cosí s'affermano emozioni purpuree, visioni ammorbidite d'orizzonti sbriciolati.








mercoledì 1 luglio 2020

L'ARSURA DEI SOLCHI SCOLPITI NEI PENSIERI













L'arsura di solchi scolpiti nel guazzabuglio dei pensieri spesso trasborda, raggiunge proponimenti ed intenzioni, smarriti girovagando nell'inconscio, e li artiglia senza pietá.
Frantuma ogni istante di densitá anomala, si tuffa in oscure correnti ascensionali, produce surrogati silenzi, dai quali l'emotivitá rifugge impulsivamente.
Si lascia invadere da baluginanti sprazzi di tramortita metafisica, ma, poi, ritorna a rifugiarsi nella bacheca degli stratagemmi, dove si raggomitola come foglia decisa ad offrire resistenza al vento.
Con gravitá instabile, calpesta il brontolio della memoria, per inculcarle detriti e sofismi, che riflettano gli sguardi foschi di chi si contamina nella penombra.
Assottiglia il portamento che incaglia fatalitá decadute, sgarbatamente inibisce movenze, giá logore per l'assillo di frasi avventate e smagliature penetranti.
Infiocchetta dimore immaginate, profanandole con aromi di selvatico trambusto, su veli spiegazzati appoggia il divario narrato di echi labili e desolati.
Nel labirinto sottopelle, rievoca abitudini remote e linfa d'alberi immotivati, mentre il dubbio malfermo modula il ritmo delle sue chimere.






martedì 30 giugno 2020

AGGLOMERATI D'INTENTI INCONSAPEVOLI











Gli agglomerati d'intenti inconsapevoli, anche se scoraggiano eventualitá dinamiche, non eludono il circuito di congiunte interferenze, che s'accompagna a polveroni di stelle frantumate minuziosamente da eversioni esistenziali.
Lucidano inedie cosmiche, imprigionano mormorii di ritualitá soffocate da smarrite aspettative.
Ricalcano la forma d'asteroidi appena nati, che cavalcano il frastuono di sogni impervi e sfilettati.
Irriverenti malesseri pausati, per sincronizzarsi all'aritmia di sfizi artificiali, dondolano nella rugiada di umiditá latenti, come segnali d'avvertimento acquarellati su concavo destino.
Intersecano rotte molto tortuose, scivolano su guance disallineate, inseguendo l'animositá di tranelli e ladrocini frettolosi.
Come astri sbigottiti dal contatto penetrante di fantomatiche alchimie, delusi dal rincorrersi di flutti anemici ed esasperati, cadenzano orbite ellittiche attorno a spicchi d'universo congelato, aumentano di spessore l'evocazione scenografica di amplessi luminosi e rimbrotti ambientali.






lunedì 29 giugno 2020

BATTIBECCO PROVOCATO DA ESPRESSIONI ALTISONANTI












Ogni battibecco provocato da espressioni altisonanti, nelle quali s'intingono sagome di lustrata vulnerabilitá, ricerca il moto perpetuo tra architravi di substrato onirico.
Servendosi di manifestazioni scomposte, ostentando gestualitá incontrollate, costituisce alitante tessitura di diafanitá veleggiante verso l'ignoto.
Estenua gran parte dei trascorsi della mente con strofe avvinte, e parantesi inscidibili dal caos indotto per adulterare sodalizi e collisioni simbiotiche.
All'interno di fotogrammi monocromatici, insinua il nesso sonoro che attrae contraccolpi ed antitesi, allungandone il fiato fino ai limiti dell'equilibrismo.
Manomette premesse fittizie, espressioni sonnambule e ridondanti afflati di raggrinzita argillositá, per salvaguardare densitá remote prive di qualsiasi presagio convincente.
È da un arco assottigliato come vertebra sotto il peso dell'incoerenza, che salpa dardo ruggente, in direzione di grovigli elucubrati ed aromi dispersi in un fagotto di nebbia.





sabato 27 giugno 2020

SE L'ALBA POSTPONE SCENOGRAFIE










Il sospiro del vento zittisce, quando prende consistenza la motivazione trasparente d'un tramonto accalorato.
Poi, se l'alba postpone lo spettacolo di scenografie improvvisate, s'affermano mormorii schiumanti nella penombra del letargo virtuoso, mentre nuvole di ossigeno surriscaldato producono alchimie chiassose ed inconseguenti.
Incastrandosi nell'insipida assenza di elementi innovatori, la coltre di vapore alieno all'armonia del moto pensato, sfoca nel suo orizzonte ottiche concave d'idee lancinanti, tartassa lembi asimmetrici di speranze sbaragliate.
Lo stratagemma di srotolare tappeti erbosi su relitti di remore contradditorie, permette di proiettarsi oltre il caledoscopio ipnotizzante d'incontri inaspettati e virtuositá impossibili da catalogare.
Ma, non riduce minimamente la stanchezza d'esercizi ripetitivi, accanimenti acuti aggravati da tensione e sconforto.
Per dissoverla, basta una sola goccia d'antidoto solare, che preclude l'entrata ad affanni intempestivi, martellamenti esarcerbati dal rammarico incrostato di fatalitá ingombranti.





giovedì 25 giugno 2020

L'IMPATTO DI SCIAGURE ECLATANTI










Condito di velleitá dorate, l'impatto di sciagure eclatanti si mantiene schivo, se sbandiera, lacero, il drappeggio tinteggiato di venature mimetiche ed imprevedibili.
Scandisce turbinii infoltiti d'antagoniste liturgie, s'invaghisce di ritmiche esibizioni inconcludenti, interpreta a passo di danza emozioni soliste, ricalca immagini riflesse ed attardate.
Nel sottofondo livido d'incanti sfuggenti, incornicia il prevalere di bagliori intrisi di randagia agonia.
Sfuma trasparenze allegoriche per enfatizzare il contesto fioco di nostalgie allusive.
E, nella dimensione d'impalpabile magìa, corica, suadente, una voce addomesticata da respiri agonizzanti.
L'apparire di disgrazie compiaciute, si conferma fragile per chi disdegna il tocco del velluto, non si stupisce meditando sull'indifferenza di stridii caduchi, e sorvola, pazientemente, il deserto d'impalcature soggiogate all'insinuarsi della fluiditá temporale.





 

mercoledì 24 giugno 2020

NEL TRANSITO DI SCORBUTICHE INCOERENZE









Nel transito di scorbutiche incoerenze, si sistemano fugaci momenti d'impacciata esibizione e diafani volteggi di malinconia garbata.
Si muovono con studiata rassegnazione, crogiolandosi in attengiamenti scaltri come velature indossate a rovescio, refrattarie al brillare delle stelle.
Sprofondano in sabbie mobili, assaporando il retrogusto dell'indifferenza scompigliata, catalogano lusinghe, incamminandole su pagine insipide, dove regnano codici privi di chiarore.
Per non assoggettarsi ad un'evaporazione disvelata, si mantengono costantemente in controluce, evitando il tepore di sentimenti onorifici e profondi.
E, se dischiudono istintive grida di compiacimento, glissano confusi, impedendosi di navigare su velieri audaci e motivanti.
Rivaleggiando situazioni caustiche, innescano petulanti sequenze d'affronti, perpetrati cinguettando.
Dibattendosi nel ricettacolo di alibi tanto illusori quanto blasfemi, rumoreggiano senza tregua, estenuando il caos che dipingono su pianure sconfinate, avvinghiandosi alle strofe di membrane sfuggenti e soggiogate.





martedì 23 giugno 2020

IL FRAGORE DEGLI INGANNI








Il fragore degli inganni non risuona nel piazzale dove s'accalcano chiassose folle radunate dalla cabala infante, echeggia appena in sillabe tozze, che soldati esausti declamano per appacificare nemici implacabili.
Mansueto almanacco di gioventú esaurita, indugia come bozzolo ovattato, che protegga torpori evaporati ed attacchi deliranti.
Ruba l'oblio notturno, proiettando coaguli deformi su sagome accecate dalla propria ombra.
Per stemperarsi nel calderone profano d'un carisma accomodante, imbelletta di ghirlande smisurate il movimento degli strafalcioni.
L'infelicitá che l'accompagna, inciampa sempre in relitti di abnormi meccanismi cerebrali.
Cocciuto, ricerca il percorso negato al sensato scintillìo d'equilibri eterni, per cospargerlo di sedimenti ancestrali che ne deturpino la logica ed il divenire.
Ma, l'insipida ostentazione con cui passa in rassegna briciole imprigionate nel manto della memoria, enuncia soltanto parodie di ambivalenti interpretazioni, modesti inghippi di lacerata ottica, sbiadita ed ossidata come sospiro che non contenga alcun sentimento.





lunedì 22 giugno 2020

PLAGIA ESISTENZE REMOTE E DIFFORMI









Plagia esistenze remote e difformi, chi dipinge voluttosi virtuosismi sottratti al crepitio di emozioni che gli saltellano tra le gambe.
A mani dispiegate, vorrebbe assecondare il grandinare intenso di semi e spore che germinano nel vento.
Per rendersi invincibile, immagina d'incanalare labili bagliori d'immenso, foschie dense di nutrimenti adulterati, accompagnandosi a piogge benefiche e visioni incontrastate.
Ma tale strategia non permette mai di progredire, solo consente illusorie ricognizioni.
Si dimostra totalmente inefficace, sopratutto quando il respiro rifiuta di modellarsi attorno a sorrisi ammiccanti, ed emozioni che invoglino a comporre poesie infinite.




domenica 21 giugno 2020

IN INSTANCABILI CIRCONFERENZE










In instancabili circonferenze, sembianze di echi ed eclissi sguainate, trovano vertiginosa collocazione, si placano rinforzandosi a vicenda.
Celano obiezioni e consensi in quell'andarivieni senza limiti, che strapazza ogni azione incongrua alle regole del moto universale.
Con enigmatico stupore, sbozzi di comportamenti si trasformano in dinamiche collettive, cimentandosi in attivitá ritenute come plausibili, ma non evitano allarmanti lesioni alla fragile impalcatura che li giustifica e contiene.
Spesso soccombono alla contaminazione tortuosa di gramigne esistenziali, e pur inchinandosi devotamente al cospetto di sinergie tatuate nelle cromaticitá crepuscolari, s'accorgono d'essere incapaci di rammendare biechi stracci appesi all'orizzonte.
In distrazioni di buio simulato nascondono schegge futili di chiarori segreti, illudendosi d'appagare i dettami d'astri intraprendenti.
Ma sfrontano soltanto l'iride piatto di simbolismi arcani, deludendo la matrice intensa di respiri emessi da svogliature perenni, sfumati pallori e multiformi geometrie di guazzi colorati.



venerdì 19 giugno 2020

FARDELLI D'EMOTIVITÁ CONTAGIOSE










Bacheche saturate da fardelli d'emotivitá contagiose, non accolgono ovattati ricordi che lustrino atmosfere perspicaci ed addomestichino tentacoli irrequieti.
Privilegiano sfumature abboccate di minuzzoli putrefacenti, impeti incerti, ossessioni amplificate da malìe inclementi.
Come ghirlande di rubini che occhieggino farfalle intente a seppellirsi in corolle di fiori senza stelo, scivolano nel baratro, per depositarsi sul fondo, pensieri agghindati di malignitá mielata e tracotante.
Grovigli di sospiri invaghiti da stupori e controsensi, pullulano sulle labbra della nebbia, soffiano aromi seducenti dentro al cerchio dei trastulli esistenziali.
Neutralizzano qualsiasi barlume di sapienza e maturitá, istigandoci contro le forze incerte che rimbalzano da una dimensione all'altra.
Parabole bisbigliate a rigagnoli di enfasi austere, svaniscono rapidamente, sembrano geroglifici sulla superficie d'una colata di lava, cangiante come la sequela dei contrattempi.





giovedì 18 giugno 2020

SILLABE DI CHI ASSECONDA VERTIGINOSI IMBROGLI










Sorseggiando in paludi di velluto, le silllabe pronuciate da chi asseconda vertiginosi imbrogli, s'impigliano in grovigli che, come anemoni aggrappate ad un sospiro, ondeggiano in modo erratico ed irriverente.
Sopravvivono soltanto se raggiungono il silenzio d'un mare senz'acqua.
Lí s'incrociano con fruscii di pantomime assonnate, mentre cercano d'interpretare rovesci inariditi, che catalogano come istrioniche parabole di fango.
Emanano cascami infiorettandoli di sfumature spinate e complesse.
Albergano nell'attutita dimora del languore, per ripararsi da approcci stremanti e profili riflessi in supposizioni sconfinate.
Nell'amalgama sconcertato di asincrone sequele d'istanti tempestosi, mormora l'incedere di ritmiche espansioni di lamenti.
Timidamente, allude a scalpori d'ambiziose densitá, intrigandosi in effusioni eccentuate dalle delizie che pausano pensieri reversibili.
Quando s'appoggia a confini levigati da crepuscoli tentacolari, incenerisce atteggiamenti plasmati, trasformando in consuetudine la sfida ardente dei labirinti di chi perde anche i fiochi riverberi dei suoi titubanti soliloqui.




mercoledì 17 giugno 2020

CHIAROSCURI DI MEMORIE APPANNATE










Nei vivai del tempo, chiaroscuri di memorie appannate transitano imitando passi ondulanti, arricchiscono di mimica peculiare assaggi di apparenze ed effetti trascesi.
Come il decadimento che talvolta s'impossessa di menti atarassiche, dettano parabole del vissuto, innescano spiragli luminosi, e, contemporaneamente, affossano nozioni monche.
Nelle ore di tormenta, caratterizzate dall'incertezza, scarseggiano provviste edificanti, e, per alimentare le mansioni quotidiane, si deve ricorrere all'ausilio dell'immaginoso.
S'impennano allora molecole battenti, attorcigliandosi ad arroganze allusive d'eretici equinozi.
Tra dirupi fulgidi e senza fronzoli, irrequieto é il moto di sogni discostati dal vocio enumerante, che sinfonie immaginali imprimono a bagliori turchini,
Avendo cosparso d'ebbra emotivitá il dondolio impulsivo di grappoli d'idee inanimate, ed imbellettato la livrea lunare di affermazioni senza senso, si conferma l'impenetrabilitá dinamica del gioco esistenziale.




  

martedì 16 giugno 2020

SGUARDO SERRATO CHE EVAPORA POZZE DI SUDORE










Tortuosamente intriga, ogni sguardo serrato che evapori pozze di sudore e barbagli iridescenti.
Idealizza riverberi di carezze accennate e proiezioni d'enfatico stupore.
Inganni e sommosse l'acquietano, mentre, all'orizzonte, nostalgiche compulsioni incidono come aculei d'infinito.
Consuetudini riflesse in languidi mormorii striati, se si sovrappongono ad intenti eccezionali, propagano il silenzio indelebile di immaginazioni languide su palcoscenici acquiescenti.
Misurano richiami ansimati e compatte resistenze, obbligando sgargianti memorie a collidere in arterie dove scorrono realtá bollenti e sonore follie.
Culminando allusioni ed incantesimi, il nettare distillato dallo stagno dei dolori, snoda il suo percorso in cielo aperto, dove accompagna sospiri d'una orchestra di fiati.
Freme scavalcando l'odio nascosto in avvenenti densitá della mente.
Offusca vampate di fluidi intrusivi, migra cronache annusate in apnea, gridate con stridore compiacente, per trasformarne gli enigmi in petali di rosa.




lunedì 15 giugno 2020

IL SAPORE ADDOMESTICATO DELLE ABITUDINI











Il sapore addomesticato d'abitudini incoraggiate con pulsioni elementari, finisce sempre per manifestarsi in sequele di smodata baldoria e vitalitá evanescente.
Approda in contesti consunti e decadenti, lasciando trapelare contradditoria determinazione, forse per abbellire l'aspetto di alibi fuorvianti.
Il palato che si decida ad apprezzarlo, si trastulla in fiotti d'iridescenti riccioli, che si rincorrono sul girotondo di aliti affannosi, sintetizzati applicando formule mordaci.
In assenza di respirazione, i dubbi che s'originano, gravitano modulandosi in realtá smagliate, e scostanti chimere malferme.
Zigzagando, convertono retrogusti itineranti in brividi di lucidezza guardinga.
Inaccessibile dedalo di concatenazioni astratte ed arcigne scorie di penombra, ambiguo s'atteggia come icona smisurata, che s'annidi nel rifugio di pensieri arruffati e sospettosi.
Sulla ribalta di presupposti incomprensibili, raramente é concesso soffermarsi per mostrare carburate gestualitá e peculiari elasticitá intellettuali.
Nell'ottica della quotidianeitá catalizzatrice, improvvisati chiarimenti ribaditi a forza d'illazioni,  costituiscono elementi abitudinari, facilitano l'epurazione di costellazioni scellerate, utilizzando sistematicamente la narcosi esistenziale.


   

sabato 13 giugno 2020

CONTUNDENTI INGAGGI D'UTOPIA










Contundenti ingaggi d'utopia metabolizzano lucide chimere, mentre si lasciano accompagnare da sagome polverose e rarefatte.
Masticano sfumature di pochezza, incoraggiano memorie di gesti pastosi, che inneschino volteggi di sogni, ammorbidendoli in profonde insenature artificiali.
Raffigurano fobie taciute e riti scontrollati, architettano suggestive forme, per narcotizzare l'afflato di retrogusti profondi contenuti in ricettacoli della memoria.
In presenza di tracce mutevoli che confondano ondate di nebbie oppiacee, risucchano emotivitá con mulinelli verticali che destreggino il peso delle ore.
Adagiano l'andatura su pavimenti sdrucciolevoli ed incerti.
Risvegliano accordi di pregiudizi e fantasiosi soprusi, bombardandoli con echi sfrondati di vocaleggi azzardosi, scevri di convenzioni musicali.
Tessono impronte smisurate mormorando languori di penombra, frantumano ogni tenerezza che percorra soffice lettura di fiabe profetiche e variopinte.







venerdì 12 giugno 2020

ARPIONANO RIFLESSI DI STONATE VIBRAZIONI










In una molecola di palpito infinito, cocenti presenze arpionano riflessi di stonate vibrazioni, divaricano irrealtá stantie, aggrappandosi ad aria dispersa fra lucciole e pizzi di pianeti avvelenati.
Come malesseri che ottenebrino il naturale decorso degli eventi, invadono immagini trasparenti ed ambigue, cospargendo d'ostilitá la gestualitá che inabissano.
Furibonde, ingannano le creazioni piú sensibili esalando irrequiete pantomime, spalmando contusioni audaci ed improbabili sul palinsesto traboccante di sotterfugi irriverenti.
In punta di piedi, sfilettano alfabeti indecifrabili, sminuzzano grappoli d'energia che sibila nella spuma infranta da capitomboli scivolati nella finzione di malesseri diffusi.
Prosperano al riparo della placenta, ma, poi, in siderali sogni dissolvono versi eccedenti e traiettorie d'esistenze, disegnando all'orizzonte elucubrazioni dissolte in sussulti imprendibili.
Ricorrono al manto del silenzio per discostare il respiro da ombre invadenti, evocano essenze in agguato stemperando sensualitá recondite all'interno di effigi iconoclastiche.
Nel loro moto espressivo, entrano spesso in contraddizione, travalicando il senso delle cose per affermare obliterazioni di sagacia nel contesto estroso che coltivano impunemente.





mercoledì 10 giugno 2020

CHI ALBERGA INGANNI NELLA SUA MENTE









Chi alberga inganni nel buio della propria dimora mentale, assilla il senso di vibrazioni dedite a contrastare affronti di sguardi arroganti.
Attribuisce logicitá a scintille di vento, dilatate banalitá del pensiero, vagabonde escursioni, che, contorte acrobazie, propellono in risonanza con segreti clandestini.
Inabissa, nel profondo di silenzi incantati, gemiti di rievocazioni ansiose e gesticolanti, infrange, in barriere luminose, preludi di torpori solitari.
Contrasta il benefico oscillare di equilibri eterni, sotterrandosi sotto il peso di struggenti ricordi.
Dimensioni eteree ne delimitano il territorio, oscillando invano, come altalene sospese in immaginosi paesaggi cosmici.
Nell'inconsistenza di ragioni demotivanti, attendono gli effetti di dialoghi elucubrati com impaccio, ignorando suggestioni lucenti che si staglino su orizzonti senza tempo.
Nell'infinito immenso, sospingono briciole di talento soporifero, per contrastare l'evolversi di virgulti consapevoli, aggrappati a candidi sentimenti.
Sequestrati dal proprio sguardo illusorio, s'aggrappano ai fremiti che li muovono incessantemente, e, come albero che metabolizzi asfalto per crescere oltre misura, rifuggono da arcane fatalitá, quando costruiscono geometrie che si perdono nel vuoto.




    

martedì 9 giugno 2020

MATRICI DI SCARABOCCHI SFOCATI E FATISCENTI








Dissonanze, che abusino il vociferare fitto di note ingegnose, provenienti da ogni angolo del cosmo, s'impaginano in sciarade sghembe, intingono il loro dialogo in pozze colme di ritmiche pulsioni.
Matrici di scarabocchi sfocati e fatiscenti, scalfiscono l'essenza mistica, che, stremati sogni, rinfrangono in evocanti affreschi di sospiri visuali.
Oltre oceani turbinosi, nella dimensione delirante, che accoglie rari accenti di sensazioni trasladate in controluce, insolvenze discostano flessuositá inquiete, bisbigli di contaminazione avviluppano profonditá dubbiose ed ingenue.
Inabili a reprimere il sorteggio di trame ambigue d'esistenza, nel consenso dell'indecisione, smarriscono acerbi parametri, scorie impacciate,e confusi retaggi di disgregata parvenza.
Intrecciando parole avulse ed assidue tensioni cerebrali, rivestono di connivente penombra salvagenti d'incomprensione, addestrano il flusso contorto di fermenti, che si contraggono in sconvolti eremi di tristezza.
A dismisura, gonfiano imprevisti d'aria nera, come lettura sbieca di voce soffocata.
Sorseggiano, effimera, la visione sospesa di storie mimetizzate e tremiti indugianti d'ossigeno viziato. Rivendicano, al contrasto tortuoso, inclinate impalcature d'angoscianti surrealtá, forzati barlumi di mancanze indisponenti, miscellanee profetiche di singulti stracolmi di distratti sedimenti.





lunedì 8 giugno 2020

L'EUFORIA DEI RICORDI CHE RINCORRONO SE STESSI









L'euforia, con cui i ricordi rincorrono se stessi quando scappano attraverso le lacerazioni della memoria, disperta immaginosi istinti, tingendoli di stupore irrequieto.
Scivolando su abrasive griglie boriose, tormenti riappaiono dopo tiepide pause esistenziali, per adulare il contesto da cui provengono, ed intrallazzare estrosi rigurgiti di capriccio.
Sorgono cosí, presupponenti, strascichi di pensieri inquinati da arguti deliri, destinati a vagare nel cielo delle eclissi.
Si catapultano come strali d'ironia in mezzo ad ingegni capienti, esorcizzano gli azzardi d'un balenio chiassoso, aggrappandosi a percezioni bendate ed assetati sguardi laboriosi.
Quando, poi, si trasformano in miraggi sparpagliati da vorticosi pensieri imprendibili, ricorrono all'impeto di spasmi agili, per affossare rimpianti e smorzare l'incedere della deriva.
Dissimulano i colori dell'attimo, assottigliando l'emozione d'esistere.
Concentrano negli affronti del tempo i deflussi frastagliati di perpetui vagheggi, asterischi che marcano eventi importanti, ed il patimento d'ammorbidirsi nell'irrealtá d'oscuri fotogrammi.






 


sabato 6 giugno 2020

LA FINZIONE INNOVATIVA...









S'intrufolano in sghembe piaghe d'ambiguitá, innovativi impulsi, che, cantilene recitate senza fiato, incoraggiano a precipitare verso equivoci deliri.
Ostentano stesure allusive, imitazioni d'illusioni vincenti, ma non fermentano sapori e simpatie in chi riconosce la vacuitá di sillabe forbite ed attimi inconcludenti.
Estrosamente farciti d'insensata vanitá, si sbottonano il vestito per ammaliare lo sguardo di viandanti indecisi e stanchi.
Scodellano ripetitive briciole di luce artefatta, insubordinando riti di collettivitá frantumate, livide di crudeltá e ceneri forgiate con disincanto.
Sfoggiano opalescenza decadente e stolta.
Per mantener lontane gramaglie d'innocenze perse da fantasmi feriti, propongono diversitá imprendibili, trasformandole in ragnatele di sotterfugi ed abbagli disattesi.
Invitano intrusioni assetate di chiarore, a confondersi al bordo di costellazioni passeggere, mentre, ad occhi bendati, improvvisano passi sbiechi sul percorso di sogni segreti.
Smorzano fiati millenari, arcane cadenze ed aggettivi imperanti da sempre, per far spazio al miraggio di realtá senza senso.







venerdì 5 giugno 2020

GRAPPOLI DI AMNIOTICHE ALLEGORIE









Sbandierandosi al soffio d'industriosi mantici, grappoli di amniotiche allegorie attirano gli sguardi, sminuzzano infiorescenze, aromi e passioni della mente.
Come inganni di talento, s'assoggettano ad elusive traiettorie, prosciugano capitomboli deliranti e l'ardore di malesseri concepiti nel limbo dei ricordi.
Chiassosamente volteggiano in ogni stormo di foglie sconfitte dall'autunno, indossando vocazioni da capogiro, remote rimembranze di gestualitá ibernate.
Perforano eteree fluorescenze nel contesto incastonato d'ingenio che alimenta estrosi capricci ed espressive smanie emotive.
Con irrequietezza creativa, partoriscono stupefacenti note d'euforia lessicale, modellano versi al ritmo di passi fugaci, amplificano il dondolio che intralcia l'effetto dell'ipocrisia.
Scombussolano luminescenze crepuscolari, con movimenti sospinti da correnti incogrue e presagi fluttuanti.
Declamano tremiti di parabole fantasmagoriche, scivolano ineluttabilmente come vascelli insensati, catapultando affannate rapsodie verso immagini di trasparenze scriteriate.




    

giovedì 4 giugno 2020

PASSI INSOLENTI SFIDANO L'OSCURITÁ










Passi insolenti sfidano l'oscuritá che accompagna precetti immagazzinati in fragorosi lunari.
Arrivano cinguettando per rivisitare lo scrigno dei ricordi, danzano commossi nella luce fioca di trambusti e carezze offerte da attimi solenni.
Trasformano la cupa dimora in foresta d'indiscreti sguardi smaglianti.
Nella mappa stampata sul fondo degli abissi, reperiscono effimere tracce di carbonio, leggende incatenate in collisioni arrugginite.
Impigliano sottovoce lo slancio di spessori divaricati da emozioni irrefrenabili.
Riflettono bagliori onesti su malesseri acquarellati di labile esistenza, gettiti ardenti ipotecati da solitudini incantate.
Cadendo in mediazioni di cecitá improvvisa, misurano le disfatte utilizzando il paragone d'infiorescenze sconfinate.
Congiungono vuoti di fiato ad interminabili sequele di respiri impazienti, esclissano passioni, edulcorandole con l'assoluzione martellante che appropinqua al sentiero delle stelle.
Squarciano rancori, trapelando gesti e trasparenze nell'ovattante organza della coscienza pura.


mercoledì 3 giugno 2020

SENTINELLE DELLA LOGICA PRIMORDIALE









Sentinelle allevate nel convento della logica primordiale, trasportano tonnellate di piombo, credendo d'emanciparsi sul palcoscenico delle emozioni.
Per non incoraggiare passioni emancipate, coltivano cemento nell'orto di nirvana.
Addensano inconcepibili frontiere, sguinzagliano squarci tremuli, rovesciano arcobaleni, intrecciandoli con sculture arroganti e soffuse regressioni.
Idolatrano monotonia, cospargendo, su arabeschi amorfi, levigate sequele di sopite finzioni.
Scolpiscono rituali pretesti su labbra congiunte ed esili sospiri.
Filamenti sfilacciano, sussurrando all'oceano agguati e grovigli di frondose delusioni, ospitano cadenze consumate e sigilli riverniciati di stupore.
Mormorano bisbigli contundenti a sogni coricati in maleodoranti chiazze d'insonnia.
Per gioco o per malizia, svelano sedimenti espressivi, proiettandoli su pareti ricamate di venature intellettuali, madide di propositi irrealizzabili.
Intonano scalpore al ritmo di irreversibili sommosse parallele, quando s'imbattono in cocenti beffe esistenziali.
Scalciano, allora, manciate di pudore, ma diafane allusioni ed appelli dalla processione del dolore li rincorrono, aggiungendo perversa risonanza a quel vagabondare.
È cosi che si diluiscono i colori dei suoni senza tempo.



 

martedì 2 giugno 2020

COMPLICI INTERMITTENZE ESTENUANTI









Complici intermittenze estenuanti silenziano quei connubi che la ragione intrattiene con i soliloqui radicati nelle praterie della mente.
Parlano l'idioma dei controsensi, si rivestono di sillabe adescate con semicerchi di inconsolabili dinamiche corrotte da ombre premature.
Quando trasbordano filari di aculei prominenti, ragguagliano il passo al vocabolario dei rifiuti e, cosí, snaturano parabole emotive, trasformandole in memorie angustianti.
Depravano parole adulandole in minuti recessi, boccheggiandole con cadenze aromatiche e fissioni di penombra raddolcita.
Smorzano fotogrammi e sonoritá furtive.
Provocano lacerazioni nei magazzini scuri, che racchiudono goffi pensieri appianati dalla sfoggio di sobbalzi proferiti da labili intemperie cerebrali.
Si nutrono di rantoli, dipingono echi smarriti su scene di cecitá e mutismo esasperante.
Strofinano lucentezza dentro l'incostanza di brividi alloggiati in veritá assopite, dove il fiato é condensato e grappoli di armonie inclinate ingannano le percezioni sensoriali.
Nel frangente che conduce all'atarassia,  sottraggono cadenze all'incedere di tripudi immaginati ed avanguardie mimetiche come amnesie evasive e trasognate.




 



 

lunedì 1 giugno 2020

LA DIMENSIONE DI NON RITORNO










Per immedesimarsi nella presunzione di convogliare umori tra le articolazioni del bisogno, si prova a distillare liquore citrino nella stanza trasparente delle fatalitá, motivando la rugiada ad ostentare odori acquiescenti ed agevoli su pieghe scintillanti del sorriso.

Il raffinato duellante accentua l'impatto di fruscii sfumati, coinvolge, modellandoli a piú riprese, taciturni emblemi, per impreziosirsi del carisma che rende irresistibili occhi diafani e didascalie tracciate su ricerche di dolcezza.

Ticchettando rigurgiti amari nella bacheca impolverata del cinismo, disavanza la processione del traffico esasperante, smorzando enfasi e manciate d'insulsa languidezza.

La scacchiera di strapiombi ammainati ospita scivolosi pretesti impulsivi, ma bisbigli di parabole inventate rincorrono le onde, per nascondersi dietro al muro coraggioso di sonoritá stanche di recitare ruoli alieni.

Acerbi albori di richiami vaporosi si ritrovano clandestini, sollazzandosi caparbiamente assieme a specchi cleptomani ed adamantini, imprigionandosi nel torpore indelebile di astio ardito, emesso a rilento dal crinale dei respiri.

Chi s'appropria di rimasugli e venature mimetizzate in calici d'ambrosia, si barrica nel presupposto arcigno di cadenze trafelate, s'avvince ad intrecci avvenenti, scalpellando intonaci e scrostandosi le unghie, ma, prematuramente, calca i soppalchi della dimensione di non ritorno.





sabato 30 maggio 2020

COSMICHE ARITMIE IRRIVERENTI...








Cosmiche aritmìe irriverenti girovagano affrescando silenzi, straripano dove soffi eterei smisurano implicazioni e tentennamenti.
Percuotono cadenze agrodolci, preludi sottratti da sguardi ammorbiditi dai sensi.
Estenuano il mimetismo di chi s'interpreta sulla scena dei tripudi, in clandestino gioco elaborato di sotterfugi.
Accarezzano frivole lo schiumare intraprendente di remore e rimpianti.
Soffiano parole cupe che trascendono, brividi macerati, impilandoli, sbiechi, nello slancio verso la penombra.
Distillano dolcezza dall'etereo inflorescente d'irrisori incanti ed ardenti rimbalzi di crescite improvvisate.
Nell'amnesia evocata, che inducono sul muschio sgargiante e prelibato, flettono le eclissi sfilacciando l'enfasi scandita nel sottofodo tremulo di vertigini dilatate da allusioni martellate come lamiere e spasmi.
Accadono per squarciare la trasparenza sipida di parabole e nodi sistemati sul bordo degli attimi irruenti, che esaltano la farsa mistificata di virgulti, sgualciti dalle onde vibranti della mente.



venerdì 29 maggio 2020

CIOTTOLI GREZZI E FRASTORNATI










Indagano senza emettere sospiri, prodighi di stupore, s'insinuano tra i segreti invaghendosi di passioni primordiali, sognano di forgiare estasi focose, alla ricerca di falde tiepide per planare nell'oblio di sembianze cangianti e prodigi mascherati.
S'abbeverano alla fonte del fluido aromatico che smorza versi adulatori, quando i respiri si fondono nel tinteggiare denso dei dissapori.
Ingaggiano spasmi profondi, cadenzando il ritorno del silenzio privilegiato.
Languono nel chiostro delle percezioni sottili, dove emozioni congelate provocano sonoritá inarmoniche e fatalitá sfibrate, addensandole sul pavimento dei ricordi.
In decadenti discordie, edificano alteri sobbalzi di sillabe scostate.
Sono ciottoli grezzi e frastornati, in attesa d'essere lanciati oltre il confine delle intemperie, verso alture remote ed echi inventati in recessi taglienti, ricorrendo ad ambigue metamorfosi per ingannare il trascorrere del tempo.






giovedì 28 maggio 2020

AVIDE ELUCUBRAZIONI PULLULANO IL PANTANO











Avide elucubrazioni che pullulano nel pantano esistenziale, testimoniano consuetudine ad abbandonarsi a volteggi sottintesi, permettono che, su scenografie strutturate, ogni colore scalpiti in amplessi loquaci.
S'arrampicano tra scorci di chiassoso plasma stremato, congestionano d'impatti cerebrali le preziositá incomprensibili di loquaci infiorescenze nel tonfo di bocche sconcertate, riflesse in sillabe chilometriche
Trapelano clandestinitá in rumori distillati su tessuti ricamati da miriadi di passi traboccanti d'emotivitá disincantata.
Strascicano densitá, contornando rilievi di struggenti avanguardie del pensiero.
Profanano anche riflessioni pacate ed incursioni d'incalzante razionalitá, sistemandosi comodamente in alloggi di filo spinato.
Demotivano assaggi di crepitio ciacolante, esiliano il rituale di danze sincopate, sottraendole al dominio di tocchi setosi e pulsioni intraprendenti.
Sfilacciano suoni melliflui per ridurli in vuoti brandelli di logica azima e zoppa, scrollano parole dondolanti per vivisezionarne le usanze, turbano i passi della mente attraverso la dinamicitá di tremori inafferrabili.




 

mercoledì 27 maggio 2020

ALLA RICERCA D'UN SIGNIFICATO PERFETTO











Imbrattano specchi, alla ricerca d'un significato perfetto, gli attimi dedicati a scolpire cristalli d'introspezione sopita e boccheggiante.
Spregiudicatamente, allontano la mente dai fruscii flautati che sbordano i ghirigori di prospettive svolazzanti.
Avanzano a passi lenti e concentrici, ma, nell'intonaco grezzo con cui ricoprono languori inesigibili, divaricano disegni d'aria, procaci sfumature e slavine di coriandoli.
Si concedono l'intreccio di giri di lingua, mischiando accalorati nettari con situazioni scostanti e rapimenti di realtá selvagge
Inglobano mosaici di versi inteneriti ed infranti per confezionare rigogliose genialitá, assaporandole  dietro al velo di memorie estemporanee.
Sbandano in strade senza curve, inchiostrando creazioni frammentate, scavalcando l'oscillare intermittente di sagome mute e bagliori insidiosi.
Gemono come il susseguirsi di frastuoni emblematici che percuotono crepuscoli con strali d'allegorica dedizione.
Nel loro abbraccio, il baluginare d'incertezze assetate d'adorni rugiadosi, esorcizza l'emotivitá di brividi storditi.
Sciarade, edulcorate dal fremito ammiccante d'illusioni acerbe, possono asfissiare coriacei paradigmi, asimettrici segmenti ed ingordi boccioli d'umore prorompente.






 

martedì 26 maggio 2020

LA MEMORIA D'INCANTO








Acquiescente, la memoria d'incanto illustra, ed assapora lentamente, enfasi di trasmissioni che percorrono attimi sgargianti e rarefatti incantesimi persi nel silenzio.
Appaga sonoritá emesse da disarmati appagamenti che trapelano in sordina.
Sfiora collisioni nella brezza dei sentimenti, ricorrendo al fluido denso, originario del sigillo strascicante in grado di tramutar sembianze ai soffi contraffatti dal calore dei bisbigli.
Si dedica a produrre immormorati esili stupori, soprattutto quando, sfinita, affronta fremiti e gestualitá irrevererenti, nella cella di pensieri rabbrividiti dal movimento di penombre ritagliate in vapori malinconici.
Annusa affanni e fragranze affogate nell'oblio.
Ruba inquitudine a complici in attesa d'interferire in volteggi sincopati ed imprendibili ostilitá latenti.
Nella contemporaneitá, si sgretola come slavina senza freni, rivaleggia vibrazioni catturandone la coreografia offuscata, scavalca trappole allestite da atteggiamenti irrazionali, logora il volo d'immagini che rincorrono l'afflato dei naviganti e gli scalpori ingrigiti di transiti fuori scena.







lunedì 25 maggio 2020

L'ELOQUENZA DISTILLATA








L'eloquenza distillata, scandita in sordina e dispersa in menzogneri riflessi, imbelletta detriti che valichino sinuositá slegate, per sistemarsi comodamente nell'entroterra della mente.
Come annichilita malinconia, rannicchia l'odore del miraggio, disperdendolo nell'abbraccio catturato da lacrime premature ed abbaglianti nuvole che transitino forzate.
Rassetta e venera lastre di ghiaccio, intricati disegni che labbra ardenti imprimono sull'asfalto.
Provocazione contraffatta dall'audacia di fermenti evanescenti, gingilla pertugi mormorati, levigando il bacchettare di quei ricordi che assomigliano al sibilo del vento.
Esala essenze amalgamandone i sobbalzi, flette l'iride d'ombre stremate che percorrono il cosmo come lamenti concavi e disallineati.
Asseconda, esasperandola, la smania d'appartenere ad attimi imbrattati dall'amaro talamo, incatenati nella proiezione di scalpori frizzanti, ormeggiati sul mellifluo velluto di gesti scomposti, dove assorti attori di parabole titubanti stropicciano fossili interrogativi nel labirinto di cristallo scarmigliato.





 

sabato 23 maggio 2020

SOTTERFUGI ELARGITI DAL GIROTONDO ESISTENZIALE











Se si lascia che sotterfugi elargiti dal girotondo esistenziale invadano l'alchimia di concavi presagi, rotolando su scivolosi pendii d'artemisia in polvere, si rischia di sbriciolarsi in fosche malinconie ed illogici scrosci di sentimento.
Si procede a carponi alla ricerca di sfumature che obliterino emaciate icone, azzerino il risultato di sconnesse, chiassose, equazioni, nel territorio di vicissitudini ebbre e capricciose.
Guizzi di paturnie, scostanti presenze alloggiate in solchi plateali, agognano l'arsura d'istanti senza tempo, ma, spesso, smarriscono il passo tra ombre abbassate dal rincorrersi di controsensi allineati in un semplice sospiro.
Nel fiato scarlatto di costellazioni irriverenti, scalpitano plasticitá e collisioni; ricordi sfaldati da tensioni rancorose, emettono mugolii dipanando rotoli di filo spinito.
Sagome pennellate in vorticose giravolte, risucchiate dal loro stesso involucro gestuale, alleggeriscono il rumore, cospargendolo d'indaco annebbiato ed ammiccanti venature di spasmi riconciliati.
Raggi di febbre stremante golosamente sminuzzano grappoli lucidi, ma nessuna barriera sinuosa riduce l'impatto dell'irruenza cosmica che rimpolpa senza tregua sorsi languidi, versi arrampicati, toni floreali di peduncoli taciturni e richiami inquietanti.
Annodandosi a parole adulterate, la sommossa taciturna disarma appunti mentali, ed eclettici parassiti imprigionati nei meandri di memorie frammentate.





venerdì 22 maggio 2020

FRAMMENTI IPNOTICI








Frammenti ipnotici inchiodano gocce d'inchiosto sbiadito su testamenti ed enfasi, annusate quando si vive la penombra degli sguardi.
Danno adito a sinuosi passi, intercettano echi di versi impronunciabili. deturpano virgulti di corallo nano, accarezzandoli con refoli insistenti e rugiadosi.
Sublimano freddezza intingendosi in motivi cerebrali, ammiccano sapienza boicottando misteri e spasmi di contrasti.
Intrigano il susseguirsi dei respiri, quando alludono a lapilli traboccanti nell'abbraccio ovattato di timori didascalici.
Emblematici e smodati, innescano brividi sfregando pietre piú scure del pane carbonizzato.
Ambigue ed indecise, scavano pretesti trafugati per estrarre incertezze avvolgenti, scandire note irrisolte, soffocare traiettorie imprendibili tra filari storditi dall'essenza bigia di sciarade tempestose.
Estenuandosi, saturano chicchi di sale e rantoli d'impulso.



giovedì 21 maggio 2020

PENSOSI RICHIAMI SOLITARI









Pensosi richiami solitari, spigoli d'attimi sgarbati, radunati a danzare in imperfezioni del profondo, umettano i rantoli emessi ad ogni passo.
Avvertono motivi inconsistenti, lacerano innocue parabole accendendo atmosfere ampliate dal mito del silenzio, ulcerano l'effervescenza di equinozi rimbalzanti, scenografie impalcate rivestite di versi immaginosi.
Accatastano improbabili architetture, contagiando estensioni dello strapiombo convulso d'ipnotismi frammentati.
Discostano arterie colme di sospiri oscillanti, seminano effimere briciole di menzogne immaginate.
In controluce, incrinano la deriva scoscesa di lacere bavatte che s'affacciano sul baratro di frasi affrante, pronunciate nella solfa amorfa frastornata d'arabeschi.
Stretti nella morsa di vertigini caducate, sono affreschi sfumati, assonanze scosse di partiture sillabanti, fuggevoli scrosci di fragorosi dissapori, svettano da foreste fuligginose, circondando capricci e gemiti abusivi.



martedì 19 maggio 2020

IL RETTILE DELLA SMODATA AMBIZIONE












Viscido e prepotente, il rettile della smodata ambizione sfibra panieri colmi di prodotti della mente.
Nel contesto acceso dove si snodano, beandosi, paradigmi verbali ed indefinibili echi di flessuositá, é l'ingordigia sguaiata che confinerebbe l'intero universo in un vicolo cieco, mentre lingue biforcute disegnano spegasci nel cielo riflesso su bucce di banana.
Privando l'ossigeno di tenui intonazioni, si fissa lo sguardo nel passato, lasciandone imputridire le porzioni discinte dal rantolare di battiti ossessivi e graffiti sfacciatamente contagiosi.
La brama di sospendere arcobaleni su aridi terreni tambureggiati da grandine infuocata, disperde i suoi lamenti nel translucido sfrangiarsi di emozioni ed agguati prorompenti.
Ma, per resuscitare il fremito che appassiona fantasie, non basta plagiare canzoni ed inabissare l'illusione d'occhiate intraprendenti.
Se l'esibizionismo imbandisce raffinati sfizi, si stordiscono sciarade assetate di sfumature temerarie, si soffoca effervescenza insinuandola tra filari ammutoliti come quaderni d'ombra, si trasforma il moto d'una carezza in gestualita refrattaria ed opaca, trafugando inutili pretesti per immergersi, volteggiando, in acque destinate a prosciugarsi.







lunedì 18 maggio 2020

AVVENENZE, INTRIGHI DI SOLFEGGIO...








Recitate avvenenze, intrighi di solfeggio, intarsiati minuziosamente da carezze di miele saturo ed approcci barattati all'attrazione dei sensi, scandiscono versi intraprendenti, svelando irriguardosi brandelli di sagome, ancestrali come il desiderio inconscio che tremula il velo delle impronte.
S'addensano in solchi assottigliati e fragili, vagano invadendo il territorio inanimato di gestualitá sbiadite, dove si tramutano in mura plagiate e longeve elucubrazioni.
S'impigliano, inadatte alla fuga che la vanitá ostenta, avvizzendo propositi di esibizioni estemporanee.
Inebriano barlumi dell'iride, riverberano proiezioni, sommosse per boicottare drappi che approdino in ibrido fruscio.
Nella parvenza che sminuisce sospiri di labbra caramellate, cercano di levigare un grido scivolato nella penombra, rispecchiano il nesso prodigo a mietere sillabe cruente e vezzi labili, confinati nell'esilio del crogiolo esistenziale.
Si fanno strada, sottovoce, come pulviscoli fioriti nell'effusione di calore ruvido, rimbalzando sulla luce ammainata dal suono sibilante d'enigmi sbriciolati dallo sguardo denso di chi trasforma in amaranti vapori, l'afflato di sgualcite movenze del pensiero.




mercoledì 13 maggio 2020

I PENSIERI SOPPIATTI DELL'EMOTIVITÀ EMANATA DALL'OBLIO










Circuiscono disegni e sopite bocche arse nel desertico malumore, asfaltano fissure ansimanti, svelando linee allontanate con fragore, i pensieri soppiatti dell'emotivitá emanata dall'oblio.
Coagulano respiri effimeri, collidono superlativi e teoremi, alienandoli in ondulazioni impalpabili che sfiancano tempeste, stingono acquarelli tappezzandoli di sfumature languide, leggono, a voce alta, i mutamenti dell'umore, dietro ombre incostanti che celano i tonfi delle stelle.
Dalla scorza del loro vapore catalizzato, trapelano rilievi intrepidi, straripano frutti esotici, gemono voluttá d'istrumenti oltrepassati dalla gestualitá d'orchestranti vestiti ritualmente.
Sbriciolano l'esaltazione densa che, dall'argine degli enigmi, rapprende emozioni, soppesate come squilli di penombra e promiscui tentacoli trasparenti.
Disperdendosi in flebili rivoli di dolore, sussurrano un tracciato illogico, avvolgono mani indecise con foglie accartocciate e smunte, dilatano le funi che sostengono sguardi furtivi e fiati evanescenti, beffano i tocchi impudenti, scostandoli dalla veste del loro senno.



martedì 12 maggio 2020

PROPRIO NEL GIACIGLIO DEL LETARGO S'ANNIDANO AGGUATI DA CAPOGIRO











È proprio nel giaciglio del letargo, che s'annidano agguati da capogiro, sobbalzi di respiri spasmodici, lo scalpore stropicciato d'asincroni mormorii e proiettili effervescenti, scorticati come urla spigolose.
Si coricano lí, nel talamo del dissenso, le supposizioni stremate, invase d'intenti, che saggiano lo spudorato appiglio rappreso intorno a bagliori di silenzio.
Nell'esigenza vibrante di fili amari sospesi al vento, tracimano smorfie concentriche ed irrequiete, umettando di sottigliezza i sussurri intraprendenti che indirizzano alla luna.
Tergiversando nei capricci della rugiada, frugano l'eccitazione mentale, alla ricerca di fiati flessuosi e sottomessi rintocchi di fervidi inganni naufragati.
Proiettano strali incolti sul deserto incrostato di livore, s'accovacciano, incatenandosi ad ogni trespolo irrequieto che dissolva i vapori della nebbia.
Ansimando di sensazioni mulinanti, scandiscono in sordina i pigmenti avvinghiati a collisioni distillate, e traslucide come neve sopraffatta dai flutti della pioggia.



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lunedì 11 maggio 2020

NEL FRINIRE DELLE MOLTITUDINI CAMMINANO PASSI SILENZIOSI










Nel frinire delle moltitudini camminano torride orme di passi silenziosi, vivono ansimanti turbini d'implosione eterica, alleandosi ai richiami di cupidigie gestuali, imbrigliate nel canovaccio di sementi acerbe e poco propense a germinare.
Innescano la densitá meccanica di proiezioni echeggianti ed accorate, ridestando approcci velati dal rilievo dei distacchi.
Apatiche mosse sottraggono raziocinio a pensieri agitati dall'osservazione convulsa di aculei agili e dondolanti, intenti ad accarezzare setosi merletti per riscattarli dai soprusi della mente.
Se subiscono l'influsso sfilacciato dei vuoti di coscienza, vibrano in segreto recitando il fiato di molecole evanescenti, collidono sulla parete di vertigini assordate da fragranti tepori e squallida levitá in miniatura.
Digrignando i denti, avvalorano alibi madidi d'umori e sapori ancestrali, barattano assiomi e pregiudizi affondando nella melma delle contraddizioni.
Scandendo parole goffe, estratte dalle fauci di pozzi inaciditi e ribollenti, annebbiano di vapore inconsistente il sentiero amareggiato che dipanano digrignando i denti.
In spazi appositamente riservati, occhi perduti nella sublimitá oscena del transeunte, adulano lo squilibrio torrido di cronache, pubblicate con grida eviscerate e fremiti assiemati di coaguli rappresi su brividi che scaturiscono sfuggenti dai flutti della risacca.






domenica 10 maggio 2020

NELLA FETTA D'AMBRA TOSTATA A RILENTO










Nella fetta d'ambra tostata a rilento si concentrano rughe spianate, segnali muti, e vibrazioni d'energia acuta, imprimendo bisbigli e rintocchi al tamburaggiare fluente del magnetismo illimitato.
S'appagano cosí paludose estensioni, palpiti fuggenti dal declivio celato nel ricordo d'ingenti insignificanze.
Respinti dalla coscienza, sospiri accresciuti d'ingannevoli, conturbanti, essenze, si sistemano per fremere violando l'esaltazione di sentimenti, nella gabbia dove risiedono ingaggi circolari e sementi carbonizzate.
È in frammenti di cosmo che, il volare inabile ed inappropriato, si tinge di sfumature inquietamente impudenti, frenesie accentuate dal tocco insistente della solitudine che riflette il fondo d'un mare prosciugato.
Con fragile battito d'ala, farfalla infrange il tepore della brina, interpreta il sogno che albeggia ogni giorno in labbra vellutate, sollazza il vuoto attutendo pantomime vissute a rovescio, provocanti languori di ombre annodate.




sabato 9 maggio 2020

LE IMPALCATURE DEI MOMENTI DETERMINANTI











Le impalcature dei momenti determinanti sgretolano il portamento sommesso che inchioda ai barlumi dell'esistenza terrena, sono tappezzate di minuzie ed inezie intorpidite, ceselli affievoliti da fessure concave, impossibili da intarsiare.
Imperlano la loquacitá del profondo, orlano gli abiti che corpi bollenti cuociono muovendosi nel rumore evoluto del buio tagliente, ammantano di stelle sfumature estenuanti che imbevono la trascendenza dei sensi.
Giocano in bilico sul precipizio, ricamando graffi, solcando equivoci accovacciati dal passato, scambiano da mendicanti amplessi storditi con presenze labili e percosse, distillano l'amianto fedele della seduzione corrotta, superstite talismano d'illusioni ammiccanti e smosse.
Al contempo, ripropongono sottigliezze flautate ed incontenibili stille di rugiada, intingendo effigi ammorbidite nel crogiolo esistenziale colmo di promesse abbagliate e vezzi rituali.
Vibrando in modo effervescente, gli involucri assordati d'istinti primordiali, modellano la gestualitá, straripano nell'effusione di enfasi voluttose e sconquassi generazionali, ma producono soltanto l'intrigo che autentica l'irrealtá.




venerdì 8 maggio 2020

IRRIVERENTI MORMORII DI BOCCHE ASSORTE











Irreverenti mormorii di bocche assorte inarcano la turbolenza dei pensieri, insistono, estenuanti, a soffermare l'alito emotivo, scompigliando l'alchimia di contrattempi e sotterfugi, ruvidi ma chiassosamente docili.
Scivolano assonanze seducenti tra brandelli imbalsamati, e gemiti dettati dal capriccio d'un intimo girotondo, finché il silenzio non annienta eloqui striduli, che vagano insinuando sussurri ed allusioni alla trasparenza indecentemente languida del magma passionale.
È su cerchi di fumo che si fissano pupille lucide, sfiorando la penombra, per perdersi in promesse esili come nevralgiche ebbrezze, mentre s'allontano barlumi alleggeriti da guizzi e sommesse intonazioni.
Svicolando dal cospetto di sapori mordenti e sinuosi, il profumo degli spasmi eccellenti socchiude suoni sublimi, rimarrá, per sempre, impresso sulla carta, cospargendola d'emotivitá gentile, contenuta ed elargita con nettare asprigno e densitá di sillabe iridescenti.





giovedì 7 maggio 2020

SPOPOLANO SU TAVOLE DI LACRIME FRAMMENTATE










Spopolano su tavole imbandite di pulviscolo cerebrale, lacrime frammentate ed incolte, speranze provenienti da acque incartapecorite da orizzonti mestamente fittizi, che scavano trincee nel buio, mortificandosi a negare il trasporto di sguardi persi in nuvole opulente.
Smorzano applausi di scintille, impazzite in istanti gelidi e repressi, come sorrisi che s'aspettano d'incontrare il volto della saggezza, e ne temono la rappresaglia.
Fotografano, sul vetro delle carezze, la nascita della luce, ascoltando i respiri lenti che, ricordi saturi, tracciano in muri dove il sangue scorre senza lasciar traccia.
Per placare gli zampilli della fonte iniqua che sogna, ci scrivono sopra frasi effimere ed indecifrabili, aspergendo d'oscuritá i paragoni dispersi dal profumo delle stelle.
Ricevono lamenti che, nella cella del destino, cercano ragioni per rubarsi ogni colore svogliato, dipinto sulle idee da rottamare o tramutare in insipidi tormenti.
Quando il silenzio invita a volare, non appare alcuna emozione, che possa mitigare la rabbia che scorre tra dita ardenti e corteggia schizzi d'ambra, racchiusi nella preghiera sfumata della prepotente stanchezza, avvolta nella tunica di mille perché.