lunedì 8 giugno 2020

L'EUFORIA DEI RICORDI CHE RINCORRONO SE STESSI









L'euforia, con cui i ricordi rincorrono se stessi quando scappano attraverso le lacerazioni della memoria, disperta immaginosi istinti, tingendoli di stupore irrequieto.
Scivolando su abrasive griglie boriose, tormenti riappaiono dopo tiepide pause esistenziali, per adulare il contesto da cui provengono, ed intrallazzare estrosi rigurgiti di capriccio.
Sorgono cosí, presupponenti, strascichi di pensieri inquinati da arguti deliri, destinati a vagare nel cielo delle eclissi.
Si catapultano come strali d'ironia in mezzo ad ingegni capienti, esorcizzano gli azzardi d'un balenio chiassoso, aggrappandosi a percezioni bendate ed assetati sguardi laboriosi.
Quando, poi, si trasformano in miraggi sparpagliati da vorticosi pensieri imprendibili, ricorrono all'impeto di spasmi agili, per affossare rimpianti e smorzare l'incedere della deriva.
Dissimulano i colori dell'attimo, assottigliando l'emozione d'esistere.
Concentrano negli affronti del tempo i deflussi frastagliati di perpetui vagheggi, asterischi che marcano eventi importanti, ed il patimento d'ammorbidirsi nell'irrealtá d'oscuri fotogrammi.






 


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