martedì 11 agosto 2020

SINERGIE CHE ASSECONDANO ISTINTI ESAGITATI











Intraprendenti sinergie, che assecondano la distillazione d'istinti esagitati, possono sussurrare aliti roventi per smussare anche i declivi piú vertiginosi, ma raramente ammansiscono le sfumature rimodellate, che attimi vissuti all'ombra di selvaggia irruenza coltivano come chiazze di fiori urticanti.
Discostano appigli blindati, spremendo dal silenzio invadente nettari irrequieti, capaci d'alterare l'essenza di amari soggiorni tracimati in tempi bollenti.
In vaghe solitarie pozze di liquami altamente tossici, sciolgono i lacci del destino, disperdono oblunghe impronte, rimasugli di stropicciati passatempi e sapienza incontrollata.
Soggiornano in osservazioni ottuse, alimentadosi d'attriti indecenti, concentrici, tentando di scalzare la dolcezza dal profondo d'emotive voluttá.
Accecano occhi languidi stilettandoli con esorbitante carnosità.





sabato 8 agosto 2020

CHI NON CONTIENE SAPORI E SUONI PRIMORDIALI












Arroganti ingordigie di chi non contiene sapori e suoni primordiali, deturpano agglomerati decadenti, accelerandone l'obliterazione.
Surclassandosi, enfatizzano di solitudine sfasata il movimento di segreti sibilanti, accentuano la negazione dell'incedere oscuro di strali simbolici che carpiscono sillabe in movimento.
Allineano impronte untuose all'interno di sinuositá sagaci ed intraprendenti.
Addentrandosi in stanze porose, riordinano papiri e barattoli di miele, aggiornano significati di geroglifici ormai sbiaditi, incrinando il tono delle voci che li declamano al vento.
Spesso, si soffermano su memorie stantie, per azzerare l'impatto d'arruffati sospiri e contusioni di fortuite indecenze.
Ma, spettinandosi , demarcano soltanto il soffio di sentimenti appagati, scansando l'avvento inarrestabile di sollievi liberi e rigogliosi.




venerdì 7 agosto 2020

BISBIGLI GOLOSI D'ALLUSIONI IMBANDITE








D'incantesmi tremuli ed evanescenti, s'invaghiscono bisbigli golosi d'allusioni, imbandite in modo  adulterato e contraffatto.
Annusano paradossi emotivi, come impazienti umori, che provochino brividi minuscoli sulla superficie di sospiri trattenuti ma insolenti.
Si radunano, solitari e taciturni, alla mercè di penombre volteggianti, scomodando interferenze di passioni, centellinate all'ombra di querce vestite d'antica voluttá.
Incapaci di contenere eccessi tumultuosi, si limitano ad intorpidire il talento di giochi corposi, smodatamente rumoreggianti, e di coreografie stonate, sdoppiando la pattuglia d'immagini evocative, ingrigite sotto sillabe incoerenti.
Avulsi da giacigli accoglienti, migrano sintonie madide di sapori inebrianti, per far posto a vaporosi rivoli d'avvolgenti vertigini, emanate dall'icona che sovrasta il decorrere del tempo.




mercoledì 5 agosto 2020

INGANNI INNOVATIVI








Al cospetto di scansioni del pensiero che si finge dormiente, mormorano inganni innovativi e baluginanti inquietudini fittizie.
Irrorano d'incredulitá sequele opache di contraddizioni irrisolte, traiettorie trapelate, percorse per inerzia, in un gioco che non prevede vincitori.
Si estenuano in svogliature madide, mostrando equinozi sfacciati, ed intrighi tramutati in gestualitá vaporose.
Plagiano musiche strascicate ma intraprendenti, scostano le ombre d'illusioni dissipandole in rantoli di stendardi ammainati.
Intonano paradigmi recisi, portatori d'intonazioni sottratte al moto perpetuo di eventi affastellati
Confondono vertigini osservandole da posizioni capovolte.




lunedì 3 agosto 2020

L'UMORE DELLE SCINTILLE










Attraente volteggio di segmenti slavati, eco frenetico di manovre impacciate, destinate ad impigliarsi in sinfonie bramose ma sottomesse, l'umore delle scintille sprigionate da sfibranti vertigini eccede la follia di visioni capovolte.
Satura vistosi anfratti di sospiri irrefrenabili, ne invade i lividi sinuosi, sotto la crosta molata dove si strascicano passi dislettici.
Nel teorema di gemiti cruciali, nasconde l'autenticitá di moine intarsiate d'emozione.
Percuote eccessi d'irrealtá spezzate, straripando agguati pungenti e dediche d'insulsa vanitá, mentre fili translucidi fluttuano in ondate d'ingenuo virtuosismo.
Aggancia rituali di digiti spregiudicati, per obliterare ogni remota transenna che proietti fotogrammi turbinosi.
Pigmenta collisioni che percuotono la superficie celeste e scandiscono strategie per evadere dal sistema solare.
Sospirando in cerca di sensazioni spurie, intrattiene gestualitá trafelate, racchiudendole in alture ironiche, proponendo inedia inconfessabile, e congelando inganni stolti, in deserti di silenzi metallici ed accovacciati.




sabato 1 agosto 2020

L'ALFABETO DELLA NEBBIA






È l'alfabeto della nebbia che stempera gli istanti del vanesio concerto emotivo, nel suo contraltare ibernato.
Increspa i passi affrettati, presi in pegno dal vorticoso susseguirsi di sfumature scarlatte, e rugiadosi abbracci impressi contro l'indelebile patina, che soverchia l'affresco di silenzi elusi e vertigini prolungate.
Sbiadisce ogni motivazione, per espanderla oltre i segreti d'un vascello senza timone, percorre teoremi sconosciuti posando piume sui sassi di strapiombi avvelenati, segrega l'approdo di tentazioni insipide dietro un retrogusto spigoloso.
Solleva prismi tangibili ed emancipati, suggerendo, pensoso, suggestive evoluzioni.
Arroventa il muto abbandono di tralci annaspanti nel mosto violaceo di sentimenti contorti ed indisponenti.
Sconfina spesso nell'ellisse di metamorfosi scolpite nel ghiaccio contundente di sillabe pronunciate da clandestini impulsi cerebrali.
Coltiva sogni affannosi in molecole d'aria sfuggita all'incertezza di struggenti tributi e titubanti usanze gestuali.
Fende turgidi dibattiti con immobile vigore, levitando oltre il sigillo di logori pregiudizi ed assordanti cambiamenti di traiettoria.
Addomestica la goffaggine d'insalubri vapori con la fragranza dei rintocchi scaturiti, come sospiri, dalla risacca di momenti conturbati dal tormento dei sensi.










venerdì 31 luglio 2020

LE SPOLETTE TICCHETTANTI DEL LOGORIO PIOVANO











Annerite d'interferenze contorte ed incontenibili macchinazioni, le spolette ticchettanti del logorio piovano s'immergono in vertigini catalizzate da invasioni invereconde.
Solfeggiano densitá sensibili, stemperando oblii in sinuose tregue ed espansioni intraprendenti.
Sminuzzano madrigali per arcuare falangi di sogni gravitazionali, e colmare voragini con sfumature di frastuoni apocalittici.
Eclissano controluci eterni in elucubrazioni evanescenti, sospendono intermittenze, condensando i vapori che trapelano dall'immenso.
Silenziano le inconsistenze languide di soliloqui invadenti, per trascendere la sfuggenza di manciate d'istanti increspati e convulsi.
Alla ricerca di strapiombi venati di sussurri alieni, scivolano dal semicerchio aureo e sconfinano in dinamiche azzardate.







lunedì 27 luglio 2020

VANITÀ ESPRESSE CON L'ENFASI DEI SENSI










Avvolgenti e ritmate, le vanitá espresse con l'enfasi dei sensi, si lacerano al cospetto di girovaganti corde, intrecciate dalla provocazione cosmica per svelare torsioni ed agguati del destino.
Esfoliano tratteggiati itinerari, accesi nella penombra degli oblii.
Come reticenze violate da irresistibili riecheggi di solitudine, scivolano, in modo inconsistente, sul pavimento adorno di sapori, ed elucubrazioni disorientate da menti iperattive.
Indossano un distillato di sinuositá emotive, tramutamo le pastose cadenze di appartati ristori in fragili farse e lamenti soffocati.
Inventano riflessi ed accordi impropri, arando sedimenti sconclusionati, scandendo la migrazione dall'entroterra sconfinato, che si proietta su tracciati esausti.
Contemplano l'illusione di rigenerarsi nel giacilio dei sogni, ma, i miraggi che rannicchiano nelle pupille, s'intingono in magma di malinconia, smorzano il transito degli umori, sfoltiscono chiarori all'orizzonte, ed esaltano la crudeltá d'ogni bisbiglio stemperato nel sibilo del vento.






domenica 26 luglio 2020

INTRECCI DI PENSIERI ACUMINATI E COMPIACENTI









In sotterfugi regressi, deambulano intrecci di pensieri acuminati e compiacenti, ingordamente inarcandosi in anse spasmodiche, per disallineare orme sulla scena delle finzioni.
Vibrano quando discostano il vuoto che contengono, ma, ostentando acredine tossica, consegnano al tempo soltanto un tenue afflato d'appartenenza.
Inventano meteore in cieli iridescenti, dispiegano appigli di penombra, dilatandosi ansimanti nell'alitare di malinconici fermenti, inadeguati e stanchi.
Si sdraiano nei cardini emotivi, sciabolando spasmi incontenibili ed assiomi sfibranti, appagano sussurri, levigandoli con frastuono assordante, eppure sono totalmente disabili sull'intercapedine refrettaria, che innalzano come vertigine assopita da prevedibili movenze.
Mimetizzano l'avanguardia di concentrici tripudi, mentre radiazioni fioche ne sfumano gli elaborati amplessi.
Anche se alleggeriti dalla suggestione di diversitá, ammorbiditi nello squarcio di attese poco intransigenti, brulicano di panico ed inappetenti ronzii, svettano fragili, nel rifugio bollente d'attimi imprendibili sfuggiti alla ragione.





 

giovedì 23 luglio 2020

INSISTENZE PERIODICHE E LOGORANTI











Insistenze periodiche e logoranti, sfasano plasmate provocazioni, nel riverbero di sfide incendiarie che fluttuino, sospese su lame contundenti.
S'inerpicano sul decorso arido, dove precipitano devastazioni di smanie incontenibili.
Manomettono la ferocia di quesiti incalzanti, raccogliendo sospiri spigolosi emessi dagli scompigli fossilizzati di deserti sfumati all'orizzonte.
Scagliano proiettili e grida mordaci, in direzione di ruvidi disegni provocanti, che imbrattano trasparenze e svolazzi scarmigliati.
In vortici efferati, custodiscono miscele di sfumature ruvide ed ammalianti, fruscii di passi esausti e sbordate prospettive, che confondano processi cerebrali.
Dentro l'ereditá d'infiniti istanti di pulsione onirica, riascoltano ritornelli consumati, vagamente rassicuranti, ma impraticabili, quando ultrepassano i confini del tangibile.




mercoledì 22 luglio 2020

CI SI STROPICCIA FRAGOROSAMENTE










Ci si stropiccia fragorosamente, aspergendo amarezza su quel sentiero dove, nugoli di coriandoli tergiversanti, discostano realtá docili da torsioni e passionalitá roventi.
Rovesciando allusioni e caratteristiche acerbe, lievitano gli inganni, plagiano sussurri ed inteneriscono quei sapori, la cui fragilitá é sempre commuovente.
Dietro a veli eterei, che ipnotizzano inchiostrate intermittenze, assumono fattezze ardite, frammenti d'enfasi scavalcate dal decorso delle idee.
Ultrepassano, persuadenti, sussulti sommessi ed indicibili emozioni.
Sul fervido calore d'ammiccanti iridescenze boreali, dispiegano virgulti intrecciati e madidi, primizie boicottate dal susseguirsi d'enigmi contrastati ed affannosi.
Emblematicamente, cadenzate didascalie incorporee, collezionano lapilli di smodati virtuosismi ed assimmetriche ripercussioni di temerarietá.
Indissolte, corteggiano titubanti specchi per frizionare smarrimenti modulati.




martedì 21 luglio 2020

VIBRAZIONI D'INFIORATI RICHIAMI DI LEGGENDA











Si celano in depositi ermetici, le vibrazioni languide d'infiorati richiami di leggenda.
Respirano suggestioni che lambiscono madide cantilene, nel tentativo d'afferrare dardi smorzati da sguardi taciuti e poco incoraggianti.
Penetrano insenature d'anfratti lacerati, rivestendosi di brusii e sfumature, la cui labilitá disorienta.
Misurano le profonditá smarrite di gemiti abboccati, sommosse puntiformi ed inquietudini umettanti di nettare pastoso.
Blindano esasperati respiri profondi in cascate di passionalitá dialogata, intingono gramigna nei ritagli mentali, cunicoli che percorrono distanze immense senza invadere alcun territorio.
Emotivamente assorte in veli sgualciti, coltivano zolle cosmiche, la cui sembianza é accentuata da creazioni esaltanti e fratture incolmabili.
Ricordi di assoluzioni premature, e traiettorie scaturite da vitalitá smembrate, sconquassano abissi di consuetudini stantie, imprimendo brividi vorticosi, con pennellate scandite a ritmo frastornante, ad architettura tremula, il cui apice rantola sofismi verniciati su arabeschi di gemmate acquerugiole tortuose.




lunedì 20 luglio 2020

L'EVANESCENZA DI FASCINAZIONI CONTRAFFATTE











L'evanescenza di fascinazioni contraffatte s'appoggia su smorfie seriose e bisbigli demotivanti, stantii come fogliame in decomposizione.
Intarsia complici ingaggi, dispiega inabili penombre, assecondando orme inquiete invaghite d'imprudente vertigine.
Frantuma pantomime, la cui solitudine si specchia in laghi di lamenti prosciugati, insistendo ad interpretarsi su palcoscenici imputriditi.
Manipola languori sconfinati e dinamiche supposizioni.
Stremandosi, si concede sinuosi amalgami di sconcertanti ardori, scalpita ritmici silenzi, rotola, ingombrante, su sobbalzi e versi di smarrita parvenza.
Asperge sentimenti essicati, mentre sgaiattola fuori dal talamo turbinoso di onde contrastanti, per approdare in giaciglio colmo di allusioni effervescenti.
Fiacca elucubrazioni concave, bandisce appaganti effusioni, sigilla melliflue influenze in disquisizioni vellutate, ma soccombre, sempre, all'amarezza disallineata di conseutidini riverberate e circolari movenze di comete lungimiranti.





sabato 18 luglio 2020

L'ESTENUANTE SFILATA DI SCALPORI PASSEGGERI












L'estenuante sfilata di scalpori passeggeri, tremori idealizzati, sommosse taciturne, vicinanze altalenanti, trascende linee corrugate per saggiare contrasti d'impenetrabili preludi ed insistenti domande, interpretando voli immaginosi di luminose scie.
S'avvale di sfumata pretensione d'eternitá, per lucidare quisquiglie che inquinino la penombra della coscienza.
Identificandosi con soporiferi simbolismi e carature arrotondate, accosta silenzio al frastuono della mente, tramanda riti cangianti tra ghirigori di meditazioni senza fruscio.
Accompagna passi flautati in direzione di ambigue gradualitá legiferanti.
Afferma un lessico criptico di surrurri, trangugiati come bocconi amari, rincorrendo percussioni d'ondositá affettive, carezzando bitorzolute scorze di scoscese verbositá narcisistiche.
Intrica i fili della spontaneitá giocosa, annodando versi inciampati, nutrendosi di avvenenze inumidite che percorrano infauste profanitá d'ilaritá imbellettate e fascini simulati.
Sfoderano da gabbie voluminose strafalcioni trapelanti, coniano sgradevole oscuritá, impregnando, di artifici illanguiditi, l'ottica dell'usuale e confortante tinta del letargo accovacciato nel profondo.







venerdì 17 luglio 2020

MINUZIE VARIOPINTE









Di minuzie variopinte s'asfalteranno impalcature immense, dettagli d'astrazioni, coricate su palchi intrisi di sonnolenze evanescenti, corroboreranno concatenazioni sagge, sgretolando sagome e fruscii d'uggiose estraneitá.
Diseguaglianze, ritagliate e scandite in trattative barattate, evaporeranno sinuositá sommesse, rivolgendo intonazioni e portamenti ai barlumi taciti di eclissi intorpidite.
Languide imperfezioni percorreranno i cammini oblunghi di sguardi e gemiti indesiderati.
Ridimensionate loquacitá di ceselli cristallini smangeranno l'orlo malinconico del precipizio ombroso che mendica richiami del passato.
Accovacciandosi su distiche alternative, il manto, sedotto dagli equivoci sognati, partorirá essenza d'illusioni intraprendenti, inconsuete ebbrezze di accenni crogiolati, ammalierá misure plateali al cospetto di voluminose imprudenze ormeggiate in vaporose gravitazioni universali.



    

giovedì 16 luglio 2020

SOSPIRI DI VENTO SORPRENDENTE













Alveoli che respirano sospiri di sorprendente vento, sono ricettacoli di triturata materia cosmica, pulviscolo soffice, ghiotti equivoci d'inedia insipida e spaventata.
Cullano mormorii prodotti dal logorio di smarrimenti fermentati da secoli.
Con frasi smozzicate, aizzano la danza piovosa d'atmosfere ticchettanti, soffondono concatenazioni frondose, deturpandole con socchiusi sibili e diagnosi scomposte.
Debilitano istanti, palleggiandoli sotto-sopra in dilatate risacche di balzane idee.
Alla ricerca del nesso che congiunge disabilitá opposte, agognano di masticare quelle scintille incerte che celano meschine miserie e stantii olezzi.
Invece d'impegnarsi ad edificare solide costruzioni, incrinano mattoni, provocandone le crepe con pesanti insinuazioni.
Accoppiano discinte veritá e razzie ingarbugliate, annacquano sfumature di disarticolate essenze cerebrali.
Sciupano le regole di sfavillii eclatanti, con eccentrica sagacia, come chi intende catturare procaci sfizi invertendone l'ordine e travisandone la logica.





 

martedì 14 luglio 2020

POLPASTRELLI INQUISITORI











Polpastrelli inquisitori stimolano l'impertinenza di ornamenti affastellati, invaghiti d'eccezioni e smisurati contrattempi.
Come spruzzi di pigmento iridescente, molestano riverberi e delusioni sciabordanti.
Instaurano sofisticati meccanismi di repulsione, stillicidi sibillini esposti al ludibrio mentale, molestano desideri d'evasione e rinascite di fioriture disarmanti.
Verniciano cadenze di fiocchi arrotondati, mentre, esausti, corteggiano fragili fomenti di socchiuso degrado.
Offuscano illeggibili orpelli e tediosi ritmi di trasgressioni anacronistiche.
Imbottigliano distillati d'etere gravato da grumosa follia, che, pretese arguzie, alimentano e disseminano in quadrature voraci.
Per ingannare percorsi eccentrici, farneticano versi di metallo, annodano sintonie, scandendole con strafalcioni ombrosamente azzardati.
Irriverenti, si servono di sortilegi stravaganti, adulando gl'imbrogli di sommessi soliloqui, che riversano in estenuati pertugi di nullitá implumi ed arcani immensi.




lunedì 13 luglio 2020

SPARI DAL CERCHIO DISEGNATO NEL VENTO









Spari provenienti dal cerchio disegnato nel vento, se contengono qualche frode o vanteria, strepitano come scorticati esercizi di evocazioni emotive, evaporandosi presto in adagiata leggiadria.
Nell'indagine contemporanea, rivaleggiano con parodie ancorate a precoci letarghi e soffusi antidoti metafisici, inseguono subdoli indennizzi d'ipocrite perturbazioni.
Lampi strascicanti nell'oblio, avvinghiati a logiche argute, ingegnosamente imbellettate d'astrusi epiteti burleschi, si catapultano nel delirio, dove cercano d'esorcizzare modulazioni struggenti e creative eresie.
Veleggiano su echi intermittenti, che modulano in sordina, reminescenze mistiche di fermenti d'emozione, che fiabesce metafore intercalano al calar del sole.
Venerano con rancore bocconi trangugiati a stento, traslano ritratti di geometrie stentate nella dissolvenza approssimante, che passioni attraenti e lusinghe vagabonde tracciano sul selciato.
Per accendere simulacri d'avvenenza, s'abbagliano al crepuscolo, adescati inconsciamente in frullati di barlumi e volontá inconsistenti.






   

venerdì 10 luglio 2020

L'ATTESA DI ROBOANTI SFRIGOLII










Dai grovigli che la disciplina srotola su viali resi scivolosi da disavanzi sbadati e colpevoli dimenticanze, nasce l'attesa di roboanti sfrigolii, che, dopo essersi tuffati nel baratro cosmico, riemergano come sogni crepuscolari.
Versi imbronciati di camaleonti scorbutici, si propongono d'esibire ossessioni e vacuitá malvestite, che faticherebbero a farsi strada nel contesto appiccicoso d'improrogabili circostanze.
Scagliando vocabili sdentati, deturpano, con astio camuffato, l'involucro tenace d'indigeribili lamenti, ma non ne scalfiscono le armonie sinuose e le ritmate sintonie.
Nell'attinenza discostante che partoriscono, sollecitano essenze azzardate, passi scossi da iniziative traghettate.
S'identificano in drappi ondeggianti, appassionati d'astinenza e moti circolari.
Traboccano di ansie diafane, fraintendimenti fibrillanti e sementi prive di futura vitalitá.
Irriguardosamente, imboscano solitudini tracimanti, ne assaporano il gusto sgualcito, mentre si dilettano a carezzare respiri esalati contro vento.
Per moltiplicare disarmonie e blasfeme voracitá, impigliano, nell'equazione dei pretesti, vibrazioni accartocciate, primordiali impulsi ed aridi fenomeni di trasformismo esistenziale.





giovedì 9 luglio 2020

ASSENSI FANTASTICATI









Assensi fantasticati cavalcano a briglia sciolta nelle praterie sconfinate dell'inconscio.
Sagome aliene, che il profondo immaginoso dissolve dietro le quinte del palcoscenico, prima che affiorino  profonditá sfinite, che, con un salto smisurato, raggiungano approdi leggendari.
Il loro fiato dissestato smuove, arrogante, maldestre litanie, incatena nell'etere il ritratto ricalcato di molecole silenziose, ma estremamente irruenti.
Specchiandosi nel vuoto inconsistente di basite menzogne ed abbagli sotterrati, si tingono di percezioni sfrenate che adombrano l'estro di miraggi sorprendenti.
Contornano insenature idilliche e risvolti responsabili, declamando immaturi proclami ludici.
Evocano il luccichio del plancton capriccioso, suggerendo memorie esauste al discorso alato d'arterie discinte, sofferenze cianotiche e rigurgiti d'accalorati ardimenti.
Per addentrarsi nella dimora del proprio consenso, s'arrampicano su stordite impalcature anchilosate, rigurgitando sabbia devastano stuzzicanti richiami contrapposti, e, per smorzare il tenore di estasi iridate, succhiano dita che sanno di fiele.



  

mercoledì 8 luglio 2020

IRREQUIETE PEREGRINANTI RAPPRESENTAZIONI










Irrequiete peregrinanti rappresentazioni, venate d'incomprensione e sdegno, anche se racchiudono desinenze liriche, si servono di rarefatto mistero, per aggiungere eresia al ruolo adulatorio che assumono,
Smisurano spinte seriose, cesellano rituali sedati sulla fronte di crepuscoli catturati a stento.
Assestano trabalzi smisurati all'ombra di affanni contingenti ed innovative costrizioni.
Trasmigrano, blindandosi nell'elettricitá di cumuli illusori, credendosi irresistibili ai colpi bassi di reminescenze languide.
Gemono evocazioni sfrontate, quando sorseggiano mulinelli scorbutici di compromessi, ed infuriate gocce di pozione mistificatrice.
Nella luce che pervade confini scarmigliati, celano lacerazioni e frantumi abbaglianti di logiche invisibili.
Somatizzano scherzi stonati e distopie invasive nei dintorni incerti di dialettiche impersonali, pronunciate in nome di concetti arzigogolati, la cui deflagrazione ondeggia, maldestra, nel vuoto translucido di ogni sogno.





lunedì 6 luglio 2020

DETURPANTI INCHIOSTRI CHE L'OSTINAZIONE SPARGE










Deturpanti inchiostri, che l'ostinazione sparge su respiri amari, che la bocca incongrua ricama d'insensate faville e turbinii ancestrali, rendono alacre la rassegnazione di chi s'immerge nella vastitá delle proprie contraddizioni.
Senza ritegno né stupore, traccia linee inconsistenti, sparge coaguli d'essenza e distillati d'aura spuria, scolpisce, tra venature rosa, frasi accovacciate, grondanti di animositá delusa.
Per alimentare attimi di sconforto, ed assecondare il tintinnio di ninnoli affaticati, intrappolano in irriverenti danze, lacerazioni ch'infamano l'aggressivitá d'ogni movimento istintivo.
Ansimando, inseguono galassie alla deriva, squarciano onusti assilli di memorie, proiettano fremiti sparuti su impronte d'emotivitá indecisa.
Frantumano emozioni cristalline, interrompendo il ciacolare fragile di sospiri edulcorati per mantenerne la dinamica attiva.
Abbagliano di passioni crepuscolari esistenze frullate con barlumi di lusinghe avvenenti, accendono di lamenti le frasi aride pronunciate tra le anse del firmamento.




sabato 4 luglio 2020

SMAGLIANDO STRARIPANO SINUSOIDI EFFETTI











Smagliando straripano sinusoidi effetti dal cofanetto vellutato dove riposano sentimenti sgualciti ed accartocciati.
Rendono perspicaci gli accenni commediati di elementi gravosi ed uncinanti, tramutano appigli inerpicandoli su estremitá ingaggiate in descrizioni, tanto esorbitanti quanto l'accoppiamento degli antonimi tempestosi.
Con incipiente sillabazione, la misura della diagonale connessa a vociosi cipigli aromatici, avanza oltre la soglia di pensieri lacrimosi e torpori anestetizzanti.
Carezze impregnate di languore emotivo asportano effimeri effluvi di sospiri, imbibiscono sussulti altisonanti e laboriosi, discostano dagli ormeggi menzogneri alchimie d'ardori inaspettati.
Cosí s'affermano emozioni purpuree, visioni ammorbidite d'orizzonti sbriciolati.








mercoledì 1 luglio 2020

L'ARSURA DEI SOLCHI SCOLPITI NEI PENSIERI













L'arsura di solchi scolpiti nel guazzabuglio dei pensieri spesso trasborda, raggiunge proponimenti ed intenzioni, smarriti girovagando nell'inconscio, e li artiglia senza pietá.
Frantuma ogni istante di densitá anomala, si tuffa in oscure correnti ascensionali, produce surrogati silenzi, dai quali l'emotivitá rifugge impulsivamente.
Si lascia invadere da baluginanti sprazzi di tramortita metafisica, ma, poi, ritorna a rifugiarsi nella bacheca degli stratagemmi, dove si raggomitola come foglia decisa ad offrire resistenza al vento.
Con gravitá instabile, calpesta il brontolio della memoria, per inculcarle detriti e sofismi, che riflettano gli sguardi foschi di chi si contamina nella penombra.
Assottiglia il portamento che incaglia fatalitá decadute, sgarbatamente inibisce movenze, giá logore per l'assillo di frasi avventate e smagliature penetranti.
Infiocchetta dimore immaginate, profanandole con aromi di selvatico trambusto, su veli spiegazzati appoggia il divario narrato di echi labili e desolati.
Nel labirinto sottopelle, rievoca abitudini remote e linfa d'alberi immotivati, mentre il dubbio malfermo modula il ritmo delle sue chimere.






martedì 30 giugno 2020

AGGLOMERATI D'INTENTI INCONSAPEVOLI











Gli agglomerati d'intenti inconsapevoli, anche se scoraggiano eventualitá dinamiche, non eludono il circuito di congiunte interferenze, che s'accompagna a polveroni di stelle frantumate minuziosamente da eversioni esistenziali.
Lucidano inedie cosmiche, imprigionano mormorii di ritualitá soffocate da smarrite aspettative.
Ricalcano la forma d'asteroidi appena nati, che cavalcano il frastuono di sogni impervi e sfilettati.
Irriverenti malesseri pausati, per sincronizzarsi all'aritmia di sfizi artificiali, dondolano nella rugiada di umiditá latenti, come segnali d'avvertimento acquarellati su concavo destino.
Intersecano rotte molto tortuose, scivolano su guance disallineate, inseguendo l'animositá di tranelli e ladrocini frettolosi.
Come astri sbigottiti dal contatto penetrante di fantomatiche alchimie, delusi dal rincorrersi di flutti anemici ed esasperati, cadenzano orbite ellittiche attorno a spicchi d'universo congelato, aumentano di spessore l'evocazione scenografica di amplessi luminosi e rimbrotti ambientali.






lunedì 29 giugno 2020

BATTIBECCO PROVOCATO DA ESPRESSIONI ALTISONANTI












Ogni battibecco provocato da espressioni altisonanti, nelle quali s'intingono sagome di lustrata vulnerabilitá, ricerca il moto perpetuo tra architravi di substrato onirico.
Servendosi di manifestazioni scomposte, ostentando gestualitá incontrollate, costituisce alitante tessitura di diafanitá veleggiante verso l'ignoto.
Estenua gran parte dei trascorsi della mente con strofe avvinte, e parantesi inscidibili dal caos indotto per adulterare sodalizi e collisioni simbiotiche.
All'interno di fotogrammi monocromatici, insinua il nesso sonoro che attrae contraccolpi ed antitesi, allungandone il fiato fino ai limiti dell'equilibrismo.
Manomette premesse fittizie, espressioni sonnambule e ridondanti afflati di raggrinzita argillositá, per salvaguardare densitá remote prive di qualsiasi presagio convincente.
È da un arco assottigliato come vertebra sotto il peso dell'incoerenza, che salpa dardo ruggente, in direzione di grovigli elucubrati ed aromi dispersi in un fagotto di nebbia.





sabato 27 giugno 2020

SE L'ALBA POSTPONE SCENOGRAFIE










Il sospiro del vento zittisce, quando prende consistenza la motivazione trasparente d'un tramonto accalorato.
Poi, se l'alba postpone lo spettacolo di scenografie improvvisate, s'affermano mormorii schiumanti nella penombra del letargo virtuoso, mentre nuvole di ossigeno surriscaldato producono alchimie chiassose ed inconseguenti.
Incastrandosi nell'insipida assenza di elementi innovatori, la coltre di vapore alieno all'armonia del moto pensato, sfoca nel suo orizzonte ottiche concave d'idee lancinanti, tartassa lembi asimmetrici di speranze sbaragliate.
Lo stratagemma di srotolare tappeti erbosi su relitti di remore contradditorie, permette di proiettarsi oltre il caledoscopio ipnotizzante d'incontri inaspettati e virtuositá impossibili da catalogare.
Ma, non riduce minimamente la stanchezza d'esercizi ripetitivi, accanimenti acuti aggravati da tensione e sconforto.
Per dissoverla, basta una sola goccia d'antidoto solare, che preclude l'entrata ad affanni intempestivi, martellamenti esarcerbati dal rammarico incrostato di fatalitá ingombranti.





giovedì 25 giugno 2020

L'IMPATTO DI SCIAGURE ECLATANTI










Condito di velleitá dorate, l'impatto di sciagure eclatanti si mantiene schivo, se sbandiera, lacero, il drappeggio tinteggiato di venature mimetiche ed imprevedibili.
Scandisce turbinii infoltiti d'antagoniste liturgie, s'invaghisce di ritmiche esibizioni inconcludenti, interpreta a passo di danza emozioni soliste, ricalca immagini riflesse ed attardate.
Nel sottofondo livido d'incanti sfuggenti, incornicia il prevalere di bagliori intrisi di randagia agonia.
Sfuma trasparenze allegoriche per enfatizzare il contesto fioco di nostalgie allusive.
E, nella dimensione d'impalpabile magìa, corica, suadente, una voce addomesticata da respiri agonizzanti.
L'apparire di disgrazie compiaciute, si conferma fragile per chi disdegna il tocco del velluto, non si stupisce meditando sull'indifferenza di stridii caduchi, e sorvola, pazientemente, il deserto d'impalcature soggiogate all'insinuarsi della fluiditá temporale.





 

mercoledì 24 giugno 2020

NEL TRANSITO DI SCORBUTICHE INCOERENZE









Nel transito di scorbutiche incoerenze, si sistemano fugaci momenti d'impacciata esibizione e diafani volteggi di malinconia garbata.
Si muovono con studiata rassegnazione, crogiolandosi in attengiamenti scaltri come velature indossate a rovescio, refrattarie al brillare delle stelle.
Sprofondano in sabbie mobili, assaporando il retrogusto dell'indifferenza scompigliata, catalogano lusinghe, incamminandole su pagine insipide, dove regnano codici privi di chiarore.
Per non assoggettarsi ad un'evaporazione disvelata, si mantengono costantemente in controluce, evitando il tepore di sentimenti onorifici e profondi.
E, se dischiudono istintive grida di compiacimento, glissano confusi, impedendosi di navigare su velieri audaci e motivanti.
Rivaleggiando situazioni caustiche, innescano petulanti sequenze d'affronti, perpetrati cinguettando.
Dibattendosi nel ricettacolo di alibi tanto illusori quanto blasfemi, rumoreggiano senza tregua, estenuando il caos che dipingono su pianure sconfinate, avvinghiandosi alle strofe di membrane sfuggenti e soggiogate.





martedì 23 giugno 2020

IL FRAGORE DEGLI INGANNI








Il fragore degli inganni non risuona nel piazzale dove s'accalcano chiassose folle radunate dalla cabala infante, echeggia appena in sillabe tozze, che soldati esausti declamano per appacificare nemici implacabili.
Mansueto almanacco di gioventú esaurita, indugia come bozzolo ovattato, che protegga torpori evaporati ed attacchi deliranti.
Ruba l'oblio notturno, proiettando coaguli deformi su sagome accecate dalla propria ombra.
Per stemperarsi nel calderone profano d'un carisma accomodante, imbelletta di ghirlande smisurate il movimento degli strafalcioni.
L'infelicitá che l'accompagna, inciampa sempre in relitti di abnormi meccanismi cerebrali.
Cocciuto, ricerca il percorso negato al sensato scintillìo d'equilibri eterni, per cospargerlo di sedimenti ancestrali che ne deturpino la logica ed il divenire.
Ma, l'insipida ostentazione con cui passa in rassegna briciole imprigionate nel manto della memoria, enuncia soltanto parodie di ambivalenti interpretazioni, modesti inghippi di lacerata ottica, sbiadita ed ossidata come sospiro che non contenga alcun sentimento.





lunedì 22 giugno 2020

PLAGIA ESISTENZE REMOTE E DIFFORMI









Plagia esistenze remote e difformi, chi dipinge voluttosi virtuosismi sottratti al crepitio di emozioni che gli saltellano tra le gambe.
A mani dispiegate, vorrebbe assecondare il grandinare intenso di semi e spore che germinano nel vento.
Per rendersi invincibile, immagina d'incanalare labili bagliori d'immenso, foschie dense di nutrimenti adulterati, accompagnandosi a piogge benefiche e visioni incontrastate.
Ma tale strategia non permette mai di progredire, solo consente illusorie ricognizioni.
Si dimostra totalmente inefficace, sopratutto quando il respiro rifiuta di modellarsi attorno a sorrisi ammiccanti, ed emozioni che invoglino a comporre poesie infinite.




domenica 21 giugno 2020

IN INSTANCABILI CIRCONFERENZE










In instancabili circonferenze, sembianze di echi ed eclissi sguainate, trovano vertiginosa collocazione, si placano rinforzandosi a vicenda.
Celano obiezioni e consensi in quell'andarivieni senza limiti, che strapazza ogni azione incongrua alle regole del moto universale.
Con enigmatico stupore, sbozzi di comportamenti si trasformano in dinamiche collettive, cimentandosi in attivitá ritenute come plausibili, ma non evitano allarmanti lesioni alla fragile impalcatura che li giustifica e contiene.
Spesso soccombono alla contaminazione tortuosa di gramigne esistenziali, e pur inchinandosi devotamente al cospetto di sinergie tatuate nelle cromaticitá crepuscolari, s'accorgono d'essere incapaci di rammendare biechi stracci appesi all'orizzonte.
In distrazioni di buio simulato nascondono schegge futili di chiarori segreti, illudendosi d'appagare i dettami d'astri intraprendenti.
Ma sfrontano soltanto l'iride piatto di simbolismi arcani, deludendo la matrice intensa di respiri emessi da svogliature perenni, sfumati pallori e multiformi geometrie di guazzi colorati.



venerdì 19 giugno 2020

FARDELLI D'EMOTIVITÁ CONTAGIOSE










Bacheche saturate da fardelli d'emotivitá contagiose, non accolgono ovattati ricordi che lustrino atmosfere perspicaci ed addomestichino tentacoli irrequieti.
Privilegiano sfumature abboccate di minuzzoli putrefacenti, impeti incerti, ossessioni amplificate da malìe inclementi.
Come ghirlande di rubini che occhieggino farfalle intente a seppellirsi in corolle di fiori senza stelo, scivolano nel baratro, per depositarsi sul fondo, pensieri agghindati di malignitá mielata e tracotante.
Grovigli di sospiri invaghiti da stupori e controsensi, pullulano sulle labbra della nebbia, soffiano aromi seducenti dentro al cerchio dei trastulli esistenziali.
Neutralizzano qualsiasi barlume di sapienza e maturitá, istigandoci contro le forze incerte che rimbalzano da una dimensione all'altra.
Parabole bisbigliate a rigagnoli di enfasi austere, svaniscono rapidamente, sembrano geroglifici sulla superficie d'una colata di lava, cangiante come la sequela dei contrattempi.





giovedì 18 giugno 2020

SILLABE DI CHI ASSECONDA VERTIGINOSI IMBROGLI










Sorseggiando in paludi di velluto, le silllabe pronuciate da chi asseconda vertiginosi imbrogli, s'impigliano in grovigli che, come anemoni aggrappate ad un sospiro, ondeggiano in modo erratico ed irriverente.
Sopravvivono soltanto se raggiungono il silenzio d'un mare senz'acqua.
Lí s'incrociano con fruscii di pantomime assonnate, mentre cercano d'interpretare rovesci inariditi, che catalogano come istrioniche parabole di fango.
Emanano cascami infiorettandoli di sfumature spinate e complesse.
Albergano nell'attutita dimora del languore, per ripararsi da approcci stremanti e profili riflessi in supposizioni sconfinate.
Nell'amalgama sconcertato di asincrone sequele d'istanti tempestosi, mormora l'incedere di ritmiche espansioni di lamenti.
Timidamente, allude a scalpori d'ambiziose densitá, intrigandosi in effusioni eccentuate dalle delizie che pausano pensieri reversibili.
Quando s'appoggia a confini levigati da crepuscoli tentacolari, incenerisce atteggiamenti plasmati, trasformando in consuetudine la sfida ardente dei labirinti di chi perde anche i fiochi riverberi dei suoi titubanti soliloqui.




mercoledì 17 giugno 2020

CHIAROSCURI DI MEMORIE APPANNATE










Nei vivai del tempo, chiaroscuri di memorie appannate transitano imitando passi ondulanti, arricchiscono di mimica peculiare assaggi di apparenze ed effetti trascesi.
Come il decadimento che talvolta s'impossessa di menti atarassiche, dettano parabole del vissuto, innescano spiragli luminosi, e, contemporaneamente, affossano nozioni monche.
Nelle ore di tormenta, caratterizzate dall'incertezza, scarseggiano provviste edificanti, e, per alimentare le mansioni quotidiane, si deve ricorrere all'ausilio dell'immaginoso.
S'impennano allora molecole battenti, attorcigliandosi ad arroganze allusive d'eretici equinozi.
Tra dirupi fulgidi e senza fronzoli, irrequieto é il moto di sogni discostati dal vocio enumerante, che sinfonie immaginali imprimono a bagliori turchini,
Avendo cosparso d'ebbra emotivitá il dondolio impulsivo di grappoli d'idee inanimate, ed imbellettato la livrea lunare di affermazioni senza senso, si conferma l'impenetrabilitá dinamica del gioco esistenziale.




  

martedì 16 giugno 2020

SGUARDO SERRATO CHE EVAPORA POZZE DI SUDORE










Tortuosamente intriga, ogni sguardo serrato che evapori pozze di sudore e barbagli iridescenti.
Idealizza riverberi di carezze accennate e proiezioni d'enfatico stupore.
Inganni e sommosse l'acquietano, mentre, all'orizzonte, nostalgiche compulsioni incidono come aculei d'infinito.
Consuetudini riflesse in languidi mormorii striati, se si sovrappongono ad intenti eccezionali, propagano il silenzio indelebile di immaginazioni languide su palcoscenici acquiescenti.
Misurano richiami ansimati e compatte resistenze, obbligando sgargianti memorie a collidere in arterie dove scorrono realtá bollenti e sonore follie.
Culminando allusioni ed incantesimi, il nettare distillato dallo stagno dei dolori, snoda il suo percorso in cielo aperto, dove accompagna sospiri d'una orchestra di fiati.
Freme scavalcando l'odio nascosto in avvenenti densitá della mente.
Offusca vampate di fluidi intrusivi, migra cronache annusate in apnea, gridate con stridore compiacente, per trasformarne gli enigmi in petali di rosa.




lunedì 15 giugno 2020

IL SAPORE ADDOMESTICATO DELLE ABITUDINI











Il sapore addomesticato d'abitudini incoraggiate con pulsioni elementari, finisce sempre per manifestarsi in sequele di smodata baldoria e vitalitá evanescente.
Approda in contesti consunti e decadenti, lasciando trapelare contradditoria determinazione, forse per abbellire l'aspetto di alibi fuorvianti.
Il palato che si decida ad apprezzarlo, si trastulla in fiotti d'iridescenti riccioli, che si rincorrono sul girotondo di aliti affannosi, sintetizzati applicando formule mordaci.
In assenza di respirazione, i dubbi che s'originano, gravitano modulandosi in realtá smagliate, e scostanti chimere malferme.
Zigzagando, convertono retrogusti itineranti in brividi di lucidezza guardinga.
Inaccessibile dedalo di concatenazioni astratte ed arcigne scorie di penombra, ambiguo s'atteggia come icona smisurata, che s'annidi nel rifugio di pensieri arruffati e sospettosi.
Sulla ribalta di presupposti incomprensibili, raramente é concesso soffermarsi per mostrare carburate gestualitá e peculiari elasticitá intellettuali.
Nell'ottica della quotidianeitá catalizzatrice, improvvisati chiarimenti ribaditi a forza d'illazioni,  costituiscono elementi abitudinari, facilitano l'epurazione di costellazioni scellerate, utilizzando sistematicamente la narcosi esistenziale.


   

sabato 13 giugno 2020

CONTUNDENTI INGAGGI D'UTOPIA










Contundenti ingaggi d'utopia metabolizzano lucide chimere, mentre si lasciano accompagnare da sagome polverose e rarefatte.
Masticano sfumature di pochezza, incoraggiano memorie di gesti pastosi, che inneschino volteggi di sogni, ammorbidendoli in profonde insenature artificiali.
Raffigurano fobie taciute e riti scontrollati, architettano suggestive forme, per narcotizzare l'afflato di retrogusti profondi contenuti in ricettacoli della memoria.
In presenza di tracce mutevoli che confondano ondate di nebbie oppiacee, risucchano emotivitá con mulinelli verticali che destreggino il peso delle ore.
Adagiano l'andatura su pavimenti sdrucciolevoli ed incerti.
Risvegliano accordi di pregiudizi e fantasiosi soprusi, bombardandoli con echi sfrondati di vocaleggi azzardosi, scevri di convenzioni musicali.
Tessono impronte smisurate mormorando languori di penombra, frantumano ogni tenerezza che percorra soffice lettura di fiabe profetiche e variopinte.







venerdì 12 giugno 2020

ARPIONANO RIFLESSI DI STONATE VIBRAZIONI










In una molecola di palpito infinito, cocenti presenze arpionano riflessi di stonate vibrazioni, divaricano irrealtá stantie, aggrappandosi ad aria dispersa fra lucciole e pizzi di pianeti avvelenati.
Come malesseri che ottenebrino il naturale decorso degli eventi, invadono immagini trasparenti ed ambigue, cospargendo d'ostilitá la gestualitá che inabissano.
Furibonde, ingannano le creazioni piú sensibili esalando irrequiete pantomime, spalmando contusioni audaci ed improbabili sul palinsesto traboccante di sotterfugi irriverenti.
In punta di piedi, sfilettano alfabeti indecifrabili, sminuzzano grappoli d'energia che sibila nella spuma infranta da capitomboli scivolati nella finzione di malesseri diffusi.
Prosperano al riparo della placenta, ma, poi, in siderali sogni dissolvono versi eccedenti e traiettorie d'esistenze, disegnando all'orizzonte elucubrazioni dissolte in sussulti imprendibili.
Ricorrono al manto del silenzio per discostare il respiro da ombre invadenti, evocano essenze in agguato stemperando sensualitá recondite all'interno di effigi iconoclastiche.
Nel loro moto espressivo, entrano spesso in contraddizione, travalicando il senso delle cose per affermare obliterazioni di sagacia nel contesto estroso che coltivano impunemente.





mercoledì 10 giugno 2020

CHI ALBERGA INGANNI NELLA SUA MENTE









Chi alberga inganni nel buio della propria dimora mentale, assilla il senso di vibrazioni dedite a contrastare affronti di sguardi arroganti.
Attribuisce logicitá a scintille di vento, dilatate banalitá del pensiero, vagabonde escursioni, che, contorte acrobazie, propellono in risonanza con segreti clandestini.
Inabissa, nel profondo di silenzi incantati, gemiti di rievocazioni ansiose e gesticolanti, infrange, in barriere luminose, preludi di torpori solitari.
Contrasta il benefico oscillare di equilibri eterni, sotterrandosi sotto il peso di struggenti ricordi.
Dimensioni eteree ne delimitano il territorio, oscillando invano, come altalene sospese in immaginosi paesaggi cosmici.
Nell'inconsistenza di ragioni demotivanti, attendono gli effetti di dialoghi elucubrati com impaccio, ignorando suggestioni lucenti che si staglino su orizzonti senza tempo.
Nell'infinito immenso, sospingono briciole di talento soporifero, per contrastare l'evolversi di virgulti consapevoli, aggrappati a candidi sentimenti.
Sequestrati dal proprio sguardo illusorio, s'aggrappano ai fremiti che li muovono incessantemente, e, come albero che metabolizzi asfalto per crescere oltre misura, rifuggono da arcane fatalitá, quando costruiscono geometrie che si perdono nel vuoto.




    

martedì 9 giugno 2020

MATRICI DI SCARABOCCHI SFOCATI E FATISCENTI








Dissonanze, che abusino il vociferare fitto di note ingegnose, provenienti da ogni angolo del cosmo, s'impaginano in sciarade sghembe, intingono il loro dialogo in pozze colme di ritmiche pulsioni.
Matrici di scarabocchi sfocati e fatiscenti, scalfiscono l'essenza mistica, che, stremati sogni, rinfrangono in evocanti affreschi di sospiri visuali.
Oltre oceani turbinosi, nella dimensione delirante, che accoglie rari accenti di sensazioni trasladate in controluce, insolvenze discostano flessuositá inquiete, bisbigli di contaminazione avviluppano profonditá dubbiose ed ingenue.
Inabili a reprimere il sorteggio di trame ambigue d'esistenza, nel consenso dell'indecisione, smarriscono acerbi parametri, scorie impacciate,e confusi retaggi di disgregata parvenza.
Intrecciando parole avulse ed assidue tensioni cerebrali, rivestono di connivente penombra salvagenti d'incomprensione, addestrano il flusso contorto di fermenti, che si contraggono in sconvolti eremi di tristezza.
A dismisura, gonfiano imprevisti d'aria nera, come lettura sbieca di voce soffocata.
Sorseggiano, effimera, la visione sospesa di storie mimetizzate e tremiti indugianti d'ossigeno viziato. Rivendicano, al contrasto tortuoso, inclinate impalcature d'angoscianti surrealtá, forzati barlumi di mancanze indisponenti, miscellanee profetiche di singulti stracolmi di distratti sedimenti.





lunedì 8 giugno 2020

L'EUFORIA DEI RICORDI CHE RINCORRONO SE STESSI









L'euforia, con cui i ricordi rincorrono se stessi quando scappano attraverso le lacerazioni della memoria, disperta immaginosi istinti, tingendoli di stupore irrequieto.
Scivolando su abrasive griglie boriose, tormenti riappaiono dopo tiepide pause esistenziali, per adulare il contesto da cui provengono, ed intrallazzare estrosi rigurgiti di capriccio.
Sorgono cosí, presupponenti, strascichi di pensieri inquinati da arguti deliri, destinati a vagare nel cielo delle eclissi.
Si catapultano come strali d'ironia in mezzo ad ingegni capienti, esorcizzano gli azzardi d'un balenio chiassoso, aggrappandosi a percezioni bendate ed assetati sguardi laboriosi.
Quando, poi, si trasformano in miraggi sparpagliati da vorticosi pensieri imprendibili, ricorrono all'impeto di spasmi agili, per affossare rimpianti e smorzare l'incedere della deriva.
Dissimulano i colori dell'attimo, assottigliando l'emozione d'esistere.
Concentrano negli affronti del tempo i deflussi frastagliati di perpetui vagheggi, asterischi che marcano eventi importanti, ed il patimento d'ammorbidirsi nell'irrealtá d'oscuri fotogrammi.






 


sabato 6 giugno 2020

LA FINZIONE INNOVATIVA...









S'intrufolano in sghembe piaghe d'ambiguitá, innovativi impulsi, che, cantilene recitate senza fiato, incoraggiano a precipitare verso equivoci deliri.
Ostentano stesure allusive, imitazioni d'illusioni vincenti, ma non fermentano sapori e simpatie in chi riconosce la vacuitá di sillabe forbite ed attimi inconcludenti.
Estrosamente farciti d'insensata vanitá, si sbottonano il vestito per ammaliare lo sguardo di viandanti indecisi e stanchi.
Scodellano ripetitive briciole di luce artefatta, insubordinando riti di collettivitá frantumate, livide di crudeltá e ceneri forgiate con disincanto.
Sfoggiano opalescenza decadente e stolta.
Per mantener lontane gramaglie d'innocenze perse da fantasmi feriti, propongono diversitá imprendibili, trasformandole in ragnatele di sotterfugi ed abbagli disattesi.
Invitano intrusioni assetate di chiarore, a confondersi al bordo di costellazioni passeggere, mentre, ad occhi bendati, improvvisano passi sbiechi sul percorso di sogni segreti.
Smorzano fiati millenari, arcane cadenze ed aggettivi imperanti da sempre, per far spazio al miraggio di realtá senza senso.







venerdì 5 giugno 2020

GRAPPOLI DI AMNIOTICHE ALLEGORIE









Sbandierandosi al soffio d'industriosi mantici, grappoli di amniotiche allegorie attirano gli sguardi, sminuzzano infiorescenze, aromi e passioni della mente.
Come inganni di talento, s'assoggettano ad elusive traiettorie, prosciugano capitomboli deliranti e l'ardore di malesseri concepiti nel limbo dei ricordi.
Chiassosamente volteggiano in ogni stormo di foglie sconfitte dall'autunno, indossando vocazioni da capogiro, remote rimembranze di gestualitá ibernate.
Perforano eteree fluorescenze nel contesto incastonato d'ingenio che alimenta estrosi capricci ed espressive smanie emotive.
Con irrequietezza creativa, partoriscono stupefacenti note d'euforia lessicale, modellano versi al ritmo di passi fugaci, amplificano il dondolio che intralcia l'effetto dell'ipocrisia.
Scombussolano luminescenze crepuscolari, con movimenti sospinti da correnti incogrue e presagi fluttuanti.
Declamano tremiti di parabole fantasmagoriche, scivolano ineluttabilmente come vascelli insensati, catapultando affannate rapsodie verso immagini di trasparenze scriteriate.




    

giovedì 4 giugno 2020

PASSI INSOLENTI SFIDANO L'OSCURITÁ










Passi insolenti sfidano l'oscuritá che accompagna precetti immagazzinati in fragorosi lunari.
Arrivano cinguettando per rivisitare lo scrigno dei ricordi, danzano commossi nella luce fioca di trambusti e carezze offerte da attimi solenni.
Trasformano la cupa dimora in foresta d'indiscreti sguardi smaglianti.
Nella mappa stampata sul fondo degli abissi, reperiscono effimere tracce di carbonio, leggende incatenate in collisioni arrugginite.
Impigliano sottovoce lo slancio di spessori divaricati da emozioni irrefrenabili.
Riflettono bagliori onesti su malesseri acquarellati di labile esistenza, gettiti ardenti ipotecati da solitudini incantate.
Cadendo in mediazioni di cecitá improvvisa, misurano le disfatte utilizzando il paragone d'infiorescenze sconfinate.
Congiungono vuoti di fiato ad interminabili sequele di respiri impazienti, esclissano passioni, edulcorandole con l'assoluzione martellante che appropinqua al sentiero delle stelle.
Squarciano rancori, trapelando gesti e trasparenze nell'ovattante organza della coscienza pura.


mercoledì 3 giugno 2020

SENTINELLE DELLA LOGICA PRIMORDIALE









Sentinelle allevate nel convento della logica primordiale, trasportano tonnellate di piombo, credendo d'emanciparsi sul palcoscenico delle emozioni.
Per non incoraggiare passioni emancipate, coltivano cemento nell'orto di nirvana.
Addensano inconcepibili frontiere, sguinzagliano squarci tremuli, rovesciano arcobaleni, intrecciandoli con sculture arroganti e soffuse regressioni.
Idolatrano monotonia, cospargendo, su arabeschi amorfi, levigate sequele di sopite finzioni.
Scolpiscono rituali pretesti su labbra congiunte ed esili sospiri.
Filamenti sfilacciano, sussurrando all'oceano agguati e grovigli di frondose delusioni, ospitano cadenze consumate e sigilli riverniciati di stupore.
Mormorano bisbigli contundenti a sogni coricati in maleodoranti chiazze d'insonnia.
Per gioco o per malizia, svelano sedimenti espressivi, proiettandoli su pareti ricamate di venature intellettuali, madide di propositi irrealizzabili.
Intonano scalpore al ritmo di irreversibili sommosse parallele, quando s'imbattono in cocenti beffe esistenziali.
Scalciano, allora, manciate di pudore, ma diafane allusioni ed appelli dalla processione del dolore li rincorrono, aggiungendo perversa risonanza a quel vagabondare.
È cosi che si diluiscono i colori dei suoni senza tempo.



 

martedì 2 giugno 2020

COMPLICI INTERMITTENZE ESTENUANTI









Complici intermittenze estenuanti silenziano quei connubi che la ragione intrattiene con i soliloqui radicati nelle praterie della mente.
Parlano l'idioma dei controsensi, si rivestono di sillabe adescate con semicerchi di inconsolabili dinamiche corrotte da ombre premature.
Quando trasbordano filari di aculei prominenti, ragguagliano il passo al vocabolario dei rifiuti e, cosí, snaturano parabole emotive, trasformandole in memorie angustianti.
Depravano parole adulandole in minuti recessi, boccheggiandole con cadenze aromatiche e fissioni di penombra raddolcita.
Smorzano fotogrammi e sonoritá furtive.
Provocano lacerazioni nei magazzini scuri, che racchiudono goffi pensieri appianati dalla sfoggio di sobbalzi proferiti da labili intemperie cerebrali.
Si nutrono di rantoli, dipingono echi smarriti su scene di cecitá e mutismo esasperante.
Strofinano lucentezza dentro l'incostanza di brividi alloggiati in veritá assopite, dove il fiato é condensato e grappoli di armonie inclinate ingannano le percezioni sensoriali.
Nel frangente che conduce all'atarassia,  sottraggono cadenze all'incedere di tripudi immaginati ed avanguardie mimetiche come amnesie evasive e trasognate.




 



 

lunedì 1 giugno 2020

LA DIMENSIONE DI NON RITORNO










Per immedesimarsi nella presunzione di convogliare umori tra le articolazioni del bisogno, si prova a distillare liquore citrino nella stanza trasparente delle fatalitá, motivando la rugiada ad ostentare odori acquiescenti ed agevoli su pieghe scintillanti del sorriso.

Il raffinato duellante accentua l'impatto di fruscii sfumati, coinvolge, modellandoli a piú riprese, taciturni emblemi, per impreziosirsi del carisma che rende irresistibili occhi diafani e didascalie tracciate su ricerche di dolcezza.

Ticchettando rigurgiti amari nella bacheca impolverata del cinismo, disavanza la processione del traffico esasperante, smorzando enfasi e manciate d'insulsa languidezza.

La scacchiera di strapiombi ammainati ospita scivolosi pretesti impulsivi, ma bisbigli di parabole inventate rincorrono le onde, per nascondersi dietro al muro coraggioso di sonoritá stanche di recitare ruoli alieni.

Acerbi albori di richiami vaporosi si ritrovano clandestini, sollazzandosi caparbiamente assieme a specchi cleptomani ed adamantini, imprigionandosi nel torpore indelebile di astio ardito, emesso a rilento dal crinale dei respiri.

Chi s'appropria di rimasugli e venature mimetizzate in calici d'ambrosia, si barrica nel presupposto arcigno di cadenze trafelate, s'avvince ad intrecci avvenenti, scalpellando intonaci e scrostandosi le unghie, ma, prematuramente, calca i soppalchi della dimensione di non ritorno.





sabato 30 maggio 2020

COSMICHE ARITMIE IRRIVERENTI...








Cosmiche aritmìe irriverenti girovagano affrescando silenzi, straripano dove soffi eterei smisurano implicazioni e tentennamenti.
Percuotono cadenze agrodolci, preludi sottratti da sguardi ammorbiditi dai sensi.
Estenuano il mimetismo di chi s'interpreta sulla scena dei tripudi, in clandestino gioco elaborato di sotterfugi.
Accarezzano frivole lo schiumare intraprendente di remore e rimpianti.
Soffiano parole cupe che trascendono, brividi macerati, impilandoli, sbiechi, nello slancio verso la penombra.
Distillano dolcezza dall'etereo inflorescente d'irrisori incanti ed ardenti rimbalzi di crescite improvvisate.
Nell'amnesia evocata, che inducono sul muschio sgargiante e prelibato, flettono le eclissi sfilacciando l'enfasi scandita nel sottofodo tremulo di vertigini dilatate da allusioni martellate come lamiere e spasmi.
Accadono per squarciare la trasparenza sipida di parabole e nodi sistemati sul bordo degli attimi irruenti, che esaltano la farsa mistificata di virgulti, sgualciti dalle onde vibranti della mente.



venerdì 29 maggio 2020

CIOTTOLI GREZZI E FRASTORNATI










Indagano senza emettere sospiri, prodighi di stupore, s'insinuano tra i segreti invaghendosi di passioni primordiali, sognano di forgiare estasi focose, alla ricerca di falde tiepide per planare nell'oblio di sembianze cangianti e prodigi mascherati.
S'abbeverano alla fonte del fluido aromatico che smorza versi adulatori, quando i respiri si fondono nel tinteggiare denso dei dissapori.
Ingaggiano spasmi profondi, cadenzando il ritorno del silenzio privilegiato.
Languono nel chiostro delle percezioni sottili, dove emozioni congelate provocano sonoritá inarmoniche e fatalitá sfibrate, addensandole sul pavimento dei ricordi.
In decadenti discordie, edificano alteri sobbalzi di sillabe scostate.
Sono ciottoli grezzi e frastornati, in attesa d'essere lanciati oltre il confine delle intemperie, verso alture remote ed echi inventati in recessi taglienti, ricorrendo ad ambigue metamorfosi per ingannare il trascorrere del tempo.