lunedì 2 dicembre 2019

IL NOSTRO MIGLIORE ALLEATO!








Il destino di chi coltiva la propria indipendenza in un contesto molto affollato, dipende dalla capacitá di trasformare ogni abitudine sociale in fattore di crescita personale.
Ed é ricorrendo a detriti estratti da miniere d'orgoglio e superbia, che si colmano i fossi dell'incomprensione.
Non ci si lasci -quindi- distrarre dal compito di elaborare una via d'uscita dalla prigione di sé stessi.
Nel progetto di vita che ne consegue, si ammetta che, spesso, attivitá molto monotone e frustranti, forniscono le premesse di gratificazioni superiori a quelle offerte da svariati piaceri istantanei.
Per dipendere in maniera edificante dall'estrensicarsi delle proprie manifestazioni, si accetti che é soltanto attraverso la sofferenza che si raggiungono mete elevate, dato che i successi facili si rivelano sempre di breve durata.
Ci si guadagna un punto di vista preferenziale, imboccando il sentiero che s'inerpica tra i rovi,  rinunciando all'abitudine malsana di cercare una scorciatoia agevole.




venerdì 29 novembre 2019

CLIMATE CHANGE.









Molti saranno gl'indizi del progressivo squilibrio ambientale che porterá alla catastrofe.
Verrano tutti sottovalutati dalla stragrande maggioranza delle persone, portate a convincersi che, il  susseguirsi di cambiamenti, é sempre naturale e benefico, e che, quindi, un'inversione di tendenza che accompagni l'alternanza degli elementi climatici, non dev'essere considerata preoccupante, dato che sará di breve durata.
Di conseguenza, si deciderá di non stupirsi minimamente quando interi branchi di sardine migranti cercheranno cibo tra i giunchi d'un paio di laghi salati apparsi tra le dune del deserto.
O se, all'ombra dei girasoli, si vedranno proliferare crostacei e molluschi obbligati ad allontanasi dal lungomare ormai inospitale.
Nuguli di detriti polverosi e maleodoranti, ristagneranno a lungo dove, per millenni, corsi d'acqua ne convogliavano lo smaltimento.
E, lí, l'attesa d'un provvidenziale acquazzone, si rivelerá sempre piú elusiva ed impertinente, a meno che non si scateni una bufera impietosamente devastante.
Invece di inebriarsi di fresca rugiada mattutina, da scomodi nidi assemblati in fretta, stormi di volatili ansiosi ed indeboliti, rifuggeranno in cerca d'un nutrimento ormai scarseggiante, sfiancandosi in una frustrante ricerca, che finirá per scoraggiare qualsiasi iniziativa procreatoria.
Cosí, anche se alcuni individui a stento si manterranno in vita, il futuro della loro specie verrá irrimediabilmente compromesso.
Allora, dalle tasche d'una giacca a riquadri bianchi e blu, appoggiata sul davanzale d'un casolare dove, per tradizione, si nascondevano bietole triturate, riso ed anguille affumicate, tra rottami di trattori semisvestiti ed infangati, traboccherá il tedio rugoso delle campane di marmo.
Giorni calcarei ed infuocati provocheranno apprensione tra rami di cardi e scarse margherite di campo, dove nessun passerotto si soffermerá piú a cantare.
Al profumo del vento di marzo, non contribuiranno né cespugli d'ortiche, né esili piante di malva, e miriadi di moscerini annegheranno nel nulla, sperando di potere un giorno risuscitare tra favi di miele ceroso, prima che il becco d'un tordo goloso li venga a cercare.




martedì 26 novembre 2019

INCATENARSI AI SOSIA DI SE STESSI








Nelle fiabe alloggiano personaggi di spettacoli che appagano ed emozionano, bagliori di bontá sovrastano debordanti cascate di sublime armonia, mentre l'esatto momento irreversibile che costituisce l'epilogo da contemplare, s'accompagna all'amore che vince tutto e ch'é sempre corrisposto.
Abbiamo bisogno di crederci per salvaguardar sopravvivenza di sogni rassicuranti e seducenti, eppure ci dovrebbe essere chiaro che la vita, solitamente, obbliga ad affidarsi, implorando, a sentimenti contrastati e contundenti.
Non ci spaventi allora, e neppure scoraggi, osservare che il flusso d'energie edificanti s'espande, incontrastato, soltanto quando rifugge dai confini d'analogie fondamentali, e si presenta in situazioni intricate e controverse.
È nella diversitá che s'annidano gli stimoli al cambiamento salutare ed i connotati dell'eternitá appagante.
Incatenarsi ad esseri, le cui caratteristiche peculari non differiscono minimamente dalle nostre, significa provare affezione e simpatie irresitibili nei confronti di deserti narcisistici dove non cresce neppure gramigna, é come appagarsi vedendo la propria ombra immersa nella pozza di escrementi depositati da tempo.
Per progredire, invece d'ammirarsi i difetti riflessi dallo specchio delle ideosincrasie, conviene scatenare tensioni, sprigionandole da poli opposti, e rintuzzare dardi provenienti da occhi che s'emozionano a distruggere ogni forma di collaborazione, e guardano soltanto per avvalorare pretesti bellici.




venerdì 22 novembre 2019

DIETRO LA VISIERA DELLA CORAZZA








Indubbiamente, la stanza dove si costruisce l'abitudine al sonno rappresenta spazio intimo e molto particolare, spesso carico d'emozioni profonde.
Lí, cultura ed un po' di storia personale, si rivelano in modo pungente.
È lo specchio che riflette guerre , occasionalmente placandosi nella pace di sogni in miniatura, costituisce il risultato fotografico di tutte quelle piogge dolorose che catapultano il cuore al di fuori di sé stesso, logorandolo insieme alle curiositá ed alle esigenti domande della vita.
È proprio in una specie di limbo dai contorni sfumati ed incerti, che i sensi si obnubilano, permettendo di scivolare in una benefica perdida d'identitá e conoscenza.
Ma, alcuni momenti notturni, srotolati in luogo franco ed inaccessibile, producono soltanto l'effetto di deporre temporaneamente qualche ingombrante armamentario per sospendersi nella soffice indeterminatezza dell'inconscio.
Mai ci s'affranca dalle imposizioni esterne, che la convivenza sociale impone durante le ore diurne, se non si raggiunge il rifugio interno, puro ed incomprimibile, dove si custodiscono sentimenti integri ed autonomi, che libertá e fantasia alimentano, dietro la ferrea visiera d'uno sguardo caldo ed incorruttibile.




martedì 19 novembre 2019

LIQUIDO AMNIOTICO








L'immersione nel liquido amniotico illude che l'assenza di gravitá possa sgarbugliare grovigli di follie e sofferenze, incoraggiare sogni a spiccare il volo, bloccare la proiezione onirica di immagini perturbatrici, logorare il concatenarsi del pensiero, al punto di neutralizzarne l'impatto pernicioso.
Ma poi, depositati sul palcoscenico della guerra insana che ci dichiariamo ogni giorno, sballottati dai réfoli dell'esistenza terrena, contorcendoci al cospetto d'indicibili sofferenze, intenti a costruire una storia che sembri plausibile, ci scordiamo di galleggiare come piume, assecondando ogni soffio di brezza lieve per veleggiare al di lá dei crateri della luna.
Annidiamo nei focolai della minaccia la scelta d'un estremo bisogno, per proteggere le forze encefaliche evitiamo d'apportare contributi a sostegno dei rapporti con chi ci sta accanto, decidendo di svalorizzare compiti ingrati ed usuranti.
E, per non cadere in calma attonita o pacata svogliatezza, erodiamo, ogni giorno di piú, volontá e pazienza, trasformandoci in mezzi di trasporto telecomandati.
Per favore, sollecitiamoci a ritornare nel grembo materno!




domenica 17 novembre 2019

SAGGIA IGNORANZA








I residui amaragnoli ed appiccicosi, che si depositano in fondo al barile, con apparenza disgustosa a vista, palato ed olfatto, in realtá attestano il successo di processi metabolici essenziali all'elaborazione di nutrienti molto saporiti e gradevoli.
È proprio nell'esaltazione di contrasti inestricabili, che si srotola la dinamica della vita terrena.
Chi ricerca un sistema di riscatto, clausole che permettano di afferrare i limiti della mortalitá per immaginarsi all'interno di esuberanti concretezze, non puó esimersi dall'assumere connotati sacramentali accentuati dalla risonanza di vibrazioni universali.
Di conseguenza, illuminando le tenebre, svela appieno la propria cecitá interiore.
Dicotonicamente, bellezza e sofferenza si sovrappongono a vicenda, essendo entrambe ingredienti indispensabili al raggiungimento dell'equilibrio esistenziale.
Quindi, accogliendo il peso evanescente del tramonto e delle sue pulsazioni malinconiche, ci si ritrova ad apprezzare il valore della passivitá nel contesto metaforico dell'esistenza umana.
Ed allora, gravida d'insolente completezza, l'ignoranza che misconosce misteri, e solo esiste creandosi di ricettivitá immensa, diviene la forma piú sublime di saggezza.





mercoledì 13 novembre 2019

AGGRAPPATI A SE STESSI...







Personaggi umidi che vagano senza tregua alla ricerca di quanto hanno perso sul selciato, animano la scena a cui assisto ogni sera, poco prima del tramonto.
L'idea che trovano é quella capace di farli sentire speciali, illudendoli a credere che le sofferenze che stanno affrontando sono fuori del comune, spingendoli a rifiutare con latente spregio la condizione imprescindibile che li mantiene vivi.
In una vanagloriosa affermazione d'eccentricitá, ricorrono morbosamente ad ogni ausilio cannibale o narcisistico, imitando naufraghi appigliati ad un qualsiasi legno galleggiante, in realtá mascherandosi di paranoica diffidenza nei confronti di coloro che schivano i rifiuti tossici, che si vedono lanciare contro.
Eccoli, castellani della fortezza senza mura, arcigna tomba di ghiaccio che credono impenetrabile scudo protettivo, ma che, in pratica, solo li mantiene lontani dal cammino della luce, ingaggiandoli in relazioni fittizie e pretenziose, ed obnubilandone la mente.
Si prosciugano cosí, evidenziando catastrofi solipsiche per mancanza d'autentici stimoli affettivi e di alimentazione spirituale.
Contribuiscono massicciamente alla devianza ontologica che affligge e lacera l'essenza dell'umanitá contemporanea.
Sono tanti i paladini dell'impero delle tenebre.




sabato 9 novembre 2019

VINCERE L'ESTRANEITÁ DI LINEE SCURE








Elaborando chimere, fino a renderle simili a favole plausibili come storie tramontate sopra sabbie rancorose, frugando nell'immaginazione per rivivere sogni impossibili, e sfacciati incanti di pensieri assillati ed ottusi, si scopre dove posar la fronte, e sparger lacrime d'ondoso movimento.
Ma, chi rivolge all'orizzonte ciocche madide ed aggrotta il viso in espressione estaticamente malinconica, anche se cerca d'aggrapparsi alle stelle, coincide sempre con i sorrisi infantili dell'arata terra, su cui cammina a piedi scalzi.
Si muove a tentoni in mezzo a melodie sfumate, appena schivando alberi addobbati di briciole argentate e, per non abbagliarsi al sole, s'invita a speranzose evocazioni di gioie festeggiate nel cuore della notte.
Per non maltrattarsi come bambola di pezza, arrufandosi come batuffolo di polline inafferrabile, scelga di vincere l'estraneitá delle linee scure che circolano stagliandosi come ossa in controluce, e non aspiri piú odori cupi e suoni gutturali emessi durante maremoti e lagnosi momenti inoculati di struggimento.
Eviti accuratamente d'amalgamarsi a remoti residui di tormenti ed aneliti nostalgici. visioni d'un orizzonte angusto e gravido quanto la sofferenza che nasconde.




martedì 5 novembre 2019

LA SENSIBILITÁ ECCESSIVA.








La sensibilitá eccessiva non é caratteristica molto diffusa, si constata come prerogativa appartenente a chi soffre spesso e con grande intensitá.
Ma, per quanto scomoda e fastidiosa, é qualitá sublime, da considerare quanto una benedizione.
Non costituisce -infatti- mero metodo di consolazione, sottoprodotto effusivo di mistici frammenti universali, e nemmeno dimostra carenza d'equilibro, o assenza di difese consapevoli e concrete.
È -invece- prova inconfutabile d'empatia ricettiva e di sommo amore, ricchezza d'animo nei confronti del consesso umano con cui interagisce.
La capacitá intensa d'emozionarsi, e di patire le passioni che affliggono l'umanitá, presuppone sensibilitá cosmica capace d'immedesimarsi con realtá elevate e spaziose, anche se solitamente molto faticose e, spesso. frustranti.
Solo l'animo che prova desiderio d'immedesimarsi con gli aspetti deteriori dei contesti in cui s'avventura, entra facilmente in connessione con la natura delle costellazioni siderali, assorbendo tutti i suoni della notte, presenta interminabili luoghi ed energie, ma anche sovrumani silenzi e colori fantasmagorici.
S'avvale di orecchie enormi, occhi lungimiranti e impetuosi, al servizio d'una mente desta, e d'un cuore dalla capacitá illimitata, dove il peso di tutto si ridimensiona e trasforma in sentimento costruttivo ed avvolgente.

sabato 2 novembre 2019

IL SOLE SPLENDE OGNI NOTTE NEL CUORE







Congiunzioni astrali portano un emisfero a raffreddarsi, riducendo la presenza quotidiana dell'illuminazione solare .
Si tratta soltanto d'un fenomeno stagionale, destinato ad esaurirsi in pochi mesi, per dar spazio al risveglio biologico che avviene tutti gli anni .
È - peró - un periodo difficile per ogni creatura che lo venga ad affrontare .
A molti esseri umani provoca sintomi depressivi e scontentamento .
Si sa che diamo eccessiva importanza alle sensazioni fisiche, al punto di divenirne dipendenti .
Eppure risulta difficile astrarsene totalmente .
La soluzione risiede nello spirito, per il quale non esistono stagioni piú o meno sgradevoli .
Dobbiamo incentivare una crescita interiore, che produca resistenza a tutte le imperfezioni del mondo esterno, in cui ci capita di vivere .
Ricordiamoci che il nostro spirito é in grado di stare ottimamente in qualsiasi dimensione, é refrattario al peso delle condizionii atmosferiche, non si perturba sotto un gelido acquazzone .
Diamogli il timone, ed anche la traversata d'un mare tempestoso avverrá tranquillamente, il freddo smetterá d'incomodarci ed il sole brillerá ogni notte nel nostro cuore .




giovedì 31 ottobre 2019

EROISMO MODERNO.








L'eroismo si puó manifestare in molteplici maniere ed occasioni, ma, fondamentalmente, consiste in cercare e trovare la direzione che porta all'illimitatezza, sfidando ogni improbabilitá.
Quindi -per affermarsi- deve quotidianamente considerare il profilarsi del reale, sullo sfondo del possibile, chiedendosi se, conformarsi ed ubbidire, costituisca un dovere, o un'aberrazione della propria funzione.
Ne consegue che, tracciare confini da infrangere eroicamente, é compito riservato a chi s'assume l'onere dell'incertezza creata dalla virtualitá.
Al contrario di quanto sia stato fatto credere per secoli, l'eroe é un calcolatore, che considera ogni sua mossa secondo criteri plausibili, attrezzandosi in modo da evitare di esporsi all'improbabile , minimizzando l'apporto di qualsiasi approssimazione.
Sa che nessuna previsione é infallibile, eppure imposta il comportamento prendendo in esame le condizioni in cui si deve estrinsecare, ed introducendo nell'equazione numerose variabili, ipotesi controfattuali, relative ad eventuali mutamenti delle componenti esistenziali.
Tale tipo d'approccio é estremamente raro nella societá a cui apparteniamo.
Non é infatti semplicemente acquisendo valenze conoscitive o astrattamente intellettuali, che s'assume caratura etica e morale d'estrema coerenza e profonditá.
Ecco, allora, che il disadattamento costituisce l'habitat dell'eroismo moderno, in assenza di altre componenti di richiamo e guida.





lunedì 28 ottobre 2019

REALTÁ IMMAGINATA







Pur se immersi in cupa tristezza, distilliamo ragguardevoli quantitá di gioia, proiettandoci davanti agli occhi immagini gradevoli, concependo strumenti artificiali, adatti a svellere le preoccupazioni che gravano l'esistenza terrena.
Cosí, frasi che udiamo, acquistano capacitá di penetrare la scorza coriacea della diffidenza infelice, sbuffi ed insulti, corrono come fiocchi di neve cullati dalle correnti d'aria, e bagliori d'amore, s'imprimono alla pelle como marchi indelebili.
Per effetto di consapevolezza indotta, la realtá immaginata si raggruma in noi, é dolce peso che frulla nel petto, trasformandoci in fascio d'energia luminosa, che s'irradia anche attraverso gli indumenti che indossiamo.
Germoglia apparentemente a nostra insaputa, poi continua a crescerci dentro per lunghi anni, dilatandosi a dismisura come pianta lussureggiante che usurpi spazio a dubbi e paure.
S'afferma ampliandosi, ma non dilania o squarcia.
Al contrario, riempie delicatamente tutto il luogo dove ansia e sofferenza si credevano sistemate, rendendo inutile qualsiasi pensiero, parola o atto.
Ci dissuade dal cercare altro nel cuore, o negli occhi di chi ci sta accanto, non c'é piú alcun vuoto da colmare con surrogati esistenziali.
La sua pretensione ci rende immensi ed invulnerabili.



sabato 26 ottobre 2019

IL SILENZIO BRULICA DI VITA...







La voce del silenzio é sempre stentorea e potente!
Mai sottomessa o timida, é gravida, completa, densa di mille significati, tutti emblematici ed edificanti.
Non funge da sterile sipario, come la cortina fumogena che s'erige per nascondersi da sé stessi.
Brulicando di vita, invia il suo ronzio in mille direzioni,  invadendo ogni anfratto dell'Universo.
Anche per chi ricorre alla competenza d'affinare scritti e comunicazioni verbali, sfrondandoli d'orpelli formali e stucchevoli modi di dire, risulta spesso problematico raggiungere l'essenzialitá, se s'affida all'usurante flusso delle pulsioni esistenziali.
Consideri, allora, come dentro le tubature del male le libertá piú profonde s'affermino, la serenitá consapevole si sistemi e proliferi, defluendo fino all'origine dei problemi. che disinnesca, agendo in religioso silenzio.
È proprio nella zona franca dove l'accesso di manierati cascami vociosi é categoricamnte proibito, lontano dal rumore caotico di chi irretisce atterrendo, che ci si puó ricomporre ed armonizzare, alimentando coscienza e sicurezza.
Opposte necessitá finiscono sempre per ricongiungersi sui fondali melmosi dove i suoni del giorno sono impercettibili, e regnano interludi di pace ovattata e taciturna.




domenica 20 ottobre 2019

INUMARE FRECCE...







La diretta corresponsione, che s'instaura tra l'ospite e l'ambiente che l'accoglie, costituisce base operativa di qualsiasi soddisfazione reciproca.
Non stupisca -quindi- constatare come le abitazioni ricambino l'affetto che ricevono, fornendo sensazioni gradevoli ed incontaminate ai propri occupanti, preservandone il benessere e l'affinitá d'intenti.
Il neonato, per sopravvivere, dipende dagli alimenti forniti da chi assuma la responsabilitá di nutrirlo.
Per gli alberi, é l'immanenza materna che combatte la sventura, presiedendo cicli fertili di danze e pantomine inscenate per onorare la foresta.
Chi accoglie l'invocazione delle fronde, sussurra energia amorosa in tutte le direzioni.
E, invece di sottrarre preziosi elementi, cosparge il terreno di doni ed attenzioni, in attesa d'inumare le frecce provenienti dagl'incroci della vita.



sabato 19 ottobre 2019

L'OMBRELLO.








Qualsiasi realtá terrena per costruirsi un'identitá si serve d'oggetti materiali, personificandoli fino a fornir loro connotati specifici, che s'imprimano nella mente.di chi ne venga in contatto.
Inestimabile é il ruolo dell'ombrello, catartico, in grado di mondarci l'ambiente da elementi nocivi e contaminazioni eteree.
Spesso, quando ci muoviamo affannosamente per vie fradice ed inclementi, c'attingono pensieri e sentimenti della pioggia, anche se siamo protetti dall'impatto diretto dei suoi goccioloni.
Timori, tristezze, delusioni inframezzate da rare speranze e distrazioni pervasive, originate dove le nuvole che le riflettono si riforniscono di munizioni, turbinano attorno, prima d'impigliarsi tra le pieghe del nostro essere.
Peró, la precaria luminositá del mondo circostante, assume colore, filtrandosi attraverso la tela che ostentiamo sopra la testa.
Appaiono, cosí, barlumi di tranquillitá, disagio e dolore si stemperano nel vento, ansie ed angosce si raccolgono al suolo, e, come le strade e le persone che le percorrono, diventano occasioni di pacata riflessione, frammenti sparsi, appena usciti dalla scatola dei sogni.



mercoledì 16 ottobre 2019

LA LINGUA BUSSA DOVE PUÒ...







È quando ci s'arrampica su se stessi senza lasciar traccia, avvitandosi in cerchi concentrici per nascondersi ai raggi indiscreti, che ci s'imbatte nel suono delle cicale stanche di molestarsi per non soccombere al ritmo degli eventi.
Conviene, allora, schivare gli stracci che sbatacchiano al vento, impigliandosi, uno con l'altro, con l'ardore di chi si sente imprigionato dietro lo steccato di sogni rimuginati, ma non spenti.
La lingua si stiracchia impertinente per uscire dal palato inospitale, va a bussare contro pneumatici consunti, ed assume il profilo impercettibilmente felino d'un veleno cieco e taciturno, mentre l'eco d'una foglia pallida ed avvizzita morde alle spalle, sbriciola risate in mille frammenti, s'immischia come fede incrollabile che inviti a volare oltre la vita.
È da questa presunzione deriva che, le mele, per non lasciarsi divorare dalla vergogna, si facciano
medicare dalle stelle della notte.






domenica 13 ottobre 2019

SCONCI PASSI DI DANZA







Uscendo improvvisamente da torpore suffragato d'inutili rituali, inventiamoci sconci passi di danza, auspicando all'aria di trasformarsi in macchina che corre, e rincorrendo, da bocca a bocca, la voce del destino.
La malavoglia si smobilita scartando involucri d'accidia imbronciata, e macinando chilometri di tragitto, in compagnia di soffici sfumature di tempo incommensurabile.
Lasciamoci precipitare nel vuoto, fiduciosi che i piedi rimbalzeranno su edifici e notizie prive d'alcuna consistenza.
Pur essendo soltanto componente di rilevante discontinuitá, un palpabile sollievo s'afferma dove il dominio vessatorio consente guizzi di speranza, e scie d'insofferenza si stemperano al cospetto d'insalutati ospiti.
Invece di disperarci constatando che impegno e travaglio non bastano per scavalcarlo, appoggiamoci teneramente al masso che sbarra il cammino.
Non spezziamoci la schiena per tentare di spostarlo.
Per emanare effetti e cicatrici di provata incorruttibilitá, diamo coraggio ad immagini di presagi sgargianti, canticchiamo manciate di languori irresistibili, e, nell'avvicendarsi degli accidenti, proteggiamoci dal flusso usurante dell'esistenza con ornamenti lucidi di fascino e spensierata freschezza.
Se si rimpicciolisce oltre misura, l'onda s'insinua negli anfratti della roccia, minandone, poco a poco, l'eccellenza.



martedì 8 ottobre 2019

IN GABBIE METALLICHE...







Per il coniglietto d'allevamento, chiuso in gabbia notte e giorno, una carotina non rappresenta certamente strumento di salvezza, offre soltanto qualche momento d'illusoria sazietá.
Allo stesso modo, formali strette-di-mano tra colleghi, il foglio stropicciato su cui appaiono delibere della riunione a cui nessuno ha presenziato, ed il protocollo del giorno ammaestrato dalla burocrazia, sono orpelli che nascondono progetti che non funzionano, cosmetici per la facciata d'edifici di fumo.
Si osservi come, in ogni campo di battaglia, proliferino sgargianti fiori artificiali, tra i quali pascolano branchi d'ippopotami imbalsamati, ingrassati dalla presunzione ed assetati d'ipocrisia.
Non conoscono il significato della spontaneitá, s'impongono di giostrare perennemente, come lancette impazzite d'orologi senza quadrante, distribuiscono a tutti documenti falsi, credendo, cosí, di sbarazzarsi dell'inganno, ed ottenere i privilegi che si destinano a saltimbanchi analfabeti.
Accorrono trafelati, ogni volta che c'é da vincere un gettone di presenza, se lo contendono con unghie e denti, emettendo un fracasso deforme, che strilla abusi al cervello di futuri discendenti ed all'udito di chi risponde ancora ad annunci trasmessi telefonicamente.




giovedì 3 ottobre 2019

CAROVANE DI DOLORE.








Il deserto é percorso da fiumi prosciugati, immense passatoie stese tra sassi roventi, ricoperte di residui di foglie carbonizzate e dove la sabbia é piú scura della notte.
Mancano d'acqua, ma, su di loro, scorre implacabile il flusso di disperati in cerca d'un mare amico, che li porti a sognare.
Interminabili carovane di dolore e alienazione, fame, monosillabi emessi in modo trafugato e stanco, pugni serrati, inutili rimpianti e perenne sonnolenza rannicchiata nei polmoni.
Vestiti lerci presi in prestito, litigando con chi si batte perché se ne credeva il proprietario.
Mani, annichilite quando scoperchiano lo sguardo, prima di depositarlo in un lenzuolo stropicciato e liso.
Carriole, stracolme d'un benessere che non appartiene mai a chi le spinge.
Soffi e sospiri rivolti al suolo, sembrano i rami secchi che l'albero non sopporta piú.
Si crede d'incanalarsi verso la speranza, ma, al primo posto di blocco, si sente un irresistibile peso al petto, si devono portare le dita alle labbra per emettere un tremulo singhiozzo, si prova il desiderio di liberarsi dalle proprie gambe e braccia.
Ed, invece d'urlare o piangere a dirotto, conviene convincersi a percorrere, a ritroso, il cammino della privazione.





martedì 1 ottobre 2019

SI CHIEDA AIUTO AL VENTO!










Sul lato opposto al giardino delle scorribande, é imperativo fermarsi e valutare la gerarchia invisibile dei sentieri impervi della vita.
Lí, in quella estesa landa accartocciata, ogni sussurro diverge per sfuggire dall'orbita del battito delle catastrofi naturali.
Ma, come bassorilievo disadorno e senza fascino, o viatico improvvisato, la ferocia latente s'abbatte sempre su chiunque le vada vicino.
Un'ondata dirompente accompagna allora, in rapida sequenza, le pupille che guizzano fino a portarsi fuori dal sistema solare.
Neppure dopo aver salvato un'intera scolaresca dall'autobus in fiamme, é concesso scavalcare la rete che separa dalla porticina angusta dell'armadio, dentro al quale si sogna d'aver pensato d'essere invincibili.
Si osserva -invece- come le minuscole gocce di rugiada si ostinino a ricoprire anche i petali piú incomprensibili e smunti, sfiorino le labbra aride di chi, abbandonato dal branco, gira in tondo, prima che la nebbia sommerga anche i bordi del campo adolescente.
Lo spazio cresce dove i solchi dell'acredine granitica diventano voragini ed inghiottono anche i meno docili sentimenti vegetali.
Ed il crepitio delle pagine consultate di fretta esplode in scenate, la cui trama non termina mai.
Quando diventa difficile distinguere dove finisca un sentiero, e ne inizi un altro, é meglio arrestarsi e chiedere aiuto al vento.



sabato 28 settembre 2019

IL VOCABOLARIO DELLA SCONTENTEZZA






Per saper leggere con dedita attenzione, impadronendosi di teorie, sillogismi ed analogie, ragionando su vuoti sofismi per elaborare deduzioni tendenziose e contorti metodi educativi, si ricorra al vocabolario che descrive la scontentezza informe d'una vita appena menzionata.
È fondamentale saper distinguere tra la retorica asettica di chi non sa amare, e la struggente paralisi di chi troppo si vorrebbe coinvolgere, analizzare la bellezza del mondo e renderla necessaria come acqua che disseta, ma anche riconoscere quei momenti di tenerezza capaci di contrastare l'affermarsi di radicate abitudini al cinismo, o d'ogni forma che conduca a sporadiche sospensioni del sospiro.
Si possieda una sintassi attiva, che resista coraggiosa al riflusso di massicce ondate di disappunto, che s'armonizzi al ritmo ed alla cadenza del prologo da affrontare, con pazienza, prima d'incamminarsi rapidamente in direzione d'un epilogo intessuto di logica variegata, di lacrime intense e splendide, come quelle dell'altra dimensione.
Una narrativa, per mantenersi lussureggiante e florida, dipende da inquietudini e tormenti, si srotola in esili strisce di pulviscolo luminoso, provocando effetti d'alteritá mistica, cattura ed accoglie nella sua cattedrale, avvolgendo d'emozione le chiome benevoli di chi si rivolge al cielo, per non sentirsi infimo ed indifeso.

giovedì 26 settembre 2019

RESPIRANDO.






Il piú spesso possibile, permettiamoci d'ascoltare, in devoto silenzio, il suono emesso respirando, consapevoli che non si tratta d'un mero meccanismo bio-chimico.
La mente, infatti, quando si lascia risucchiare e penetra nei polmoni. raggiunge l'alloggio dell'intero universo, che l'assorbe ed utilizza come tramite trascendente.
Convogliando aria in ritmico flusso verso il centro del corpo, affermiamo incontrastata l'esistenza della sorgente cosmica, che sostenta ogni necessitá e conferma l'identitá della nostra essenza.
Per liberarsi d'ogni schiavitú e limitazione, s'abolisca il culto dei ricordi, l'ansia dell'inadeguatezza, e non ci si avventuri ad elaborare alcuna aspirazione soggetta ad aleatorietá futura.


martedì 24 settembre 2019

LA LISTA.









Una volta arrivati qui, sulla Terra, dobbiamo tutti esercitare una funzione imprescindibile, quotidianamente ci si richiede di partecipare alla collettivitá in modo analitico e selettivo.
Quindi, in tutti i rapporti che ne derivano, costituiamo baluardo e confine, siamo linea di demarcazione, criterio attraverso il quale gli estremi riescono a coesistere.
Anche se ci rifugiassimo nella caverna dell'indifferenza, o, timidamente accartocciati al centro d'un palcoscenico decrepito, rifiutassimo d'interpretare un ruolo qualsiasi, dagli strali del destino non verremmo risparmiati, essendo sempre loro bersaglio favorito.
Non possiamo mancare all'appello, o sopravvivere esimendoci dall'essere parte della coscienza generale, punto fermo dove si coagola il giorno prima di far posto alla notte.
In tale contesto primordiale, la creazione del proprio personaggio é di estrema importanza, per nulla facilitata dalle circostanze.
Dobbiamo prepararci a subire affronti di grande portata, torti conclamati e sofferenze spesso gratuite, utilizzando bonomia o rassegnazione, principalmente per contribuire al censimento anagrafico di tutti coloro che c'invadono l'orbita d'azione, collidendo con gl'interessi sui quali concentriamo attenzione e proposito.
Soltanto cosí s'assolve l'incarico di redigere la lista accurata di buoni e cattivi, strumento che ci verrá richiesto dall'amministratore supremo.













sabato 21 settembre 2019

STATUE VIVENTI.








Se si fissa con lo sguardo un oggetto appena percettibile all'orizzonte, mantenendone vivida  l'immagine e non lasciandosi distrarre da nient'altro, la corazza dentro la quale ci si rifugia permette di rintuzzare con successo anche il piú atroce degli attacchi.
L'immobilitá che ne risulta, forma d'arte come la statua che s'impersona, é antidoto efficacissimo anche in situazioni estremamente drammatiche.
Le nuvole nel cielo scorrono tranquille, compiono il loro giro lasciandosi instradare dai venti, senza mai protestare, sono indipendenti da quello che succede quaggiú.
Osserviamole con attenzione, soprattutto quando oscure figure umane, ricoperte di stracci maleodoranti e di passamontagna da cui s'intravedono appena occhi malvagi, arrivano per invaderci anima e corpo.
Mentre mani ruvide cercano dappertutto e ci rimuovono gli stivali, ubbidiamo meccanicamente agli ordini , permettiamo pure che s'agitino le acque del ruscello in fondo al giardino.
Ricordiamoci che, chi cerca d'asservire l'ombra bianca d'una bandiera irriconoscibile tra mille altre, non é minimamente in grado d'alterare il corso delle stelle, o d'oscurare le proiezioni della mente.

lunedì 16 settembre 2019

SEMPRE DI MODA.







È soltanto l'ultima versione d'ogni cosa, quella che ci viene offerta ai sensi.
Di statue storpie, non abbiamo capacitá di scorgere pezzi asportati per vandalismo o accidente, dal terreno esausto sfuggono rigogliosi arbusti ormai obliterati dalla siccitá, delle pareti il colore che appare é quello della piú recente mano di vernice,
Sul tessuto in disuso, macchie e ghirigori, disegnati fatalmente, richiamano l'attenzione, come pure gli sfrisi sulla superficie dei banchi di scuola.
D'ogni oggetto ed azione riceviamo soltanto fotogrammi appena nati, orfani di cui non é concesso conoscere i progenitori, visionare la costruzione o replicare la sequenza.
È il manto che ricopre il mondo l'unica realtá evidente.
Verrebbe da pensare che anche gli esseri umani mostrino di sé soltanto quel modello che il tempo ha forgiato, la trasposizione contemporanea di sé.
Non é cosí!
Noi forniamo sempre una presentazione completa.
Per osservare e riconoscere quel panorama che condensa esistenze e testimonianze d'altri tempi, che riverbera ed illustra tutti i propotipi e le varianti della nostra essenza, il resoconto dettagliato e la trasposizione di ogni nostro momento, basta immergersi nella luce dei propri occhi.




sabato 14 settembre 2019

RUGGENDO AL MONDO.







Appena si esce dall'utero materno, nasce la necessitá impellente di ricorrere ai polmoni per immagazzinare aria da trasformare in veicolo di sussistenza.
Ecco, quindi, che ci si coinvolge in un pianto dirotto, che costituisce l'inevitabile forzatura del processo respiratorio appena avviato.
Una volta cresciuti, usufruendo di meccanismi biologici ormai indipendenti ad autosufficienti, si tende a trascurare la consapevolezza dei limiti della propria essenza, illudendosi d'essere privi di radici che vincolino al terreno.
E -cosí- si vive senza esistere, rifiutandosi di pilotare il vascello alla deriva, lasciandosi trascinare dall'inerzia.
Non coltivando alcun senso d'appartenenza, si viene travolti da eventi di cui non s'afferra il significato, finendo per identificarsi con l'angoscia d'un ambiente, che si reputa ostile ed insensibile.
Al contrario, se si crea casa affondandosi vigorosamente nel letamaio che ci accoglie, si afferma d'essere al centro di sé stessi, padroni della scala che da lí porta alle stelle, in grado di mantenersi sempre in controllo ed approfittare d'ogni opportunitá per trascendere.
Ruggendo al mondo, come leone intenzionato a non perdersi nemmeno un minuto del giorno.



mercoledì 11 settembre 2019

IL PATTO.








Se il patto con il mondo vegetale, redatto da molti millenni, ma mai ratificato, entrasse finalmente in vigore, moltissime delle nostre quotidiane difficoltá esistenziali verrebbero obliterate.
Alberi decani, che si portano scritta dentro tutta la storia dell'Universo, fornirebbero libero accesso alla magia di memorie senza tempo, all'alchimia di simboli coraggiosi e di fiamme purificatrici.
Sotto una corteccia d'aspetto indifferente, celano il compendio di maestose testimonianze, un concentrato di fogli di carta ruvida ricoperta di numeri e lettere, che il batticuore del legno antico trasforma in circoli concentrici. 
Lentamente pacati, s'imprimono i movimenti di pensieri e sensazioni ch'esalano dalle radici del terreno, attendendo il compimento dei fatti, come si osserva il timido passaggio alla dimensione immanente.
Amano le riunioni, e gli odori, che s'assembrano sottili all'ombra delle fronde ispide di chi racconta leggende sdoppiate, per fondersi alla linfa, che scorre al ritmo di fisamorniche addolorate.
Spettatori all'incontro del laboratorio circostante, seminano pazienza silenziosa in milioni di pacchetti incantati, germogli curiosi, dove é indicato l'itinerario che porta alla scoperta di brillanti colorati, e cinture nere arrotolate intorno a pannocchie di granoturco.
Svettano verso il cielo delle possibilitá, e se volessimo ascoltarli, offrirebbero gli occhi per salire fino al balcone dove ci si sente piú grandi del mondo, appoggiandosi alla ringhiera delle stelle.


venerdì 6 settembre 2019

PROIETTARSI ALLA LUCE DEL GIORNO.







La piú fondamentale delle espressioni umane durante l'esistenza terrena consiste nel proiettarsi al di fuori di sé stessi, alla luce del giorno, in modo da potersi valutare, confrontandosi con chi sta attorno.
Soltanto cosí é possibile riconoscersi come individui, caratterizzandosi.
Per svelare i segreti dell'inconscio, gli aspetti nascosti e repressi che ci portiamo dentro, conviene concentrare l'attenzione sui ritratti appesi alle pareti, raffiguranti tutto ció che odiamo in noi stessi, e, di conseguenza, disprezziamo negli altri.
Si utilizzino disgustose immagini esteriori per coadiuvare il processo modificatorio della propria essenza.
Non esitiamo a prendere in prestito gli opuscoli divulgativi, impressi dai nostri piú acerrimi nemici.
Contengono materiale indispensabile per la nostra formazione, molto piú prezioso delle comunicazioni che intratteniamo con chi non ci disputa idee e comportamenti.
La funzione riparatrice del rapporto umano, spesso s'estrinseca durante conflitti, empatia e compassione fioriscono in campi di battaglia e distruzione.
È proiettandoci al livello di chi c'osteggia che imbocchiamo il cammino della rinascita..
Invece, per chi si tiene tutto dentro, avanzare é impossibile.
Preferisce ingombrarsi il paesaggio interiore, tappezzandolo con tenebrose immagini di sé stesso.

martedì 3 settembre 2019

SCATURIRANNO VERSI SUBLIMI







A chi non riesce ad abbandonarla e fuggire lontano, conviene familiarizzarsi con la cella in cui abita.
Percorra con un dito le crepe che increspano pareti imbiancate di bruma e cloro statico, e si chieda perché appaiono cosí scialbe e disadorne.
Abbassi lo sguardo fino a raggiungere il livello dove l'emozione s'attenua, prima di spegnersi come polvere di stricnina, sparpagliata sul desco querulante tra la cupa immensitá dei tormentosi.
Decida, allora, d'affastarsi dal portone dove folle disordinate premono per entrare, e concepisca lí, sui suoi due piedi, immagini di poesia, mentre suonano migliaia di liuti danzanti al ritmo cristallino di gemme ispirate dalla brezza vergine d'incenso.
Scaturiranno versi sublimi, e colori splendidi, negli occhi di chi non ha mai dipinto un ritaglio di cielo o visitato una pinacoteca.
Un mondo impuro e degradato, nella mente dell'artista si libera dalle passioni, si veste d'armonia e svolazza leggero, spumeggiando nel cuore di chi lo ama.

sabato 31 agosto 2019

SI TAGLIEREBBERO LA TESTA D'UN SOL COLPO...






Lo sguardo introspettivo percorre umidi e tortuosi cunicoli, alla ricerca del segreto antro dove si confinano le sacerdotesse dell'altro tempo, con le quali costruisce folgoranti temperamenti di consapevolezza divina.
Ma, coloro che focalizzano la vista soltanto su ostacoli che inerpichino il cammino, finiscono per disorientarsi, ed inciampano nei loro propri piedi.
Ricorrono a maschere d'ardesia e scudi pesantissimi per repellere l'accecante impatto delle veritá.
S'impegnano a proiettare immagini su ogni superficie che le possa riflettere, senza preoccuparsi di contrastare le ombre del giardino proibito, si muovono a ritroso dando le spalle ai guardiani diligenti che coltivano le brume del mattino.
Si taglierebbero la testa d'un sol colpo, per sottrarsi al compito di guardarsi dentro.


giovedì 29 agosto 2019

ESTROMESSA PER AVER OSATO ECHEGGIARE






Percorre strade in salita e scalinate di pietra imbarazzata ma iridescente, ravviva l'aspetto dei prati che si mascherano nel trambugio pervasivo di luci surreali, avvolge il soffio di chi attende l'autobus da mesi, gocciola dalle ferite come miele appiccicoso che traspiri dalla mente, unguento che calma e dilata, accompagna di rassegnazione dolce la malinconia delle prime ore del mattino, é la canzone che tutti conoscono ma nessuno osa intonare.
Melodia inafferrabile, sussurro di corrispondenze misteriose, insinua aspettative insistenti, vortici di quiete momentanea e deliri insoddisfatti, trasfigura facciate di palazzi del settecento, s'inserisce rinvigorando il quadro di stoffe aderenti su cosce giubilanti, adduce gioia purissima e delicatezza inesprimibile in coloro che si dedicano ad udirla.
Stempera un languore segreto nelle ubicazioni piú inusitate, facendo credere d'aver raggiunto la casa dell'altro sole, quello che colora l'anima nel buio della sera.
Se questa musica vi s'insinua nel cuore, come avviene per molti milioni di persone, lasciate che ve lo spezzi in due, che sia sangue del vostro sangue, vertebra di pensieri rotondi, inebriati dell'amore che non dá tregua, che cammini suonando zampogne, imprimendo al cervello briciole argentate, come durante quei banchetti da cui é stata temporaneamente estromessa per aver osato echeggiare fuori dal portone principale.

mercoledì 28 agosto 2019

DIVERSI.






Tra le rocce che fiancheggiano l'angusto cunicolo dei desideri insoddisfatti, s'annidano tutti coloro che non corrispondono ai canoni stabiliti da autoritá rivestite d'unguenti soporiferi.
Cercano cosí di non venire individuati, e di sfuggire alla persecuzione in atto contro chi si rifiuta di farsi intrappolare dai recinti del pregiudizio.
S'aggirano titubanti e guardingi, vestiti come funghi mimetici o gnomi, intenti a preservare la foresta dagli effetti delle esclissi lunari e di speculazioni edilizie derivanti dal malumore commerciale. 
Provo per lo loro gli stessi sentimenti che mi suscitano immagini d'ingombranti imbarcazioni, confinate nello stagno dei miasmi imperituri, o impedite di spiegare le vele contro i venti di primavera.

sabato 24 agosto 2019

LE SPIRALI VISITATRICI.






Oltre la soglia del nostro udibile, minimamente percettibili nel marasma della memoria, le spirali visitratrici, composte di resistenza elastica e sinuosi rituali di lentezza, si ritrovano quando si rende necessario incominciare una nuova storia, cullandola nella dinamica che s'accende come pulviscolo d'incenso, direzionando fumo sempre verso il basso.
Si sistemano, allungandosi su materassi di gomma semi-sgonfi, prima di cercarsi in un abbraccio,  invisibile se la nebbia s'addensa nella sfera floscia circostante.
Intricano puntini che s'accendono in successione, nella sequenza ritmica originata dove il cammino s'é interrotto bruscamente, dando l'impressione di sfumare, con il tocco delicato di pensieri mascherati, la luce che si snoda, arrapincandosi e scalciando sassi verso l'alto.
Rispondono, con trilli vivaci, a saluti sparsi sul terreno della mente, incamminando ogni evento emozionale verso la battaglia della sopravvivenza, che rende l'esistenza stimolante, degna dell'attenzione individuale e collettiva.
Con sguardo intelligente, osservano, scuotendosi, il moto ondulatorio che imprimono ai mondi, aiutandosi con corde, a trainare assi troppo larghe e pesanti per finire tra sacchetti di sabbia.
Ed, arrivando davanti al cancelletto che preclude l'accesso alla scala dei ricordi, declamano, con voce querula, che si ascende a gradi, prima dondolando appena, poi galleggiando senza peso, ed infine spiraleggiando incessantemente.


mercoledì 21 agosto 2019

TUTTI AMMALATI...









Nel periodo storico attuale, le forze imperiose incaricate della dominazione si vedono costrette a riprogrammare importanti strategie.
Infatti, in nessuna circostanza é piú giustificabile la schiavitú fisica perpetrata direttamente.
Si devono, quindi, escogitare maniere che producano gli stessi effetti di quei meccanismi illeciti, che hanno tanto marcato la Storia, ma che presentino connotati socialmente accettabili.
Preferibilmente, conviene trasmettere all'opinione pubblica la nozione che ogni misura imposta, invece di costituire una repressione dell'individualitá personale, sia strumento necessario per attingere significativo miglioramento delle condizioni esistenziali d'ogni essere umano.
Con l'avvallo di quella comunitá scientifica, disposta ad asservirsi in cambio del riconoscimento ufficiale della propria importanza, risulta estremamente facile condizionare l'inconscio collettivo ed indirizzarne il comportamento.
È in simposi e congressi, a cui partecipano rinomati esperti, medici e professori, che, utilizzando ricerche di portata estremamente limitata, vengono definiti i parametri caratteristici di qualsiasi malattia.
In base a tali studi, ed alla opinabile estrapolazione di dati statistici, risulta che siamo tutti affetti da patologie importanti.
Non a caso, chi s'incarica di definire gli elementi per diagnosticarle, é anche chi elabora le cure e fornisce i farmaci per combatterle.
Viene consigliato a tutti di sottoporsi regolarmente a scrupolosi esami ed analisi, prima ancora che insorga qualche sintomo sospetto, vien fatto credere che un'accorta e tempestiva prevenzione possa risparmiare infiniti guai e sofferenze.
In realtá, si tratta d'uno stragemma per invogliarci ad entrare nella gabbia, con l'illusione che lá dentro ci aspetti il benessere perenne.
Il meccanismo dell'inganno é semplicissimo, applica la legge elementare che regola ogni attivitá commerciale: per aumentare i profitti si deve allargare la base su cui esercitare influenza, e, consequentemente, incrementare il numero dei potenziali clienti.
Applicando criteri arbitrariamente molto ampi, stabiliti per confermare l'esistenza di patologie presenti o future, si "arruolano" eserciti di fedeli consumatori di farmaci e terapie, convincendoli d'essere gravemente ammalati.
Molti dei "reperti anormali", presenti in analisi ed esami a cui ci sottoponiamo, invece d'essere indicatori di potenziali problemi, come ci viene fatto credere da chi ha interesse a spaventarci, costituiscono significativa conferma che gli aspetti della fisiologia individuale sono cosí molteplici e variati, ch'é praticamente impossibile ricavarne norme applicabili a tutti.




lunedì 19 agosto 2019

MISCELARE ERBE AROMATICHE NEI MARI DELLA LUNA.






Contrariamente a quanto sembra ovvio ed immutabile, non s'arriva dove tutto assume significato utilizzando il percorso piú corto e diretto. muovendosi come proiettili lanciati in direzione d'un bersaglio che presenti contorni evidenti.
Soltanto danzando intorno al fuoco acceso al centro d'una stanza angusta ed imbrunita, assecondando tamburi e flauti, si supera la distanza che allontana da sé stessi.
Non si prescinda -peró- dal prezioso apporto di chi ci prende per mano, ed aggiunge consapevolezza ai riti di tradizioni troppo spesso stravolte da ricordi inesistenti.
Da tale condivisione vibrante deriva il moto centrifugo che produce l'espulsione d'ogni peso superfluo, rispedendolo alle sue scomode origini.
Si rigenera cosí il grembo morbido dove s'accostava l'esistenza senza ipotecare alcuna libertá.
Ma, per sentirci ancor piú leggeri, lasciamoci guidare dall'idea di miscelare erbe aromatiche nei mari della luna, osservando come miriadi di fiorelli selvaggi avvolgano la biancheria dei luoghi dove si riesce a convivere in pace ed armonia.

mercoledì 14 agosto 2019

CHI GALLEGGIA NELLA SAVANA...






Rifiutano noccioli di pietra, le fauci di felini circospetti, alla ricerca di nutrimento nelle steppe del Serengeti, e solo si schiudono per addentare l'emozione d'un orizzonte infinito.
Allo stesso modo, nel calore salato che evapora dal latte in putrefazione, folle di nomadi e pellegrini annusano la terra bagnata, per riconoscere la provenienza delle cicatrici che ricoprono i corpi di donne sottoposte ad ogni umiliazione.
Si tatuano le caviglie, invece d'imbottire di lana grezza gli stivali d'antilope che sono costretti a calzare.
Camminano uno dietro all'altro, portando a spalla fucili imburrati di miele da vendere al mercato, chiaccherano a gesti, stringendo tra le dita le occhiate brillanti delle acace ed il rumore del frustino, che s'accanisce contro il tronco bianco dell'incenso.
Nella cittá fantasma, i fili elettrici s'attorcigliano in spirali senza senso, ricoprendo di scarabocchi pareti di calce, accovacciate per paura dei venti tropicali.
Chi indossa gonne di pelle di capra a strisce verticali, porta al collo pesantissimi fili di conchiglie gialle e blu; bracciali di rame ed orecchini d'ambra riflettono il colore della crudeltá inferta da frustate sgargianti, almeno fino a quando il distillato di sudore non si tinge del verde brillante con cui il té speziato infonde coraggio ai viandanti.
Da queste distese sconfinate non affiorano ricordi.
Se esiste il tempo, é come la nube bianca che solca il cielo in un istante, o lo scorrere di chi galleggia nella savana, non lasciando orme né tracce del suo passaggio.


lunedì 12 agosto 2019

MUFFE SMODERATE...








È nel buio di soffitte e cantine anguste, o in armadi vetusti mantenuti chiusi da secoli, che si incontrano i paesaggi nascosti di quando i nostri progenitori diventarono adulti.
Lá dentro, si rivivono i tempi in cui fiamme, sputate da fauci fetide di rettili giganteschi, venivano a stanarci, e l'olfatto era l'unico mezzo di soccorso a nostra disposizione.
Imparammo, proprio allora, ad usare la mente per catalogare ogni odore, e collegarlo alla memoria, in modo da poter rispondere adeguatamente ad ogni tipo di pericolo e minaccia.
Annusando ed immagazzinando sensazioni, creammo uno spazio personale per riflettere, dedurre e pensare a soluzioni efficaci.
Cosí, assecondando piú il "fiuto" che l'udito o altri sensi, progettavamo fughe tempestive ed ogni altro genere di attivazioni creative, ancor prima che fosse scrittto il primo capitolo della Storia.
Ancor oggi, pur impegnandoci a deodorare l'ambiente, camuffando ogni fragranza personale che fornisca identitá esclusiva, minuscole molecole possono ricondurci ai luoghi del destino, dove tutti finiscono per ritornare, prima o poi. 
Basta un soffio minuto, o l'alito di due parole, la goccia d'un profumo o l'aroma di ginestre disperso dal vento, per srotolare la mappa del tempo, e permettere che la ricchezza d'informazioni evocate ci spiani il cammino per sempre.



giovedì 8 agosto 2019

UTILE E CAPIENTE.







In tutte le case affittate ad ore per trascorrerci una vita, esiste un locale destinato a custodire delusioni, insulti del destino, eccessi e frustrazioni, oltre a tutti quegli oggetti materiali la cui funzione é tramontata o c'é sconosciuta da sempre.
Potrebbe rivelarsi rispostiglio capiente, dove immagazzinare in buon ordine molte conseguenze esistenziali, ma, per un motivo o per l'altro, spesso evitiamo di utilizzarlo, mantenendolo chiuso a chiave, evitando persino di passarci accanto.
Molti di noi non lo considerano piú utile d'una stanza d'albergo durante i mesi di chiusura, quando é immancabilmente vuota ed inospitale.
Se solo infilassimo dentro qualche parola smodata, quei tovaglioli di carta a cui si affidano tristezza e pianto, una forchetta sdentata ed il suo corrispettivo, pungente quanto la crudeltá d'uno schiaffo avventato, oppure tutta la vendetta e l'orgoglio di chi si sente umiliato, alleggeriremmo altri spazi vitali che rigurgitano parossisticamente.
Ci ostiniamo ad impilare in scaffali di cartone sensazioni sgradevoli, elucubrazioni precoci ed inconsistenti, e qualche pretenzioso.volo di fantasia, che costituisce bagaglio scomodo anche se poco ingombrante, per stiparli nei cassetti della memoria, giá saturati da tempo, asfissiando anche quei pochi sentimenti nobili che vi avevamo sistemato dentro.


lunedì 5 agosto 2019

SACCHI DI RIFIUTI DELLA MENTE...







Se si osserva attentamente il modo di camminare di qualcuno, ci si trova in possesso di tutti gli elementi necessari per decifrare la struttura dei suoi pensieri.
È indubbio che non ci si desloca senza l'apporto della mente, la quale, a sua volta, funziona al meglio quando accompagna direttamente il movimento delle gambe.
Rare sarebbero le eventualitá concesse per avanzare, se fosse precluso l'accoppiamento delle funzioni fisiche con quelle spirituali.
Eppure, il cammino del pensiero, costituisce spesso un fattore imprevedibile, si snoda secondo una logica, che raramente corrisponde a quella che regola ogni altro meccanismo dinamico.
Secondo me, risulta istruttivo riconoscere che, al contrario del moto deambulatorio, quello cogitativo é quasi sempre eccedente, caratterizzato da una iperproduzione di detriti.
Noto che la mole dei pensieri, che spesso soverchia l'esistenza dell'individuo, é tale da rendere necessaria una depurazione, che, di solito, avviene con estrema incuria, svuotando la mente senza chiedersi come e perché, e, cosí, disseminando sacchi di rifiuti idelogici in luoghi inappropriati ad accoglierli.
Di conseguenza, si vive in un mondo i cui autentici connotati scompaiono sotto cumuli di maleodorante lordume, un impasto di pensieri inutili e privi di senso, scartati da chi non sa piú che farsene.

lunedì 29 luglio 2019

IMPERDONABILE GESTO.





È nel pozzo delle ombre scure, dove si nascondono i paesaggi sfuggiti alle barriere di chi solleva la coperta stellata della notte, che si conficcano gli strali del nostro orgoglio.
Come tronchi tarlati e purulenti, emettono grida malevole e disperate, fumi e miasmi che si rodono ed arruginiscono, fino a disperdersi mordendo le piogge ed avvelenando il vento.
Secoli di abusi e miserie atroci si stemperano nella melma paralizzata dal gelo disegnato con rabbia da ostaggi che scivolano implacabili, abbracciando pigmenti e preghiere, e custodendosi tra le cataratte che vedono ogni giorno.
È difficile il compito dell'angelo caduto nella gabbia dei dannati.
Batte costantemente sui massi bianchi ed acidi che riflettono il sorriso delle parole indesiderate, é come se squartasse alberi divelti o saltellasse sul fondo del mare, invece di rimanere immobile, come marmo da cui trasudino soltanto due lacrime di polvere.
Osserva il fumo consumarsi tra le fiamme, il calore puó evaporargli il sangue, e la delusione disorientarlo con un gesto, rimuovendolo dal piedestallo di lana grezza, che copre l'imboccatura del pozzo.
Cadendo in ginocchio, il fiato gli si mozza per lunghi istanti.
La Luce appare sempre quando la paura d'affrontare il dramma la chiama imperiosamente.
Bastano pochi passi percorsi nelle tenebre, per avviarsi al suo incontro.
Ma, per trattenersela dentro, conviene aver sbriciato, almeno una volta, oltre l'orlo dell'abisso.
Altrimenti, sará soltanto un bagliore, fugace come il lampo, imperdonabile gesto di crudeltá nei confronti del fiore piú delicato.




sabato 27 luglio 2019

I PERSONAGGI DELLA LETTURA.







Scegliere le parole dentro le quali confinare un personaggio é un'impresa destinata sempre a rivelarsi incompleta e molto frustrante.
A nessuno scrittore é consentito accrescere la credibilitá di ció che presenta al pubblico che forzatamente misconosce.
Prima d'iniziare a vivere, l'essere creato per essere padrone di scenari fittizi, deve attendere non soltanto che le proprie caratteristiche risaltino dalle pagine in cui viene descritto, ma soprattutto che qualcuno s'incarichi d'interpretarle a suo modo.
Si verifica cosí il trasferimento di una parte importante dell'anima di chi si proietta all'interno delle pagine che sta leggendo.
La vista di chi percorre parole distilla la vita, guarda dentro dove chi le le ha scritte non puó arrivare.
Non é esagerato -quindi- attribuire al lettore ruolo superiore a quello dell'autore.
È leggendo che si fornisce ossigeno ai corpi imbalsamati affidati alle pagine d'un libro, permettendo loro di rivelare l'essenza di sé stessi.



giovedì 25 luglio 2019

L'ATTESA D'UNA SORPRESA CHE RIEMPIA IL CONTO DEGLI EVENTI.







Ogni sera, prima che le orecchie comincino a ronzare, mi soffermo ad inalare il silenzio del quaderno che custodisce il confine del mare tra la luce delle stelle, insieme a lunghi racconti di elfi, giraffe e balene blu.
Ma, come molti, temo che il vuoto d'un pensiero inatteso soffochi, e, la pioggia fitta che cade all'imbrunire, inghiottisca fino alle ginocchia.
Cosí, nella foresta immaginaria dove cerco rifugio, afferro la prima ombra volante che m'oscura la vista, scambiandola per liana resistente.
Ondeggio come salame appeso in cantina, illudendomi di far capo solo ed esclusivamente al destino.
Potessi riconoscere che, invece, sto costruendomi la trappola, da cui, poi, imploro che qualcuno mi venga a tirar fuori, deciderei di camminare veloce seguendo la mia voce, urlando che devo rimettere tutto in discussione, anche il nome di battesimo.
Non mi farei piú risucchiare la mente, la lascerei vagare, come veliero prima che s'innabissi e rimbombi dal fondo dell'oceano.
Mi sussurrerei all'orecchio che la strada é d'un colore intenso e sconosciuto, ma che conduce sempre a meta propizia.
Di certo, mi porterei lontano da quella boscaglia confusa e scura che il pantano della vita concima assiduamente con la polvere dei monumenti, il sudore delle tempie e l'attesa d'una sorpresa che riempia il conto degli eventi.





lunedì 22 luglio 2019

PERSONALITÁ PRESA IN PRESTITO.






L'identitá terrestre di ciascuno di noi, pur potendosi presentare in modo curioso, e spesso anche atipico, non sfugge alla logica di mercato di cui é impregnata profondamente qualsiasi societá e cultura planetaria.
È, infatti, un oggetto di consumo, come lo sono gli articoli in vendita nei negozi, i servizi offerti per facilitare mansioni e passatempi, oppure per provvedere alle necessitá piú imperiose.
Allo stesso modo, quegl'influssi che parassitano le menti umane, inducendole ad assumere atteggiamenti che non corrispondono alle loro intenzioni profonde, non formano mai parte dell'essenza esistenziale dell'individuo.
Ma, invece d'avventurarci in spiegazioni tortuose ed incongruenti, per giustificare un determinismo superiore di presenze la cui finalitá ci é sconosciuta, conviene riconoscere che, l'IO che riceviamo in dotazione alla nascita, é prodotto e distribuito per valorizzare lo sviluppo di caratteristiche totalmente estranee alla nostra natura personale, anche se ci compete assecondarlo.
Soltanto cosí risulta accessibile l'analisi delle realtá che la vita ci porta ad affrontare quotidianamente, ed ogni manifestazione d'una personalitá che non ci appartiene, affittata a tempo determinato, assume il valore d'un bene di rifugio, a cui ricorriamo tutti spesso, pur intuendo quanto sia futile e deperibile.


mercoledì 17 luglio 2019

SBAGLIARE A SCRIVERE...






Illudendoci d'incanalarle in frasi che per noi abbiano senso, ignoriamo che le parole appaiono sempre a loro proprio piacimento.
Per poter scrivere convenientemente -quindi- bisogna sottomettersi alla logica che prevede ed accetta costanti rischi di deragliamento, condonando ogni "errore" ortografico o sintattico, attribuendogli funzione salutare.
È cosí -infatti- che la spontanea rivolta del linguaggio s'impone.
Inutile, spesso controproducente, é cancellare, correggere o pensare a come parafrasare.
Si cerchi, piuttosto, di resistere all'impulso d'asservire alla coscienza ogni intervento letterario.
Non s'agisca come esseri braccati ed impauriti, che s'affannano a cancellare le orme dal terreno che si lasciano dietro.
Poco importa se alcune relazioni grammaticali si sfaldano, quando si sa che derivano da memorie aliene, e spesso sfuggono alla volontá di chi si sforza di mantenerle in ordine.
L'utilizzo del linguaggio é sempre problematico,
Ma, quando si plasma da sé divenendo inedito e distorto, é irresistibile, penetra e conquista.
La comunicazione esonda, affronta e travolge, soltanto se si libera da convenzioni e significati che regole e manuali impongono.
Produce allora l'impatto d'entitá in movimento, immensamente ribelle, mentre, se si ricoprisse di veste disciplinata, a nessuno offrirebbe da pensare.





lunedì 15 luglio 2019

I BINARI.








Metafore a parte, é tra i binari su cui scivola il metallo di treni lanciati verso destinazioni popolari, che si delimita l'ambiente sociale di chi accetti di muoversi dentro spazi regolati, alla ricerca d'una via comoda che sostituisca percorsi sofferti ed emarginanti.
Invece d'aggrapparsi al pendio della massicciata, rimanendo in bilico a penzoloni sull'abisso, molti cercano la protezione dell'itinerario prestabilito, elargito dall'ortodossia educativa, con la compiacente supervisione della cultura massificata.
Come soldati d'un esercito regolare, incolonnati geometricamente per impressionare ed intimorire nemici inesistenti, minimizzando le defezioni provocate dalla disubbidienza, avanzano compatti in direzione del niente, dove troveranno ad attenderli il salvadanaio delle incertezze.
Si nutrono avidamente d'ogni cartaccia abbandonata da chi, masticando fango, sorrideva a denti stretti e spruzzava inchiosto dalle dita, prima di barcollare e cadere pesantemente dove il ciottolato aguzzo emerge tra una traversina e l'altra.
Usano come arma il procedere insipido, tedioso e spesso letargico, conservano i cocci della vita in scatoloni ingenti, che sbatacchiano come se contenessero pepite d'oro, leggono, piú volte, tutte le parole del diario di bordo, ma ignorano i segni che si portano addosso, le storie scritte sul proprio corpo.
Fantocci disumanizzati che, invece di calpestare magma di rizomi infuocati per accedere a sogni d'ottimismo sconfinato, impiegano ogni energia rimanendo tra quei binari, dove il futuro lo si lascia dietro le spalle, ed il passato scompare tra le nebbie all'orizzonte.







giovedì 11 luglio 2019

PAURA D'ESSERE SOFFIATA




Lo sguardo di chi si specchia nelle minute aperture celesti, dove riposano le stelle, o rincorre nuvole precoci ed impertinenti, che giocano a sfigurare l'orizzonte, deve guadare distese immense della sostanza eterea che denominiamo «Atmosfera».
Lí vige la libertá incontrasta dell'aria che prospera e s'afferma.
Per vagare nei meandri dello spazio, la vista umana richiede il supporto di meccanismi biologici che derivano dal processo respiratorio.
Attraverso il naso o la bocca spalancata, particelle di cielo vengono risucchiate fino ai polmoni, dove vengono metabolizzate per contribuire al benessere fisico.
Ma si tratta d'una costrizione imposta dall'alto, alla quale l'aria s'assoggetta con grande riluttanza.
Non sopporta affatto di trasformarsi in respiro, odia entrare in cavitá dove esistono angoscia e disperazione, e miasmi putridi contagiano ogni ricordo.
Preferirebbe soffermarsi ad accarezzare i boschi di montagna, o lasciarsi cullare dai venti di scirocco, mantenendosi lontana da ombre distese che le s'aggrappano come ad una preghiera, mortificata in trappole e letti di paura.
Nessuno ascolta le sue lamentele, invece di rispettarne il rifiuto, tutti cercano d'adescarla per abusarne la fragranza ed il buon umore.


 

lunedì 8 luglio 2019

GRIDA RACCOLTE NELLA RISAIA.





Tutto il villaggio é una grande latrina.
Circondate da canne che ne confinano la sporcizia, le strade che lo percorrono brulicano d'animali che si dedicano ad imbrattarle fino a rederle scivolose ed indecise.
Quando piove, dal liquame scaturiscono miasmi che conducono a riconsiderare la percezione delle difficoltá quotidiane.
Bambini giocano nudi inseguendosi tra i rovi, per poi, sfiniti, appoggiarsi a lastre di marmo istoriate con scritte corrose, lapidi che confermamo l'esistenza d'altri mondi, ma non ne indicano l'ubicazione precisa.
Chi é insoddisfatto della socialitá vigente,  nasconde nella sabbia foglie spinose di fichi-d'India, ed aspetta che qualcuno ci cammini sopra a piedi scalzi.
Sapendosi impunibile, incoraggia anche gli amici ad infilzarsi come pesce disorientato o eccessivamente fiducioso.
Il rumore dei trattori che trasferiscono mercanzie invendibili é assordante.
Imitare gli astori che nidificano nel campanile, porta a camminare su cornicioni stretti quanto il palmo della mano, ma, se si cade nel vuoto, si finisce sotto un cumulo d'escrementi, prima che l'erba selvaggia lo trasformi in soffice ombrello, pronto a riparare dal soffio delle altalene.
Avvolti in lenzuola di corteccia, ci s'industria a crescere a dismisura, come gramigna che invade i muri di mattoni crudi.
Ognuno gioca nel fango, nella fossa dove butta gli avanzi dei suoi pasti, la buccia fina delle patate, le cotenne andate a male, un pacco di panni imbrattati e le penne delle galline appena macellate.
Sbraitano impazienti, coloro che s'adoprano ai lavori di casa, e coltivano le lande assolate, con lance aguzze ottenute mescolando cataste di fieno con grida raccolte nella risaia.



 

venerdì 5 luglio 2019

CECITÁ FURIOSA.






Quando gli occhi si trasformano in pietre scure e refrattarie, diventa proibitivo interpretarsi, emettere calore cerebrale, gesticolare a mani aperte, dando sfogo a noia o rabbia, non é concesso neppure un modesto gesto di rivalsa, si finisce per appendersi come frutto acerbo, al ramo ciodolante che sporge dal balcone del palazzo in cima alla collina.
Da lí, si scruta attorno come chi si ostenta dal manifesto elettorale affisso all'uscita d'una scuola elementare, oppure si compenetra l'immagine riflessa nello specchio tintinnante appeso accanto alla poltrona della nonna.
Ogni rapporto di potere si fonda sullo sguardo.
Aguzzando la vista, gettando occhiate torve, per non cammminare a tentoni nella notte, ci s'illude d'imboccare la strada che conduce dove l'orlo del precipizio si solleva fino a coprire l'orizzonte.
Ma, invece d'ammirare il paesaggio, ci s'innamora del proprio scempio, e non si riconoscono le orme di chi ci ha preceduto.




lunedì 1 luglio 2019

INCHIODANO CHI NON LE LEGGE.








La compagnia d'un libro ben scritto, aggiungendo sfumature e colore al movimento dei pensieri, spesso soccorre la mente di chi si lascia galleggiare per non immergersi al di sopra del collo.
Ma, per chi intraprende lunghe nuotate in alto mare, fendendo onde ed avanzando a grandi bracciate, limitarsi a leggere parole impresse su carta, risulta controproducente e rischioso.
Per orientarsi e dar significato alla sua azione, é necessario che cerchi parole nell'ambiente che lo accoglie, che stabilisca contatto profondo con le origini del mondo.
Provi a decifrare le frasi scritte sulle pinne delle balene, rivolga l'attenzione ai discorsi riportati sui carapaci di tartarughe intente a raggiungere la terra-ferma, capti le conversazioni che i pesci s'imprimono nella memoria o scolpiscono su conchiglie abbandonate tra i coralli.
Inizi a sillabare quanto gli appare dal fondo del mare, per poi passare a trascrivere tutte le leggende che vede scritte in un linguaggio che non concede pause né interpretazioni.
Capirá allora che parlano di lavoro e famiglia, di riposo e angoscia, di amori e disamori immensi.
Minuscoli filamenti che ondeggiano nella corrente, parole scure come lividi sulla pelle di chi si strofina contro i ghiaccioli del tempo, si rintanano e si sentono sicure dove, per scaldarsi, basta portarsi il cielo in grembo.
Inchiodano coloro che non sanno leggerle, sono boccate d'aria salubre nei polmoni di chi si ferma, stupito, ad ammirarle.