martedì 3 dicembre 2013

CON SHUNGA SI HA SEMPRE LA PRIMAVERA DAVANTI AGLI OCCHI !!


SHUNGA II .

Sinceramente non m'aspettavo tanto Vostro interesse per l'Arte Shunga !! Ma . dato che mi sono giunte molte richieste a riguardo , mi sento incoraggiata a pubblicarne qui altri esemplari .


BUONA VISIONE !!!





mercoledì 20 novembre 2013

PER FAVORE , NON DEFINITELA : « ARTE DEL CAZZO » !!







SHUNGA .





Penso che molti di Voi sappiano di cosa si tratta : é una forma d'Arte eminentemente Giapponese che s'incarica di rappresentare situazioni erotiche .
Il British Museum di Londra vi dedica attualmente una Mostra molto esauriente e complessa , che rimarrá aperta al pubblico fino al prossimo mese di Marzo .
Gran parte dei dipinti Shunga risale al '700 ed all''800 , quando le cortigiane ne erano le protagoniste .
Ancor oggi - peró - esistono pittori che s'esprimono seguendo le stile d'allora , pur elaborandone alcune regole , in modo d'accompagnare il progresso sociale avvenuto in questi ultimi secoli .
Personalmente , trovo davvero interessante osservare qualsiasi interpretazione estetica dell'atto sessuale .
Ma é , soprattutto , la componente culturale che mi colpisce , nelle opere che mi permetto di mostrarvi qui .
V'invito a soffermarvi su particolari , ambienti , vesti suntuose ed espressioni assorte di visi difficili da interpretare per noi Occidentali .
Se date poi un'occhiata attenta ai genitali dei soggetti raffigurati , li troverete di dimensioni ed aspetto davvero abnorme .
Sono sicura che nessuno ne abbia sbagliato le proporzioni per incapacitá o problemi di vista !
Mi pare ovvio quindi che si sia cercato di deificarne l'importanza .
Quei cazzoni-totem , che raggiungono fighe accoglienti e sbrodolanti di piacere , sono autentiche divinitá , che questi quadri invitano a venerare .
Forse , per alcuni di noi , si tratta d'una visione eccessivamente profana , che rasenta la pornografia .
Ma l'armonia delle forme , e dei colori , é spesso tale , da rendercene la visione paradisiaca .












lunedì 28 ottobre 2013

UNA CITAZIONE ILLUSTRE RELATIVA ALLA « FIGA » ?









— Sei una gran bella figa. La più bella figa rimasta sulla
terra. Solo quando ti va, però, solo quando lo vuoi essere!
— Cosa vuol dire figa? — chiese Connie.
— Ah, non lo sai? Figa! È quella cosa che hai lì sotto. È
quella cosa che mi prendo quando sono dentro di te ed è
quello che diventi quando io sono lì. Tutto qui.
— Tutto qui — Connie imitò ancora una volta la cadenza
dialettale di Mellors — Figa! È come scopare allora!
— No! Scopare è quello che si fa. Gli animali scopano. La
figa è molto di più. Sei tu, tu, è chiaro o no? E tu, se non
sbaglio, sei molto di più di un animale. Figa è molto di più
che scopare, è quello che di bello c’è dentro di te.

                                                    L'Amante di Lady Chatterley , di D.H. Lawrence ( 1928 )







giovedì 24 ottobre 2013

LA MONETINA DEL SESSO ...













Io , credendo nella Reincarnazione , sono fermamente convinta che il mio Spirito si sia giá associato , per piú d'una volta , ad un corpo maschile .
Giustifico cosí alcuni aspetti del mio " carattere " , ma anche la facilitá con cui mi relaziono adesso , in questa vita , con chi appartiene al " sesso opposto " .
Mi pare di conoscere bene le sue debolezze , il modo di reagire agli stimoli , il tipo d'attrazione che prova per una femmina .
Se mi conviene , so come incoraggiarlo , ma , se le condizioni non sono propizie , mi riesce naturale disinnescare il processo , prima che diventi molto complesso e pericoloso .
Provo fantasie e preferenze che sono generalmente piú diffuse , secondo quanto mi viene riferito , tra i maschi che tra noi donne .
Aggiungo che , probabilmente , il mio ruolo in qualche vita passata fu estremamente antipatico nei confronti di alcune prostitute .
Forse mi resi colpevole di profonde ingiustizie e soprusi verso povere donne indifese .
Quindi mi pare logicissimo che io sia uscita femmina dall'utero di mia mamma .
La vita poi m'ha condotta per mano attraverso varie difficoltá e spostamenti , fino a parcheggiarmi qui a fare la " puttana " .
Sono convinta che , attraverso il tipo d'esperienze che la mia " professione " presenta spesso , sto imparando le necessarie lezioni ed il mio Spirito si sta evolvendo .
Anche se le Leggi Universali m'impediscono di ricordare attraverso una memoria specifica , l'Intuito mi dice che prima di ri-nascere con questo corpo , il mio Spirito deve aver contemplato varie altre ipotesi .
Consideró di certo i miei antecedenti dell'essere , debiti morali , affetti , meriti , propensioni e ruoli sociali .
Credo che siano entrate in gioco anche l'ubicazione geografica , la lingua e la cultura , forse le caratteristiche fisiche dei corpi utilizzati in precedenza .
Non puó essere una coincidenza quindi che io ora mi trovi qui , in Portogallo ed incontri uomini in cambio d'un compenso monetario .
Se - sia il luogo che la " professione " - esercitano su di me una forte seduzione , é perché , probabilmente , il destino m'ha riportata dove ho giá vissuto , amato e sofferto .
Ma attrverso il corpo di uomo , con altre , ovvie , angolazioni ..
A questo punto , permettemi d'informarvi che il cambio di sesso tra una vita e l'altra sarebbe un evento raro !
Quando uno Spirito s'abitua a certe caratteristiche fisiche ed impara a gestirle , di solito preferisce non cambiarle .
È poco " naturale " che scelga un corpo femminile dopo essersi a lungo relazionato con il prossimo assumendo fattezze d'uomo .
Quindi il mio caso sarebbe eccezionale !
A meno che la legge della Giustizia m'obblighi ora a soffrire lo stesso tipo di dolori che provocai in passato .
Ma io sento che non é la vendetta cosmica che m'ha fatta imprigionare in questo corpo .
Preferisco pensare che il mio Spirito , decidendo di spiccare il volo , abbia dovuto cambiare di veicolo .
S'é liberato di traballanti carretti sgangherati , ed é in un aereo dell'ultima generazione che adesso viaggia , alla velocitá della luce .
Sí , perché ad una donna viene spontaneo amare , dedicarsi , servire gli altri , lamentarsi poco e lavorare molto .
Un giorno anche gli uomini saranno meno attaccati al materialismo , non coltiveranno piú ogni forma d'egoismo .
Ma , per ora , sulla Terra , siamo noi donne le principali depositarie dell'Amore Universale .
In noi trasportiamo quantitá immense di compassione e poesia , col calore degli affetti sciogliamo i ghiacciai dell'indifferenza e del dubbio .
Molte di noi ricamano , con pazienza ed umiltá , una tela risplendente che presto vestirá il cuore di tutti .












lunedì 14 ottobre 2013

L'ORO .











In ogni civilizzazione terrena , l'Oro viene considerato come simbolo della ricchezza materiale e d'una privilegiata posizione sociale .
Nell'antichitá , il desiderio smodato di possederne grandi quantitá ha generato guerre tra nazioni e sanguinose oppressioni di popoli indifesi .
Ma anche ai tempi nostri , in ambiti piú ristretti e circostanziati , si rivela spesso mezzo d'ostentazione capace di distruggere intere famiglie e minare affetti profondi .
Per impossessarsi d'oggetti di questo metallo prezioso , relativamente scarso , difficile da estrarre e purificare , molti esseri umani hanno ricorso al furto ed alla violenza .
In non pochi casi , sono persino arrivati ad ucciderne i legittimi proprietari .

Non nego che i gioielli d'oro solletichino il mio gusto estetico e si rivelerebbero perfetti acccessori in gran parte degli eventi a cui partecipo , ma sono conscia che non si debba considerarli semplici oggetti di consumo , come un paio di scarpe , jeans o una confezione di Make-Up .
Hanno un ruolo molto piú complicato e perverso .
Frequentemente s'accompagnano ad un ricatto piú o meno esplicito , un tentativo di corruzione o costituiscono merce di scambio in affari davvero poco edificanti .
Mi tranquillizza sapere che anche Rimba condivide questa opinione .
Spesso si vede presentare , con estrema devozione , regali costosi e singolari .
Li rifiuta sistematicamente .
Ma , in particolare , alla vista d'un anello , braccialetto o collana d'oro , il suo buon umore cambia ed assume un'aria greve .
Eppure riconosce la bontá delle intenzioni di chi gli appare davanti , offrendo in dono qualcosa che possa testimoniare affezione e rispetto .
Riguardo ai monili d'Oro , pur se di dimensioni molto modeste e di poco valore monetario , l'interpretazione che fornisce spesso é la seguente :
« Abbagliate dal suo luccicare molte anime hanno perso di vista il cammino della loro evoluzione , si sono ritrovate imprigionate nella foresta .
Ora , una volta abbandonato il corpo , si mantengono attratte a questo metallo come se fosse la luce d'un faro . L'oggetto che compri puó derivare dalla fusione di qualcosa la cui storia é sanguinosa e crudele . Nessun processo lo eleva al di sopra delle passioni umane , nessun artigiano puó allontanare un'anima disperata che si trova in un gioiello . E se anche trovassi una pepita in una grotta , chi ti dice che lí nessuno faccia la guardia a quei pochi grammi d'oro ? » .
Per me questi sono davvero " Consigli d'Oro " , che cerco d'applicare quotidianamente .
Ma - chiedo - dobbiamo rifuggire , oltre che da metalli e pietre preziose , anche dal denaro che ci permetterebbe d'acquistarli ?
Per Rimba la risposta é semplice :
« Indubbiamente , nel loro passaggio terreno molte anime poco evolute si lasciano attrarre dalla ricchezza materiale . Ma , una volta abbandonato il corpo al momento della sua morte , capiscono che i soldi sono solo un'invenzione terrestre , mezzi di pagamento denominati in una o un'altra valuta .
Al contrario di oro , platino e pietre preziose le banconote hanno una vita breve , si consumano e distruggono pochi anni dopo essere state messe in circolazione .
Non se ne affezionano quindi . Le lasciano a noi comuni mortali , che ne abbiamo bisogno per risolvere problemi pratici . Facciamone peró un uso sensato , altrimenti in una prossima vita ne verremo privati totalmente . »











giovedì 3 ottobre 2013

CONSIDERAZIONI .













In seguito a numerose manifestazioni di simpatia ed affetto che mi sono pervenute via email , mi sento di dover aggiungere alcune considerazioni al Post precedente , che narra un episodio di violenza da me subíto un po' di tempo fa' .
Pur essendomi sforzata di presentare qui - in versione emendata - un racconto che potesse risultarvi " addolcito " , sono solo riuscita - a quanto pare - a comunicare dolore , tristezza ed un sentimento di rivolta .
Immagino la reazione che tali eventi hanno suscitato in Voi .
Non puó essere maggiore di quella che ho provato io , che ne sono stata la vittima diretta .
Quindi non é mia intenzione minimizzare comportamenti degradati , che sono conseguenza d'una profonda inciviltá ed ignoranza .
Ma , adesso , m'importa sottolineare come certe disgrazie si possano rivelare utili a chi si trova ad affrontarle .
Non posso sapere se quei cinque uomini sono persone malvagie ed insensensibili .
Ma - secondo me -  hanno agito assecondando un impulso che la nostra societá , pur condannando formalmente e fingendo di punire , mantiene vivo e vegeto , per assicurare quei rapporti di forza che la contraddistinguono .
Si sono creati l'alibi morale che io , essendo definibile come " puttana " , non possa permettermi il lusso di decidere quali cazzi prendere e quali no .
Ma sono convinta che le loro Coscienze non accettino questa logica distorta .
Credetemi : il rimorso non é un'invenzione letteraria o solo un appannaggio religioso .
Possiamo fingere d'ignorarlo , illuderci d'esserne immuni .
Ma , nel cuore di tutti noi , esistono principi Universali che ne valorizzano il significato .
Quindi non é necessario che m'incarichi io di " vendicarmi " , o che le Autoritá competenti emettano una pena adeguata a quegli abusi commessi .
Prima o poi , i responsabili si faranno giustizia da sé .
La loro vita s'incaricherá d'insegnare loro quelle lezioni che si rendono indispensabili per migliorarsi .
Anche senza una retribuzione draconiana o una condanna spietata , quegli uomini , un giorno , si troveranno vittime di violenza e sopruso .
Ed allora capiranno d'avere sbagliato , quella notte che hanno approfittato di me .
Niente mi pare piú giusto , né puó darmi piú tranquillitá .
Peró , non posso negare d'aver sofferto molto in quell'occasione , d'aver provato forte dolore , fisico e morale .
Indubbiamente ho dovuto affrontare un'esperienza difficile , spaventosa ed umiliante .
Ció che mi permette d'accettarla senza disperarmi é la consapevolezza che il dolore porta sempre con sé importanti elementi formativi .
La nostra condizione umana non sfugge a questo meccanismo .
Conviene quindi capirne la sua utilitá .
Interpretiamo le nostre sofferenze come agenti d'emancipazione spirituale , condizioni di progresso .
Non esistessero , ci vedremmo confrontati soltanto da piaceri ed oziositá sterili .
Come conseguenza , il nostro orizzonte si ridurrebbe , e , dentro confini ben limitati , imprigioneremmo il nostro spirito .
Le disgrazie e le privazioni - invece - ci mettono alla prova , permettono d'allargare quelle virtú che aprono la porta ad una vita piú consapevole e completa .
Capisco gli altri , mi identifico nei loro problemi , debolezze ed imperfezioni , quando sono triste e soffro .
Negli effimeri momenti di spensieratezza animale che costellano questa mia vita , corro il rischio d'essere superficiale ed insensibile , estremamente egoista .

Certo , non arrivo a considerare quegli stupratori come miei benefattori .
Ma provo per loro molta pena ed affetto .
Soprattutto so che esistono responsabilitá mie , dirette o indirette , attuali o precedenti , che hanno facilitato quel genere di eventi .
Eppure sarebbe inutile e controproducente colpevolizzarmi .
Accetto invece che tutto dev'essere accaduto per il mio Bene , anche se , in quei momenti , mi sono sentita ultraggiata ed ho temuto di morire .










venerdì 20 settembre 2013

IL MATRIMONIO DI DETISA .












Non si creda che soltanto persone umili e sprovvedute appaiano in quel Parco di Giacarta , ricercando aiuto .
Capita spesso che si presenti un professionista affermato , un imprenditore di grandi mezzi economici , persino qualcuno che faccia parte del Governo .
Molte volte si tratta d'una provocazione , o d'un trappola allestita per mettere in contraddizione il povero Rimba .
Ma é un bene che il desiderio di confronto costituisca la componente fondamentale di quegli incontri .
Altrimenti tutto s'esaurirebbe prima d'iniziare .

Anche in giornate molto ventose , intorno a quel Baobab , si respira un'aria che sa della polvere che emanano libri ingialliti , a lungo custoditi , ma mai aperti .
E , nel cielo sovrastante , la battaglia di nuvole che si rincorrono e sorpassano freneticamente , non produce mai ombre fluttuanti che raggiungano il terreno .
È come se Rimba , seduto nel silenzio ed assorto nei suoi pensieri , s'incaricasse di proiettare nell'atmosfera la pellicola della vita di tutti noi .

In Indonesia , ancora adesso , é diffusa , in zone rurali e poco evolute , l'usanza medioevale dei matrimoni di convenienza .
Per motivi economici e sociali , sono - spesso - i genitori a decidere quale marito imporre alla figlia .
Non lasciando che sia l'amore a prevalere .
Ufficialmente la Legge proibisce ogni imposizione forzata , ma é rarissimo che si ricorra ai Tribunali per risolvere diatribe di questa natura .
Si preferisce trovare in famiglia il modo per minimizzare delusioni , lenire sofferenze e produrre una convivenza tollerabile , se non proprio felice .
E , di solito , cosí avviene .
Quando - peró - una figlia si ribella , la situazione degera rapidamente .
Infatti , quasi mai le sue richieste vengono accolte o si cerca un compromesso .
Non le resta che andarsene .
Ma , dopo concitate ed infruttifere ricerche d'impiego , l'esercizio della prostituzione , piú o meno saltuaria , si presenta come l'unica maniera per ottenere i mezzi economici necessari alla sopravvivenza di chi abbandona la casa paterna .
Con grande guadagno , e diletto , dei parassiti che approfittano di queste tristi situazioni .

Detisa é una di queste ragazze , alle quali non venne prospettato altro che l'infelicitá perenne .
Invece di ricorrere alla fuga e finire in un bordello , riuscí a convincere i genitori a parlare con qualcuno " importante " che li consigliasse , prima d'una decisione definitiva a riguardo del suo matrimonio .
Cosí partirono , in tre , da Makassar nell'isola di Celebes e raggiunsero Giacarta , dopo un paio di giorni .
Quando se li trovó di fronte , Rimba capí tutto , immediatamente .
Vide una ragazza dallo sguardo triste e languido , ma non totalmente sconsolato e sottomesso .
In chi non poteva che essere la mamma , lesse il linguaggio delle lacrime trattenute a stento , unica arma di chi sa che non le verrá concessa la parola .
Al papá di Detisa , che risaltava alto ed austero , incapace di sedersi accanto alle sue donne , e trasudava quell'arroganza che solo una societá ingiusta incoraggia , avrebbe saputo come far calare le arie .
Ma non disse nulla .
Sapeva come quell'uomo gli avrebbe spiegato il problema :
- « Ho trovato , per mia figlia , un cugino devoto che possiede una grande piantagione a Nord di Makassar , impiega centinaia di persone , é molto abile ed astuto , sará un meraviglioso papá ed un affettuoso marito . »
A quelle parole , si sentí riecheggiare le orecchie !
Sorrise , per non sembrare ostile ed incoraggiare la continuazione del discorso , pur trovandolo poco edificante .
Ma , prima che l'uomo arrivasse a lunghe e noiose descrizioni , intese a valorizzare il significato della sua scelta  , Rimba decise d'intervenire :
- « Cos'ha fatto di male tua figlia per meritare questa punizione ? » chiese , severamente .
- « Di male ? nulla , nulla , é un'ottima figlia , una grande lavoratrice . È per il suo bene che ho preso questa decisione , un giorno mi ringrazierá ! »
- « Sentiamo l'opinione di Detisa , allora ... »
La ragazza , senza attendere l'assenso del padre espose cosí la sua versione :
- « Se almeno questo mio sacrificio rendesse tutti contenti , accetterei , ma sono sicura che non é cosí : mi daranno dell'ingrata quando apriró gli occhi e vedró la realtá com'é . »
E aggiunse che : - « Altre ragazze della mia cittá si sono fatte convincere ed hanno sposato uomini che non conoscevano abbastanza per poterli amare . I risultati sono evidenti : ora quelle famiglie sono divise , si vive o nell'odio o nell'indifferenza ! »
Avrebbe voluto menzionare qualche esempio specifico , ma il padre l'interruppe bruscamente , prendendola per un braccio , e scuotendola come un ramo secco : - « Grande Rimba non si degni d'ascoltarla , non sa cosa sta dicendo , é l'inesperienza che la rende paurosa ed indecisa . Una volta sposata , la natura fará il suo corso »
- « Attento ,diventarai il suo peggior nemico » osservó Rimba .
A noi questa puó sembrare un'affermazione di poca rilevanza , tanto ovvia quanto poco produttiva .
È perché ci stiamo abituando a riconoscere quanto avviene , senza ricorrere a preconcetti utilizzati fino a qualche tempo fa' .
Ma , per quella famiglia , in quella situazione , si trattó d'una svolta rivoluzionaria , determinata da valori assolutamente inediti .
Prima d'incontrare Rimba , il padre di Detisa si sentiva investito d'un diritto atavico che nessuno , in quell'ambiente , aveva mai questionato .
Pensava di dover agire per assicurare la prosperitá di tutti i famigliari , aspettandosi , in cambio , gratitudine ed affetto .
Il dubbio che la figlia potesse un giorno odiarlo , lo portó a desistere .
Non le impose mai piú decisioni autoritarie , nemmeno per mandarla a fare acquisti .
Lei sposó il ragazzo che amava da tempo , un coetaneo , agricoltore , sprovvisto di mezzi economici e poco dotato di capacitá pratiche .
Un rozzo irresponsabile , egoista , che mai la retribuí con affetto ed attenzioni .
Non ebbero figli , forse per problemi d'infertilitá .
Ma anche perché , alla passione della giovane sposa , lui sempre rispose negativamente .
Cosí Detisa allevó il marito come un bambino suo .
Gli insegnó a destreggiarsi nel mondo del commercio , e a non dipendere da false amicizie .
Per aiutarlo a percorrere la vita , conobbe molte sofferenze , e rinunció alle comoditá , che un matrimonio di convenienza avrebbe assicurato .






Non odiamo chi non c'ama ,
aspettiamo chi mai arriverá ,
disdegnamo soltanto la perditá della libertá .




mercoledì 11 settembre 2013

VOLARE VERSO IL FUTURO .













Rimba non si considera in grado di prevedere il futuro .
Né gli interesserebbe farlo .
A lui poco importa di sapere cosa avverrá domani , é nel presente che concentra l'attenzione .
Eppure - per assecondare tutti - ascolta ogni supplica e richiesta di consiglio .
E dispensa sempre un parere , sperando che si riveli utile .
Soprattutto quando capisce che ci si aspetta un aiuto , prima di prendere una decisione importante .

È nel profondo silenzio che si nascondono i veri dolori .
Ma , quando il vento ulula ed i cani abbaiano senza rimorso , si sprigiona la forza per combattere e superare ogni ostacolo .





Con gesti lenti , due uomini s'inginocchiarono ai piedi di Rimba , in un pomeriggio elettrico .
Due corpi quasi uguali , oscillanti , indecisi , ma rivestiti di vespertina fatalitá .
Vesti scure su pelle ancor piú suturna , carne febbricitante , intrisa del sale di molti mari e d'ombre proiettate da navi all'orizzonte .
Invisibili spore e spine purulente , in una borsa d'orologi contrabbandati , qualche bacca verde ed il dente d'un serpente appena nato .
Due visi color ruggine , occhi di cenere , zigomi calpestati , labbra tremule avvolte nella penombra della tristezza .
Afflitti , come moribondi adagiati in un cesto di frutta putrida , che qualcuno , presto , avrebbe gettato in un abisso senza fondo .
Implorarono d'essere ascoltati .
Dissero d'essere due fratelli-gemelli , ma d'aver vissuto vite totalmente separate .
Rincontrati , da poco , perché accorsi al funerale della madre .
Sentendosi quasi alla fine della contingenza umana , si stavano chiedendo notizie del futuro .
A quelle voci irripetibili , Rimba rispose battendo tre volte le mani .
Disturbó cosí alcuni passeri che stavano riposando sui rami del Baobab .
I quali , spaventati , se ne volarono verso altri alberi .
I due uomini osservarono la scena , ma non ne afferrarono il significato .
Rimasero in silenzio , a testa insú , come chi , guardando il sole che si cala all'orizzonte , non sia sicuro dell'arrivo della notte .










lunedì 2 settembre 2013

FAME DI SEMI TRANSGENICI ...








Non rappresenta nessuna religione , non s'impone di evangelizzare nessuno .
Tranquillizzatevi : Rimba non fonderá mai una setta , né partirá per localitá strategiche nel tentativo di mediatizzare le sue credenze .
Non alletta giovani con facili slogan , promettendo un futuro migliore , in cambio della loro devozione .
L'unico dogma in cui crede é quello di doversi mettere a disposizione di chiunque ricerchi aiuto .
Al contrario di molte istituzioni ecclesiastiche che , pur professandosi spirituali , mantengono interessi economici attivi , rifiuta qualsiasi contributo monetario .
Dispensa conforto con le parole , ma , tale é la sua umiltá , che preferirebbe essere un esempio silenzioso , un semplice anello d'una catena naturale , alla quale tutti apparteniamo .
Il Parco in cui vive é un rifugio tranquillo , nel centro d'una grandissima cittá , estremamente inquinata e caotica .
Non é un pulpito dal quale rivolga sermoni , o inviti a praticare strane liturgie .
Non si sente superiore a nessuno ed é convinto di dover imparare importanti lezioni da tutti .
Ma riconosce l'ipocrisia , di chi si dice destinato ad indirizzare l'umanitá verso valori morali , che non applica a sé stesso .
Sa che i " Falsi Profeti " di fama biblica abbondano ancor oggi .
A capo d'ogni Chiesa ce n'é almeno uno .
Un Paladino propagatore della sua fede , contro altre credenze religiose o esistenziali .
Dotato di grande valenza carismatica , dispone spesso di meccanismi sofisticati ed efficaci per influenzare l'opinione pubblica .
Uno di questi personaggi apparve recentemente in quel Parco .
Di proposito , per incontrare Rimba .
Un uomo alto , dalla pelle scura , che rappresenta una Chiesa a noi quasi sconosciuta , ma che conta giá centinai di migliaia di seguaci nel Mondo intero .
Questo " pastore " , pur definendosi " rappresentante diretto di Dio " , si presenta a tutti rifuggendo i simboli caratteristici del potere che rappresenta .
Si veste con sobrietá , indossando abiti qualunque , risponde affabilmente ad ogni interlocutore , non si nega a qualsiasi discussione .
Sembra disposto ad ascoltare , invece di giudicare ed imporre le proprie credenze , come facevano spesso i suoi predecessori .
Frutto d'una scaltra operazione di marketing , si ripromette d'apparire in sintonia con gli attuali tempi di crisi economica e morale .
Invece d'ignorare , o giustificare le contraddizioni che il suo officio comporta , le sventola ai quattro-venti , come se gli fossero imposte .
Dice a tutti ch'é qui per moralizzare il mondo , e che incomincerá a farlo presto , rivoluzionando usi e costumi secolari .
Per ora - peró - si limita a interpretare il ruolo dell'uomo umile , che s'accontenterebbe di starsene sotto un albero , vivendo della caritá altrui , ma al quale non é concesso di dimenticarsi della poderosa macchina economica che lo sostiene .
Rimba , per accoglierlo degnamente , s'alzó , gli protese le braccia incontro ed esclamó : « Benvenuto in questo palazzo » .
All'altro non sfuggí l'ironia di quelle parole .
Eppure rispose seriamente , nascondendosi dietro un sorriso :« Il Cielo ha voluto che t'incontrassi , ed io sono qui per compiere la Sua volontá » .
Ne seguí una breve conversazione , dai connotati amichevoli :
- « Come mai ti trovi a Giacarta ? »
- « Sono qui in missione , una visita pastorale per insegnare ai giovani che Dio li ama , in qualunque parte di mondo si trovino »
- « Molto bene , ma c'é proprio bisogno che tu glielo dica , non lo sanno giá ? »
- « Eh , no : purtroppo viviamo in tempi di grande materialismo , i giovani si scordano di Dio facilmente , sono tutti occupati a correre dietro alle apparenze , a desiderare oggetti di consumo . »
- « Ma non preoccuparti .. »
- « Come dici ? È un problema serio , i valori morali vanno salvaguardati , dobbiamo creare un futuro migliore per questa generazione . »
- « Il futuro non dipende da nessuno di noi , a me comunque importa soltanto il presente . »
Fu cosí che la discussione degeneró :
- « Tu dici cosí perché non hai la responsabilitá di condurre un gregge . »
- « E tu mi sembri piú preoccupato di contare le tue pecore che del loro benessere , o dell'ovile a cui sono dirette . »
Rimba voleva soltanto sottolineare come , anche le migliori delle intenzioni , possano celare risvolti meno edificanti .
Non era sua intenzione offendere , o antagonizzare il saggio e mite interlocutore .
L'uomo - peró - s'alzó di scatto , irritato .
Borbottó che « L'umiltá é un dono di Dio , c'é chi non sa proprio cosa sia . »
Prima d'andarsene , invitó Rimba a « cercare d'essere servitore , non protagonista , ed a capire che siamo tutti fratelli . »
Non si scordó di benedirlo , con una delle sue formule piú collaudate :
« Che Dio faccia la grazia d'indicarti il cammino , e che , un giorno , con la Sua benevolenza , ci si possa ritrovare in Paradiso . »
Rimba ringrazió dell'augurio , mostrandosi imperturbato .
Pensó allo stress inutile , provocato della " missione " d'arraffare anime alla " concorrenza " .
Immaginó l'altro alle prese del bilancio annuale , incaricato del conteggio di ogni anima convinta a redimersi .
Scosse la testa e sorrise bonariamente .