mercoledì 20 novembre 2013

PER FAVORE , NON DEFINITELA : « ARTE DEL CAZZO » !!







SHUNGA .





Penso che molti di Voi sappiano di cosa si tratta : é una forma d'Arte eminentemente Giapponese che s'incarica di rappresentare situazioni erotiche .
Il British Museum di Londra vi dedica attualmente una Mostra molto esauriente e complessa , che rimarrá aperta al pubblico fino al prossimo mese di Marzo .
Gran parte dei dipinti Shunga risale al '700 ed all''800 , quando le cortigiane ne erano le protagoniste .
Ancor oggi - peró - esistono pittori che s'esprimono seguendo le stile d'allora , pur elaborandone alcune regole , in modo d'accompagnare il progresso sociale avvenuto in questi ultimi secoli .
Personalmente , trovo davvero interessante osservare qualsiasi interpretazione estetica dell'atto sessuale .
Ma é , soprattutto , la componente culturale che mi colpisce , nelle opere che mi permetto di mostrarvi qui .
V'invito a soffermarvi su particolari , ambienti , vesti suntuose ed espressioni assorte di visi difficili da interpretare per noi Occidentali .
Se date poi un'occhiata attenta ai genitali dei soggetti raffigurati , li troverete di dimensioni ed aspetto davvero abnorme .
Sono sicura che nessuno ne abbia sbagliato le proporzioni per incapacitá o problemi di vista !
Mi pare ovvio quindi che si sia cercato di deificarne l'importanza .
Quei cazzoni-totem , che raggiungono fighe accoglienti e sbrodolanti di piacere , sono autentiche divinitá , che questi quadri invitano a venerare .
Forse , per alcuni di noi , si tratta d'una visione eccessivamente profana , che rasenta la pornografia .
Ma l'armonia delle forme , e dei colori , é spesso tale , da rendercene la visione paradisiaca .












lunedì 28 ottobre 2013

UNA CITAZIONE ILLUSTRE RELATIVA ALLA « FIGA » ?









— Sei una gran bella figa. La più bella figa rimasta sulla
terra. Solo quando ti va, però, solo quando lo vuoi essere!
— Cosa vuol dire figa? — chiese Connie.
— Ah, non lo sai? Figa! È quella cosa che hai lì sotto. È
quella cosa che mi prendo quando sono dentro di te ed è
quello che diventi quando io sono lì. Tutto qui.
— Tutto qui — Connie imitò ancora una volta la cadenza
dialettale di Mellors — Figa! È come scopare allora!
— No! Scopare è quello che si fa. Gli animali scopano. La
figa è molto di più. Sei tu, tu, è chiaro o no? E tu, se non
sbaglio, sei molto di più di un animale. Figa è molto di più
che scopare, è quello che di bello c’è dentro di te.

                                                    L'Amante di Lady Chatterley , di D.H. Lawrence ( 1928 )







giovedì 24 ottobre 2013

LA MONETINA DEL SESSO ...













Io , credendo nella Reincarnazione , sono fermamente convinta che il mio Spirito si sia giá associato , per piú d'una volta , ad un corpo maschile .
Giustifico cosí alcuni aspetti del mio " carattere " , ma anche la facilitá con cui mi relaziono adesso , in questa vita , con chi appartiene al " sesso opposto " .
Mi pare di conoscere bene le sue debolezze , il modo di reagire agli stimoli , il tipo d'attrazione che prova per una femmina .
Se mi conviene , so come incoraggiarlo , ma , se le condizioni non sono propizie , mi riesce naturale disinnescare il processo , prima che diventi molto complesso e pericoloso .
Provo fantasie e preferenze che sono generalmente piú diffuse , secondo quanto mi viene riferito , tra i maschi che tra noi donne .
Aggiungo che , probabilmente , il mio ruolo in qualche vita passata fu estremamente antipatico nei confronti di alcune prostitute .
Forse mi resi colpevole di profonde ingiustizie e soprusi verso povere donne indifese .
Quindi mi pare logicissimo che io sia uscita femmina dall'utero di mia mamma .
La vita poi m'ha condotta per mano attraverso varie difficoltá e spostamenti , fino a parcheggiarmi qui a fare la " puttana " .
Sono convinta che , attraverso il tipo d'esperienze che la mia " professione " presenta spesso , sto imparando le necessarie lezioni ed il mio Spirito si sta evolvendo .
Anche se le Leggi Universali m'impediscono di ricordare attraverso una memoria specifica , l'Intuito mi dice che prima di ri-nascere con questo corpo , il mio Spirito deve aver contemplato varie altre ipotesi .
Consideró di certo i miei antecedenti dell'essere , debiti morali , affetti , meriti , propensioni e ruoli sociali .
Credo che siano entrate in gioco anche l'ubicazione geografica , la lingua e la cultura , forse le caratteristiche fisiche dei corpi utilizzati in precedenza .
Non puó essere una coincidenza quindi che io ora mi trovi qui , in Portogallo ed incontri uomini in cambio d'un compenso monetario .
Se - sia il luogo che la " professione " - esercitano su di me una forte seduzione , é perché , probabilmente , il destino m'ha riportata dove ho giá vissuto , amato e sofferto .
Ma attrverso il corpo di uomo , con altre , ovvie , angolazioni ..
A questo punto , permettemi d'informarvi che il cambio di sesso tra una vita e l'altra sarebbe un evento raro !
Quando uno Spirito s'abitua a certe caratteristiche fisiche ed impara a gestirle , di solito preferisce non cambiarle .
È poco " naturale " che scelga un corpo femminile dopo essersi a lungo relazionato con il prossimo assumendo fattezze d'uomo .
Quindi il mio caso sarebbe eccezionale !
A meno che la legge della Giustizia m'obblighi ora a soffrire lo stesso tipo di dolori che provocai in passato .
Ma io sento che non é la vendetta cosmica che m'ha fatta imprigionare in questo corpo .
Preferisco pensare che il mio Spirito , decidendo di spiccare il volo , abbia dovuto cambiare di veicolo .
S'é liberato di traballanti carretti sgangherati , ed é in un aereo dell'ultima generazione che adesso viaggia , alla velocitá della luce .
Sí , perché ad una donna viene spontaneo amare , dedicarsi , servire gli altri , lamentarsi poco e lavorare molto .
Un giorno anche gli uomini saranno meno attaccati al materialismo , non coltiveranno piú ogni forma d'egoismo .
Ma , per ora , sulla Terra , siamo noi donne le principali depositarie dell'Amore Universale .
In noi trasportiamo quantitá immense di compassione e poesia , col calore degli affetti sciogliamo i ghiacciai dell'indifferenza e del dubbio .
Molte di noi ricamano , con pazienza ed umiltá , una tela risplendente che presto vestirá il cuore di tutti .












lunedì 14 ottobre 2013

L'ORO .











In ogni civilizzazione terrena , l'Oro viene considerato come simbolo della ricchezza materiale e d'una privilegiata posizione sociale .
Nell'antichitá , il desiderio smodato di possederne grandi quantitá ha generato guerre tra nazioni e sanguinose oppressioni di popoli indifesi .
Ma anche ai tempi nostri , in ambiti piú ristretti e circostanziati , si rivela spesso mezzo d'ostentazione capace di distruggere intere famiglie e minare affetti profondi .
Per impossessarsi d'oggetti di questo metallo prezioso , relativamente scarso , difficile da estrarre e purificare , molti esseri umani hanno ricorso al furto ed alla violenza .
In non pochi casi , sono persino arrivati ad ucciderne i legittimi proprietari .

Non nego che i gioielli d'oro solletichino il mio gusto estetico e si rivelerebbero perfetti acccessori in gran parte degli eventi a cui partecipo , ma sono conscia che non si debba considerarli semplici oggetti di consumo , come un paio di scarpe , jeans o una confezione di Make-Up .
Hanno un ruolo molto piú complicato e perverso .
Frequentemente s'accompagnano ad un ricatto piú o meno esplicito , un tentativo di corruzione o costituiscono merce di scambio in affari davvero poco edificanti .
Mi tranquillizza sapere che anche Rimba condivide questa opinione .
Spesso si vede presentare , con estrema devozione , regali costosi e singolari .
Li rifiuta sistematicamente .
Ma , in particolare , alla vista d'un anello , braccialetto o collana d'oro , il suo buon umore cambia ed assume un'aria greve .
Eppure riconosce la bontá delle intenzioni di chi gli appare davanti , offrendo in dono qualcosa che possa testimoniare affezione e rispetto .
Riguardo ai monili d'Oro , pur se di dimensioni molto modeste e di poco valore monetario , l'interpretazione che fornisce spesso é la seguente :
« Abbagliate dal suo luccicare molte anime hanno perso di vista il cammino della loro evoluzione , si sono ritrovate imprigionate nella foresta .
Ora , una volta abbandonato il corpo , si mantengono attratte a questo metallo come se fosse la luce d'un faro . L'oggetto che compri puó derivare dalla fusione di qualcosa la cui storia é sanguinosa e crudele . Nessun processo lo eleva al di sopra delle passioni umane , nessun artigiano puó allontanare un'anima disperata che si trova in un gioiello . E se anche trovassi una pepita in una grotta , chi ti dice che lí nessuno faccia la guardia a quei pochi grammi d'oro ? » .
Per me questi sono davvero " Consigli d'Oro " , che cerco d'applicare quotidianamente .
Ma - chiedo - dobbiamo rifuggire , oltre che da metalli e pietre preziose , anche dal denaro che ci permetterebbe d'acquistarli ?
Per Rimba la risposta é semplice :
« Indubbiamente , nel loro passaggio terreno molte anime poco evolute si lasciano attrarre dalla ricchezza materiale . Ma , una volta abbandonato il corpo al momento della sua morte , capiscono che i soldi sono solo un'invenzione terrestre , mezzi di pagamento denominati in una o un'altra valuta .
Al contrario di oro , platino e pietre preziose le banconote hanno una vita breve , si consumano e distruggono pochi anni dopo essere state messe in circolazione .
Non se ne affezionano quindi . Le lasciano a noi comuni mortali , che ne abbiamo bisogno per risolvere problemi pratici . Facciamone peró un uso sensato , altrimenti in una prossima vita ne verremo privati totalmente . »











giovedì 3 ottobre 2013

CONSIDERAZIONI .













In seguito a numerose manifestazioni di simpatia ed affetto che mi sono pervenute via email , mi sento di dover aggiungere alcune considerazioni al Post precedente , che narra un episodio di violenza da me subíto un po' di tempo fa' .
Pur essendomi sforzata di presentare qui - in versione emendata - un racconto che potesse risultarvi " addolcito " , sono solo riuscita - a quanto pare - a comunicare dolore , tristezza ed un sentimento di rivolta .
Immagino la reazione che tali eventi hanno suscitato in Voi .
Non puó essere maggiore di quella che ho provato io , che ne sono stata la vittima diretta .
Quindi non é mia intenzione minimizzare comportamenti degradati , che sono conseguenza d'una profonda inciviltá ed ignoranza .
Ma , adesso , m'importa sottolineare come certe disgrazie si possano rivelare utili a chi si trova ad affrontarle .
Non posso sapere se quei cinque uomini sono persone malvagie ed insensensibili .
Ma - secondo me -  hanno agito assecondando un impulso che la nostra societá , pur condannando formalmente e fingendo di punire , mantiene vivo e vegeto , per assicurare quei rapporti di forza che la contraddistinguono .
Si sono creati l'alibi morale che io , essendo definibile come " puttana " , non possa permettermi il lusso di decidere quali cazzi prendere e quali no .
Ma sono convinta che le loro Coscienze non accettino questa logica distorta .
Credetemi : il rimorso non é un'invenzione letteraria o solo un appannaggio religioso .
Possiamo fingere d'ignorarlo , illuderci d'esserne immuni .
Ma , nel cuore di tutti noi , esistono principi Universali che ne valorizzano il significato .
Quindi non é necessario che m'incarichi io di " vendicarmi " , o che le Autoritá competenti emettano una pena adeguata a quegli abusi commessi .
Prima o poi , i responsabili si faranno giustizia da sé .
La loro vita s'incaricherá d'insegnare loro quelle lezioni che si rendono indispensabili per migliorarsi .
Anche senza una retribuzione draconiana o una condanna spietata , quegli uomini , un giorno , si troveranno vittime di violenza e sopruso .
Ed allora capiranno d'avere sbagliato , quella notte che hanno approfittato di me .
Niente mi pare piú giusto , né puó darmi piú tranquillitá .
Peró , non posso negare d'aver sofferto molto in quell'occasione , d'aver provato forte dolore , fisico e morale .
Indubbiamente ho dovuto affrontare un'esperienza difficile , spaventosa ed umiliante .
Ció che mi permette d'accettarla senza disperarmi é la consapevolezza che il dolore porta sempre con sé importanti elementi formativi .
La nostra condizione umana non sfugge a questo meccanismo .
Conviene quindi capirne la sua utilitá .
Interpretiamo le nostre sofferenze come agenti d'emancipazione spirituale , condizioni di progresso .
Non esistessero , ci vedremmo confrontati soltanto da piaceri ed oziositá sterili .
Come conseguenza , il nostro orizzonte si ridurrebbe , e , dentro confini ben limitati , imprigioneremmo il nostro spirito .
Le disgrazie e le privazioni - invece - ci mettono alla prova , permettono d'allargare quelle virtú che aprono la porta ad una vita piú consapevole e completa .
Capisco gli altri , mi identifico nei loro problemi , debolezze ed imperfezioni , quando sono triste e soffro .
Negli effimeri momenti di spensieratezza animale che costellano questa mia vita , corro il rischio d'essere superficiale ed insensibile , estremamente egoista .

Certo , non arrivo a considerare quegli stupratori come miei benefattori .
Ma provo per loro molta pena ed affetto .
Soprattutto so che esistono responsabilitá mie , dirette o indirette , attuali o precedenti , che hanno facilitato quel genere di eventi .
Eppure sarebbe inutile e controproducente colpevolizzarmi .
Accetto invece che tutto dev'essere accaduto per il mio Bene , anche se , in quei momenti , mi sono sentita ultraggiata ed ho temuto di morire .










venerdì 20 settembre 2013

IL MATRIMONIO DI DETISA .












Non si creda che soltanto persone umili e sprovvedute appaiano in quel Parco di Giacarta , ricercando aiuto .
Capita spesso che si presenti un professionista affermato , un imprenditore di grandi mezzi economici , persino qualcuno che faccia parte del Governo .
Molte volte si tratta d'una provocazione , o d'un trappola allestita per mettere in contraddizione il povero Rimba .
Ma é un bene che il desiderio di confronto costituisca la componente fondamentale di quegli incontri .
Altrimenti tutto s'esaurirebbe prima d'iniziare .

Anche in giornate molto ventose , intorno a quel Baobab , si respira un'aria che sa della polvere che emanano libri ingialliti , a lungo custoditi , ma mai aperti .
E , nel cielo sovrastante , la battaglia di nuvole che si rincorrono e sorpassano freneticamente , non produce mai ombre fluttuanti che raggiungano il terreno .
È come se Rimba , seduto nel silenzio ed assorto nei suoi pensieri , s'incaricasse di proiettare nell'atmosfera la pellicola della vita di tutti noi .

In Indonesia , ancora adesso , é diffusa , in zone rurali e poco evolute , l'usanza medioevale dei matrimoni di convenienza .
Per motivi economici e sociali , sono - spesso - i genitori a decidere quale marito imporre alla figlia .
Non lasciando che sia l'amore a prevalere .
Ufficialmente la Legge proibisce ogni imposizione forzata , ma é rarissimo che si ricorra ai Tribunali per risolvere diatribe di questa natura .
Si preferisce trovare in famiglia il modo per minimizzare delusioni , lenire sofferenze e produrre una convivenza tollerabile , se non proprio felice .
E , di solito , cosí avviene .
Quando - peró - una figlia si ribella , la situazione degera rapidamente .
Infatti , quasi mai le sue richieste vengono accolte o si cerca un compromesso .
Non le resta che andarsene .
Ma , dopo concitate ed infruttifere ricerche d'impiego , l'esercizio della prostituzione , piú o meno saltuaria , si presenta come l'unica maniera per ottenere i mezzi economici necessari alla sopravvivenza di chi abbandona la casa paterna .
Con grande guadagno , e diletto , dei parassiti che approfittano di queste tristi situazioni .

Detisa é una di queste ragazze , alle quali non venne prospettato altro che l'infelicitá perenne .
Invece di ricorrere alla fuga e finire in un bordello , riuscí a convincere i genitori a parlare con qualcuno " importante " che li consigliasse , prima d'una decisione definitiva a riguardo del suo matrimonio .
Cosí partirono , in tre , da Makassar nell'isola di Celebes e raggiunsero Giacarta , dopo un paio di giorni .
Quando se li trovó di fronte , Rimba capí tutto , immediatamente .
Vide una ragazza dallo sguardo triste e languido , ma non totalmente sconsolato e sottomesso .
In chi non poteva che essere la mamma , lesse il linguaggio delle lacrime trattenute a stento , unica arma di chi sa che non le verrá concessa la parola .
Al papá di Detisa , che risaltava alto ed austero , incapace di sedersi accanto alle sue donne , e trasudava quell'arroganza che solo una societá ingiusta incoraggia , avrebbe saputo come far calare le arie .
Ma non disse nulla .
Sapeva come quell'uomo gli avrebbe spiegato il problema :
- « Ho trovato , per mia figlia , un cugino devoto che possiede una grande piantagione a Nord di Makassar , impiega centinaia di persone , é molto abile ed astuto , sará un meraviglioso papá ed un affettuoso marito . »
A quelle parole , si sentí riecheggiare le orecchie !
Sorrise , per non sembrare ostile ed incoraggiare la continuazione del discorso , pur trovandolo poco edificante .
Ma , prima che l'uomo arrivasse a lunghe e noiose descrizioni , intese a valorizzare il significato della sua scelta  , Rimba decise d'intervenire :
- « Cos'ha fatto di male tua figlia per meritare questa punizione ? » chiese , severamente .
- « Di male ? nulla , nulla , é un'ottima figlia , una grande lavoratrice . È per il suo bene che ho preso questa decisione , un giorno mi ringrazierá ! »
- « Sentiamo l'opinione di Detisa , allora ... »
La ragazza , senza attendere l'assenso del padre espose cosí la sua versione :
- « Se almeno questo mio sacrificio rendesse tutti contenti , accetterei , ma sono sicura che non é cosí : mi daranno dell'ingrata quando apriró gli occhi e vedró la realtá com'é . »
E aggiunse che : - « Altre ragazze della mia cittá si sono fatte convincere ed hanno sposato uomini che non conoscevano abbastanza per poterli amare . I risultati sono evidenti : ora quelle famiglie sono divise , si vive o nell'odio o nell'indifferenza ! »
Avrebbe voluto menzionare qualche esempio specifico , ma il padre l'interruppe bruscamente , prendendola per un braccio , e scuotendola come un ramo secco : - « Grande Rimba non si degni d'ascoltarla , non sa cosa sta dicendo , é l'inesperienza che la rende paurosa ed indecisa . Una volta sposata , la natura fará il suo corso »
- « Attento ,diventarai il suo peggior nemico » osservó Rimba .
A noi questa puó sembrare un'affermazione di poca rilevanza , tanto ovvia quanto poco produttiva .
È perché ci stiamo abituando a riconoscere quanto avviene , senza ricorrere a preconcetti utilizzati fino a qualche tempo fa' .
Ma , per quella famiglia , in quella situazione , si trattó d'una svolta rivoluzionaria , determinata da valori assolutamente inediti .
Prima d'incontrare Rimba , il padre di Detisa si sentiva investito d'un diritto atavico che nessuno , in quell'ambiente , aveva mai questionato .
Pensava di dover agire per assicurare la prosperitá di tutti i famigliari , aspettandosi , in cambio , gratitudine ed affetto .
Il dubbio che la figlia potesse un giorno odiarlo , lo portó a desistere .
Non le impose mai piú decisioni autoritarie , nemmeno per mandarla a fare acquisti .
Lei sposó il ragazzo che amava da tempo , un coetaneo , agricoltore , sprovvisto di mezzi economici e poco dotato di capacitá pratiche .
Un rozzo irresponsabile , egoista , che mai la retribuí con affetto ed attenzioni .
Non ebbero figli , forse per problemi d'infertilitá .
Ma anche perché , alla passione della giovane sposa , lui sempre rispose negativamente .
Cosí Detisa allevó il marito come un bambino suo .
Gli insegnó a destreggiarsi nel mondo del commercio , e a non dipendere da false amicizie .
Per aiutarlo a percorrere la vita , conobbe molte sofferenze , e rinunció alle comoditá , che un matrimonio di convenienza avrebbe assicurato .






Non odiamo chi non c'ama ,
aspettiamo chi mai arriverá ,
disdegnamo soltanto la perditá della libertá .




mercoledì 11 settembre 2013

VOLARE VERSO IL FUTURO .













Rimba non si considera in grado di prevedere il futuro .
Né gli interesserebbe farlo .
A lui poco importa di sapere cosa avverrá domani , é nel presente che concentra l'attenzione .
Eppure - per assecondare tutti - ascolta ogni supplica e richiesta di consiglio .
E dispensa sempre un parere , sperando che si riveli utile .
Soprattutto quando capisce che ci si aspetta un aiuto , prima di prendere una decisione importante .

È nel profondo silenzio che si nascondono i veri dolori .
Ma , quando il vento ulula ed i cani abbaiano senza rimorso , si sprigiona la forza per combattere e superare ogni ostacolo .





Con gesti lenti , due uomini s'inginocchiarono ai piedi di Rimba , in un pomeriggio elettrico .
Due corpi quasi uguali , oscillanti , indecisi , ma rivestiti di vespertina fatalitá .
Vesti scure su pelle ancor piú suturna , carne febbricitante , intrisa del sale di molti mari e d'ombre proiettate da navi all'orizzonte .
Invisibili spore e spine purulente , in una borsa d'orologi contrabbandati , qualche bacca verde ed il dente d'un serpente appena nato .
Due visi color ruggine , occhi di cenere , zigomi calpestati , labbra tremule avvolte nella penombra della tristezza .
Afflitti , come moribondi adagiati in un cesto di frutta putrida , che qualcuno , presto , avrebbe gettato in un abisso senza fondo .
Implorarono d'essere ascoltati .
Dissero d'essere due fratelli-gemelli , ma d'aver vissuto vite totalmente separate .
Rincontrati , da poco , perché accorsi al funerale della madre .
Sentendosi quasi alla fine della contingenza umana , si stavano chiedendo notizie del futuro .
A quelle voci irripetibili , Rimba rispose battendo tre volte le mani .
Disturbó cosí alcuni passeri che stavano riposando sui rami del Baobab .
I quali , spaventati , se ne volarono verso altri alberi .
I due uomini osservarono la scena , ma non ne afferrarono il significato .
Rimasero in silenzio , a testa insú , come chi , guardando il sole che si cala all'orizzonte , non sia sicuro dell'arrivo della notte .










lunedì 2 settembre 2013

FAME DI SEMI TRANSGENICI ...








Non rappresenta nessuna religione , non s'impone di evangelizzare nessuno .
Tranquillizzatevi : Rimba non fonderá mai una setta , né partirá per localitá strategiche nel tentativo di mediatizzare le sue credenze .
Non alletta giovani con facili slogan , promettendo un futuro migliore , in cambio della loro devozione .
L'unico dogma in cui crede é quello di doversi mettere a disposizione di chiunque ricerchi aiuto .
Al contrario di molte istituzioni ecclesiastiche che , pur professandosi spirituali , mantengono interessi economici attivi , rifiuta qualsiasi contributo monetario .
Dispensa conforto con le parole , ma , tale é la sua umiltá , che preferirebbe essere un esempio silenzioso , un semplice anello d'una catena naturale , alla quale tutti apparteniamo .
Il Parco in cui vive é un rifugio tranquillo , nel centro d'una grandissima cittá , estremamente inquinata e caotica .
Non é un pulpito dal quale rivolga sermoni , o inviti a praticare strane liturgie .
Non si sente superiore a nessuno ed é convinto di dover imparare importanti lezioni da tutti .
Ma riconosce l'ipocrisia , di chi si dice destinato ad indirizzare l'umanitá verso valori morali , che non applica a sé stesso .
Sa che i " Falsi Profeti " di fama biblica abbondano ancor oggi .
A capo d'ogni Chiesa ce n'é almeno uno .
Un Paladino propagatore della sua fede , contro altre credenze religiose o esistenziali .
Dotato di grande valenza carismatica , dispone spesso di meccanismi sofisticati ed efficaci per influenzare l'opinione pubblica .
Uno di questi personaggi apparve recentemente in quel Parco .
Di proposito , per incontrare Rimba .
Un uomo alto , dalla pelle scura , che rappresenta una Chiesa a noi quasi sconosciuta , ma che conta giá centinai di migliaia di seguaci nel Mondo intero .
Questo " pastore " , pur definendosi " rappresentante diretto di Dio " , si presenta a tutti rifuggendo i simboli caratteristici del potere che rappresenta .
Si veste con sobrietá , indossando abiti qualunque , risponde affabilmente ad ogni interlocutore , non si nega a qualsiasi discussione .
Sembra disposto ad ascoltare , invece di giudicare ed imporre le proprie credenze , come facevano spesso i suoi predecessori .
Frutto d'una scaltra operazione di marketing , si ripromette d'apparire in sintonia con gli attuali tempi di crisi economica e morale .
Invece d'ignorare , o giustificare le contraddizioni che il suo officio comporta , le sventola ai quattro-venti , come se gli fossero imposte .
Dice a tutti ch'é qui per moralizzare il mondo , e che incomincerá a farlo presto , rivoluzionando usi e costumi secolari .
Per ora - peró - si limita a interpretare il ruolo dell'uomo umile , che s'accontenterebbe di starsene sotto un albero , vivendo della caritá altrui , ma al quale non é concesso di dimenticarsi della poderosa macchina economica che lo sostiene .
Rimba , per accoglierlo degnamente , s'alzó , gli protese le braccia incontro ed esclamó : « Benvenuto in questo palazzo » .
All'altro non sfuggí l'ironia di quelle parole .
Eppure rispose seriamente , nascondendosi dietro un sorriso :« Il Cielo ha voluto che t'incontrassi , ed io sono qui per compiere la Sua volontá » .
Ne seguí una breve conversazione , dai connotati amichevoli :
- « Come mai ti trovi a Giacarta ? »
- « Sono qui in missione , una visita pastorale per insegnare ai giovani che Dio li ama , in qualunque parte di mondo si trovino »
- « Molto bene , ma c'é proprio bisogno che tu glielo dica , non lo sanno giá ? »
- « Eh , no : purtroppo viviamo in tempi di grande materialismo , i giovani si scordano di Dio facilmente , sono tutti occupati a correre dietro alle apparenze , a desiderare oggetti di consumo . »
- « Ma non preoccuparti .. »
- « Come dici ? È un problema serio , i valori morali vanno salvaguardati , dobbiamo creare un futuro migliore per questa generazione . »
- « Il futuro non dipende da nessuno di noi , a me comunque importa soltanto il presente . »
Fu cosí che la discussione degeneró :
- « Tu dici cosí perché non hai la responsabilitá di condurre un gregge . »
- « E tu mi sembri piú preoccupato di contare le tue pecore che del loro benessere , o dell'ovile a cui sono dirette . »
Rimba voleva soltanto sottolineare come , anche le migliori delle intenzioni , possano celare risvolti meno edificanti .
Non era sua intenzione offendere , o antagonizzare il saggio e mite interlocutore .
L'uomo - peró - s'alzó di scatto , irritato .
Borbottó che « L'umiltá é un dono di Dio , c'é chi non sa proprio cosa sia . »
Prima d'andarsene , invitó Rimba a « cercare d'essere servitore , non protagonista , ed a capire che siamo tutti fratelli . »
Non si scordó di benedirlo , con una delle sue formule piú collaudate :
« Che Dio faccia la grazia d'indicarti il cammino , e che , un giorno , con la Sua benevolenza , ci si possa ritrovare in Paradiso . »
Rimba ringrazió dell'augurio , mostrandosi imperturbato .
Pensó allo stress inutile , provocato della " missione " d'arraffare anime alla " concorrenza " .
Immaginó l'altro alle prese del bilancio annuale , incaricato del conteggio di ogni anima convinta a redimersi .
Scosse la testa e sorrise bonariamente .










venerdì 16 agosto 2013

O CAVALO DA VIDA / IL CAVALLO DELLA VITA .











A LIÇÃO APRENDI / LA LEZIONE APPRESI
DO CAVALO DA VIDA / DAL CAVALLO DELLA VITA
QUE PERDEU-SE / CHE SI PERSE
Á ESPERA DE MIM : / IN ATTESA DI ME :
AGORA SEI QUE / ADESSO SO CHE
QUEM DESMONTA , / CHI SMONTA ,
VAI A PÉ . / VA A PIEDI .

É NO SONO / È NEL SONNO
QUE O VÍ : / CHE L'HO VISTO :
GALOPAVA A SOLTA , / GALOPPAVA SCIOLTO ,
RODEADO POR LADRIDOS / CIRCONDATO DA LATRATI
DE GALGOS , / DI LEVRIERI ,
A CRINIERA E A CAUDA / LA CRINIERA E LA CODA
NIVELAVA VOANDO . / LIVELLAVA VOLANDO .

MAIS ESCURO DA NOITE , / PIÙ SCURO DELLA NOTTE
O SEU MANTO / IL SUO MANTO
ROUBAVA LUZEIRO DOS ASTROS , / RUBAVA CHIARORE AGLI ASTRI ,
PARECIA QUE SALTASSE , / SEMBRAVA SALTASSE ,
IMPUDICO E SENSUAL , / IMPUDICO E SENSUALE ,
DESAFIANDO / SFIDANDO
O MOTO NORMAL . / IL MOTO NORMALE .

NAS CAMBAS DO FREIO , / NELLE GUARDIE DEL FRENO ,
A LAMBER-LHE A LINGUA , / A SFIORAGLI LA LINGUA ,
UM MAMILO DE ROSA , / UN BOTTONE DI ROSA ,
DUMA COR TANTO INTENSA , / D'UN COLORE TANT'INTENSO
DA ESCONDERME A VISTA / DA NASCONDERMI LA VISTA
DO QUE , FIRME , / DI CIÓ CHE , FIRME ,
DOBRAVO / PIEGAVO
AO MEU PEITO . / AL MIO SENO .

ABANOU O MEU AR / MI FECE VENTO
AINDA UM POUCO ; / ANCORA UN POCO ;
NUM IMPULSO , / IN UN IMPULSO ,
A CORAGEM DE FUGIR , / IL CORAGGIO DI FUGGIRE ,
VOLTOU LOGO , / TORNÒ PRESTO ,
E SOLTOU AS REDEAS / E SCIOLSE LE REDINI
NO FUTURO REMOTO . / NEL FUTURO REMOTO .











mercoledì 7 agosto 2013

PESCI .










Chi si preoccupa seriamente della propria alimentazione , sceglie cibi che crede naturali , leggeri ed equilibrati  .
Considera un dovere curarsi delle esigenze del corpo .
Anche Rimba non si trascuró mai fisicamente .
Sappiamo peró che scelse un sistema di vita molto particolare , per noi differente dal normale .
Non perché fosse condizionato da una cultura esotica o da strane credenze popolari .
Semplicemente perché sentiva che tutto il necessario gli sarebbe arrivato comunque .
Non aveva torto .
Infatti , ogni mattina presto , una dopo l'altra , persone di differente estrazione sociale e disponibilitá economica , in processione ordinata e silenziosa , portavano un piccolo contributo .
Qualche frutto del giardino , foglie d'insalata appena raccolte , tuberi cotti , un paio di ciottole di riso bollito e tutti quegl'altri ingredienti indispensabili per una dieta sana e variata .
Deponevano , con gesti quasi liturgici , rapidi ma studiati , i loro doni ai piedi del Baobab e , poi , scivolavano via ad affrontare la loro giornata .
Soltanto una donna si tratteneva piú a lungo .
Incaricata di occuparsi del pesce , Maharani , lo preparava in modo che fosse facile portarlo alla bocca , senza impedimento .
A casa l'attendevano quattro figli ancora piccoli , ma a lei sembrava prioritario preoccuparsi di Rimba .
Il marito l'aveva abbandonata per seguire un altro uomo verso il quale provava estrema attrazione , e di cui diceva d'essersi innamorato .
La volta che riuscí a parlarne lí , affiorarono in lei sentimenti molto negativi .
Rapidamente i ricordi , ancora dolorosamente aggressivi , la condussero a manifestare ira violenta e desiderio di vendetta .
Per evitarle ulteriore sofferenza , Rimba cercó quindi di consolarla o , perlomeno , richiamarla alla logica della realtá :
« Perché scandalizzarsi e piangere se una tigre sceglie un agnello del gregge per nutrirsi ? Perché disperarsi quando una notte é senza Luna , il Sole ci cuoce i vestiti o la Marea invade la spiaggia ? »
A Maharani quelle parole risultarono incomprensibili , peró .
Si rese indispensabile una spiegazione piú dettagliata e pertinente :
« C'incarniamo per avventurarci sulla Terra . Ma raramente il corpo che ci viene assegnato corrisponde alle nostre aspettative . Poco importa peró se capiamo ch'é solo uno strumento , un mezzo per imparare le lezioni della vita . Tu ora sei donna e madre , avresti potuto nascere uomo o omosessuale come tuo marito . Il genere non determina il destino , conta soltanto il modo con cui ci relazioniamo agli altri . »
Lei continuava a non seguire un ragionamento logico , scosse la testa un paio di volte in modo convulsivo .
Per capirne le intenzioni , si rivolse agli occhi di Rimba , che , seduto all'ombra , sembrava piacevolmente incuriosito .
La seta azzurra , damascata , del vestitino le si sollevó , eccitando il movimento delle sue gambe divaricate , pronte a ricevere attenzione .
Si dimenticó delle braccia , invece .
Lasció che pendolassero inanimate , quasi appartenessero ad una bambolina sessuale in attesa d'istruzioni .
A causa di quei movimenti incontrollati , finí per assumere una posizione provocatoria , sensuale .
La nuditá del suo sesso apparve in un fulgore impossibile da ignorare .
Rimba osservó in silenzio , sorridendo benignamente .
Apprezzava la bellezza del corpo di Maharani .
Pensó che fosse giunto il momento d'accompagnare , con gesti concreti , parole non sempre idonee all'insegnamento .
Scostó allora la veste bianca , fino a far apparire il pene totalmente eretto .
La donna superó la sorpresa di vederlo cosí eccitato , capí che  il gioco della seduzione funziona indipendentemente da chi lo inizia .
Si masturbó e vide Rimba soddisfarsi .
Perdonó al marito ogni atto commesso sotto l'impulso del desiderio fisico , e , da quel mattino , rivolse esclusivamente l'attenzione al futuro dei suoi figli .
Non portó mai piú pesce lá .
Cosí , quel compito venne affidato ad un'altra donna , giovane e disinibita , la quale ci si dedicó , per anni , con il massimo entusiasmo .











mercoledì 31 luglio 2013

NADIRA ED IL SEMPLICE SEGRETO .











Nadira ha 35 anni , vive in una grande cittá dell'Indonesia .
Si preoccupava costantemente d'essere una buona madre per i suoi quattro figli e d'assolvere i numerosi obblighi domestici , sperando di non trascurare le necessitá emotive del marito .
Svolgeva anche. compiti sociali in un'istituzione semi-governativa , aiutando persone disadattate .
Purtroppo - peró - non era idonea a sopportare tanta pressione .
Ne risentiva fisicamente .
Soffriva di costanti mali-di-testa , disturbi digestivi e cutanei , aveva difficoltá ad addormentarsi la notte .
Era conscia di trovarsi in una situazione di notevole disagio .
Ma - imponendosi di cercare una via d'uscita - s'immergeva sempre di piú in uno stato ansioso , dal quale é davvero arduo svincolarsi .
Cosí la tensione l'avvolgeva ad ogni minima contrarietá e chi ne faceva le spese , spesso , era il marito .
In quella famiglia , l'equilibrio coniugale s'era alterato : Nadira non era piú interessata a svolgere un ruolo d'accompagnamento .
E lui , sentendosi allontanato , lasciava sempre piú spazio agl'impegni di lavoro , finendo per trascurare anche i doveri di genitore .
Ne sorsero frequenti discussioni e litigi .
Si permise che l'impazienza vandalizzasse i buoni propositi , su cui s'era impostata la vita in comune .
Nadira , in particolare , era vittima d'un circolo vizioso : quanto piú si deludeva , meno attraente e realizzata si sentiva , riversando fuori di sé la sua frustrazione , in modo tanto ostile da risultare scostante ed antipatica .
Si stava progressivamente isolando da tutto e tutti .
Contemplava spesso il suicidio , sentiva di non possedere un livello d'energia adeguato per affrontare con successo tutte le vicissitudini quotidiane .
Anche perché , inconsciamente , per dimostrare a sé stessa d'essere ancora in controllo e capace , s'inventava  innumerevoli prove da svolgere in simultaneo .
Una mattina , stava riportando il figlio minore a casa , dopo averlo prelevato da scuola .
Guidava nel traffico convulso , mezz'ora piú tardi del previsto .
Aveva appena risposto al cellulare .
Ascoltando da un fornitore i motivi dell'indisponibilitá di alcuni articoli , s'era chiesta cosa avrebbe gradito il marito per pranzo .
In quell'istante si ricordó che avrebbe prima dovuto preparargli la valigia e che forse non ci sarebbe stato tempo .
Suo figlio le gettó uno straccio umido tra i capelli , proprio quando un paio di ciclisti la stavano superando .
Istintivamente Nadira sterzó di pochi centimetri , rischiando d'urtare il marciapiede .
Non travolse nessuno .
Si spaventó - peró - ripensando a cosa sarebbe potuto succedere .
Capí che la morsa che le bloccava lo stomaco annunciava seri problemi di salute .
Non disse nulla al marito , che vide per pochi istanti prima che scappasse verso l'Aeroporto .
Ma spiegó bene la situazione a Rimba , il giorno dopo, quando qualcuno la condusse a quel Parco .
Concluse il dettagliato racconto con : « Sono molto ammalata , vero ? » esprimendo una convinzione , non una domanda .
Quando Rimba le sorrise e disse : « Sí , sí , molto ammalata , indubbiamente » , Nadira si sentí autorizzata a seguire il processo delle sue deduzioni logiche .
Chiese : « Quali Dottori é meglio vedere ? Di quali Specialitá ? Forse un Endocrinologo puó aiutarmi » .
« Sí , é importante che qualcuno ti guardi dentro . » - il Maestro trattenne una risata . Utilizzó peró il tono di voce di chi sta raccontando una barzelletta .
« Ah , capisco : Medicina Interna ... » - sembró convincersi Nadira .
Soddisfatta , pensó ch'era tempo di lasciare il Parco .
Come se volesse dirigersi immediatamente ad una Clinica .
Il suo accompagnatore peró le fece cenno di ringraziare .
Cosí si prostró con apparente devozione e rimase immobile per alcuni istanti .
Esaurita quell'ultima formalitá , si rialzó e se ne sarebbe andata .
Rimba la trattenne per un braccio .
Le spiegó che : « L'unico Dottore che ti puó guarire sei tu stessa . La tua malattia é facile da diagnosticare  : é la tua anima ch'é stufa di vivere in quel corpo ! » .
Nadira consideró quelle parole farneticanti , senza senso pratico .
Credette di poter vincere la discussione : « Se é una malattia spirituale , io che ci posso fare , non posso vincere il destino ! possiamo solo occuparci del corpo , all'anima che ci pensi Dio ! » .
« Tu sei il tuo destino , tu sei Dio » .
Negli occhi scuri della donna si generó il panico .
Per dissiparlo , Rimba aggiunse , paternamente : « Ascolta . Immagina il tuo corpo come una casa . Se é pulita , luminosa ed accogliente il tuo spirito ci stará comodo e aiuterá a mantenerla in ordine , altrimenti vorrá abbandonarla , per cercarsene una migliore . Per guarirti devi semplicemente ammettere ch'é cosí ! » .
Ne seguí una fitta discussione :
- « Ho sempre avuto una grande forza di volontá , eppure mi sono ammalata lo stesso ! »
- « Il problema é che ti sei mantenuta fuori di casa , passavi il tempo a dipingere la facciata , immaginando che all'interno fosse tutto in ordine . »
- « Non credo : la mia mente s'é sempre imposta di stare bene ! »
- « Certo , la tua volontá esiste ed é positiva , ma é male indirizzata .»
- « Ma come ? che potevo fare di piú ? »
- « Un semplice passo necessario : calarti al livello dove puoi fare la differenza . »
- « Quale livello ? »
- « Chiedi alla tua coscienza di fornirti l'indirizzo ! »
Quel consiglio fu molto utile a Nadira , che imparó a respirare a fondo ed a guardarsi dentro , smise d'imporsi mille incombenze inutili .
Lasció spazio sufficiente alla sua anima , in modo che non si sentisse piú costretta , limitata da un corpo che non le apparteneva .
L'Amore la rigeneró , tornó in perfetta salute , senza ricorrere a Dottori e medicine .












martedì 16 luglio 2013

IL BUIO DI CHI NON SA AMARE ABBASTANZA .











In quel Parco insonne , somatizzante , la vita di Rimba scorreva come un impasto semi-liquido che si deglutisce senza masticare .
A scandire il tempo ci pensava il ritmo del globo terrestre con i suoi vocaboli variopinti , battiti d'ali d'un vento , umido come nubi che si scordino dov'é il mare e si rincorrano in un sogno luccicante .
E , quando il sole di metallo opaco lasciava il suo corridoio di cemento , apparivano caricature di fuliggine fluorescente e , dal fogliame denso , si scatenava un applauso fragoroso .
Alla fine della giornata miriadi di bottoni luminosi scandivano il movimento di macchine pesantissime , disarticolate , che , mormorando , si dirigevano , lentamente , verso la scala che porta al di lá dell'orizzonte .
Ma - spesso - non era la notte scura a subentrare in scena .
Ci si sentiva tutti avvolgere da un chiarore evanescente , un lenzuolo strappato , inutile per nascondersi .
L'aria sapeva di naftalina ed impregnava , come un fumo di lampade a petrolio .
Le persone assumevano connotati surreali , esagerati , e Rimba si vedeva circondato da ombre tremule come barche riflesse sulla superficie d'un fiume , ondeggianti in un mare di colori fatui .
Solitamente , era proprio all'imbrunire che il suo corpo si rivelava poco reattivo .
Sentiva il bisogno d'assopirsi .
Ma , per non deludere nessuno , allontanava la stanchezza ., motivandosi la mente .
Sollevandosi di peso , appoggiava entrambe le mani ad un sostegno conficcato nel terreno .
Assumeva la stessa posizione , maestosa , d'un albero che sfidi le intemperie .
Accolse cosí una giovane donna , eccessivamente pallida , che gli s'avvicinó una sera .
Non gli fu subito possibile capirne l'etá , decidere se fosse ancora un'adolescente o una persona adulta .
Notó che trascinava un ragazzo avvinghiato ai suoi piedi scalzi .
Coperto soltanto da una maglietta , che occultava appena i pochi peli del petto .
Anche prima che dalle bocche d'entrambi uscissero parole , s'udirono suoni articolati , liturgici , forse emessi dal rotolare di quel fragile corpo ossuto contro il terreno pietroso .
Echeggiarono come la musica d'un tamburo , mentre un cupo senso d'aspettativa s'impossessava dell'attenzione dei presenti  ,
Poco dopo , la ragazza spiegó il motivo della visita :
« Sono venuta a farmi perdonare ! »
Aggiunse di sentirsi molto male , di non riuscire a sopportare il rimorso provocato da non specificate " azioni ignobili " .
Urló , supplicando aiuto , convinta che Rimba le avrebbe mostrato il cammino perduto .
E , senza aspettarne il parere , chiese concitatamente in che modo fosse possibile onorare tutta la sua saggezza .
Formuló la domanda : « Un monumento , una statua d'oro massiccio , ricorderá degnamente al Mondo la tua importanza , Maestro ? » .
Poi , accasciandosi al suolo , esausta , avvolse in un abbraccio il viso del compagno , che le era rimasto silenziosamente accanto , come se volesse impedirgli d'ascoltare .
La risposta fu immediata :
« Nessuno mi deve , né puó , esaltare con feste o con altri onori mondani .Sapete che non amo il lusso e l'ostentazione . Ma vorrei sí essere ricordato . Non come persona da idolatrare , ma come umile esempio da seguire . »
La ragazza credette d'aver capito il messaggio .
Affermó che , allora , avrebbe raccontato a tutti di quanta bontá lui fosse dotato .
Ma solo riuscí a pronunciare l'inizio delle sue intenzioni .
A lei Rimba rivolse parole destinate a tutti noi :
« Il mio animo non é superiore al tuo , né a quello di nessun'altro . L'Amore nasce spontaneo ovunque c'é un raggio di sole . Dobbiamo solo coltivarlo , farlo crescere rigoglioso , fino a che diventi la nostra casa eterna . » .
Tutti i presenti lo ringraziarono devotamente per la pazienza e l'affetto dimostrato .
A loro disse che il modo migliore per sdebitarsi é quello d'amare con ancor maggiore intensitá .
D'allora , ogni sera che piove nel giardino di Rimba , appare un arcobaleno di mille colori .
È li che Rimba invita tutti ad abbeverarsi .










lunedì 8 luglio 2013

LASCIATE CHE I VOSTRI CORPI BALLINO CON GIOIA !!











Giakarta presenta condizioni climatiche di tipo tropicale .
C'é sempre umiditá elevata , data l'ubicazione geografica vicinissima all'Equatore .
Piove torrenzialmente durante i mesi invernali , da Dicembre a Marzo .
Si verificano poche ondate di calore eccessivo : la temperatura massima non supera quasi mai i 31º ed é costante tutto l'anno .

Rimba consideró sempre le bevande imbottigliate come una trovata commerciale , inutile surrogato d'un bene preziosissimo , l'acqua che copiosamente viene offerta dal Cielo .
Ma - quella sera d'estate -accettó di bere succo di limone e thé freddo , che un gruppo di pellegrini gli porse in un contenitore metallico , di forma e dimensioni simili a quelle d'un bambino .
Tentó d'appagare cosí una sete insolita , proveniente da un soffocante senso di oppressione .
Forse a causa dell'attivitá vulcanica in qualche isola limitrofa , il termometro non accennava a scendere , neppure dopo il tramonto .
Anche lí , nel Parco , eletto a dimora fissa , perché tanto congeniale ai ritmi biologici , l'afa si stava dimostrando insopportabile , nessuno riusciva a riposare .
Sistemata in due circoli concentrici , una piccola folla si raccolse intorno all'albero , sotto il quale Rimba cercava di dissetarsi .
Tutti attesero pazientemente che la conversazione s'installasse in modo spontaneo , nessuno osava pronunciare una parola .
Ma , in quel silenzio , si stabilivano comunicazioni profonde , si respirava un calore umano che - al contrario di quello atmosferico - aiutava il tempo a passare piú rapidamente , e invogliava a rilassarsi .
Cosí , quando Rimba chiese se qualcuno fosse pronto a raccontare i suoi problemi , sorsero , curiosamente , da una mezza dozzina di persone , domande relative allo stesso argomento .
Come se si fosse concordato , previamente , un tema da svolgere in quella riunione : L'IMPORTANZA DEL CORPO !
Anche se spesso verteva l'enfasi sul lato spirituale , non si creda che Rimba fosse come quei Guru totalmente avulsi da realtá materiali .
Incominció a chiarire il concetto , ricorrendo ad un'allegoria elementare : « Chi , credendo d'esaltare la propria anima , sminuisce l'importanza del corpo , delle funzioni biologiche e dei sentimenti ad esse correlati , si sbaglia terribilmente . È come chi , lanciandosi verso una meta , si dimentica della natura del terreno su cui corre . Prima o poi cadrá pesantemente , rimettendo in discussione i progressi che abbia compiuto . »
Durante una breve pausa , si guardó attentamente attorno .
Notó pochi sguardi interrogativi da parti di coloro che ascoltavano , e , quindi , si sentí incoraggiato a continuare : « Ci sono molti conflitti su questo pianeta infelice , ma di certo il piú stupido é quello combattuto da coloro che invitano ad uccidere il corpo per salvarsi l'anima , senza capire che l'interazione dei due elementi é fondamentale per compiere la missione terrena . È con uno strumento che suoniamo musiche sublimi , non basta immaginarsele con il pensiero . »
A quel punto una ragazzina , ch'era rimasta a lungo rannicchita ai piedi della mamma , come addormentata , sollevó una mano tra le teste di due adulti , seduti proprio davanti a Rimba .
Attiró l'attenzione di tutti e le venne concessa immediatamente la parola .
Non riuscí a completare frasi ben articolate , ma affermó , comunque , di credere che siano le esigenze fisiche ad allontanarci dalla via che porta al progresso personale .
Sorridendo con infinitá dolcezza , Rimba rispose :
« Come te la pensano anche i sacerdoti di tante religioni . Dimenticano che , al contrario , é attraverso esperienze concrete che possiamo migliorarci , di certo non astraendoci dal corpo . Proviamo desideri e passioni , bisogni materiali e debolezze naturali perché ci sono necessari per confrontarci con noi stessi , apprendere , o metterci in condizione di riparare errori compiuti in passato . »
Tutti annuirono , convinti .















martedì 2 luglio 2013

UNA STRANA FAMIGLIA .









Il viso di Rimba , come per molti della sua etnía , permette di dissimulare facilmente un sentimento di sorpresa .
Anche quando i suoi connotati non assumono un atteggiamento enigmatico o distaccato , sono cosí armonici e proporzionati da sembrare inalterabili , poco espressivi .
Gli occhi bruni , adagiati al centro della linea immaginaria che misura la distanza tra le tempie , possiedono una forza pacata , incutono rispetto ma infondono , sempre , sentimenti di pace .
Non si lasciano influenzare , né dall'intensitá della luce ambientale , né , tantomeno , da oggetti e persone che vedono attorno a sé .
Due perle rare , incastonate in uno scrigno millenario .
Da dove i raggi del sole rifuggono , riflettendosi altrove , come timorosi d'alterare il perfetto equilibrio d'una espressione universale .
Eccezionalmente - peró - anche Rimba manifesta segni di stupore .
Cosí le sue pupille si vestono d'una patina dorata , riflesso d'intensi movimenti .
Ma , puntigliosamente , cerca sempre di ricomporsi , di non trasmettere i sentimenti che lo pervadono .
Di solito ottiene che nessuno sospetti della sua agitazione interna .
A meno che non si tratti d'una situazione davvero sconvolgente per lui ,
Come quando ricevette la visita di Kade , accompagnato dai due nipoti .
Davanti a loro , per lunghi istanti , si mostró confuso , vittima di dubbi profondi .
Mai prima aveva considerato un argomento scabroso .
Grazie alla saggezza ereditata chissá come , pensava d'essere in grado di fornire consigli pratici per qualsiasi situazione che gli venisse proposta .
Ma , in quel caso , ascoltando le parole di quell'uomo ormai vicino alla fine della sua esistenza terrena , si rese conto di non sapere come aiutarlo .
Richiese allora un aiuto trascendente e cercó di visualizzare il problema .
Il vecchio gli si presentó come lo zio dei due giovani : Sudomo , bell'uomo di 30 anni , dall'aria radiosa e soddisfatta e Susanti , sua ombrosa sorellina , ancora adolescente , adornata di sensualitá e delicatezza .
Disse di considerarli come due figli e d'essersi impegnato ad allevarli con grande affetto , dato che suo fratello non seppe mai assumersene la responsabilitá .
Non parló molto della mamma dei due , limitandosi ad affermare che é una prostituta , alla quale non si puó fare affidamento .
Mentre ascoltava una descrizione farcita di termini misurati , ed il piú possibile generici , spesso ripetitiva , come se non si riuscisse a completarla , Rimba rivolse la sua attenzione a Sudomo e Susanti .
S'accorse di poter facilmente sovrapporre l'immagine di uno a quella dell'altra .
I due si tenevano per mano , sostenendosi a vicenda in modo molto intimo e poco convenzionale ; di certo non si preoccupavano delle apparenze .
Non fu necessario che rivelassero esplicitamente quale tipo di rapporto li unisse .
S'impose il silenzio , prima che Kade trovasse il coraggio d'ammettere che anche lui ne é parte .
Data la straordinarietá delle circostanze , Rimba non ricorse al libro blu .
Annuí con la testa un paio di volte , come se volesse rispondere affermativamente a domande non formulate .
Poi alzó l'indice della mano destra , fino a che si sentí pervadere da un'ispirazione di lontana provenienza , un flusso magnetico che si trasformó in suoni pronunciati con la bocca semisocchiusa :
« È nella stessa famiglia che spesso si radunano spiriti che , altrove , non potrebbero risolvere i problemi ereditati da un passato tormentoso . »
« Che dobbiamo fare quindi ? » - chiese Sudomo , rivelandosi per un'istante molto ansioso .
Susanti lo guardó intensamente , forse irata , sentendosi tradita dal tono di quelle parole .
Non aggiunse - peró - alcuna opinione , scrollandosi appena nello scialle che la copriva fino alle caviglie .
A Kade nessuno fece caso , non si sa come reagí all'iniziativa del nipote .
Comunque , tutti tornarono a tranquillizzarsi , quando udirono la risposta :
« Condividete pure lo stesso letto , ma cercate , ora , l'armonia che i vostri corpi non conoscevano , quando si tirannizzavano a vicenda . Soltanto cosí non cadrete piú in basso ! » .
Purtroppo qualcuno riferí all'Autoritá il colloquio , e ne derivarono molti guai a Rimba .
Venne accusato d'incoraggiare l'Incesto , di seminare il peccato,  e di voler stravolgere l'ordinamento giuridico dello Stato .
Si salvó da conseguenze ancora piú gravi - evitando un processo dove probabilmente sarebbe stato condannato - perché un politico molto influente prese le sue parti , spiegando che le intuizioni d'un saggio sono sempre difficili da interpretare .
A me , invece , pare chiarissimo il messaggio di chi indica la strada dell'evoluzione morale e materiale .












domenica 23 giugno 2013

IL PROBLEMA DI RADIF .










Tutte le volte che Rimba si sentiva chiedere se il suo libro contenesse davvero risposte a qualsiasi quesito e soluzioni per ogni problema , si limitava a mantenerlo chiuso , indicandone con un dito la copertina blu .
Ma quando l'interlocutore appariva insoddisfatto e si mostrava ancor piú dubbioso , aggiungeva :
« Nel libro sono scritte le stesse parole che tu porti incise dentro di te , le pagine funzionano soltanto come uno specchio che riflette la tua coscienza » .
La spiegazione raramente convinceva qualcuno , ma , spesso , riusciva a stemperare la ritrosia di chi trovava difficoltá ad essere sé stesso .
Serviva come una chiave che aprisse l'intimitá di chi veniva a chiedere consiglio .

Quando Radif si presentó lá , a tarda sera , non chiese immediatamente l'aiuto delle parole del libro blu .
Ma bastó lanciargli contro un'occhiata per definire i termini del problema .
Come fa lo scienziato che riconosce la sostanza contenuta in una provetta .
Dal colore , densitá ed aspetto , deduce di che si tratta , senza neppure far uso di sofisticati strumenti .
Ben vestito e curato , di modi gentili ed aggraziati , certamente di educazioe e cultura superiore , Radif doveva aver raggiunto il momento fatidico in cui ci si chiede il motivo della propria esistenza .
Passarono peró parecchi minuti di silenzio assoluto , prima che si potesse confermare tale ipotesi .
Istanti di mutismo umano , mentre gli uccelli festosi tra le fronde , il vento e lo scorrere d'un ruscello mai smisero di mormorare
Rimba li utilizzó per scandire il ritmo della pazienza e per percorrere le montagna innevate della sua memoria , mentre l'altro pensava a come elaborare in modo plausibile una richiesta .
Finalmente , per iniziare , decise di ricorrere al formalismo di frasi di circostanza .
Come se un Poliziotto gli avesse chiesto di declinare le proprie generalitá :
« Mi chiamo Radif , sono un Cardio-Chirurgo affermato , la mia famiglia é una delle piú conosciute e potenti di Giakarta . Ho tre figli grandi , occupano posti preminenti , sono ricchi e sposati , m'hanno dato 8 nipotini sani ed intelligenti . Possiedo molte proprietá e faccio parte del Consiglio d'Amministrazione del maggior Ospedale della Cittá e d'un paio di Societá leader nel Settore della Terapia Medica .
Gioco a Golf tutti i giorni , mi sento forte , non ho alcun problema di salute .. »
Avrebbe aggiungiunto molti altri dettagli a quel Curriculum , se Rimba , visibilmente spazientito , non l'avesse interrotto :
« E allora ? »
Di nuovo si stabilí un silenzio con sottofondo di rumori ambientali .
Per almeno dieci minuti .
Radif si comportó come un attore secondario che ha esaurito la sua particina , e si prepara ad uscire pian-piano dalla scena .
Ma prima d'alzarsi e salutare , sentendosi chiedere se fosse felice , rispose con un « No ! » sconsolato , violento .
Rimba aveva centrato in pieno .
Soddisfatto , aprí il suo libro blu con ostentata precisione .
Come se sapesse esattamente il numero della pagina pertinente .
Da quel momento non rivolse piú lo sguardo verso l'interlocutore .
Finse invece d'impegnarsi nella lettura d'un testo definito :
« Quella che ti manca non é la tua allegria , ma l'allegria di chi ti circonda . Una pianta nel deserto inaridisce ,  mentre in una foresta trova il suo ambiente ideale . Semina il tuo amore , condividi tutto quello che fai , quello che possiedi e vedrai quanta felicitá riceverai di ritorno . »
Non sappiamo se Radif seguí quel consiglio o lo consideró un avulso messaggio religioso , incompatibile con le sue esigenze e circostanze .
Ma , se si fosse impegnato anche soltanto un pochino ad aiutare amici , famigliari e collaboratori , ascoltandoli e ricambiandoli con sorrisi e gesti benevoli di comprensione , sono certa che avrebbe trovato la vera Felicitá !