giovedì 3 ottobre 2013

CONSIDERAZIONI .













In seguito a numerose manifestazioni di simpatia ed affetto che mi sono pervenute via email , mi sento di dover aggiungere alcune considerazioni al Post precedente , che narra un episodio di violenza da me subíto un po' di tempo fa' .
Pur essendomi sforzata di presentare qui - in versione emendata - un racconto che potesse risultarvi " addolcito " , sono solo riuscita - a quanto pare - a comunicare dolore , tristezza ed un sentimento di rivolta .
Immagino la reazione che tali eventi hanno suscitato in Voi .
Non puó essere maggiore di quella che ho provato io , che ne sono stata la vittima diretta .
Quindi non é mia intenzione minimizzare comportamenti degradati , che sono conseguenza d'una profonda inciviltá ed ignoranza .
Ma , adesso , m'importa sottolineare come certe disgrazie si possano rivelare utili a chi si trova ad affrontarle .
Non posso sapere se quei cinque uomini sono persone malvagie ed insensensibili .
Ma - secondo me -  hanno agito assecondando un impulso che la nostra societá , pur condannando formalmente e fingendo di punire , mantiene vivo e vegeto , per assicurare quei rapporti di forza che la contraddistinguono .
Si sono creati l'alibi morale che io , essendo definibile come " puttana " , non possa permettermi il lusso di decidere quali cazzi prendere e quali no .
Ma sono convinta che le loro Coscienze non accettino questa logica distorta .
Credetemi : il rimorso non é un'invenzione letteraria o solo un appannaggio religioso .
Possiamo fingere d'ignorarlo , illuderci d'esserne immuni .
Ma , nel cuore di tutti noi , esistono principi Universali che ne valorizzano il significato .
Quindi non é necessario che m'incarichi io di " vendicarmi " , o che le Autoritá competenti emettano una pena adeguata a quegli abusi commessi .
Prima o poi , i responsabili si faranno giustizia da sé .
La loro vita s'incaricherá d'insegnare loro quelle lezioni che si rendono indispensabili per migliorarsi .
Anche senza una retribuzione draconiana o una condanna spietata , quegli uomini , un giorno , si troveranno vittime di violenza e sopruso .
Ed allora capiranno d'avere sbagliato , quella notte che hanno approfittato di me .
Niente mi pare piú giusto , né puó darmi piú tranquillitá .
Peró , non posso negare d'aver sofferto molto in quell'occasione , d'aver provato forte dolore , fisico e morale .
Indubbiamente ho dovuto affrontare un'esperienza difficile , spaventosa ed umiliante .
Ció che mi permette d'accettarla senza disperarmi é la consapevolezza che il dolore porta sempre con sé importanti elementi formativi .
La nostra condizione umana non sfugge a questo meccanismo .
Conviene quindi capirne la sua utilitá .
Interpretiamo le nostre sofferenze come agenti d'emancipazione spirituale , condizioni di progresso .
Non esistessero , ci vedremmo confrontati soltanto da piaceri ed oziositá sterili .
Come conseguenza , il nostro orizzonte si ridurrebbe , e , dentro confini ben limitati , imprigioneremmo il nostro spirito .
Le disgrazie e le privazioni - invece - ci mettono alla prova , permettono d'allargare quelle virtú che aprono la porta ad una vita piú consapevole e completa .
Capisco gli altri , mi identifico nei loro problemi , debolezze ed imperfezioni , quando sono triste e soffro .
Negli effimeri momenti di spensieratezza animale che costellano questa mia vita , corro il rischio d'essere superficiale ed insensibile , estremamente egoista .

Certo , non arrivo a considerare quegli stupratori come miei benefattori .
Ma provo per loro molta pena ed affetto .
Soprattutto so che esistono responsabilitá mie , dirette o indirette , attuali o precedenti , che hanno facilitato quel genere di eventi .
Eppure sarebbe inutile e controproducente colpevolizzarmi .
Accetto invece che tutto dev'essere accaduto per il mio Bene , anche se , in quei momenti , mi sono sentita ultraggiata ed ho temuto di morire .










venerdì 20 settembre 2013

IL MATRIMONIO DI DETISA .












Non si creda che soltanto persone umili e sprovvedute appaiano in quel Parco di Giacarta , ricercando aiuto .
Capita spesso che si presenti un professionista affermato , un imprenditore di grandi mezzi economici , persino qualcuno che faccia parte del Governo .
Molte volte si tratta d'una provocazione , o d'un trappola allestita per mettere in contraddizione il povero Rimba .
Ma é un bene che il desiderio di confronto costituisca la componente fondamentale di quegli incontri .
Altrimenti tutto s'esaurirebbe prima d'iniziare .

Anche in giornate molto ventose , intorno a quel Baobab , si respira un'aria che sa della polvere che emanano libri ingialliti , a lungo custoditi , ma mai aperti .
E , nel cielo sovrastante , la battaglia di nuvole che si rincorrono e sorpassano freneticamente , non produce mai ombre fluttuanti che raggiungano il terreno .
È come se Rimba , seduto nel silenzio ed assorto nei suoi pensieri , s'incaricasse di proiettare nell'atmosfera la pellicola della vita di tutti noi .

In Indonesia , ancora adesso , é diffusa , in zone rurali e poco evolute , l'usanza medioevale dei matrimoni di convenienza .
Per motivi economici e sociali , sono - spesso - i genitori a decidere quale marito imporre alla figlia .
Non lasciando che sia l'amore a prevalere .
Ufficialmente la Legge proibisce ogni imposizione forzata , ma é rarissimo che si ricorra ai Tribunali per risolvere diatribe di questa natura .
Si preferisce trovare in famiglia il modo per minimizzare delusioni , lenire sofferenze e produrre una convivenza tollerabile , se non proprio felice .
E , di solito , cosí avviene .
Quando - peró - una figlia si ribella , la situazione degera rapidamente .
Infatti , quasi mai le sue richieste vengono accolte o si cerca un compromesso .
Non le resta che andarsene .
Ma , dopo concitate ed infruttifere ricerche d'impiego , l'esercizio della prostituzione , piú o meno saltuaria , si presenta come l'unica maniera per ottenere i mezzi economici necessari alla sopravvivenza di chi abbandona la casa paterna .
Con grande guadagno , e diletto , dei parassiti che approfittano di queste tristi situazioni .

Detisa é una di queste ragazze , alle quali non venne prospettato altro che l'infelicitá perenne .
Invece di ricorrere alla fuga e finire in un bordello , riuscí a convincere i genitori a parlare con qualcuno " importante " che li consigliasse , prima d'una decisione definitiva a riguardo del suo matrimonio .
Cosí partirono , in tre , da Makassar nell'isola di Celebes e raggiunsero Giacarta , dopo un paio di giorni .
Quando se li trovó di fronte , Rimba capí tutto , immediatamente .
Vide una ragazza dallo sguardo triste e languido , ma non totalmente sconsolato e sottomesso .
In chi non poteva che essere la mamma , lesse il linguaggio delle lacrime trattenute a stento , unica arma di chi sa che non le verrá concessa la parola .
Al papá di Detisa , che risaltava alto ed austero , incapace di sedersi accanto alle sue donne , e trasudava quell'arroganza che solo una societá ingiusta incoraggia , avrebbe saputo come far calare le arie .
Ma non disse nulla .
Sapeva come quell'uomo gli avrebbe spiegato il problema :
- « Ho trovato , per mia figlia , un cugino devoto che possiede una grande piantagione a Nord di Makassar , impiega centinaia di persone , é molto abile ed astuto , sará un meraviglioso papá ed un affettuoso marito . »
A quelle parole , si sentí riecheggiare le orecchie !
Sorrise , per non sembrare ostile ed incoraggiare la continuazione del discorso , pur trovandolo poco edificante .
Ma , prima che l'uomo arrivasse a lunghe e noiose descrizioni , intese a valorizzare il significato della sua scelta  , Rimba decise d'intervenire :
- « Cos'ha fatto di male tua figlia per meritare questa punizione ? » chiese , severamente .
- « Di male ? nulla , nulla , é un'ottima figlia , una grande lavoratrice . È per il suo bene che ho preso questa decisione , un giorno mi ringrazierá ! »
- « Sentiamo l'opinione di Detisa , allora ... »
La ragazza , senza attendere l'assenso del padre espose cosí la sua versione :
- « Se almeno questo mio sacrificio rendesse tutti contenti , accetterei , ma sono sicura che non é cosí : mi daranno dell'ingrata quando apriró gli occhi e vedró la realtá com'é . »
E aggiunse che : - « Altre ragazze della mia cittá si sono fatte convincere ed hanno sposato uomini che non conoscevano abbastanza per poterli amare . I risultati sono evidenti : ora quelle famiglie sono divise , si vive o nell'odio o nell'indifferenza ! »
Avrebbe voluto menzionare qualche esempio specifico , ma il padre l'interruppe bruscamente , prendendola per un braccio , e scuotendola come un ramo secco : - « Grande Rimba non si degni d'ascoltarla , non sa cosa sta dicendo , é l'inesperienza che la rende paurosa ed indecisa . Una volta sposata , la natura fará il suo corso »
- « Attento ,diventarai il suo peggior nemico » osservó Rimba .
A noi questa puó sembrare un'affermazione di poca rilevanza , tanto ovvia quanto poco produttiva .
È perché ci stiamo abituando a riconoscere quanto avviene , senza ricorrere a preconcetti utilizzati fino a qualche tempo fa' .
Ma , per quella famiglia , in quella situazione , si trattó d'una svolta rivoluzionaria , determinata da valori assolutamente inediti .
Prima d'incontrare Rimba , il padre di Detisa si sentiva investito d'un diritto atavico che nessuno , in quell'ambiente , aveva mai questionato .
Pensava di dover agire per assicurare la prosperitá di tutti i famigliari , aspettandosi , in cambio , gratitudine ed affetto .
Il dubbio che la figlia potesse un giorno odiarlo , lo portó a desistere .
Non le impose mai piú decisioni autoritarie , nemmeno per mandarla a fare acquisti .
Lei sposó il ragazzo che amava da tempo , un coetaneo , agricoltore , sprovvisto di mezzi economici e poco dotato di capacitá pratiche .
Un rozzo irresponsabile , egoista , che mai la retribuí con affetto ed attenzioni .
Non ebbero figli , forse per problemi d'infertilitá .
Ma anche perché , alla passione della giovane sposa , lui sempre rispose negativamente .
Cosí Detisa allevó il marito come un bambino suo .
Gli insegnó a destreggiarsi nel mondo del commercio , e a non dipendere da false amicizie .
Per aiutarlo a percorrere la vita , conobbe molte sofferenze , e rinunció alle comoditá , che un matrimonio di convenienza avrebbe assicurato .






Non odiamo chi non c'ama ,
aspettiamo chi mai arriverá ,
disdegnamo soltanto la perditá della libertá .




mercoledì 11 settembre 2013

VOLARE VERSO IL FUTURO .













Rimba non si considera in grado di prevedere il futuro .
Né gli interesserebbe farlo .
A lui poco importa di sapere cosa avverrá domani , é nel presente che concentra l'attenzione .
Eppure - per assecondare tutti - ascolta ogni supplica e richiesta di consiglio .
E dispensa sempre un parere , sperando che si riveli utile .
Soprattutto quando capisce che ci si aspetta un aiuto , prima di prendere una decisione importante .

È nel profondo silenzio che si nascondono i veri dolori .
Ma , quando il vento ulula ed i cani abbaiano senza rimorso , si sprigiona la forza per combattere e superare ogni ostacolo .





Con gesti lenti , due uomini s'inginocchiarono ai piedi di Rimba , in un pomeriggio elettrico .
Due corpi quasi uguali , oscillanti , indecisi , ma rivestiti di vespertina fatalitá .
Vesti scure su pelle ancor piú suturna , carne febbricitante , intrisa del sale di molti mari e d'ombre proiettate da navi all'orizzonte .
Invisibili spore e spine purulente , in una borsa d'orologi contrabbandati , qualche bacca verde ed il dente d'un serpente appena nato .
Due visi color ruggine , occhi di cenere , zigomi calpestati , labbra tremule avvolte nella penombra della tristezza .
Afflitti , come moribondi adagiati in un cesto di frutta putrida , che qualcuno , presto , avrebbe gettato in un abisso senza fondo .
Implorarono d'essere ascoltati .
Dissero d'essere due fratelli-gemelli , ma d'aver vissuto vite totalmente separate .
Rincontrati , da poco , perché accorsi al funerale della madre .
Sentendosi quasi alla fine della contingenza umana , si stavano chiedendo notizie del futuro .
A quelle voci irripetibili , Rimba rispose battendo tre volte le mani .
Disturbó cosí alcuni passeri che stavano riposando sui rami del Baobab .
I quali , spaventati , se ne volarono verso altri alberi .
I due uomini osservarono la scena , ma non ne afferrarono il significato .
Rimasero in silenzio , a testa insú , come chi , guardando il sole che si cala all'orizzonte , non sia sicuro dell'arrivo della notte .










lunedì 2 settembre 2013

FAME DI SEMI TRANSGENICI ...








Non rappresenta nessuna religione , non s'impone di evangelizzare nessuno .
Tranquillizzatevi : Rimba non fonderá mai una setta , né partirá per localitá strategiche nel tentativo di mediatizzare le sue credenze .
Non alletta giovani con facili slogan , promettendo un futuro migliore , in cambio della loro devozione .
L'unico dogma in cui crede é quello di doversi mettere a disposizione di chiunque ricerchi aiuto .
Al contrario di molte istituzioni ecclesiastiche che , pur professandosi spirituali , mantengono interessi economici attivi , rifiuta qualsiasi contributo monetario .
Dispensa conforto con le parole , ma , tale é la sua umiltá , che preferirebbe essere un esempio silenzioso , un semplice anello d'una catena naturale , alla quale tutti apparteniamo .
Il Parco in cui vive é un rifugio tranquillo , nel centro d'una grandissima cittá , estremamente inquinata e caotica .
Non é un pulpito dal quale rivolga sermoni , o inviti a praticare strane liturgie .
Non si sente superiore a nessuno ed é convinto di dover imparare importanti lezioni da tutti .
Ma riconosce l'ipocrisia , di chi si dice destinato ad indirizzare l'umanitá verso valori morali , che non applica a sé stesso .
Sa che i " Falsi Profeti " di fama biblica abbondano ancor oggi .
A capo d'ogni Chiesa ce n'é almeno uno .
Un Paladino propagatore della sua fede , contro altre credenze religiose o esistenziali .
Dotato di grande valenza carismatica , dispone spesso di meccanismi sofisticati ed efficaci per influenzare l'opinione pubblica .
Uno di questi personaggi apparve recentemente in quel Parco .
Di proposito , per incontrare Rimba .
Un uomo alto , dalla pelle scura , che rappresenta una Chiesa a noi quasi sconosciuta , ma che conta giá centinai di migliaia di seguaci nel Mondo intero .
Questo " pastore " , pur definendosi " rappresentante diretto di Dio " , si presenta a tutti rifuggendo i simboli caratteristici del potere che rappresenta .
Si veste con sobrietá , indossando abiti qualunque , risponde affabilmente ad ogni interlocutore , non si nega a qualsiasi discussione .
Sembra disposto ad ascoltare , invece di giudicare ed imporre le proprie credenze , come facevano spesso i suoi predecessori .
Frutto d'una scaltra operazione di marketing , si ripromette d'apparire in sintonia con gli attuali tempi di crisi economica e morale .
Invece d'ignorare , o giustificare le contraddizioni che il suo officio comporta , le sventola ai quattro-venti , come se gli fossero imposte .
Dice a tutti ch'é qui per moralizzare il mondo , e che incomincerá a farlo presto , rivoluzionando usi e costumi secolari .
Per ora - peró - si limita a interpretare il ruolo dell'uomo umile , che s'accontenterebbe di starsene sotto un albero , vivendo della caritá altrui , ma al quale non é concesso di dimenticarsi della poderosa macchina economica che lo sostiene .
Rimba , per accoglierlo degnamente , s'alzó , gli protese le braccia incontro ed esclamó : « Benvenuto in questo palazzo » .
All'altro non sfuggí l'ironia di quelle parole .
Eppure rispose seriamente , nascondendosi dietro un sorriso :« Il Cielo ha voluto che t'incontrassi , ed io sono qui per compiere la Sua volontá » .
Ne seguí una breve conversazione , dai connotati amichevoli :
- « Come mai ti trovi a Giacarta ? »
- « Sono qui in missione , una visita pastorale per insegnare ai giovani che Dio li ama , in qualunque parte di mondo si trovino »
- « Molto bene , ma c'é proprio bisogno che tu glielo dica , non lo sanno giá ? »
- « Eh , no : purtroppo viviamo in tempi di grande materialismo , i giovani si scordano di Dio facilmente , sono tutti occupati a correre dietro alle apparenze , a desiderare oggetti di consumo . »
- « Ma non preoccuparti .. »
- « Come dici ? È un problema serio , i valori morali vanno salvaguardati , dobbiamo creare un futuro migliore per questa generazione . »
- « Il futuro non dipende da nessuno di noi , a me comunque importa soltanto il presente . »
Fu cosí che la discussione degeneró :
- « Tu dici cosí perché non hai la responsabilitá di condurre un gregge . »
- « E tu mi sembri piú preoccupato di contare le tue pecore che del loro benessere , o dell'ovile a cui sono dirette . »
Rimba voleva soltanto sottolineare come , anche le migliori delle intenzioni , possano celare risvolti meno edificanti .
Non era sua intenzione offendere , o antagonizzare il saggio e mite interlocutore .
L'uomo - peró - s'alzó di scatto , irritato .
Borbottó che « L'umiltá é un dono di Dio , c'é chi non sa proprio cosa sia . »
Prima d'andarsene , invitó Rimba a « cercare d'essere servitore , non protagonista , ed a capire che siamo tutti fratelli . »
Non si scordó di benedirlo , con una delle sue formule piú collaudate :
« Che Dio faccia la grazia d'indicarti il cammino , e che , un giorno , con la Sua benevolenza , ci si possa ritrovare in Paradiso . »
Rimba ringrazió dell'augurio , mostrandosi imperturbato .
Pensó allo stress inutile , provocato della " missione " d'arraffare anime alla " concorrenza " .
Immaginó l'altro alle prese del bilancio annuale , incaricato del conteggio di ogni anima convinta a redimersi .
Scosse la testa e sorrise bonariamente .










venerdì 16 agosto 2013

O CAVALO DA VIDA / IL CAVALLO DELLA VITA .











A LIÇÃO APRENDI / LA LEZIONE APPRESI
DO CAVALO DA VIDA / DAL CAVALLO DELLA VITA
QUE PERDEU-SE / CHE SI PERSE
Á ESPERA DE MIM : / IN ATTESA DI ME :
AGORA SEI QUE / ADESSO SO CHE
QUEM DESMONTA , / CHI SMONTA ,
VAI A PÉ . / VA A PIEDI .

É NO SONO / È NEL SONNO
QUE O VÍ : / CHE L'HO VISTO :
GALOPAVA A SOLTA , / GALOPPAVA SCIOLTO ,
RODEADO POR LADRIDOS / CIRCONDATO DA LATRATI
DE GALGOS , / DI LEVRIERI ,
A CRINIERA E A CAUDA / LA CRINIERA E LA CODA
NIVELAVA VOANDO . / LIVELLAVA VOLANDO .

MAIS ESCURO DA NOITE , / PIÙ SCURO DELLA NOTTE
O SEU MANTO / IL SUO MANTO
ROUBAVA LUZEIRO DOS ASTROS , / RUBAVA CHIARORE AGLI ASTRI ,
PARECIA QUE SALTASSE , / SEMBRAVA SALTASSE ,
IMPUDICO E SENSUAL , / IMPUDICO E SENSUALE ,
DESAFIANDO / SFIDANDO
O MOTO NORMAL . / IL MOTO NORMALE .

NAS CAMBAS DO FREIO , / NELLE GUARDIE DEL FRENO ,
A LAMBER-LHE A LINGUA , / A SFIORAGLI LA LINGUA ,
UM MAMILO DE ROSA , / UN BOTTONE DI ROSA ,
DUMA COR TANTO INTENSA , / D'UN COLORE TANT'INTENSO
DA ESCONDERME A VISTA / DA NASCONDERMI LA VISTA
DO QUE , FIRME , / DI CIÓ CHE , FIRME ,
DOBRAVO / PIEGAVO
AO MEU PEITO . / AL MIO SENO .

ABANOU O MEU AR / MI FECE VENTO
AINDA UM POUCO ; / ANCORA UN POCO ;
NUM IMPULSO , / IN UN IMPULSO ,
A CORAGEM DE FUGIR , / IL CORAGGIO DI FUGGIRE ,
VOLTOU LOGO , / TORNÒ PRESTO ,
E SOLTOU AS REDEAS / E SCIOLSE LE REDINI
NO FUTURO REMOTO . / NEL FUTURO REMOTO .











mercoledì 7 agosto 2013

PESCI .










Chi si preoccupa seriamente della propria alimentazione , sceglie cibi che crede naturali , leggeri ed equilibrati  .
Considera un dovere curarsi delle esigenze del corpo .
Anche Rimba non si trascuró mai fisicamente .
Sappiamo peró che scelse un sistema di vita molto particolare , per noi differente dal normale .
Non perché fosse condizionato da una cultura esotica o da strane credenze popolari .
Semplicemente perché sentiva che tutto il necessario gli sarebbe arrivato comunque .
Non aveva torto .
Infatti , ogni mattina presto , una dopo l'altra , persone di differente estrazione sociale e disponibilitá economica , in processione ordinata e silenziosa , portavano un piccolo contributo .
Qualche frutto del giardino , foglie d'insalata appena raccolte , tuberi cotti , un paio di ciottole di riso bollito e tutti quegl'altri ingredienti indispensabili per una dieta sana e variata .
Deponevano , con gesti quasi liturgici , rapidi ma studiati , i loro doni ai piedi del Baobab e , poi , scivolavano via ad affrontare la loro giornata .
Soltanto una donna si tratteneva piú a lungo .
Incaricata di occuparsi del pesce , Maharani , lo preparava in modo che fosse facile portarlo alla bocca , senza impedimento .
A casa l'attendevano quattro figli ancora piccoli , ma a lei sembrava prioritario preoccuparsi di Rimba .
Il marito l'aveva abbandonata per seguire un altro uomo verso il quale provava estrema attrazione , e di cui diceva d'essersi innamorato .
La volta che riuscí a parlarne lí , affiorarono in lei sentimenti molto negativi .
Rapidamente i ricordi , ancora dolorosamente aggressivi , la condussero a manifestare ira violenta e desiderio di vendetta .
Per evitarle ulteriore sofferenza , Rimba cercó quindi di consolarla o , perlomeno , richiamarla alla logica della realtá :
« Perché scandalizzarsi e piangere se una tigre sceglie un agnello del gregge per nutrirsi ? Perché disperarsi quando una notte é senza Luna , il Sole ci cuoce i vestiti o la Marea invade la spiaggia ? »
A Maharani quelle parole risultarono incomprensibili , peró .
Si rese indispensabile una spiegazione piú dettagliata e pertinente :
« C'incarniamo per avventurarci sulla Terra . Ma raramente il corpo che ci viene assegnato corrisponde alle nostre aspettative . Poco importa peró se capiamo ch'é solo uno strumento , un mezzo per imparare le lezioni della vita . Tu ora sei donna e madre , avresti potuto nascere uomo o omosessuale come tuo marito . Il genere non determina il destino , conta soltanto il modo con cui ci relazioniamo agli altri . »
Lei continuava a non seguire un ragionamento logico , scosse la testa un paio di volte in modo convulsivo .
Per capirne le intenzioni , si rivolse agli occhi di Rimba , che , seduto all'ombra , sembrava piacevolmente incuriosito .
La seta azzurra , damascata , del vestitino le si sollevó , eccitando il movimento delle sue gambe divaricate , pronte a ricevere attenzione .
Si dimenticó delle braccia , invece .
Lasció che pendolassero inanimate , quasi appartenessero ad una bambolina sessuale in attesa d'istruzioni .
A causa di quei movimenti incontrollati , finí per assumere una posizione provocatoria , sensuale .
La nuditá del suo sesso apparve in un fulgore impossibile da ignorare .
Rimba osservó in silenzio , sorridendo benignamente .
Apprezzava la bellezza del corpo di Maharani .
Pensó che fosse giunto il momento d'accompagnare , con gesti concreti , parole non sempre idonee all'insegnamento .
Scostó allora la veste bianca , fino a far apparire il pene totalmente eretto .
La donna superó la sorpresa di vederlo cosí eccitato , capí che  il gioco della seduzione funziona indipendentemente da chi lo inizia .
Si masturbó e vide Rimba soddisfarsi .
Perdonó al marito ogni atto commesso sotto l'impulso del desiderio fisico , e , da quel mattino , rivolse esclusivamente l'attenzione al futuro dei suoi figli .
Non portó mai piú pesce lá .
Cosí , quel compito venne affidato ad un'altra donna , giovane e disinibita , la quale ci si dedicó , per anni , con il massimo entusiasmo .











mercoledì 31 luglio 2013

NADIRA ED IL SEMPLICE SEGRETO .











Nadira ha 35 anni , vive in una grande cittá dell'Indonesia .
Si preoccupava costantemente d'essere una buona madre per i suoi quattro figli e d'assolvere i numerosi obblighi domestici , sperando di non trascurare le necessitá emotive del marito .
Svolgeva anche. compiti sociali in un'istituzione semi-governativa , aiutando persone disadattate .
Purtroppo - peró - non era idonea a sopportare tanta pressione .
Ne risentiva fisicamente .
Soffriva di costanti mali-di-testa , disturbi digestivi e cutanei , aveva difficoltá ad addormentarsi la notte .
Era conscia di trovarsi in una situazione di notevole disagio .
Ma - imponendosi di cercare una via d'uscita - s'immergeva sempre di piú in uno stato ansioso , dal quale é davvero arduo svincolarsi .
Cosí la tensione l'avvolgeva ad ogni minima contrarietá e chi ne faceva le spese , spesso , era il marito .
In quella famiglia , l'equilibrio coniugale s'era alterato : Nadira non era piú interessata a svolgere un ruolo d'accompagnamento .
E lui , sentendosi allontanato , lasciava sempre piú spazio agl'impegni di lavoro , finendo per trascurare anche i doveri di genitore .
Ne sorsero frequenti discussioni e litigi .
Si permise che l'impazienza vandalizzasse i buoni propositi , su cui s'era impostata la vita in comune .
Nadira , in particolare , era vittima d'un circolo vizioso : quanto piú si deludeva , meno attraente e realizzata si sentiva , riversando fuori di sé la sua frustrazione , in modo tanto ostile da risultare scostante ed antipatica .
Si stava progressivamente isolando da tutto e tutti .
Contemplava spesso il suicidio , sentiva di non possedere un livello d'energia adeguato per affrontare con successo tutte le vicissitudini quotidiane .
Anche perché , inconsciamente , per dimostrare a sé stessa d'essere ancora in controllo e capace , s'inventava  innumerevoli prove da svolgere in simultaneo .
Una mattina , stava riportando il figlio minore a casa , dopo averlo prelevato da scuola .
Guidava nel traffico convulso , mezz'ora piú tardi del previsto .
Aveva appena risposto al cellulare .
Ascoltando da un fornitore i motivi dell'indisponibilitá di alcuni articoli , s'era chiesta cosa avrebbe gradito il marito per pranzo .
In quell'istante si ricordó che avrebbe prima dovuto preparargli la valigia e che forse non ci sarebbe stato tempo .
Suo figlio le gettó uno straccio umido tra i capelli , proprio quando un paio di ciclisti la stavano superando .
Istintivamente Nadira sterzó di pochi centimetri , rischiando d'urtare il marciapiede .
Non travolse nessuno .
Si spaventó - peró - ripensando a cosa sarebbe potuto succedere .
Capí che la morsa che le bloccava lo stomaco annunciava seri problemi di salute .
Non disse nulla al marito , che vide per pochi istanti prima che scappasse verso l'Aeroporto .
Ma spiegó bene la situazione a Rimba , il giorno dopo, quando qualcuno la condusse a quel Parco .
Concluse il dettagliato racconto con : « Sono molto ammalata , vero ? » esprimendo una convinzione , non una domanda .
Quando Rimba le sorrise e disse : « Sí , sí , molto ammalata , indubbiamente » , Nadira si sentí autorizzata a seguire il processo delle sue deduzioni logiche .
Chiese : « Quali Dottori é meglio vedere ? Di quali Specialitá ? Forse un Endocrinologo puó aiutarmi » .
« Sí , é importante che qualcuno ti guardi dentro . » - il Maestro trattenne una risata . Utilizzó peró il tono di voce di chi sta raccontando una barzelletta .
« Ah , capisco : Medicina Interna ... » - sembró convincersi Nadira .
Soddisfatta , pensó ch'era tempo di lasciare il Parco .
Come se volesse dirigersi immediatamente ad una Clinica .
Il suo accompagnatore peró le fece cenno di ringraziare .
Cosí si prostró con apparente devozione e rimase immobile per alcuni istanti .
Esaurita quell'ultima formalitá , si rialzó e se ne sarebbe andata .
Rimba la trattenne per un braccio .
Le spiegó che : « L'unico Dottore che ti puó guarire sei tu stessa . La tua malattia é facile da diagnosticare  : é la tua anima ch'é stufa di vivere in quel corpo ! » .
Nadira consideró quelle parole farneticanti , senza senso pratico .
Credette di poter vincere la discussione : « Se é una malattia spirituale , io che ci posso fare , non posso vincere il destino ! possiamo solo occuparci del corpo , all'anima che ci pensi Dio ! » .
« Tu sei il tuo destino , tu sei Dio » .
Negli occhi scuri della donna si generó il panico .
Per dissiparlo , Rimba aggiunse , paternamente : « Ascolta . Immagina il tuo corpo come una casa . Se é pulita , luminosa ed accogliente il tuo spirito ci stará comodo e aiuterá a mantenerla in ordine , altrimenti vorrá abbandonarla , per cercarsene una migliore . Per guarirti devi semplicemente ammettere ch'é cosí ! » .
Ne seguí una fitta discussione :
- « Ho sempre avuto una grande forza di volontá , eppure mi sono ammalata lo stesso ! »
- « Il problema é che ti sei mantenuta fuori di casa , passavi il tempo a dipingere la facciata , immaginando che all'interno fosse tutto in ordine . »
- « Non credo : la mia mente s'é sempre imposta di stare bene ! »
- « Certo , la tua volontá esiste ed é positiva , ma é male indirizzata .»
- « Ma come ? che potevo fare di piú ? »
- « Un semplice passo necessario : calarti al livello dove puoi fare la differenza . »
- « Quale livello ? »
- « Chiedi alla tua coscienza di fornirti l'indirizzo ! »
Quel consiglio fu molto utile a Nadira , che imparó a respirare a fondo ed a guardarsi dentro , smise d'imporsi mille incombenze inutili .
Lasció spazio sufficiente alla sua anima , in modo che non si sentisse piú costretta , limitata da un corpo che non le apparteneva .
L'Amore la rigeneró , tornó in perfetta salute , senza ricorrere a Dottori e medicine .












martedì 16 luglio 2013

IL BUIO DI CHI NON SA AMARE ABBASTANZA .











In quel Parco insonne , somatizzante , la vita di Rimba scorreva come un impasto semi-liquido che si deglutisce senza masticare .
A scandire il tempo ci pensava il ritmo del globo terrestre con i suoi vocaboli variopinti , battiti d'ali d'un vento , umido come nubi che si scordino dov'é il mare e si rincorrano in un sogno luccicante .
E , quando il sole di metallo opaco lasciava il suo corridoio di cemento , apparivano caricature di fuliggine fluorescente e , dal fogliame denso , si scatenava un applauso fragoroso .
Alla fine della giornata miriadi di bottoni luminosi scandivano il movimento di macchine pesantissime , disarticolate , che , mormorando , si dirigevano , lentamente , verso la scala che porta al di lá dell'orizzonte .
Ma - spesso - non era la notte scura a subentrare in scena .
Ci si sentiva tutti avvolgere da un chiarore evanescente , un lenzuolo strappato , inutile per nascondersi .
L'aria sapeva di naftalina ed impregnava , come un fumo di lampade a petrolio .
Le persone assumevano connotati surreali , esagerati , e Rimba si vedeva circondato da ombre tremule come barche riflesse sulla superficie d'un fiume , ondeggianti in un mare di colori fatui .
Solitamente , era proprio all'imbrunire che il suo corpo si rivelava poco reattivo .
Sentiva il bisogno d'assopirsi .
Ma , per non deludere nessuno , allontanava la stanchezza ., motivandosi la mente .
Sollevandosi di peso , appoggiava entrambe le mani ad un sostegno conficcato nel terreno .
Assumeva la stessa posizione , maestosa , d'un albero che sfidi le intemperie .
Accolse cosí una giovane donna , eccessivamente pallida , che gli s'avvicinó una sera .
Non gli fu subito possibile capirne l'etá , decidere se fosse ancora un'adolescente o una persona adulta .
Notó che trascinava un ragazzo avvinghiato ai suoi piedi scalzi .
Coperto soltanto da una maglietta , che occultava appena i pochi peli del petto .
Anche prima che dalle bocche d'entrambi uscissero parole , s'udirono suoni articolati , liturgici , forse emessi dal rotolare di quel fragile corpo ossuto contro il terreno pietroso .
Echeggiarono come la musica d'un tamburo , mentre un cupo senso d'aspettativa s'impossessava dell'attenzione dei presenti  ,
Poco dopo , la ragazza spiegó il motivo della visita :
« Sono venuta a farmi perdonare ! »
Aggiunse di sentirsi molto male , di non riuscire a sopportare il rimorso provocato da non specificate " azioni ignobili " .
Urló , supplicando aiuto , convinta che Rimba le avrebbe mostrato il cammino perduto .
E , senza aspettarne il parere , chiese concitatamente in che modo fosse possibile onorare tutta la sua saggezza .
Formuló la domanda : « Un monumento , una statua d'oro massiccio , ricorderá degnamente al Mondo la tua importanza , Maestro ? » .
Poi , accasciandosi al suolo , esausta , avvolse in un abbraccio il viso del compagno , che le era rimasto silenziosamente accanto , come se volesse impedirgli d'ascoltare .
La risposta fu immediata :
« Nessuno mi deve , né puó , esaltare con feste o con altri onori mondani .Sapete che non amo il lusso e l'ostentazione . Ma vorrei sí essere ricordato . Non come persona da idolatrare , ma come umile esempio da seguire . »
La ragazza credette d'aver capito il messaggio .
Affermó che , allora , avrebbe raccontato a tutti di quanta bontá lui fosse dotato .
Ma solo riuscí a pronunciare l'inizio delle sue intenzioni .
A lei Rimba rivolse parole destinate a tutti noi :
« Il mio animo non é superiore al tuo , né a quello di nessun'altro . L'Amore nasce spontaneo ovunque c'é un raggio di sole . Dobbiamo solo coltivarlo , farlo crescere rigoglioso , fino a che diventi la nostra casa eterna . » .
Tutti i presenti lo ringraziarono devotamente per la pazienza e l'affetto dimostrato .
A loro disse che il modo migliore per sdebitarsi é quello d'amare con ancor maggiore intensitá .
D'allora , ogni sera che piove nel giardino di Rimba , appare un arcobaleno di mille colori .
È li che Rimba invita tutti ad abbeverarsi .










lunedì 8 luglio 2013

LASCIATE CHE I VOSTRI CORPI BALLINO CON GIOIA !!











Giakarta presenta condizioni climatiche di tipo tropicale .
C'é sempre umiditá elevata , data l'ubicazione geografica vicinissima all'Equatore .
Piove torrenzialmente durante i mesi invernali , da Dicembre a Marzo .
Si verificano poche ondate di calore eccessivo : la temperatura massima non supera quasi mai i 31º ed é costante tutto l'anno .

Rimba consideró sempre le bevande imbottigliate come una trovata commerciale , inutile surrogato d'un bene preziosissimo , l'acqua che copiosamente viene offerta dal Cielo .
Ma - quella sera d'estate -accettó di bere succo di limone e thé freddo , che un gruppo di pellegrini gli porse in un contenitore metallico , di forma e dimensioni simili a quelle d'un bambino .
Tentó d'appagare cosí una sete insolita , proveniente da un soffocante senso di oppressione .
Forse a causa dell'attivitá vulcanica in qualche isola limitrofa , il termometro non accennava a scendere , neppure dopo il tramonto .
Anche lí , nel Parco , eletto a dimora fissa , perché tanto congeniale ai ritmi biologici , l'afa si stava dimostrando insopportabile , nessuno riusciva a riposare .
Sistemata in due circoli concentrici , una piccola folla si raccolse intorno all'albero , sotto il quale Rimba cercava di dissetarsi .
Tutti attesero pazientemente che la conversazione s'installasse in modo spontaneo , nessuno osava pronunciare una parola .
Ma , in quel silenzio , si stabilivano comunicazioni profonde , si respirava un calore umano che - al contrario di quello atmosferico - aiutava il tempo a passare piú rapidamente , e invogliava a rilassarsi .
Cosí , quando Rimba chiese se qualcuno fosse pronto a raccontare i suoi problemi , sorsero , curiosamente , da una mezza dozzina di persone , domande relative allo stesso argomento .
Come se si fosse concordato , previamente , un tema da svolgere in quella riunione : L'IMPORTANZA DEL CORPO !
Anche se spesso verteva l'enfasi sul lato spirituale , non si creda che Rimba fosse come quei Guru totalmente avulsi da realtá materiali .
Incominció a chiarire il concetto , ricorrendo ad un'allegoria elementare : « Chi , credendo d'esaltare la propria anima , sminuisce l'importanza del corpo , delle funzioni biologiche e dei sentimenti ad esse correlati , si sbaglia terribilmente . È come chi , lanciandosi verso una meta , si dimentica della natura del terreno su cui corre . Prima o poi cadrá pesantemente , rimettendo in discussione i progressi che abbia compiuto . »
Durante una breve pausa , si guardó attentamente attorno .
Notó pochi sguardi interrogativi da parti di coloro che ascoltavano , e , quindi , si sentí incoraggiato a continuare : « Ci sono molti conflitti su questo pianeta infelice , ma di certo il piú stupido é quello combattuto da coloro che invitano ad uccidere il corpo per salvarsi l'anima , senza capire che l'interazione dei due elementi é fondamentale per compiere la missione terrena . È con uno strumento che suoniamo musiche sublimi , non basta immaginarsele con il pensiero . »
A quel punto una ragazzina , ch'era rimasta a lungo rannicchita ai piedi della mamma , come addormentata , sollevó una mano tra le teste di due adulti , seduti proprio davanti a Rimba .
Attiró l'attenzione di tutti e le venne concessa immediatamente la parola .
Non riuscí a completare frasi ben articolate , ma affermó , comunque , di credere che siano le esigenze fisiche ad allontanarci dalla via che porta al progresso personale .
Sorridendo con infinitá dolcezza , Rimba rispose :
« Come te la pensano anche i sacerdoti di tante religioni . Dimenticano che , al contrario , é attraverso esperienze concrete che possiamo migliorarci , di certo non astraendoci dal corpo . Proviamo desideri e passioni , bisogni materiali e debolezze naturali perché ci sono necessari per confrontarci con noi stessi , apprendere , o metterci in condizione di riparare errori compiuti in passato . »
Tutti annuirono , convinti .















martedì 2 luglio 2013

UNA STRANA FAMIGLIA .









Il viso di Rimba , come per molti della sua etnía , permette di dissimulare facilmente un sentimento di sorpresa .
Anche quando i suoi connotati non assumono un atteggiamento enigmatico o distaccato , sono cosí armonici e proporzionati da sembrare inalterabili , poco espressivi .
Gli occhi bruni , adagiati al centro della linea immaginaria che misura la distanza tra le tempie , possiedono una forza pacata , incutono rispetto ma infondono , sempre , sentimenti di pace .
Non si lasciano influenzare , né dall'intensitá della luce ambientale , né , tantomeno , da oggetti e persone che vedono attorno a sé .
Due perle rare , incastonate in uno scrigno millenario .
Da dove i raggi del sole rifuggono , riflettendosi altrove , come timorosi d'alterare il perfetto equilibrio d'una espressione universale .
Eccezionalmente - peró - anche Rimba manifesta segni di stupore .
Cosí le sue pupille si vestono d'una patina dorata , riflesso d'intensi movimenti .
Ma , puntigliosamente , cerca sempre di ricomporsi , di non trasmettere i sentimenti che lo pervadono .
Di solito ottiene che nessuno sospetti della sua agitazione interna .
A meno che non si tratti d'una situazione davvero sconvolgente per lui ,
Come quando ricevette la visita di Kade , accompagnato dai due nipoti .
Davanti a loro , per lunghi istanti , si mostró confuso , vittima di dubbi profondi .
Mai prima aveva considerato un argomento scabroso .
Grazie alla saggezza ereditata chissá come , pensava d'essere in grado di fornire consigli pratici per qualsiasi situazione che gli venisse proposta .
Ma , in quel caso , ascoltando le parole di quell'uomo ormai vicino alla fine della sua esistenza terrena , si rese conto di non sapere come aiutarlo .
Richiese allora un aiuto trascendente e cercó di visualizzare il problema .
Il vecchio gli si presentó come lo zio dei due giovani : Sudomo , bell'uomo di 30 anni , dall'aria radiosa e soddisfatta e Susanti , sua ombrosa sorellina , ancora adolescente , adornata di sensualitá e delicatezza .
Disse di considerarli come due figli e d'essersi impegnato ad allevarli con grande affetto , dato che suo fratello non seppe mai assumersene la responsabilitá .
Non parló molto della mamma dei due , limitandosi ad affermare che é una prostituta , alla quale non si puó fare affidamento .
Mentre ascoltava una descrizione farcita di termini misurati , ed il piú possibile generici , spesso ripetitiva , come se non si riuscisse a completarla , Rimba rivolse la sua attenzione a Sudomo e Susanti .
S'accorse di poter facilmente sovrapporre l'immagine di uno a quella dell'altra .
I due si tenevano per mano , sostenendosi a vicenda in modo molto intimo e poco convenzionale ; di certo non si preoccupavano delle apparenze .
Non fu necessario che rivelassero esplicitamente quale tipo di rapporto li unisse .
S'impose il silenzio , prima che Kade trovasse il coraggio d'ammettere che anche lui ne é parte .
Data la straordinarietá delle circostanze , Rimba non ricorse al libro blu .
Annuí con la testa un paio di volte , come se volesse rispondere affermativamente a domande non formulate .
Poi alzó l'indice della mano destra , fino a che si sentí pervadere da un'ispirazione di lontana provenienza , un flusso magnetico che si trasformó in suoni pronunciati con la bocca semisocchiusa :
« È nella stessa famiglia che spesso si radunano spiriti che , altrove , non potrebbero risolvere i problemi ereditati da un passato tormentoso . »
« Che dobbiamo fare quindi ? » - chiese Sudomo , rivelandosi per un'istante molto ansioso .
Susanti lo guardó intensamente , forse irata , sentendosi tradita dal tono di quelle parole .
Non aggiunse - peró - alcuna opinione , scrollandosi appena nello scialle che la copriva fino alle caviglie .
A Kade nessuno fece caso , non si sa come reagí all'iniziativa del nipote .
Comunque , tutti tornarono a tranquillizzarsi , quando udirono la risposta :
« Condividete pure lo stesso letto , ma cercate , ora , l'armonia che i vostri corpi non conoscevano , quando si tirannizzavano a vicenda . Soltanto cosí non cadrete piú in basso ! » .
Purtroppo qualcuno riferí all'Autoritá il colloquio , e ne derivarono molti guai a Rimba .
Venne accusato d'incoraggiare l'Incesto , di seminare il peccato,  e di voler stravolgere l'ordinamento giuridico dello Stato .
Si salvó da conseguenze ancora piú gravi - evitando un processo dove probabilmente sarebbe stato condannato - perché un politico molto influente prese le sue parti , spiegando che le intuizioni d'un saggio sono sempre difficili da interpretare .
A me , invece , pare chiarissimo il messaggio di chi indica la strada dell'evoluzione morale e materiale .












domenica 23 giugno 2013

IL PROBLEMA DI RADIF .










Tutte le volte che Rimba si sentiva chiedere se il suo libro contenesse davvero risposte a qualsiasi quesito e soluzioni per ogni problema , si limitava a mantenerlo chiuso , indicandone con un dito la copertina blu .
Ma quando l'interlocutore appariva insoddisfatto e si mostrava ancor piú dubbioso , aggiungeva :
« Nel libro sono scritte le stesse parole che tu porti incise dentro di te , le pagine funzionano soltanto come uno specchio che riflette la tua coscienza » .
La spiegazione raramente convinceva qualcuno , ma , spesso , riusciva a stemperare la ritrosia di chi trovava difficoltá ad essere sé stesso .
Serviva come una chiave che aprisse l'intimitá di chi veniva a chiedere consiglio .

Quando Radif si presentó lá , a tarda sera , non chiese immediatamente l'aiuto delle parole del libro blu .
Ma bastó lanciargli contro un'occhiata per definire i termini del problema .
Come fa lo scienziato che riconosce la sostanza contenuta in una provetta .
Dal colore , densitá ed aspetto , deduce di che si tratta , senza neppure far uso di sofisticati strumenti .
Ben vestito e curato , di modi gentili ed aggraziati , certamente di educazioe e cultura superiore , Radif doveva aver raggiunto il momento fatidico in cui ci si chiede il motivo della propria esistenza .
Passarono peró parecchi minuti di silenzio assoluto , prima che si potesse confermare tale ipotesi .
Istanti di mutismo umano , mentre gli uccelli festosi tra le fronde , il vento e lo scorrere d'un ruscello mai smisero di mormorare
Rimba li utilizzó per scandire il ritmo della pazienza e per percorrere le montagna innevate della sua memoria , mentre l'altro pensava a come elaborare in modo plausibile una richiesta .
Finalmente , per iniziare , decise di ricorrere al formalismo di frasi di circostanza .
Come se un Poliziotto gli avesse chiesto di declinare le proprie generalitá :
« Mi chiamo Radif , sono un Cardio-Chirurgo affermato , la mia famiglia é una delle piú conosciute e potenti di Giakarta . Ho tre figli grandi , occupano posti preminenti , sono ricchi e sposati , m'hanno dato 8 nipotini sani ed intelligenti . Possiedo molte proprietá e faccio parte del Consiglio d'Amministrazione del maggior Ospedale della Cittá e d'un paio di Societá leader nel Settore della Terapia Medica .
Gioco a Golf tutti i giorni , mi sento forte , non ho alcun problema di salute .. »
Avrebbe aggiungiunto molti altri dettagli a quel Curriculum , se Rimba , visibilmente spazientito , non l'avesse interrotto :
« E allora ? »
Di nuovo si stabilí un silenzio con sottofondo di rumori ambientali .
Per almeno dieci minuti .
Radif si comportó come un attore secondario che ha esaurito la sua particina , e si prepara ad uscire pian-piano dalla scena .
Ma prima d'alzarsi e salutare , sentendosi chiedere se fosse felice , rispose con un « No ! » sconsolato , violento .
Rimba aveva centrato in pieno .
Soddisfatto , aprí il suo libro blu con ostentata precisione .
Come se sapesse esattamente il numero della pagina pertinente .
Da quel momento non rivolse piú lo sguardo verso l'interlocutore .
Finse invece d'impegnarsi nella lettura d'un testo definito :
« Quella che ti manca non é la tua allegria , ma l'allegria di chi ti circonda . Una pianta nel deserto inaridisce ,  mentre in una foresta trova il suo ambiente ideale . Semina il tuo amore , condividi tutto quello che fai , quello che possiedi e vedrai quanta felicitá riceverai di ritorno . »
Non sappiamo se Radif seguí quel consiglio o lo consideró un avulso messaggio religioso , incompatibile con le sue esigenze e circostanze .
Ma , se si fosse impegnato anche soltanto un pochino ad aiutare amici , famigliari e collaboratori , ascoltandoli e ricambiandoli con sorrisi e gesti benevoli di comprensione , sono certa che avrebbe trovato la vera Felicitá !













giovedì 13 giugno 2013

GIBIMAH AL COSPETTO DI RIMBA .









Per molti anni , la scena fu sempre la stessa :
Rimba seduto all'ombra , appoggiato trasversalmente al tronco dell'albero , che rappresentava la dimora a sua disposizione , e dove perdeva lo sguardo assorto .
Quando si sollevava un po' di vento polveroso , il turbinio di parole uscite dalla sua bocca raggiungeva i rami piú bassi , che , oscillando , ne accompagnavano il ritmo .
Quell'uomo non si chiuse mai in un prezioso silenzio che nascondesse il mistero dei suoi propositi .
Elargí sempre , profusamente , consigli ed incoraggiamento a chi gli apparve di fronte , a qualunque ora del giorno o della notte .
Vestito di semplici panni - una sciarpa e pantaloni di cotone bianco intenso - che non riuscivano a consumarsi né ad ingiallire minimamente .
Sul petto , ben presenti , ostentati come stimmate , i segni dell'infanzia difficile e della totale assenza di vanitá .
In effetti , tutta la pelle del corpo , pur marchiato e soffrente , non subiva il logorio del tempo , non aggiungeva rughe alle pieghe naturali della sua fisionomia .
Pur confrontandosi con i problemi di tutti , Rimba era come un'Icona immutabile , appesa a quell'albero per il bene di chi venisse a consultarla .
Accoglieva tutti con un sorriso , che , peró , si trasformava in smorfia , al minimo accenno di ostentata devozione .
Cosí , molto spesso , passava bruscamente ad affrontare l'assunto che gli veniva sottoposto .






In un soffocante pomeriggio di Giugno , in un anno che il violento Monsone Orientale rese particolarmente torrido ed instabile , si presentó a Rimba una giovane donna , molto bella e sensuale .
Copriva appena il seno , e le cosce , con un Batik quasi trasparente , ma non avrebbe avuto difficoltá a spogliarsi completamente , avesse solo intuito che cosí le conveniva .
Figlia unica d'un commerciante di riso e caffé , dell'isola di Bali , Gibimah aveva intrapreso il viaggio fino a Giakarta da sola .
Stava attraversando un momento particolarmente difficile , che neppure le persone amiche dimostravano di comprendere .
Angustie e dubbi le perseguitavano il sonno , e , di giorno , si sentiva osteggiata anche da chi incontrava casualamente .
Dentro di sé , credeva di mantenere il segreto d'una situazione che , invece , era ormai chiara agli occhi del mondo .
Viveva con Netro , suo papá .
La mamma , Indah , all'estero , dopo aver ottenuto il divorzio , scomparve per sempre , non diede piú notizie di sé .
Cosí Gibimah riversó tutto il suo affetto su Netro , che le sembrava molto riconoscente ed affettuoso .
In realtá , lui conservava dentro di sé , ben dissimulato , il peso della vergogna
Sapeva , infatti , che lei si prostituiva in una Casa di Denpasar , a pochi metri dall'Aeroporto Internazionale .
Non l'avrebbe ammesso a nessuno , ma ci soffriva enormente .
Ne era venuto in modo singolare .
Per anni la figlia era riuscita , con tante menzogne ed un po' d'astuzia , a fargli credere che le sue assenze da casa fossere ampiamente giustificate .
Se non fosse arrivato , per passare le vacanze estive , un giovane francese , marito d'una loro cugina , probabilmente quella doppia vita si sarebbe salvaguardata e mantenuta .
Avvenne invece che , ad un cena tradizionale , organizzata in suo onore e che Gibimah disertó , l'ospite Jacques ammise d'aver notato una ragazza , straordinariamente somigliante a lei , nel bordello dove concluse la prima d'una lunga serie di serate d'eccessi .
Il sospetto si trasformó in conferma quando , su richiesta di Netro , tornó in quel posto e chiese di visionare tutte le ragazze disponibili .
Sotto l'effetto dell'alcol e di altre sostanze ancor piú allucinogene , il ragazzo , scelse d'esercitare un potere che nessuno poteva avergli conferito .
Smascheró abilmente la cugina .
Ottenne anche di portarsela a letto per la notte intera .
Il giorno dopo , sobrio ma non per questo piú lucido o meno crudele , contó tutto a Netro .
Gli provocó un pianto dirotto , che Jacques volle credere fosse un'emotiva forma di gratitudine nei suoi confronti !
Intanto Gibimah cadde nella piú profonda delle disperazioni .
Per mesi a fila , si recó , tutte le notti , nel salone dove , vestita d'un sarong di seta rosa , si mostrava a chi venisse a cercare compagnia .
Ogni volta - peró - che un uomo le allungava una mano per invitarla a seguirlo , Gibimah fuggiva via urlando ,  come se volessero violentarla .
Passó molto tempo - quasi un intero anno - prima che una vocina interiore , ricordandole della fama di Rimba , la spinse a partire per incontrarlo .
Viaggió su una nave affollatissima , per tre notti sul ponte superiore , cullata dal suono di tamburi a festa .
A Netro aveva detto che a Giakarta le era stato offerto un posto di assistente in un ufficio professionale .
Lui aveva finto di crederle , premurandosi di non imporle alcuna condizione , nemmeno quella d'un possibile ritorno .
Arrivó all'incontro con Rimba , senza un programma ben preciso , non sapendo cosa avrebbe fatto dopo averne ascoltate le sagge parole .
Non si stupí di quel suo sorriso luminoso , di quello sguardo penetrante .
Forse ne fraintese le intenzioni .
Ma , comunque , si sforzó di non credere che quell'uomo potesse desiderarla sessualmente .
Gli si rivolse come ad una donna amica o alla mamma che l'aveva abbandonata .
Abbassó gli occhi , fino a fissargli la punta delle dita dei piedi , soltanto dopo avere esclamato :
« Sono una prostituta ! »
Il sorriso e lo sguardo benevolo dal quale s'era sentita avvolgere , non si scomposero minimante per quelle parole .
Non aveva formulato una domanda , s'era solo presentata in modo sommario ed impreciso .
Eppure non disse altro , attendendo , nervosamente , una risposta .
Rimba non si mosse per lunghi minuti , tenne il libro blu inesorabilmente chiuso sulle ginocchia .
Come se stesse pensando che , lí , non avrebbe trovato parole degne da rivolgere a Gibimah .
In realtá , stava solo saggiando la pazienza della ragazza .
Quando fu certo che il messaggio di serenitá ed armonia , emanato senza proferire una parola , avesse prodotto l'effetto desiderato , si scosse dall'apparente torpore .
Appoggió un gomito al terreno , in modo da poter sfogliare le pagine , proteggendole dal vento .
Finse di cercare pigramente qualcosa , una frase appropriata che non si voleva lasciar trovare .
Per due volte richiuse la copertina , scuotendo la testa , come per confermare l'insuccesso di quella ricerca .
La ragazza assisteva alla scena accentuando , con le mani appoggiate sui fianchi , un'atteggiamento di sfida .
Ma , dentro di sé , sentiva crescere una gioia che mai aveva conosciuta prima .
L'attesa aiutó a stemperare sentimenti affiorati confusamente .
L'assurditá della provocazione di Rimba le restituí un'autostima persa da molto tempo .
Poi echeggiarono le parole lette attraverso la copertina blu , scandite lentamente :
« Il corpo della donna , come quello dell'uomo , é un indumento steso al vento ogni volta che il temporale lo bagna . Puó asciugarsi in un minuto o non seccarsi in una settimana . L'importante é non avere mai timore d'indossarlo e farne l'uso al quale é destinato » .
Non si puó sapere esattamente quale fosse il significato di quell'Allegoria .
Gibimah volle trovarci la giustificazione per un comportamento di cui non si vergognó mai piú .
Passó qualche settimana a Giakarta , alternando la sua presenza in un paio di locali esclusivi , dove si pratica la prostituzione , con attivitá d'assistenza ad anziani handicappati .
Ritornó poi a Bali , per riabbracciare Netro .
Ammise l'errore d'avergli mentito , escludendolo dalla sua intimitá .
Ma gli comunicó di volere continuare a fare la prostituta .
È , ora , una donna esemplare , una figlia premurosa ed amorevole , un'accompagnatrice sempre ben disposta ed allegra , una persona che non ha piú paura di sé stessa .












mercoledì 5 giugno 2013

IL LIBRO DI RIMBA .











Qualche anno fa' , appena prima della nascita di Rimba , sulla costa meridionale di Giava si scatenó un violentissimo temporale tropicale .
Nubi , esauste di trasportare il peso dell'intero Oceano Indiano , s'addensarono al tramonto , oscurandolo come enorme dragone pronto a vomitare il diluvio .
Chi venne sorpreso nelle campagne , non riuscendo a rientrare nel villaggio , cercó rifugio in qualche anfratto roccioso , dove passó la notte intera .
Sutya invece non trovó tempo per raggiungere un luogo sicuro .
Si trovava sulla spiaggia in attesa del marito , uscito a pesca con due suoi fratelli .
Le iniziarono le ultime doglie quando si sentí colpire il viso , umido di vapore e di pianto , da gocce di pioggia , ostili come sassate .
Con un po' d'ignoranza e troppa fiducia , s'illuse di poter resistere fino a che qualcuno la venisse ad aiutare .
In risposta , la Natura , sconvolta al punto da diventare crudele , le rovesció tutto contro , come per cancellare lei , non soltanto le sue orme sulla sabbia .
Cosí Rimba nacque dove capitó , in una pozza scavata dalle onde , ma piena d'acqua caduta dal cielo .
Un modo tanto tribolato d'iniziare a vivere , comporta conseguenze gravi per tutto il resto dell'esistenza terrena .
Non deve stupire , quindi , che il bambino abbia sviluppato debolezze organiche e difficoltá di crescita .
Sul viso , caratterizzato da evidente asimmetria , rimasero segni indelebili dei goccioloni che lo martoriarono all'uscita dal grembo materno .
Macchie pigmentate apparvero anche sul petto , ma non su gambe e braccia dove - peró - con il passare degli anni , cruenti incidenti , contatti con il fuoco e perturbate esplorazioni di scogli rocciosi , lasciarono tracce vistose .
Ma , bilanciando gli effetti d'un aspetto gracile e poco salutare , la sopravvivenza creó in Rimba sentimenti eccezionali di pazienza e comprensione , oltre ad una grande forza morale .
Prima che raggiungesse l'adolescenza , gli veniva giá attribuito un ruolo importante da parte degli abitanti del luogo .
Tutti veneravano la sua saggezza , avvicinandolo spesso per chiedere consiglio .
Rimba rispondeva sempre prontamente , anche quando avrebbe dovuto dedicarsi ad altre occupazioni .
Ma non nascondeva il desiderio di trasfersi dove avrebbe potuto aiutare un numero maggiore di persone .
Appena compiuti 18 anni , dopo aver ricevuto il consenso dai genitori e dal Capo del Villaggio , decise di mettersi in cammino per raggiungere Giakarta .
L'annuncio della sua partenza suscitó un'onda d'emozioni incontrollate che resero il commiato ancor piú gravoso .
Promise di ritornare dopo aver compiuto la sua missione  , ma non specificó a nessuno quale fosse e quanto tempo l'avrebbe tenuto lontano .
S'incamminó , da solo , prima dell'alba , una mattina di festa , in modo da scivolare via inosservato .
Portó con sé il minimo necessario : niente cibo né vestiti , solo un paio di ciabatte di ricambio , un bastone , due penne stilografiche ed un libro voluminoso , scritto in una lingua a lui inconprensibile .
L'aveva trovato - insieme ad alcuni coetanei ancora bambini - in una cassa arrivata sulla spiaggia , dopo una tempesta , forse proveniente d'un naufragio .
Gli altri s'impossessarono di tutti gli oggetti di qualche utilitá , lasciando soltanto un ammasso di carta stampata , ammuffita e di colore cangiante , racchiusa in una copertina di vinile blu .
Rimba se ne prese cura come se si trattasse d'una reliquia .
D'allora lo portó sempre con sé , con delicatezza e dedizione , spesso leggendo enfaticamente ad alta voce frasi totalmente inventate .
Un gioco infantile - forse - ma anche - sicuramente - un antidoto efficace in molte situazioni .
Al punto che gli abitanti del villaggio presero l'abitudine d'accostare Rimba non soltanto per chiedergli consiglio , ma , soprattutto , per invitarlo a trovare , nel suo libro misterioso , un brano che si potesse rivelare utile per risolvere qualche grave problema .
Si credeva ciecamente in ció che un bambino , malaticcio dall'aria accidentata , pronunciava , fingendo di leggere parole non scritte nel suo libro .
Pur riconoscendolo come un processo d'illusione collettiva , nessuno mai osó contestarlo .
Furono , anzi , moltissimi i casi in cui s'attribuí " saggezza divina " a consigli dispensati in quel modo , e che finivano sempre per produrre effetti positivi .
Quando lui se ne andó , si diffuse una grande disperazione , come se ormai quel villaggio non potesse piú proteggersi contra le difficoltá della vita,  e fosse destinato alla disgrazia perenne .
Si cominció ad attenderne il ritorno , con ansia ed un po' di fanatismo .
Ma non arrivarono mai notizie precise , che confortassero ed aiutassero a prevedere il futuro .
Solo si seppe - parecchi anni piú tardi - che Rimba fu accolto malissimo nella grande Cittá .
Poco importa se fu realmente cosí , o se rumori infondati vennnero sparsi da chi , per problemi personali , nutrisse odio o gelosia contro chiunque .
Sicuramente , per quel giovane uomo venuto da fuori , non fu facile aggiustarsi ad un ambiente , dove imperano egoismo e materialismo , ed i rapporti umani sono improntati , quasi esclusivamente , all'interesse economico .
Soprattutto perché si trovó senza alcuna protezione .
Dipese dalla caritá altrui , sforzandosi di indirizzare benevole parole , ricche di gratitudine , a chi si degnasse a fornirgli anche solo un piccolo aiuto .
Ma andare oltre , stabilire un contatto piú intimo , si riveló impossibile , almeno fino a quando avvenne un episodio singolare , che suggerí un approccio differente .
In un afoso primo pomeriggio d'Estate , Rimba si trovava nel giardino comunale di Giakarta , dove usufruiva spesso della pace offerta da alberi secolari .
Venne avvicinato da uno sconosciuto , che - peró - dimostró di conoscere il suo nome .
Si sentí chiamare da un'ombra lunghissima , vestita sobriamente con giacca e cravatta .
Un anziano di razza caucasica , di sembianze poco appariscenti e modi piuttosto bruschi .
Rimba , pur incuriosito , finse d'immergersi nella lettura .
In realtá , stava pensando se e come contraccambiare l'attenzione di cui si sentiva bersaglio .
Non ebbe tempo d'elaborare i suoi pensieri per molto .
L'uomo gli strappó il libro dalle mani , esaminó la copertina per un istante , sfoglió alcune pagine a caso , e scoppió immediatamente in una fragorosa risata !
Pronunció anche tre parole poco rassicuranti , un insulto , con il tono che un genitore esasperato userebbe per redarguire un figlio degenere .
Poi -  senza attendere risposta alla domanda : « Ma lo sai cosa stai leggendo ? » - continuó , come accingendosi a fare dell'ironia un esercizio letterario :
« Si tratta d'un Manuale di Apicultura , scritto in Russo , lingua che non credo tu conosca .. » .
Gettó il libro senza neppure richiuderlo in direzione d'un cestino dei rifiuti , e se ne andó rapidamente come era arrivato .
Da allora la vita di Rimba cambió radicalmente .
Decise che proprio quell'enorme albero Banyan sotto il quale si trovava , sarebbe diventato la sua casa permanente .
Non si spostó piú da lí , se non in casi eccezionali .
Si lasció avvicinare da tutti , ed a tutti forní una buona parola di speranza , che sempre finse di leggere in quel libro antico dalla copertina blú .









lunedì 27 maggio 2013

NUA / NUDA .









DEITO-ME DE COSTAS / MI SDRAIO ALL'INDIETRO
NAQUELE SONHO / IN QUEL SOGNO
NÃO SONHADO POR COMPLETO , / NON SOGNATO INTERAMENTE ,
NUVENS , A RODOPIAR , / NUVOLE , VORTICOSE ,
JUNTAM-SE NUM DESENHO , / S'UNISCONO IN UN DISEGNO ,
MAPA DA GEOGRAFIA / MAPPA DELLA GEOGRAFIA
DUN PLANETA GRUMOSO , / D'UN PIANETO GRUMOSO ,
ADORNO DE GRISANDA : / ADORNO DI GRISANDA :
ESTOU / SONO
CRUCIFICADA NA RELVA , / CRUCIFICATA NELL'ERBA ,
VEJO RELAMPAGOS / VEDO FULMINI
DEITAR-SE / DISTENDERSI
AO MEU LADO . / AL MIO LATO .

QUANDO , MENINA , / QUANDO , BAMBINA ,
COMIA CEREJAS PARA / MANGIAVO CILIEGIE PER
APAGAR-LHES / CANCELLARNE
O BRILHO DA BELEZA , / IL LUCCICHIO DELLA BELLEZZA ,
DEVORAVA TAMBEM / DIVORAVO ANCHE
ESTRELAS QUE ME ROÇAVAM / STELLE CHE MI SFIORAVANO
NO FOCINHO , E , / IL MUSINO , E ,
ALUCINADA , / ALLUCINATA ,
ENTERRAVA / INTERRAVO
AGULHAS ENSANGUENTADAS / AGHI INSANGUINATI ,
NUM NINHO / IN UN NIDO
DE FORMIGAS . / DI FORMICHE .

AGORA , / ADESSO ,
PREFIRO FICAR NUA / PREFERISCO RIMANERE NUDA ,
Á BEIRA DUM TERRAÇO CHEIO / A LATO D'UN TERRAZZO PIENO
DE GENTE , / DI GENTE ,
COM QUEM TROCO / CON CUI SCAMBIO
INSULTOS RUIDOSOS , / INSULTI RUMOROSI ,
PESCADORA SEM CANA , / PESCATRICE SENZA CANNA ,
SENTO-ME NA VERANDA , / MI SIEDO NELLA VERANDA ,
ATO UM FIO SOLTO / LEGO UN FILO SCIOLTO
Á VOLTA DOS DEDOS , / INTORNO ALLE DITA ,
HESITO / ESITO
A PREGAR MANGAS / A CUCIRE MANICHE
AO MEU VESTIDO . / AL MIO VESTITO .

OUVE-SE AO LONGE / S'ODE LONTANO
UM COMBOIO FADIGADO , / UN TRENO AFFATICATO ,
RONCEIRO , / INDOLENTE ,
PERTO DE ENTRAR / VICINO AD ENTRARE
NA SOMBRA DA SUA GARE ; / ALL'OMBRA DELLA SUA STAZIONE :
NO ESPELHO MEU , / NELLO SPECCHIO MIO
TUDO SE DOBRA , / TUTTO SI RADDOPPIA ,
ME ATINGE , / M'ATTINGE ,
CAMINHAM PAREDES , / CAMMINANO PARETI ,
OUVEM / ASCOLTANO
O ALFABETO AZUL / L'ALFABETO AZZURRO
DUMA LINGUA PRIMORDIAL . / D'UNA LINGUA PRIMORDIALE .

EU ESCAPO IMPUNE / IO SCAPPO IMPUNE ,
COMO / COME
GATO QUE NÃO QUER DONO , / GATTO CHE NON VUOLE PADRONE ,
TOURO QUE AINDA / TORO NON ANCORA
NÃO FOI CORRIDO , / ASSOGGETTATO ,
UM INDIO CAÇADO POR / UN INDIO CACCIATO DA
COWBOYS DUM CARROSEL / COWBOYS D'UN CAROSELLO
PEGAJOSO QUE DÁ PERNAS / APPICCICOSO CHE DA GAMBE
AO MUNDO . / AL MONDO .

NAQUELE SONHO / IN QUEL SOGNO
NÃO SONHADO POR COMPLETO , / NON SOGNATO INTERAMENTE ,
LANÇO-ME DE CABEÇA MOLHADA , / MI LANCIO CON LA TESTA BAGNATA ,
MERGULHO AO VAZIO / MI TUFFO NEL VUOTO
- DESGARRADAMENTE - / - SPERDUTAMENTE -
E A NADA SERVE / E A NIENTE SERVE
MEDIR O HORIZONTE , / MISURARE L'ORIZZONTE ,
DESPEJAR BALDES DE AREIA , / VUOTARE SECCHI DI SABBIA ,
DIVIDIR / DIVIDERE
UM FRUTO POR DENTRO : / UN FRUTTO DAL DENTRO :
ATERRARIA / ATTERREREI
NO SONO DOS OUTROS , / NEL SONNO DEGLI ALTRI ,
NO CEU DE / NEL CIELO DI
CIMENTO FLAVO , / CEMENTO BIONDO ,
QUE PARECE / CHE SEMBRA
CHARCO DE URINA QUENTE , / STAGNO D'URINA CALDA ,
IMÓVEL ASSENTO / IMMOBILE SCANNO
DUMA COBRA DE SALITRE . / D'UN SERPENTE DI SALNITRO .












giovedì 16 maggio 2013

MERCADORES DE RUA / MERCANTI DI STRADA .











MERCADORES DE RUA / MERCANTI DI STRADA
VENDEM PEDRAS , / VENDONO PIETRE ,
QUE SALPICAM / CHE SCHIZZANO
BRILHO NA ESCURIDÃO , / SCINTILLE NELL'OSCURITÁ ,
BAIXAM PREÇOS / RIDUCONO PREZZI
PARA METADE , / DELLA METÁ ,
PROMETEM ESTRELAS / PROMETTONO STELLE
ENTRE / TRA
ESPECIARIAS DE BAZAR . / SPEZIE DA BAZAR .

DE DIA , / DI GIORNO
NINGUEM REPARA / NESSUNO S'ACCORGE
NAQUELE ENCANTO , / DI QUELL'INCANTO ,
BEBE-SE AR , / SI BEVE ARIA ,
ENGOLE-SE TERRA , / S'INGOIA TERRA ,
DECORAM-SE / SI DECORANO
FUNGOS ALARANJADOS / FUNGHI ARANCIATI
EM FORMA DE CRUZ . / A FORMA DI CROCE .

LUSTRAM-SE MÃOS / SI LUSTRANO MANI
Á PROCURA / ALLA RICERCA
DE OBJECTOS VIVOS , / D'OGGETTI VIVI ,
DE CHEIROS AMARGOS , / D'ODORI AMARI ,
FRITOS EMBRULHADOS , / FRITTI INCARTOCCIATI ,
VESTIDOS DE CRIANÇA , / VESTITI INFANTILI ,
TAPETES , / TAPPETI ,
AMARRADOS / LEGATI
DENTRO DUMA MALA QUE / IN UNA VALIGIA CHE
NUNCA SE TORNE / NON DIVENTI MAI
PESADA . / PESANTE .

ARRASTA-ME / MI TRASCINA
UMA CORRENTE ANALFABETA / UNA CORRENTE ANALFABETA
DE OLHOS FECHADOS , / D'OCCHI SERRATI ,
CABELOS CASTANHOS , / CAPELLI CASTANI ,
ADIVINHADOS NOS LENÇOS , / IMMAGINATI NEI FOULARD ,
BANAIS , / BANALI ,
CONFUNDIDAS MASCARAS / CONFUSE MASCHERE
DE TRE BURACOS / DI TRE BUCHI
IGUAIS . / UGUALI .

MENTIRAS DE BAMBÚ / MENZOGNE DI BAMBÚ
AGARRAM ESPADAS , / AFFERRANO SPADE ,
UMAS ÁS OUTRAS / LE UNE CON LE ALTRE
SE ABRIGAM / SI PROTEGGONO
SEM BATALAR , / SENZA BATTAGLIARE ,
PROCEDEM JUNTAS / PROCEDONO UNITE
NA AUTOESTRADA / SULL'AUTOSTRADA
SEM DUVIDAR . / SENZA DUBITARE .

ATRAVESSAM / ATTRAVERSANO
O PASSEIO COMO / IL MARCIAPIEDE COME
GADO FAMINTO OU / BESTIAME AFFAMATO O
COMBOIOS DE MERCADORIA ; / TRENI MERCI ;
TAPAM JANELAS / TAPPANO LE FINESTRE
COM / CON
LINHO E ALGODÃO . / LINO E COTONE .

POR CIMA / IN CIMA
DUM COLCHÃO , / AD UN MATERSASSO ,
O MANAR DAS MAMAS , / LO SPRIZZARE DELLE TETTE ,
INSOLENTE , / INSOLENTE ,
ATERRORIZA / TERRORIZZA
O COCHICHAR DUM VELHO , / I BISBIGLI D'UN VECCHIO
QUE JÁ SE SENTE / CHE GIÁ SI SENTE
ANIMAL DE ABATE . / ANIMALE D'ABBATTERE .

TODOS , / TUTTI ,
APERTADOS NAS VISCERAS / STRETTI NELLE VISCERE
DUM SONHO ACHAMORRADO , / D'UN SOGNO SCHIACCIATO ,
CAIDOS / CADUTI
DENTRO DUM TARRO / DENTRO AD UN SECCHIO
DE LEITE PIGMENTADO , / DI LATTE PIGMENTATO .
OUVIMOS / UDIAMO
- DISTINTAMENTE - / - DISTINTAMENTE -
O CLAMOR DUM APLAUSO / IL CLAMORE D'UN APPLAUSO
SURGIR / CHE SORGE
DO OUTRO LADO / DALL'ALTRO LATO
DO ALTAR . / DELL'ALTARE .

EM SITIO ESCUSO , / IN LUOGO OCCULTO
ECOA ASSIM , / ECHEGGIA COSÍ ,
FOSFORESCENTE , / FOSFORESCENTE ,
A COIVARA SEDENTA , / IL FALÓ ASSETATO ,
ALISAM-SE / SI LISCIANO
PEDRAS NA CALÇADA , / PIETRE DEL SELCIATO ,
PAISAGENS / PAESEGGI
DO NOSSO MOSAICO / DEL NOSTRO MOSAICO
CALCAM-SE NA BRASA , / SI CALCANO NELLA BRACE ,
QUANDO NO RIO , / QUANDO NEL FIUME ,
FLUTUANTES SINAIS / FLUTTUANTI SEGNALI
DO INVERNO INEVITAVEL , / DELL'INVERNO INEVITABILE ,
ADENSAM-SE / S'ADDENSANO
NUMA ILHA LENTA / IN UNA ISOLA LENTA
E CANA . / E CANUTA .














lunedì 6 maggio 2013

IL CONTRO-TEMPORALE SU GETONIO .










Se , per noi umani , il Temporale é una rischiosa avversitá atmosferica , da cui conviene proteggersi , sul Pianeta di Getonio costituisce una dolce e benefica manifestazione dell'Equilibrio Naturale .
L'energia che si sprigiona in un solo lampo , qui , ci sembra enorme e devastante . Irresistibile .
Tra le dense nuvole , sopra le nostre teste indifese , lo é - indubbiamente .
Ma non dimentichiamoci che , se potessimo incanalarla ed immagazzinarla , si rivelerebbe estremamente utile e produttiva .
Mentre attendiamo che qualche geniazzo elabori il modo per succhiare dal Cielo tutto il potere della sua incazzatura , lasciate che vi racconti cosa avviene altrove .
Prima di tutto - peró - é meglio ubicare Getonio : si trova nella Galassia di Frevesta ed é uno dei 15 pianeti che orbitano intorno a Ghiop .
A poco piú d'un miliardo d'anni-luce dalla Terra .
Non eccessivamente lontano , in termini cosmici .
Lassú ( o " laggiú " - a secondo del punto d'osservazione ) i lampi non scaturiscono da perturbazioni , perché non esiste un'atmosfera sufficientemente densa per provocarle .
Si originano - invece - dal suolo e raggiungono il cielo , slanciandosi verso le altre stelle .
Per intenderci , sono come piccole eruzioni vulcaniche d'energia elettrica , vibrazionale , che la crosta di quell'astro emette , piú o meno saltuariamente , a seconda delle stagioni .
Una volta appurati i benefici che una scarica di quelle produce su chi la riceva in-pieno , i Getoniesi , che sono dotati d'un corpo molto piú etereo e resistente del nostro , ne sono diventati ghiotti consumatori .
È quella la loro principale fonte di nutrimento .
E costituisce anche un'attivitá ludica che sta evolvendosi a livelli estremamente sofisticati .
Non esistendo differenze di sesso o d'etá come da noi , lá tutti , indistintamente , possono dedicarsi alla Caccia-al-Fulmine , con le stesse probabilitá di successo .
Il segreto consiste nel trovarsi al posto giusto nel momento giusto .
Ma , come in una lotteria il cui risultato si determina per caso , é impossibile prevedere dove e quando si sprigionerá un lampo .
Su Getonio - peró - nessuno crede nella Fortuna , entitá astratta ed artificiale invocata dagli incapaci .
Né tantomeno si deambula con atteggiamento immanentistico alla ricerca di segnali che permettano di sospettare future manifestazioni elettriche.
Non ci si avvale di strumenti e statistiche , non si elaborano grafici o atlanti per programmare e semplificare la ricerca .
La topologia della spazialitá é utile soltanto in un pianeta inferiore come la Terra .
Per spiegare come si relazionano all'ambiente i Getonesi non é necessario ricorrere a concetti molto sofisticati .
Lá é tutto semplicissimo .
Si ricorre al proprio istinto .
Cosí appare la via che conduce dove si pensa d'incontrare l'intelligenza superiore che regola i fenomeni cosmici .
Il metodo é infallibile .
Pensando , si provocano vibrazioni magnetiche di tale intensitá che , in confronto , i nostri lampi , sono piccole scintille di fiammifero .
È il caso d'affermare che su Getonio ognuno si fulmina da sé , come e quando vuole !