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POTENDO SCEGLIERE , PREFERIRESTE :

NEI FILM , LA NUDITÁ È UM ELEMENTO IMPORTANTE ?

martedì 30 settembre 2014

TALILIA .












Per noi , persone " normali " , un'escursione al supermercato raramente riserva sorprese , o si rivela molto interessante .
Si tratta semplicemente di recarsi dov'é facile l'approvvigionamento .
Lí , in pochi minuti , raccogliamo prodotti di cui crediamo d'aver bisogno .
Annoiati dalla banalitá di tale attivitá , cerchiamo d'espletarla in modo efficiente e veloce , senza impegnarci piú del dovuto , o indugiare eccessivamente .
E , dopo aver effettuato il pagamento , incamminandoci verso l'uscita , proviamo soltanto un senso di sollievo , la sensazione d'aver compiuto il nostro dovere .
Non sentiamo rancore o rimpianto , né tantomeno ci lasciamo sopraffare dalla nostalgia .
Escludiamo ogni coinvolgimento intimo , quasi mai accettiamo di commuoverci in un luogo cosí .

Talilia , invece , vi trova tanti amici , a cui dedica una visita quotidiana .
Da bambina , quando accompagnava la mamma a fare la spesa , una volta all'interno del supermercato , si sentiva perdere in un oceano di sensazioni estremamente coinvolgenti .
Non riusciva a trattenere urla e pianti , provocati da visioni poco rassicuranti .
Adesso , in etá adulta , non si spaventa piú .
Per lei , Medium vidente , é diventato normale contattare coloro che noi non possiamo scorgere .
Cosí , non osserva articoli esposti negli scaffali , per compararne qualitá e prezzo , non cade nella trappola delle offerte promozionali .
Certo , s'appoggia , come tutti , ad un carrello e lo conduce per i corridoi .
Ma , se vi sistema una confezione di salumi o una bottiglia d'acqua minerale , é soltanto per dissimulare le sue intenzioni , per passare inosservata .
Chi é attento - comunque - nota subito che non é una compratrice qualsiasi .
Gesticola spesso in direzione d'oggetti apparentemente inanimati , accompagnando il movimento delle mani con qualche espressione verbale .
Si tratta di conversazioni intavolate con spiriti presenti , e che impongono una partecipazione intensa , una sequenza serrata di contatti .
Talilia ne ricava preziosi suggerimenti , a volte conferma una convinzione , o abbandona qualche dubbio .
Quello che piú le importa é - peró - offrire ascolto a chi lo richiede .
Sa bene che spiriti che , una volta liberatisi del corpo , scelgono d'aleggiare in un supermercato , non sono di grande elevazione morale .
Indubbiamente si tratta d'entitá vincolate ad aspetti materiali dell'esistenza terrena ,  che credono d'aver ancora necessitá fisiche da soddisfare .
Ma , potendo esprimersi per le facoltá medianiche d'un essere umano , non si sentono abbandonati ed allontanano la disperazione .
Grazie alla pazienza di Talilia , acquistano , un poco per volta , coscienza della loro condizione .

Non dimentichiamoci mai di chi non possiamo vedere .
Rivolgiamogli un pensiero gentile , una parola dolce , un augurio affettuoso .
Trasformeremo cosí , arricchendoli , i momenti piú scialbi della vita .
Anche in uno squallido supermercato , ci faremo nuovi amici , piú disinteressati e fedeli di quelli che vediamo con i nostri occhi
Ed un giorno , di qui o di lá , qualcuno che abbiamo aiutato a risorgere , si ricorderá di noi e ci ripagherá nel momento del bisogno .










martedì 23 settembre 2014

LA STORIA DEI DUE POZZI ...












Lasciare questa Terra é sempre difficile .
Indipendentemente dalla filosofia utilizzata per dare un significato alla propria vita , chi é in punto di morte si vede assalire da molti dubbi .
Prova paura , si sente smarrire .
In soccorso , accorrono persone care , che gli si stringono attorno e , con attenzioni affettuose , riducono l'impatto dell'imminente distacco .
Ma , in momenti tanto dolorosi e stressanti , si perde spesso l'opportunitá di effettuare importanti comunicazioni .
Succede cosí che , raramente , si tramandino tutte le volontá di chi parte .
Molti suggerimenti e consigli , utilissimi per chi rimane , o non vengono rivelati , oppure sono soggetti ad un'interpretazione aleatoria e circostanziale .

Saggiamente , Jofrel , convocó i due figli , appena capí che non si sarebbe piú alzato dal letto .
Vafrez e Crealim non tardarono piú di pochi minuti a raggiungere il capannone alle porte del villaggio , dove il genitore , dopo piú d'un anno di cure , era stato dichiarato inguaribile .
Nel cubicolo scuro , si resero subito conto della gravitá della situazione .
Avvicinaro , quindi , le sedie al letto , e prestarono la massima attenzione a quanto udirono :
- « Amati miei , presto non saró piú qui per risolvervi i problemi , ma lasceró tutto in modo che a voi la vita risulti il piú facile possibile ! Da quando vostra madre ci ha lasciati , non ho pensato ad altro che al vostro futuro . »
I due , commossi , s'alzarono per contendersi l'onore di abbracciarlo , silenziosamente .
Ma Jofrel li allontanó , per poter continuare il discorso :
- « Tu Vafrez occuperai la casa e la proprietá dove sei nato , mentre a tuo fratello ho destinato il terreno dove giocavate sempre da piccoli . Lí ho fatto costruire la sua dimora . Cosí sarete indipendenti e sicuri , non dovrete dipendere da nessun'altro .  È importante peró che ognuno di voi scavi un pozzo nel proprio giardino ! »
Intervenne subito Crealim , non nascondendo stupore e diffidenza : - « Un pozzo ?? ... Che assurditá , vivremo a pochi metri dal fiume , dove l'acqua non é mai mancata e mai mancherá .. »
Il moribondo , ormai in stato confusionale , non si spazientí .
Sorrise teneramente , alzando gli occhi al cielo
Poi , misurando le parole , forní quella che avrebbe voluto fosse una spiegazione :
- « Non sará per estrarre nulla dalla terra che scaverete , piuttosto per aggiungervi qualcosa di vostro .... solo cosí potrete ... » - ma la frase rimase in sospeso , furono quelle le ultime parole di Jofrel .
Dopo i solenni funerali , che durarono un'intera settimana , Vafrez e Crealim si misero all'opera , per obbedire alle istruzioni del padre .
Né l'uno né l'altro ne capivano il perché - peró .
Cosí , dopo aver raggiunto la falda acquifera con pochi metri d'escavazione , si fermarono , pensando d'aver assolto il proprio dovere .
Vafrez edificó un parapetto e coprí l'accesso con una tavola di legno .
Cercó poi d'ignorare quella che considerava un'inutilitá stravagante , l'ultimo capriccio d'un uomo corroso dalla malattia .
Suo fratello - invece - mantenne aperto il suo pozzo e si recava spesso a guardarci dentro , sia di giorno che di notte .
Oltre a sole , luna e stelle , vedeva rispecchiarsi sé stesso .
Cominció a considerare un'ottica differente , a piacersi di piú .
Una sera , poco dopo il tramonto , sentí l'impulso irrefrenabile di pronunciare qualche parola .
E non si stupí affatto sentendosi rispondere .
Scoprí cosí , in modo davvero insolito , l'importanza di conoscersi .
Benedí allora le ultime parole del padre .
Ogni qual volta si sentisse confrontato da un problema o fosse oggetto di perturbazione , correva in giardino aspettandosi aiuto  .
Ricorse molto spesso alla sua immagine riflessa , e seppe ricavarne estrema gioia ed armonia .
Il fratello - intanto - continuava la sua esistenza infelice , estremamente egoista ed affannosa .
Non vedendoci alcuna utilitá pratica , decise , un giorno , d'eliminare il suo pozzo , per far posto ad un garage .
Chiese cosí una mano a Crealim , che - peró - tentó di dissuaderlo , ricordandogli l'impegno assunto nei confronti di Jofrel morente .
Inutilmente .
Vafrel , brandendo un piccone andó , da solo , in giardino , incurante della pioggia violenta d'un temporale estivo .
In un attimo di distrazione e stizza , proprio mentre s'accingeva a smantellarlo , scivoló all'interno del pozzo , per non uscirci mai piú .
Lí trovó sé stesso , anche se molto tardivamente .



mercoledì 17 settembre 2014

IL GIARDINO DI GRALIM .












In una ridente localitá della Mesopotamia , Gralim , facoltosissimo commerciante , abituato a permettersi tutti i lussi d'una vita agiata , sentendosi ormai vicino alla fine dell'esistenza terrena , decise di organizzare un imponente giardino .
Pensó che - dedicandolo a sé stesso - si sarebbe garantito un po' d'eternitá .
S'immaginó vivo anche dopo la morte , per mezzo delle piante piú rare , ed i fiori piú spettacolari .
Incaricó quindi i tre giardinieri piú stimati della zona , dando loro completa libertá d'azione , ed illimitati mezzi economici per realizzare l'opera .
Ma - data l'importanza che attribuiva al progetto - lo accompagnó con estremo interesse e preoccupazione .
Non si stupí quando Biossim , il piú giovane e meno esperto dei tre , preferí importare 54 differenti varietá di rosai , dei colori piú insoliti , per poi sistemarli in un monticello artificiale , di fronte ad un piccolo stagno , creato per ospitare ninfee gigantesche .
Si congratuló con lui e lo retribuí molto generosamente .
Treffoal , al termine di tante acquisizioni di cui s'occupó , allestí una piccola foresta di conifere e quercie , agili e promettenti .
Garantí , cosí , ombra e protezione per le specie piú delicate di violette e nasturzi , che raccolse in 5 aiuole concentriche , decorate con getti d'acqua iridescente , e tre minuscoli mulini-a-vento .
Il suo lavoro venne particolarmente apprezzato da Gralim , che non lesinó nella ricompensa .
Il terzo giardiniere , di nome Marezim , in pensione da molto tempo , viveva in cima ad una montagna , nella casa che s'era costruito , utilizzando soltanto materiali derivanti da demolizioni .
Non avrebbe accettato l'incarico .
Ma , quando Gralim andó a cercarlo di persona , sentí una necessitá imperiosa d'aiutarlo .
Cosí si lasció convincere .
Impose solo una condizione , quella di poter agire senza venire questionato .
Ed aggiunse : « Il mio contributo si concretizzerá nei tempi e nei modi piú appropiati . Ma senza fiducia , nessuno l'apprezzerá ! » .
A dire il vero , dedicó pochissimo tempo al suo compito , si recó una volta appena al giardino .
Svuotó il contenuto d'un sacchetto , di carta bruna , in alcune cavitá del terreno , nell'angolo lasciato incolto , come aveva richiesto ai due colleghi .
Poi se ne ritornó sulla sua montagna .
Quando gli venne comunicato che il giardino era pronto , Gralim non riuscí a contenere l'impazienza .
Si precipitó , di prima mattina , a perlustrarlo nei minimi dettagli , ammirandone tutte le bellezze .
Rimase deluso - peró - vedendo zolle aride , dalle quali non traspariva alcuna crescita .
Sapeva che quello era l'angolo del vecchio giardiniere .
Ricordandosi delle sue sagge parole  , si mantenne calmo , nell'aspettativa .
Ma , dopo mesi trascorsi senza vedere alcun risultato , pensó fosse necessario chiedere spiegazioni .
Andó in cima alla montagna , dove venne accolto con un sorriso enigmatico ed un gesto della mano .
Marezim non rispose a domande dirette , si limitó ad ossevare : « La Natura é grande maestra , non agisce con precipitazione , sa che le opere migliori sono quelle costruite con pazienza ! » ed indicó una nube che , pigramente , s'attardava intorno al Sole .
Passarono tre anni da quell'occasione .
Nel giadino , ancor piú spettacolare e rigoglioso , si manteva inalterata la zona brulla voluta dal vecchio giadiniere , una macchia triste , inutile , stonata in quel caleidoscopio lussureggiante .
Gralim non attese oltre , decise di confrontare l'autore di quell'insuccesso .
Colto da un attacco di frenesia , s'incamminó rapidamente verso la montagna .
Ma il corpo , vetusto e fragile , non gli permise di raggiungerne la cima .
Rimase senza vita , a pochi metri dalla casa di Marezim .
Dopo il suntuoso funerale , gli eredi di Gralim si spartirono ogni proprietá .
Ma del giardino , a cui non si sapeva attribuire valore commerciale , nessuno si occupó piú .
Piante vigorose e fiori sublimi , a poco a poco , risentendo dell'abbandono , si ritrovarono in condizioni pietose .
Dopo cinque anni , il piú bel giardino della Mesopotamia divenne una fetta di deserto , senza alcun segno di vita .
Fu allora che , nella parte di terreno dove Marezim aveva seminato , apparvero i primi germogli , rigogliosi ed intraprendenti .
In pochi giorni , un fitto intreccio di giovani canne manifestó la sua presenza , ondeggiando con gioia , elevando le braccia al cielo , in un gesto di ringraziamento .
Come ben sanno in Cina e Giappone , il Bambú impiega sette anni per sviluppare la complessa rete di radici , che permetteranno , poi , una crescita sorprendente , rapidissima .
Durante tutto quel tempo , alla superficie non si nota alcuna attivitá .
Ma non significa che la Natura stia dormendo o che si sia dimenticata d'agire .
È che sta edificando un'opera senza pari , che non potrebbe apparire in tempi piú corti .
Se Gralim lo avesse capito , fiducioso d'aver lasciato una traccia indelebile nel suo giardino , si sarebbe incamminato in pace verso quella montagna .













lunedì 15 settembre 2014

ALDO & FILIPPO .












Condannati ad un paio d'anni di prigione per inadempienze fiscali , Aldo e Filippo si ritrovarono nella stessa cella d'un penitenziario , ubicato vicino ad una stazione ferroviaria , alla periferia d'una grande cittá .
Vittime dell'ignoranza , e di regole per loro difficili da comprendere , cercarono rapidamente d'adeguarsi alla condizione di reclusi .
Dopo la prima settimana - passata a recriminare ed a raccontarsi i propri guai - fu Aldo , il piú anziano e meno perturbato dei due , a proporre di reagire .
Spiegó , al suo compagno di sventura , come fosse importante non perdere contatto con il mondo , dal quale erano stati allontanati , e nel quale si sarebbero integrati di nuovo , una volta scontata la pena .
Oltre alla porta , blindata e munita di spioncino di vetro opaco , l'unica apertura era costituita da una feritoia sistemata molto in alto , a due metri e mezzo dal pavimento , attraverso la quale , pochi raggi di sole filtravano , soltanto nel mezzo della giornata .
Anche arrampicandosi fino al soffitto , e guardando direttamente verso l'esterno , lo spettacolo non avrebbe offerto altro che una fettina di cielo costellata , molto occasionalmente , dalla scia eterea lasciata da un aereo commerciale .
Per ovviare alla mancanza di libertá e comunicazione , Aldo ebbe un'idea . 
Decise che avrebbe scavato un piccolo tunnel di pochi centimetri , ovviamente insufficiente come via di fuga , ma ideale per poter dare un'occhiata verso la stazione .
Filippo - peró - non collaboró al'opera , forse per paura di venir coinvolto in qualche altro reato , o ,  semplicemete per pigrizia e noncuranza .
Mugugnando , si limitó a rimanere - in piedi - vicino alla porta , mentre avveniva lo scavo .
Disse di non sentirsi minimamente beneficiato da un'iniziativa , che non avrebbe aperto nessuna prospettiva interessante .
Aldo allargó appena una crepa della parete , a lato della sua brandina , ottenendo un piccolo orificio . Solo contorcendosi , con grande difficoltá e circospezione , poteva cosí sbirciare verso la stazione .
Non per questo si dimenticó di rendere partecipe Filippo , al quale , ogni giorno , per lunghe ore , offríva , con incredibile dovizia di dettagli , resoconti del panorama a cui s'era creato accesso .
In tal modo , mitigó enormemente la solitudine del compagno di cella , lo portó spesso lontano dalla tristezza della sua condizione .
Come quando , entusiasmandosi , raccontó : 
«  Vedo la biodina , quella che , ricordi ? , ogni giorno esce da scuola a quest'ora , lascia indietro le colleghe per arrivare prima di loro , sempre di corsa , sinuosa e snella come una gazzella in cerca dell'ombra d'un quercia , ma che succede adesso ? torna sui suoi passi , non sembra minimamente preoccupata di prendere il treno , si guarda in giro come se avesse un appuntamento . Sul suo viso scorgo impazienza e tensione , ma il sorriso malizioso non scompare , anzi s'evidenzia ancor di piú . Ahh ... capisco .. quel ragazzo bruno , vestito con camicia a quadri e pantaloni verdi rimboccati al ginocchio , dev'essere con lui che si deve incontrare , sí , sí , s'avvicinano a passi larghi , ecco s'abbracciano , lui la stringe a sé come in una danza sensuale , é lei peró a condurlo verso la panchina , da dove si sono appena alzati quei due anziani che , l'altro giorno , erano in compagnia del figlio e dei due nipotini . »
E migliaia d'altre descrizioni , sempre dettagliate ed avvincenti , fino a che , una mattina d'Aprile , venne chiamato dalla Guardia per riacquistare la libertá .
Salutó allora Filippo con un abbraccio fraterno , indossó una giacca demodé e jeans d'una taglia di troppo .
Ma non raccolse i pochi oggetti che gli appartenevano .
Barcollando , s'incamminó verso l'uscita , sorretto dal secondino . il quale voltandosi per chiudere la cella a chiave , esclamó : 
« Nessuno direbbe che quest'uomo è cieco dalla nascita , vero ? »













venerdì 12 settembre 2014

VAGARELLO , ALBERO DA GUARDIA PENSIONATO ANTICIPATAMENTE .















In ogni foresta , anche la piú piccola e circoscritta , esiste una conifera che s'occupa di fare la guardia .
Di solito é snella e sinuosa , ricoperta di fogliame compatto ed esuberante .
Si veste di scuro , ma quando un raggio di luce la raggiunge , brilla di resina iridescente .
Con eleganza e sussiego , eleva rami ad un'altezza considerevole , in modo da non lasciarsi sfuggire nulla di quello che avviene attorno .
Passa tutto il suo tempo a scrutare l'orizzonte e , neppure di notte , chiude occhio .
La sua - peró - é una missione che non sempre viene riconosciuta ed apprezzata dagli altri alberi , colleghi invidiosi , o semplicemente ignoranti .
Spesso sparlano di lei , dicono ch'é altezzosa e antipatica , che si dovrebbe rimpiazzarla al piú presto .
Ma mai nessuno si prende il coraggio di cambiare , e , cosí , pur calunniata ed incompresa , la sentinella-del-bosco si mantiene al suo posto , attenta , continuando a vigilare .
È una realtá che tutti i botanici conoscono , non dovrebbe stupire nemmeno voi .
Avverto - quindi - che la storia di Vaganello costituisce un'eccezione , non va considerata come probabile .
Eppure é interessante , penso .
Il suo protagonista é un Abete Rosso , nato da piú di 200 anni .
Bellissimo e fiero , capace di resistere a qualsiasi vento .
Lo si riconosce per la forma slanciata , piramidale come quella d'un Albero-di-Natale .
Sul tronco si vedono distintamente squame di corteccia fulva , che ricordano la superficie rugosa d'un cetaceo incrostato di conchiglie .
Ha appreso - da molto tempo - a vivere in un ambiente ostile , marcato da temperature polari ed abbondanti cadute di neve , che non riesce a mantenersi a lungo attaccata agli aghi vischiosi del suo manto .
Faceva l'albero da guardia in un bosco ai piedi delle Alpi , in riva ad un laghetto paludoso .
Certo , suscitava gelosie e rancori in altri pini piú giovani , che avrebbero voluto rubargli il posto , ma , imperterrito , si dedicava giudiziosamente a proteggere anche loro .
Avrebbe voluto continuare cosí per qualche secolo ancora .
Ma , quando si vide arrivare ai piedi un veicolo giallo lampeggiante , da cui scesero uomini barbuti vestiti di plastica luccicante , capí immediatamente che non sarebbe stato piú possibile .
Si sentí scuotere , impacchettare , poi intorpidí sul ripiano d'un camion traballante che lo portó lontano .
Soltanto quando si ritrovó in piedi , riuscí a guardarsi intorno .
Non vide nessun altro albero della sua taglia , soltanto arbusti , aiuole delimitate da ciottoli levigati , ed un paio di panchine laccate d'azzurro .
Un giardino fiorito , curato ed ordinato come una scrivania giapponese , un luogo creato dall'egoismo d'un essere umano .
Vagarello pianse alcune lacrime di sorpresa , ma non si lasció sopraffare dallo sgomento .
Pensó subito , preoccupato , a chi , da quel momento , sarebbe rimasto senza la sua protezione diretta .
Invece di rimpiangere e recriminare , decise d'inviare al bosco nativo un messaggio di speranza ed amore .
Incaricó il vento della sera di trasportarlo fino alle montagne : « nessuno é indispensabile , niente dura per sempre , a volte é necessario trovarsi senza aiuto per capire quanto valiamo . Rimarrete per sempre nel mio cuore , ma é ora che facciate da soli , una Legge Naturale lo impone ! » .
Cosí Vagarello accettó la sua nuova condizione di Pensionato e tornó a vivere felice .






giovedì 11 settembre 2014

LE FORMICHE NON SI CHIAMANO PER NOME














La pioggia di meteoriti c'ostacola i movimenti e scoraggia ogni iniziativa .
La forza del vento che trasporta polvere di rame e polline di ciliegio , accartoccia ed asciuga veli nuziali , ruvidi come cuori afflitti da solitudine crudele ,
Vediamo nuvole scaricare rabbia sui rami frondosi , di betulle pronte a spogliarsi per accogliere uno scoiattolo infreddolito , e ci chiediamo se la neve tarderá ancora molto .
Lasciamo che la melanconia pervada la mente , ed alimenti pensieri , suggeriti da chi non ci vuole bene .
Ci dimentichiamo perché siamo qua ,








Rimba - quando si sofferma ad osservare con Amore il formicaio che si trova ai piedi del suo Baobab - sa che ogni manifestazione della Natura , anche se infima , racchiude il significato della nostra esistenza terrena .
Ripete spesso che , nell'immensitá universale , tutto quello che rappresentiamo é meno significativo d'un granello di sabbia .
Ma facciamo parte d'un contesto elaborato , come accade alle formichine .
Sono d'accordo a trarre una salutare lezione dalla loro organizzazione ed approccio vitale .
Peró , siccome non mi piacciono esempi banali e semplificazioni eccessive , non intendo enfatizzare gli aspetti sociali della vita in colonia .
Di quelli sono farciti centinaia di racconti destinati all'infanzia .
A me importa di piú che si consideri come spesso sbagliamo ad assumere protagonismo .
Considero l'umiltá una qualitá importante , indispensabile per costruirsi un'esistenza tranquilla , dove non entrino nefaste influenze e perniciosi conflitti .
Ecco perché concordo con Rimba , che esorta ad imparare dalle formiche , a seguirne l'esempio  .
Ovviamente , esiste una differenza fondamentale : loro seguono istinti a cui non possono sottrarsi , mentre noi umani abbiamo la libertá di scegliere .
Ma - anche concedendo che gli insetti non posseggono il nostro grado d'intelligenza - dovremmo ammettere che sanno vivere meglio di noi .
È perché la Natura non ne incoraggia l'individualitá , che costituisce il nocciolo dei nostri problemi .
Invito a fare un esperimento , per comprovare le salutari implicazioni dell'oblìo di sé stessi .
Provate , anche soltanto per un'ora della vostra giornata , a pensare ed agire come una formichina .
Non guardatevi intorno , in cerca di motivi di rabbia o delusione , aspettatevi dagli altri soltanto quello che vi possono dare , poco .
Cosí facendo , nessuno potrá offendervi o ferirvi , non si porrá nemmeno l'ipotesi di dover perdonare chi non si sia rivelato all'altezza delle vostre aspettative .
Invece di perdere tempo ed energie preziose analizzando l'operato altrui , troverete il modo d'entrare in contatto con la parte piú intima del vostro essere , quella dove abita l'Amore e non c'é posto per altro .
Forza , allora , sintonizziamo le nostre antenne , affiniamo le zampette e mettiamoci al lavoro !
Presto scorderemo anche come ci chiamano , ritorneremo ad essere incapaci di soffrire a causa degli altri , come quando , immersi in una piscina di gradevole liquido amniotico , tutto ci sembrava chiaro e semplice .
Rimba lo afferma spesso : « le formiche non si chiamano per nome , nessuna si crede piú importante o inferiore , non perdono la vita a lamentarsi o recriminare , a crearsi conflitti inutili ! » .
Perché mai noi , avvalendoci di nozioni ed esperienze millenarie , non possiamo fare lo stesso ?














venerdì 5 settembre 2014

LACRIME D'AMORE .














Nell'Universo , tutto si muove a causa dell'Amore .
È una forza poderosa , travolgente , capace di risolvere qualsiasi problema , di soddisfare necessitá imperiose , sollervarci al di sopra d'ogni disgazia .
È l'unico antidoto efficace , da utilizzare quando ci vediamo confrontati dal Male .
Certo , non viviamo ancora in un'epoca dominata da sentimenti puri ed incondizionati , forze tenebrose continuano ad esercitare il loro influsso pernicioso , un po' dappertutto .
Indubbiamente - peró - si scorgono numerosi segni di cambiamento .
Sono i primi germogli d'una foresta che , presto , ricoprirá il pianeta , per poi espandersi oltre i suoi confini , raggiungendo le stelle e rivaleggiando con il loro fulgore .
Per ora , se solo utilizzassimo quella fiamma che ci portiamo dentro da millenni e che illumina il cuore - invece di intestardirci ad usare la mente per valutare tutto e tutti - semplificheremmo enormemente la nostra esistenza .
Garantisco che la cura dell'Amore é la soluzione ottimale , invito ad applicarla in ogni aspetto della vostra esistenza .
Ma mi rendo conto che , non sempre , le migliori intenzioni raggiungono l'obiettivo che ci proponiamo .
Spesso , si arenano e soccombono , o non riescono a superare ostacoli altissimi , di cui é pieno il mondo .
Si rende necessario - quindi - imparare a convogliare il nostro Amore Universale , trovare un veicolo idoneo , che lo traporti dove é maggiormente richiesto .
Per svolgere questa funzione raramente basta il pensiero : con la telepatia ci muoviamo dappertutto , ma , é soltanto quando incontriamo un ricettore in sintonia , che possiamo trasmettergli messaggi .
Altrimenti le nostre onde si perdono nello spazio immenso .
Ecco perché dobbiamo ricorrere a qualche altro sistema .
Un'osservazione attenta della Natura , e dei suoi meravigliosi processi , ci permette di trovare la risposta al problema .
Ho cosí scoperto che la l'Amore viaggia , e raggiunge le sue destinazioni , attraverso un elemento comunissimo , ubiquitario : l'ACQUA !!
Forse non si tratta d'una sorpresa per nessuno , ma é comunque utile soffermarsi un pochino a considerarne le conseguenze .
Le piú frequenti manifestazioni affettive s'avvalgono d'uno scambio di fluidi , che trasmettono la forza dei sentimenti , vero ?
Non intendo qui riferirmi soltanto ai liquidi organici - dotati d'una base acquosa - ma é indubbio che anche una sola goccia , impregnata d'Amore , e depositata sulla fronte d'una persona , provoca una sensazione intensa .
Applichiamo ora il principio ad un contesto piú vasto , aprendo la porta che ci lega all'Universo .
Come naufraghi , tutti inviamo messaggi , utilizzando bottiglie , affidandole ai flutti ed alle correnti marine .
È cosí che comunichiamo , che illuminiamo anche il fondo dell'Oceano piú profondo .
Fate un favore a me ed a voi stessi : la prossima volta che porgete una bevanda , anche ad un estraneo , cercate d'infonderci il contenuto del cuore , d'energizzarla .
Riempitela di bollicine invisibili , di vibrazioni capaci di trasmettere le vostre intenzioni piú pure  .
Non mi riferisco al gas che vi si puó aggiungere , quello é solo un patetico artificio commerciale .
Passiamoci tutti il bicchiere della Felicitá !
Allo stesso modo , utilizziamo qualsiasi recipiente - grande o piccolo - che contenga un liquido acquoso .
Affidiamo ad un timido ruscello di montagna un pensiero altruista e generoso , lui saprá dove recapitarlo .
Sono strumenti ideali anche un fiume limaccioso , in una piena devastante , un rovescio torrenziale che lascia intrisi gli angolini piú reconditi , gli anfratti tra le roccie dove germogliano le anemoni selvagge , ed un banco di nebbia densa , apparentemente impenetrabile
Ma niente meglio d'un flusso di lacrime , indulgenti e cariche di compassione , trasmette il nostro messaggio d'Amore Universale .